Archivi tag: Giuseppe Bertolucci

Un ricordo di Ennio Fantastichini

Ennio Fantastichini (La voce del Trentino)

Dopo Bernardo Bertolucci il cinema italiano piange nuovamente  una improvvisa scomparsa, quella dell’attore Ennio Fantastichini (Gallese, VT, 1955), che ci ha lasciato ieri, sabato 1° dicembre, a Napoli. Notevole presenza scenica e temperamento impetuoso, Fantastichini ha sempre esternato una certa poliedricità nelle sue tante interpretazioni, ogni volta mettendo in atto una totale trasfigurazione immedesimativa nel ruolo che gli veniva assegnato, rivelando una vibrante ed intensa espressività, mai artefatta o forzata. Trasferitosi da Fiuggi, dove il padre, carabiniere, era comandante della locale stazione, a Roma, qui Fantastichini frequentò nel 1975 l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, iniziando poi a lavorare in teatro e televisione, per debuttare infine al cinema nel 1982, una piccola parte in Fuori dal giorno di Paolo Bologna, così come quella seguente, ne I soliti ignoti vent’anni dopo (Amanzio Todini), 1987, mentre nel 1988 eccolo fra i protagonisti de I ragazzi di Via Panisperna, dove, diretto da Gianni Amelio, interpretava Enrico Fermi, offrendo al personaggio un’incisiva profondità. Continua a leggere

Roma: un Festival dedicato a Giuseppe Bertolucci

xcL’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, insieme All’ATCL –Associazione Teatrale fra i Comuni Del Lazio, in collaborazione con Teatro di Roma e la Casa del Cinema, presentano la prima edizione del Festival Giuseppe Bertolucci – il suo cinema, il suo teatro, la sua televisione, un progetto nato dalla volontà di rendere omaggio alla sua opera, a quasi tre anni dalla  scomparsa, ricordandone il prezioso contributo al teatro, al cinema e alla televisione del nostro paese. La serata inaugurale avrà luogo lunedì 18 maggio, alle ore 20.00, presso il Teatro Argentina di Roma: dopo l’introduzione a cura di Lidia Ravera, assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, vi sarà il concerto Aspettava nel sole (Giovanna Marini e Coro Arcanto), cui seguirà un intervento di Roberto Benigni a commentare la proiezione del film Berlinguer ti voglio bene, che nel 1977 vide il debutto sul grande schermo dell’artista toscano. Continua a leggere

Non ci resta che piangere (1984)

1Tornerà nelle sale dal 2 al 4 marzo in versione restaurata e rimasterizzata, grazie all’apporto di Mediaset, Melampo, Film&Video e Lucky Red, Non ci resta che piangere, vero e proprio film di culto nell’ambito della cinematografia di casa nostra, almeno ad avviso di chi scrive, una di quelle pellicole capaci di sfidare il tempo, mantenendo salda l’invidiabile capacità di permearsi nell’immaginario collettivo, fra battute e situazioni difficili da dimenticare, con le prime ormai entrate a far parte del lessico comune, spesso in guisa di ironico contrappunto. Il compianto Massimo Troisi e il folletto Roberto Benigni, autori di regia, soggetto e sceneggiatura (quest’ultima ha visto anche la collaborazione di Giuseppe Bertolucci), oltre che principali interpreti, diedero vita, ben 30 anni addietro (l’uscita nelle sale ebbe luogo il 21 dicembre 1984), ad una realizzazione sinceramente divertita e divertente, allegra, spensierata, genuinamente folle, mai volgare, libera da schemi o sovrastrutture, da valutare, oggi come ieri, mettendo da parte qualsivoglia disquisizione squisitamente cinematografica. Continua a leggere

Rossana Podestà (1934-2013)

