Archivi tag: Gabriele Muccino

21 titoli per un Oscar

(Oubilette Magazine)

Si sono chiuse le iscrizioni per i film di nazionalità italiana che intendono concorrere alla selezione del candidato all’Oscar per il miglior lungometraggio in lingua straniera: 21 i titoli, distribuiti nelle sale del territorio nazionale tra il 1° ottobre 2017 e il 30 settembre 2018, come da seguente elenco, in ordine alfabetico; la commissione istituita presso l’ANICA su richiesta dell’Academy Award si riunirà il prossimo 25 settembre per designare il candidato italiano.

A casa tutti bene (Gabriele Muccino). Caina (Stefano Amatucci). Come un gatto in tangenziale (Riccardo Milani). Dogman (Matteo Garrone). Dove non ho mai abitato (Paolo Franchi). L’esodo (Ciro Formisano). L’eta’ imperfetta (Ulisse Lendaro). Il figlio sospeso (Egidio Termine). Lazzaro felice (Alice Rohrwacher). Manuel (Dario Albertini). Napoli velata (Ferzan Ozpetek). Nome di donna (Marco Tullio Giordana). Quanto basta (Francesco Falaschi). La ragazza nella nebbia (Donato Carrisi). Riccardo va all’inferno (Roberta Torre).  Sembra mio figlio (Costanza Quatriglio). Una storia senza nome (Roberto Andò). Sulla mia pelle (Alessio Cremonini). La terra dell’abbastanza (Damiano e Fabio D’Innocenzo). The Place (Paolo Genovese). Tito e gli alieni (Paola Randi).

Nastri d’Argento 2018: le candidature

Sono state annunciate ieri, martedì 29 maggio, a Roma, le candidature relative alla 72ma edizione dei Nastri d’Argento, la cui cerimonia di consegna si svolgerà il prossimo 30 giugno al Teatro Antico di Taormina. In base alla selezione messa in atto dai giornalisti cinematografici fra i 134 titoli usciti dal 1° giugno 2017 al 31 maggio 2018, subito dopo il Festival di Cannes, i film in gara risultano essere 47; in lizza  per il Nastro al miglior film troviamo Dogman di Matteo Garrone, Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, A Ciambra di Jonas Carpignano, Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e il dittico Loro di Paolo Sorrentino, forte quest’ultimo di 12 candidature, cui seguono le 9 di Ammore e malavita dei Manetti Bros. e le 8 di Dogman. Ieri sera, nel corso nella serata al MAXXI,  sono stati assegnati dei Nastri speciali a Paolo Taviani per Una questione privata, a Paolo Virzì per Ella & John, a Vittorio Storaro per la fotografia de La ruota delle meraviglie di Woody Allen. Nastro speciale anche all’intero cast di A casa tutti bene, per la regia di Gabriele Muccino. Del tutto nuovo, così come il già annunciato Nastro per la Legalità , il Nastro Argentovivo, dedicato ai film per il pubblico più giovane, conferito a Il ragazzo invisibile – seconda generazione, diretto da  Gabriele Salvatores.  E’ stato poi attribuito un Premio alla carriera a Gigi Proietti, mentre  nella ricorrenza del decennale dell’introduzione del Nastro d’argento dedicato alla commedia, sono state introdotte due nuove categorie, miglior attore e miglior attrice. Un click col mouse qui e potrete leggere l’elenco di tutte le candidature.

