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Milano, Fondazione Cineteca Italiana: le rassegne in corso

Lucrecia Martel (Movieplayer)

Da ieri, lunedì 7, e fino a lunedì  21 gennaio, Fondazione Cineteca Italiana propone al Cinema Spazio Oberdan di Milano un omaggio alla regista argentina Lucrecia Martel, fra le cineaste  più interessanti del panorama contemporaneo. In programma, insieme agli altri tre lungometraggi da lei fino ad a oggi realizzati, il suo ultimo lavoro, Zama, tratto dall’omonimo bestseller di Antonio Di Benedetto, una storia ambientata alla fine del ‘700, che mette in scena un protagonista inquieto e insoddisfatto, Don Diego de Zama, il quale cerca di divincolarsi dalla stagnante paralisi della società che lo circonda, quest’ultima visualizzata  dalla Martel soprattutto attraverso l’incisiva composizione pittorica delle immagini, che favorisce la straniante immobilità di paesaggi e personaggi, fermi come frutti che marciscono al sole. Una visione del mondo in guisa di luogo insano, melmoso, stagnante, metafora di una condizione umana segnata da arida fragilità, del tutto coerente con la poetica dell’autrice, fin dai tempi del suo esordio nel lungometraggio con La ciénaga ( La palude), rimarcando così  una autorialità autentica, capace di toccare temi universali, propri di ogni essere umano. Continua a leggere

Il caso Paradine (The Paradine Case, 1947)

posterLondra, 1946. L’affascinante Mrs. Anna Maddalena Paradine (Alida Valli) riceve la visita della polizia nella sua agiata dimora. Fredda e distaccata, ascolta impassibile l’accusa che le viene rivolta, aver avvelenato o fatto avvelenare suo marito, il colonnello Paradine, cieco di guerra.
Tradotta in carcere, la donna riceve la visita di Sir Simon Flaquer (Charles Coburn), avvocato, che prova a confortarla assicurandole l’assistenza di uno stimato collega, Anthony Keane (Gregory Peck).
Questi però, felicemente sposato con la dolce e premurosa Gay (Ann Todd), fin dal primo colloquio non si manifesterà insensibile all’ambiguo fascino della signora Paradine, dai trascorsi di vita non propriamente limpidi, finendo presto con l’innamorarsene, tanto da formulare una particolare linea difensiva, sostenere il suicidio del colonnello, cui avrebbe collaborato il suo fedele attendente, André Latour (Louis Jordan)…
Il caso Paradine è un adattamento, ad opera di Alma Melville, moglie del regista Alfred Hitchcock, dell’omonimo romanzo di Robert Hichens, sul quale intervenne pesantemente come sceneggiatore il produttore David O’Selznick, che impose numerosi rimaneggiamenti al soggetto originale. Continua a leggere

Maureen O’Hara, fascino e temperamento

Maureen O'Hara

Maureen O’Hara

Ci ha lasciato una delle ultime stelle della “vecchia” Hollywood, l’attrice irlandese, naturalizzata statunitense, Maureen O’Hara (all’anagrafe M. Fitz-Simons, Dublino, 1920), morta lo scorso sabato, 24 ottobre, nella sua casa di Boise, in Idaho.
Dotata di un forte temperamento, in perfetta simbiosi con un fascino ben definito, cui offrivano risalto la chioma rossa e gli splendidi occhi verdi, O’Hara è ricordata in particolare per le interpretazioni offerte nei film di John Ford, come How Green Was My Valley (1941, Come era verde la mia valle, ispirato all’omonimo romanzo di Richard Llewellyn, 1939) e soprattutto The Quiet Man (1952, Un uomo tranquillo), dove teneva caparbiamente testa a Duke John Wayne, dando vita a dei duetti memorabili, replicati in certo qual modo, riecheggiando La bisbetica domata di Shakespeare, anche nel western McLintock! (Andrew V. McLaglen, 1963).
La sua carriera ebbe inizio da giovanissima, una serie di esperienze in radio e all’Ireland’s National Theatre di Dublino, per poi esordire sul grande schermo nel 1938, grazie all’attore Charles Laughton, che ebbe modo di notarla nel corso di un provino. Continua a leggere