Rossana Podestà

Rossana Podestà

E’ morta oggi, martedì 10 dicembre, a Roma, l’attrice Rossana Podestà (all’anagrafe Carla Dora Podestà, Tripoli, 1934).
Splendido viso, una sensualità non “urlata”, forte di un notevole fascino unito ad una particolare eleganza, dopo gli esordi come ragazza copertina, la Podestà a soli 16 anni venne scoperta dal regista Léonide Moguy, il quale la volle nel cast del film Domani è un altro giorno, dando vita così ad una carriera che fu particolarmente attiva fra gli anni Cinquanta e Settanta, accompagnando diverse fasi del cinema italiano e la sua capacità, propria del periodo, di spaziare tra i vari generi: dai prodromi della commedia all’italiana (Guardie e ladri, ’51, Steno e Mario Monicelli, in cui interpretava la figlia del Brigadiere Bottoni, Aldo Fabrizi) per arrivare alla sua declinazione sexy (spesso a fianco di Lando Buzzanca, Homo Eroticus, ’71, Marco Vicario; Il gatto mammone, Nando Cicero, ’75), passando per il peplum, il filone storico-mitologico nel quale però riuscì ad imporsi anche al di là degli italici “sandaloni”.

Sette_Uomini_DoroIl ruolo che ne confermò la notorietà internazionale fu infatti quello della protagonista in Elena di Troia (Helen of Troy, Robert Wise, ’56, girato a Cinecittà e in varie zone del Lazio), dopo aver preso parte a La rete (’53, Emilio Fernandez) ed essere stata Nausicaa in Ulisse (’54, Mario Camerini).
A svincolarla dai ruoli in costume (da ricordare, fra i tanti titoli, anche Sodoma e Gomorra, ’61, Robert Aldrich) fu il marito Aldo Vicario, che dopo il non felice risultato conseguito con Le ore nude, ’64, tratto dal racconto Appuntamento al mare di Alberto Moravia, centrò il bersaglio l’anno successivo, girando Sette uomini d’oro, particolare mix fra commedia e giallo, grande successo di pubblico che diede vita immediatamente ad un seguito, Il grande colpo dei sette uomini d’oro, pellicole dove la Podestà risaltava nel ruolo della femme fatale Giorgia, offrendo una delle sue migliori interpretazioni, fra fascino ed ironia.
Dopo aver divorziato da Vicario, l’attrice, intorno alla metà degli anni ’80, si ritirò dalla scena cinematografica: la sua ultima apparizione risale al 1985, in Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci.

My Name Is Torino, al via il 31mo TFF

Il manifesto del 31mo TFF, disegnato da Gipi

Il manifesto del 31mo TFF, disegnato da Gipi

Sarà inaugurata questa sera, venerdì 22 novembre, alle ore 21.30, presso la sede del Lingotto-Auditorium Giovanni Agnelli, protagonista Luciana Littizzetto, la 31ma Edizione del Torino Film Festival, la prima sotto la direzione artistica di Paolo Virzì, coadiuvato da Emanuela Martini, vicedirettore. Film d’apertura Last Vegas, per la regia di Jon Turteltaub, presente in sala, che vede protagonisti Robert De Niro, Michael Douglas, Morgan Freeman e Kevin Kline, inserito nella sezione contenitore Festa mobile, dedicata alle opere fuori concorso. Al suo interno troviamo anche la pellicola di chiusura, Grand Piano (Eugenio Mira), l’omaggio a Federico Fellini, con l’anteprima del primo restauro digitale di 8 ½, a cura della Cineteca Nazionale di Roma, Medusa Film, Cinecittà – Deluxe e titoli come All is lost (J.C. Chandor) o La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati, cui sarà conferito il Gran Premio Torino.

