(Cinecircolo Romano)

Nel centenario della nascita, il MoMA, Museum of Modern Art di New York, e Cinecittà festeggiano Marcello Mastroianni e la sua eredità artistica con la retrospettiva Marcello and Chiara Mastroianni: A Family Affair, che prenderà il via oggi, giovedì 12 dicembre, per concludersi domenica 5 gennaio 2025. In cartellone una selezione di 17 titoli, tra cui alcuni nuovi restauri realizzati da Cinecittà, e 6 pellicole interpretate da Chiara Mastroianni. L’attrice avrà l’onore di inaugurare le proiezioni, introducendo la prima americana del nuovo restauro realizzato da Cinecittà in 4K di Le Notti bianche (1957, Luchino Visconti), insieme alla presidente di Cinecittà, Chiara Sbarigia.

(MyMovies)

Oltre a presentare i film di suo padre, Chiara Mastroianni introdurrà alcuni dei suoi lavori più acclamati, tra cui la prima americana di Marcello mio (2024), diretto da Christophe Honoré, il 13 dicembre, presentato quest’anno in concorso al 77mo Festival di Cannes, un tenero doppio ritratto in cui l’attrice interpreta vari dei personaggi cinematografici di suo padre, riflettendo anche sulla propria vita. Nata nel 1972 da Marcello Mastroianni e Catherine Deneuve, l’attrice ha costruito una carriera di grande prestigio, contraddistinta da collaborazioni con importanti registi del cinema francese e internazionale. Il suo esordio nel film di André Téchiné La mia stagione preferita (Ma saison préférée,1993) le è valso una candidatura al César, e il continuo lavoro con Honoré riflette la sua dedizione nell’esplorare personaggi complessi.

Marcello Mastroianni (Gruppo di Besanez, Concessione di licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

La retrospettiva riproporrà al pubblico americano la poliedricità e l’eleganza innata che hanno caratterizzato tutti i personaggi interpretati da Marcello, protagonisti indimenticabili di capolavori diretti dai più grandi registi italiani del dopoguerra, un attore che credo possa  ritenersi il più iconico che il cinema italiano abbia mai avuto. Interprete dalla formazione teatrale (frequentò la scuola di Visconti), ha offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di caratterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività. Nell’alternare ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, è riuscito a dar vita ad un particolare mescolanza di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato.

Mastroianni in una sequenza di 8 ½ (Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=607601)

Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine. Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman, passando per Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, 1964, e Una giornata particolare di Ettore Scola, 1978) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola).

(Fonte parziale: sito di Cinecittà, immagine di copertina: https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=607601)

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