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“Dia Silla – il giorno dell’ira”, il teaser trailer

Partendo dal requiem liturgico Dies irae, attribuito a Tommaso da Celano (datato attorno al 1200 dc), la tradizione orale ha rielaborato, nel corso dei secoli, quella che è a tutt’oggi ricordata come la Dia Silla, recitata dietro compenso da donne laiche le quali presiedevano i cimiteri durante il periodo dei morti.
La preghiera, in dialetto, come il testo originale latino, fa riferimento al giorno del giudizio universale e il suo contenuto è pervaso dal presagio di una sventura imminente.
Il documentario Dia Silla – Il giorno dell’ira raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti e le immagini dei luoghi colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 in centro Italia. La giornata del 18 gennaio 2017, che vede la concomitanza di forti nevicate, numerose scosse sismiche e la conseguente interruzione delle reti e vie di comunicazione,  lascia il segno tra la popolazione locale.
Tutto ciò in un territorio particolare e problematico come quello del comune di Acquasanta Terme: vasto, mal collegato e con un’età media della popolazione molto alta. Nel tentativo di salvaguardare la memoria di quelle giornate è nata la necessità di incontrare chi ne è stato testimone.
Le interviste hanno rivelato la possibilità di utilizzare una chiave interpretativa che fosse meno legata ai fatti di cronaca e che rivolgesse invece l’attenzione all’esperienza duale uomo-natura.Il documentario si caratterizza quindi per uno stile meditativo e contemplativo, il cui protagonista assoluto diventa il paesaggio. Continua a leggere

Il tarlo

Ideato e diretto da Paolo Buatti, al suo secondo lungometraggio dopo Il museo chiude quando l’autore è  stanco (2012, al quale hanno collaborato gli amici Luca Marino e Davide Luciani), Il tarlo è un documentario, girato dal 2013 al 2015, incentrato sulla figura di Francesco Diletti, novantenne marchigiano con un passato lavorativo di segretario ragioniere economo in un istituto tecnico commerciale ed ora abile artigiano dedito al restauro di orologi antichi, che ripara nel suo laboratorio ad Ascoli Piceno, provvedendo a ricostruirne gli elementi mancanti, lavorando il legno con passione e perizia.
D’altronde nel corso della sua esistenza ha sempre  messo in pratica “quanto gli passava per la testa in quel momento”, assecondando così intuizioni e passioni, dal gioco degli scacchi a quello delle bocce, passando per l’enigmistica e l’informatica. Francesco è un po’ come il legno pregiato, lo si lavora fino all’ultimo, per intero, altrimenti una volta “fermo” non è più buono a niente; eccolo quindi ripreso all’opera da Buatti, mentre descrive ogni caratteristica del materiale usato e tutte le riparazioni messe in atto, lucido ed indomito, mormorando, nel rimembrare il lavoro svolto e  tutte le passioni coltivate, di come stando in casa impiegherebbe il tempo “passando da una poltrona all’altra”… Continua a leggere