Piera Degli Esposti

Piera Degli Esposti

Un altro importante riconoscimento, il Premio Maria Adriana Prolo alla carriera 2013, verrà assegnato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) all’attrice Piera Degli Esposti, lunedì 25 novembre, alle ore 21.00, presso il Cinema Massimo (sala 3). Intitolato alla fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, il premio, giunto alla dodicesima edizione, è stato nel corso degli anni attribuito ad una personalità che si è particolarmente distinta nel panorama della cinematografia italiana: registi (Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Giuliano Montaldo, Massimo Scaglione e Daniele Segre), attori (Roberto Herlitzka, Elio Pandolfi, Lucia Bosè, Ottavia Piccolo) e compositori (Manuel De Sica). Alla suddetta cerimonia seguirà la proiezione in anteprima nazionale del film documentario Tutte le storie di Piera, scritto e diretto da Peter Marcias.

Paolo Virzì ed Emanuela Martini (torinorepubblica.it)

Paolo Virzì ed Emanuela Martini (torinorepubblica.it)

Virzì, a giudicare dal ricco e variegato programma (185 i titoli in cartellone), ha mantenuto fede ai propositi espressi al momento del suo insediamento, ovvero innovare nel solco di quanto già efficacemente definito in questi ultimi anni dai suoi predecessori, così da conferire alla kermesse un’ulteriore connotazione, mantenendone sostanzialmente inalterata l’identità, costituita dal credere fermamente che i veri protagonisti della manifestazione, al di là della presenza o meno di ospiti prestigiosi, restino i film in quanto tali. Scorrendo i titoli presenti nelle varie sezioni, si delinea quindi la concretezza di un’idea solo in apparenza utopica, un cinema senza confini al cui interno possono coesistere spettacolo, intrattenimento popolare e percorsi d’autore, senza dimenticare le nuove tendenze emerse a Venezia e a Roma, volte a porre attenzione al documentario e alla sperimentazione come inedite modalità d’osservazione del reale. Continua a leggere

“Premio Maria Adriana Prolo” a Piera Degli Esposti

Piera Degli Esposti (cinematografo.it)

Piera Degli Esposti (cinematografo.it)

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) ha annunciato che il Premio Maria Adriana Prolo alla carriera 2013 sarà conferito all’attrice Piera Degli Esposti, nel corso del 31mo Torino Film Festival, lunedì 25 novembre, alle ore 21.00, presso il Cinema Massimo (sala 3).
Intitolato alla fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, il premio, giunto alla dodicesima edizione, viene assegnato ad una personalità che si è particolarmente distinta nel panorama della cinematografia italiana: in passato è stato conferito a registi (Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Giuliano Montaldo, Massimo Scaglione e Daniele Segre) attori (Roberto Herlitzka, Elio Pandolfi, Lucia Bosè, Ottavia Piccolo) e compositori (Manuel De Sica).

Peter Marcias (Movieplayer.it)

Peter Marcias (Movieplayer.it)

Alla suddetta cerimonia seguirà la proiezione in anteprima nazionale del film documentario Tutte le storie di Piera, scritto e diretto da Peter Marcias, opera volta a ripercorrere le vicende umane e professionali di Piera Degli Esposti, attraverso le parole di importanti personalità che hanno lavorato con lei (tra gli altri, Dacia Maraini, Lina Wertmüller, Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino e Riccardo Milani).
Ad accompagnare le immagini, la voce fuori campo della stessa attrice, bolognese di nascita e romana d’adozione, la cui carriera, fra teatro, cinema e televisione è sempre stata all’insegna della massima poliedricità, capace di offrire, nell’alternare istinto ed estrema sensibilità, uno stile interpretativo piuttosto personale, come notò Eduardo De Filippo, che la definì “o’verbo nuovo”, dopo averla vista recitare in Molly cara nel ‘79 (dall’Ulisse di James Joyce, traduzione di Giulio de Angelis, adattamento di Ettore Capriolo e regia di Ida Bassignano).