Nastri speciali a “7 minuti” e “Sole cuore amore”

Saranno consegnati domani, martedì 6 giugno, al MAXXI- Museo Nazionale delle Arti di Roma, nel corso della serata in cui verranno svelate le cinquine relative alle candidature della 71ma edizione dei Nastri d’Argento (la cerimonia di consegna avrà luogo il 1° luglio al Teatro Antico di Taormina), due Nastri speciali a 7 minuti di Michele Placido e Sole cuore amore di Daniele Vicari, film, come ha spiegato a nome del Direttivo Nazionale del SNGCI Laura Delli Colli, che “Segnano un significativo ritorno al cinema civile, raccontando la realtà sociale con uno sguardo, come avviene nel film di Placido, alle dinamiche dei rapporti umani e anche agli effetti di  problematiche, apparentemente solo sindacali, che influenzano la qualità delle relazioni fra gli individui. Ma soprattutto sono due film che ci parlano della quotidianità nella crisi sociale del lavoro che non c’è o è precario, soprattutto nel caso di Vicari con una sensibilità speciale nel ritratto di una protagonista che entra con forza nella galleria dei più significativi personaggi di un nuovo neorealismo”.
Un altro tema importante, quello dei giovani, quest’anno è stato oggetto di una cinquina speciale che segnala i titoli più attenti a raccontare i problemi dei ragazzi di oggi, offrendo spunti differenti anche per un’analisi del loro mondo e delle loro difficoltà. I film sono: L’estate addosso (Gabriele Muccino), Non è un paese per giovani (Giovanni Veronesi), Piuma(Roan Johnson), Slam. Tutto per una ragazza (Andrea Molaioli) e The start up-Accendi il tuo futuro (Alessandro D’Alatri).

Los Angeles: tutto pronto per la 12ma edizione di “Cinema Italian Style”

cinema-italian-style-2016-419x600Si apre oggi, lunedì 14, a Los Angeles, la 12ma edizione di Cinema Italian Style, la rassegna promossa da Istituto Luce Cinecittà con American CInematheque che si protrarrà fino al 23 novembre, portando ad Hollywood, con autori e protagonisti, una vetrina di titoli tra i più significativi delle ultime stagioni. Un’edizione dedicata a Dino Risi nel centenario della nascita, ma soprattutto al lancio ufficiale di Fuocoammare per la corsa agli Oscar®, che avrà luogo ala presenza del suo autore, Gianfranco Rosi, giovedì 17 novembre, all’Egyptian Theatre. Dopo la proiezione seguirà una speciale conversazione del regista con il direttore della Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia, Alberto Barbera. Intanto questa sera, sempre all’Egyptian Theatre, vi sarà la proiezione de Il sorpasso di Dino Risi, in una versione restaurata promossa da Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna e Surf Film, un capolavoro italiano amatissimo in America, che anticipa la grande retrospettiva in programma dal 14 dicembre al MoMA di New York. Continua a leggere

L’estate addosso

lestate-addosso-manifesto-675x905-675x905Roma, oggi. Il diciottenne Marco (Brando Pacitto) è un giovane introverso e tormentato, i cui pensieri relativi all’esistenza o, meglio, alla sua fine, sembrano rincorrere costantemente un punto d’incontro fra Leopardi e il Goethe de I dolori del giovane Werther (1774).
I suoi genitori hanno divorziato, vive con il padre e sta per sostenere l’esame di maturità, che supererà, anche se le idee riguardo il futuro son ben poche e piuttosto vaghe.
L’ amico Vulcano (Guglielmo Poggi) lo invita a partire insieme verso la California, ma per Marco il viaggio risulta troppo costoso e quindi sembrerebbe costretto a passare l’intero periodo estivo nella Capitale, anche a causa di un incidente con lo scooter: investito da un’auto si ritrova infatti con fratture ad un braccio e ad una gamba.
Proprio tale infortunio si rivelerà provvidenziale, in quanto con il risarcimento elargito da una celere agenzia assicuratrice il nostro potrà volare verso gli States, meta San Francisco, dove Vulcano si è premurato di trovargli alloggio presso i suoi amici Matt (Taylor Frey) e Paul (Joseph Haro).
Ulteriore accortezza, accostargli una compagna di viaggio, Maria (Matilda Lutz), meglio conosciuta come la suora per il suo essere piuttosto rigida e conservatrice, cui Marco non sembra riservare però alcuna simpatia. Continua a leggere

