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La terra degli alberi caduti

Messico e nuvole, la faccia triste dell’America  cantava Enzo Jannacci nel 1970 e di cirri che vanno a coprire il consueto scenario da “bella cartolina” della repubblica federale al confine con gli Stati Uniti, ve ne sono molti e tutti insieme costituiscono una opprimente coltre di violenza e repressione, idonea ad ammantare ogni forma di legalità e libertà di espressione.
Spiagge assolate ed incantevoli tramonti costituiscono uno stereotipo radicato nell’immaginario collettivo, sostenuto anche dall’attuale presidente Enrique Peña Nieto, membro del Partito Rivoluzionario Istituzionale (in carica dal 1° dicembre 2102).
Claudio Cordova, giornalista calabrese, abbatte tale scenografia nel documentario La terra degli alberi caduti, produzione realizzata fra Italia e Messico, con la collaborazione dell’ Alta Escuela para la justicia, avallando uno stile essenziale e diretto nel coniugare cronaca e reportage (registi Antonio Morelli e Gabriel Dombek, riprese e fotografia di Atonatiuh Bacho).
Calandosi in prima persona nella ordinaria quotidianità messicana, Cordova ci invita a seguirlo, novello Virgilio, in un vero e proprio girone infernale, rendendosi funzionale e vibrante voce narrante. Continua a leggere

Claudio Sottocornola presenta in Calabria il suo ultimo libro, “Varietà”

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Giovedì 4 agosto e lunedì 8 agosto Claudio Sottocornola tornerà in Calabria per presentare il nuovissimo libro Varietà – Taccuino giornalistico: interviste, ritratti, recensioni, approfondimenti, ricerche su costume, società e spettacolo nell’Italia fra gli anni ’80 e ’90, pubblicato da Marna. A Locri, giovedì 4 agosto, dopo i saluti introduttivi dell’Assessore alla Cultura Avv. Anna Sofia, farà da moderatore il prof. Ugo Mollica, con interventi a cura delle professoresse Pina Cappelleri e Beatrice Bumbaca.
A Gioiosa Ionica, lunedì 8 agosto, interverrà l’assessore alla cultura Lidia Ritorto, mentre l’incontro sarà moderato da Maurizio Zavaglia, giornalista di Radio Gamma Gioiosa e de Il quotidiano del Sud, e Antonio Falcone, giornalista di Radio Gamma Gioiosa e critico cinematografico.
E’ un gradito ritorno in Calabria, quello di Claudio Sottocornola: l’intellettuale lombardo ha una storica frequentazione della Locride, dove ha spesso presentato i propri lavori e partecipato ad incontri ed eventi culturali.
Mia Martini, Beppe Grillo, Nino Manfredi, Gianni Morandi, Rita Pavone, Donovan, Enzo Jannacci, Vittorio Sgarbi e numerosi altri: sono i big che Sottocornola intervistò a cavallo tra anni ’80 e ’90, in un periodo di intensa attività giornalistica che oggi torna prepotentemente con Varietà, una raccolta delle interviste realizzate dal 1989 al 1994 (pubblicate su numerosi quotidiani come Il Giornale di Bergamo Oggi, L’Arena, Il Gazzettino, Il Quotidiano, L’Eco di Bergamo, Libertà, La Prealpina etc.), che immortala una fase cruciale nel percorso del filosofo del pop, così ribattezzato dalla critica per la sua attenzione ai linguaggi popular contemporanei. Continua a leggere

Un ricordo di Lino Toffolo

Lino Toffolo

Lino Toffolo

Che poliziotto Johnny bassotto come una freccia nella notte schizza via, passa dal tetto, entra nel letto d’ogni bimbo che racconta una bugia … Quante volte ho ascoltato, tenero bimbetto, questa canzone! Johnny bassotto era la sigla della trasmissione televisiva Anteprima di Chi?, nell’anno 1976 abbinata alla Lotteria Italia, e il testo, opera di Bruno Lauzi, veniva illustrato da un cartone animato che vedeva protagonista il simpatico cane del titolo, realizzato graficamente da Guido Manuli per la Bozzetto Film.
Ad eseguirla, insieme al coro I nostri figli di Nora Orlandi, Lino Toffolo, che all’epoca non conoscevo come quel poliedrico artista che tanto ha caratterizzato vari settori del mondo dello spettacolo italiano, spaziando dal cabaret alla musica, dal teatro al cinema, senza dimenticare le partecipazioni e le realizzazioni televisive, ma rimanevo egualmente colpito dalla particolarità della sua voce, che mi dava la sensazione di un adulto che non aveva del tutto perso la voglia di giocare e scherzare. Continua a leggere

Enzo Jannacci (1935-2013)

Enzo Jannacci

Enzo Jannacci

Enzo, Vincenzo, Jannacci ci ha lasciati ieri sera, venerdì 29 marzo. E’ stato tra i protagonisti più completi e concretamente estrosi della musica italiana, innovata e caratterizzata negli anni (dagli esordi nel ’56 come tastierista dei Rocky Mountains, voce Tony Dallara, per poi passare ad Adriano Celentano, I Rock Boys, ed arrivare al sodalizio con Giorgio Gaber, I due corsari, ’59, proseguendo da solista) con melodie particolari e testi sempre originali ma nel contempo attenti alla realtà, in particolare agli “ultimi”, gli sconfitti, i diseredati dalla vita, mediati attraverso il filtro del surreale e addolciti da toni poetici, venati anche da una certa malinconia.

Jannacci in una scena de "L'udienza"

Jannacci in una scena de “L’udienza”

Credo che alla lettura dei tanti articoli susseguitisi in queste ore Jannacci avrebbe fatto seguire la sua caratteristica risata o intonato seduta stante un Quelli che… adeguato alla situazione, ironico e sfottente. Ecco perché mi limito ad un semplice ricordo, anche come valido attore, in particolare ne Il frigorifero, insieme a Monica Vitti, diretto da Mario Monicelli, episodio del film Le coppie, ’70, e soprattutto perfetto protagonista de L’udienza, ’71, Marco Ferreri, scrivendo queste poche righe corredate dall’ascolto di Mexico e nuvole, una delle sue interpretazioni (il testo è di Vito Pallavicini, la musica di Michele Virano e Paolo Conte) da me preferite, pur se in conclusione, nella presunzione di ritenerla coerente allo spirito dell’artista, lascio la parte finale di Vengo anch’io: “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale Vengo anch’io? No tu no per vedere se la gente poi piange davvero e capire che per tutti è una cosa normale e vedere di nascosto l’effetto che fa”.