Scrittura creativa

(…) (…)
scrittura-creativa-L-mTraqs“Lascia libero Vitellozzo”.
Lascia… potresti lasciare libero Vitellozzo?
“Vitellozzo…”
Se puoi!
“Savonarola!”
Ora spieghiamo per bene… capito o no?… Perché si fa così …
“Anche dirgli e lui è proprio uno che…oh, eh …”
Eh, appunto, scrivi: Savonarola!
scrittura-creativa-L-v5Kgoq“Che c’è?”
E che è?
“E che è ? Ooh!… Diamoci una calmata!… Come dire tutti insieme… Diamoci una calmata!”
Non solo a isso
“Diamoci una calmata!… Oh!”
Mettila tra parentesi…
“Eh!”.
Eh… poi nel caso metti scusa la parentesi…
“Si!”
scrittura-creativa-L-poS_njE che… che… e che… e che è!… Ma qua pare che ogni cosa, ogni cosa, uno non si può muovere… Che… E questo e quello… E pure per te!… Ooh!… No??
“Sì… questo e quello”.
Due persone… personcine… noi siamo due personcine perbene…
“Che non facciamo male a nessuno …”
Che non farebbero male nemmeno a una mosca …
“Figuriamoci … a un frate …”
Figuriamoci a un santo come te …
“Un santone …”
scrittura-creativa-L-zGzgjyUn santone come te … Anzi”.
“Varrai più di una mosca… no?”
Pare che lo metti in competizione… Anzi!
“Anzi…”
Anzi già spiega tutte cose, no?… Anzi varrai più di una mosca! Anzi!
“Ciao!”
No, no, ci vuole un saluto perbene cioè da peccatore umile, capito o no?! Noi ti siamo, cioè ti salutiamo con…
“Con…”
Con … proprio… non sappiamo … aspetta… scrivi…
“Siamo proprio …”
Ti salutiamo con la nostra faccia…
“La nostra faccia …”
Sotto i tuoi piedi…
“E’ troppo …”
“Perché? E’ o’ massimo …
E’ o’ peccatore, ohè, uno fa una penitenza … proprio o massimo…
“Sotto…”
Sotto i tuoi piedi senza chiederti nemmeno di stare fermo! Puoi muoverti!
“Cioè, che vuol dire?”
Cioè la faccia sotto i piedi e isso può camminare, cioè illo pensa a due umili!
“Bellissimo!”
Due umili, hai capito?
“Una bellissima immagine la faccia sotto i piedi”.
E puoi muoverti …
“E puoi muoverti, quanto ti pare e piace”.
Quanto ti pare e piace”.
“E noi zitti sotto”.
Punto! Scusa il paragone…
scrittura-creativa-L-aNYhfQ“Ah! La mosca e il frate…”
Tra la mosca e il frate. Non volevamo minimamente offenderti, i tuoi peccatori di prima”.
“Dobbiamo salutare?”
Con la faccia dove sappiamo”.
“Già si è detto…”
I tuoi peccatori, con la faccia dove sappiamo”.
“Con la faccia dove sappiamo…”
Sempre zitti!
“Sempre zitti, sotto!”

Estratto dalla lettera scritta da Saverio (Roberto Benigni) e Mario (Massimo Troisi), in quel di Frittole nel 1492 (“quasi 1500…” ) per chiedere a Savonarola la liberazione di Vitellozzo (Carlo Monni), una citazione della celeberrima missiva inviata da Totò e Peppino, i fratelli Caponi, alla “donna di malaffare” Marisa (Dorian Gray) in Totò, Peppino e…la malafemmina, Camillo Mastrocinque, ’56: il film è il cult Non ci resta che piangere, ’84 di cui Troisi e Benigni, oltre che principali interpreti furono anche autori di regia, soggetto e sceneggiatura (a quest’ultima ha collaborato Giuseppe Bertolucci).
Oggi come ieri, una pellicola spensierata, divertente, genuinamente folle, mai volgare, libera da schemi o sovrastrutture, da valutare al di là di ogni disquisizione tecnicamente cinematografica, apprezzandone inoltre l’invidiabile capacità di mantenersi salda nell’immaginario collettivo a distanza di tempo.