E’ morto Pietro Taricone:ciao guerriero

Pietro Taricone

Pietro Taricone

‘O guerriero non ce l’ha fatta: Pietro Taricone, 35 anni, è morto nella notte nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Terni.
Troppe le complicazioni che hanno fatto sì che non potesse vincere quest’ultima battaglia, lui così forte e determinato nella vita, che caparbiamente aveva inseguito e realizzato il sogno di divenire attore, credendoci seriamente sino a realizzarlo, anche con una certa efficacia, portando in fondo sullo schermo sé stesso, la sua simpatia e la sua spavalda spontaneità, non senza una certa autoironia; nel primo pomeriggio di ieri Taricone era rimasto gravemente ferito in seguito a un lancio con il paracadute presso l’avio superficie di Terni: rianimato sul posto da personale del 118 dopo avere subito un arresto cardio-circolatorio, veniva subito trasferito in ospedale dove gli venivano riscontrate diverse fratture, particolarmente gravi, alle gambe e al bacino, oltre che vari traumi alla testa e all’addome, con varie emorragie, tanto che l’intervento si è protratto per oltre nove ore.

Ma Pietro non ha mai ripreso conoscenza;vicino all’attore è sempre rimasta la sua compagna Kasia Smutniak, da cui ha avuto una figlia, Sophie, nel 2004, e che si era lanciata poco dopo di lui con il paracadute, dallo stesso aereo . Divenuto noto nel 2000 grazie alla sua partecipazione alla prima edizione del reality show Grande Fratello, nel quale si è classificato terzo, l’inquilino più popolare dell’edizione grazie anche alla sua love story con la concorrente vincitrice del reality, Cristina Plevani, Taricone è riuscito ad evitare la sovraesposizione delle sua immagine, non facendosi irretire dal facile successo e dalle numerose offerte di lavoro nel campo dello spettacolo; quasi naturale, o meglio ovvio, che la prima apparizione successiva al Grande Fratello sia stata al Maurizio Costanzo Show, nell’ambito della rubrica Uno contro tutti, in prima serata il 10 gennaio 2001, poi la partecipazione come ospite d’onore al Galà della pubblicità e al videoclip di Syria Se tu non sei con me (2002), dove appariva nei panni di Superman;nello stesso anno è stato testimonial della campagna abbonamenti della pay tv Stream per cui ha condotto il quiz L’intruso; ma, come detto ad inizio articolo, il suo grande sogno era la recitazione, eccolo quindi firmare un contratto di esclusiva della durata di due anni con la casa di produzione Titanus per interpretare alcune fiction televisive: suoi primi lavori come attore sono stati la fiction Distretto di Polizia 3 (2002) e i film Ricordati di me, diretto da Gabriele Muccino, e Radio West, per la regia di Alessandro Valori, entrambi del 2003; nel 2006 è stato tra i protagonisti della serie TV di Canale 5, ambientata nel mondo dei Vigili del Fuoco, Codice rosso, accanto ad Alessandro Gassman ed Ilaria Spada, mentre sul grande schermo ha interpretato il ruolo del pusher di Diego Armando Maradona nel film di Marco Risi, Maradona, La mano de Dios (2007).

Nella stagione 2006 2007 è stato nel reality condotto da Alba Parietti, Wild West e, in veste di giurato, nel reality Uno due tre stalla di Barbara d’Urso, mentre nel 2008 è tornato sul piccolo schermo con la serie TV di Rai Tre La nuova squadra. Nello stesso anno è entrato a far parte nel cast della serie TV Tutti pazzi per amore, in onda su Rai 1, nel ruolo di Ermanno Russo, che ha ripetuto con successo nella seconda serie, mentre l’anno successivo è apparso sul grande schermo con Feisbum! Il film, pellicola in otto episodi ispirata al social network Facebook. Tra le ultime apparizioni, nel settembre 2009 la partecipazione come opinionista, con una rubrica intitolata Pietro la notizia, nel programma Niente di personale, su La7.

Baciami ancora

xxxDopo la felice esperienza hollywoodiana, Gabriele Muccino ritorna in Italia, regista e sceneggiatore di Baciami ancora. E’ il sequel, dopo nove anni, del suo L’ultimo bacio, film simbolo sia di una generazione, quella dei trentenni in perenne sindrome da Peter Pan, sia di un nuovo modo di caratterizzare la classica commedia propria del nostro cinema, privilegiando sentimentalismi e toni emozionali da melodramma, uniti a cinismo e temi esistenziali.

La voce fuori campo di Carlo (Stefano Accorsi), narra la separazione dalla moglie Giulia (Vittoria Puccini, che sostituisce la Mezzogiorno), nonostante la nascita della bambina, e gli ultimi anni passati “vivendo senza sapere la mattina cosa avrei fatto la sera”, euforica farfalla che si posa di fiore in fiore, sino ad arrivare all’odierno, apparente, stato di quiete con una nuova compagna. In realtà è ancora innamorato di Giulia, mal sopportando la sua convivenza con uno scalcinato attore (Adriano Giannini).Il ritorno di Adriano (Giorgio Pasotti), dopo due anni di galera in Colombia per spaccio di droga, ricompatterà il gruppo di amici protagonisti del film precedente:Paolo (Claudio Santamaria), in bilico tra crisi depressive e momentanei attimi di felicità con Livia (Sabrina Impacciatore), ex di Adriano, dal quale ha avuto un figlio che non lo ha mai conosciuto, la coppia Marco e Veronica (Pierfrancesco Favino e Daniela Piazza), in crisi per la mancata nascita di un figlio, Alberto (Marco Cocci), ancora convinto che la fuga verso un paese lontano possa essere la vera soluzione dei problemi.

Sarà l’occasione per un pesante bilancio esistenziale, riflettendo su sogni mai concretizzati e su tanti problemi lasciati in sospeso, per arrivare, stancamente, dopo tradimenti, liti urlate al cielo, ipocondria ed isterismi da manuale, ad un finale tragico e lieto insieme: tutti uniti nelle loro disillusioni o nel loro perbenismo borghese, con pochi che riusciranno ad ammettere i loro errori (Adriano) o ad accettare nuove realtà (Marco), plasmandosi alla vita, nel consolatorio assunto che “non ci dà sempre le cose che vogliamo. Ma l’importante è che ce le dia”. Sospesa tra toni esagitati e melensaggini visive da spot pubblicitario, contornate da ruffiana musica d’antan ed un montaggio da cardiopalma, l’opera di Muccino trasporta di peso i trentenni di dieci anni fa nell’attuale realtà della “generazione 1000euro”, senza evidenziare alcun processo evolutivo a livello psicologico e nulla che ci spieghi perché l’ evoluzione non sia avvenuta.

A parte i dubbi su quanto questi 40enni in crisi siano “veri”, anche se, visto gli appartamenti in cui vivono quasi tutti e le lussuose auto scintillanti di concessionaria, siamo certo dentro la borghesia romana medio-alta, anche nei valori espressi, resta il fatto che non fanno altro che girare su se stessi, creando una serie di contorte spirali che avviluppano tutto e tutti, mettendo alla luce spunti interessanti che restano in superficie. Muccino è abile narratore, espone una storia che, nonostante gli eccessi melodrammatici (corse affannate, “ultimi baci” sotto la pioggia scrosciante, notti da tregenda a sottolineare gli eventi più tragici), coinvolge il pubblico e gli fa rivivere qualche esperienza di vita, felice o meno, con il merito di alcune buone prove recitative (Favino ed Impacciatore in particolare, capaci di certe sfumature).

Un buon prodotto, abilmente confezionato, anche se semplicemente illustrativo ed espositivo, senza il coraggio di una particolare introspezione, che nobilita in fondo il termine “commerciale”, elevandolo a nota di merito. Unico rischio, paventato da Muccino stesso e da un protagonista all’interno del film, è di una probabile serializzazione: arrivederci a 50 anni, allora…altro che “ultimo bacio”, arriveremo ai fatidici 24mila…