Archivi tag: Gunnar Bjornstrand

Il posto delle fragole (Smultronstället, 1958)

“I nostri rapporti con il prossimo si limitano per la maggior parte al pettegolezzo e ad una sterile critica del suo comportamento. Questa constatazione mi ha lentamente portato ad isolarmi dalla cosiddetta vita sociale e mondana”. E’ una riflessione dell’anziano dottore Isak Bork (Victor Sjöström), illustre batteriologo, seduto alla scrivania del suo studio nella casa di Stoccolma, dove vive solo, assistito dalla governante Agda (Julian Kindahl). La moglie è morta anni orsono, ha un figlio, Eval (Gunnar Björnstrand), anch’esso medico, sposato senza prole, ed è ancora in vita la madre, piuttosto vivace nonostante abbia ormai superato i novant’anni. Il nostro è in procinto di recarsi a Lund, dove gli verrà conferito un riconoscimento accademico per il suo giubileo professionale, ma la notte reca una certa agitazione al luminare, che sognerà di ritrovarsi in una città deserta e sconosciuta, fra orologi sono senza lancette e l’arrivo di una carrozza funebre, constatando con angoscia come il morto dentro la bara sia lui. Al risveglio decide di partire in auto anziché in aereo, gli farà compagnia la nuora Marianne (Ingrid Thulin), sua ospite causa diverbi col marito, che nel corso del viaggio non mancherà di rimproverargli grettezza ed un malcelato egoismo, nei rapporti sociali in genere ed in particolare nei confronti del figlio, celando il tutto dietro l’opportuna maschera della bonarietà  e dei modi affabili. Continua a leggere

Il settimo sigillo (Det Sjunde Inseglet, 1956)

(Scala Bio)

Svezia, XIV secolo. Antonius Block (Max von Sydow), nobile cavaliere di ritorno dalle Crociate insieme al fido scudiero Jöns (Gunnar Björnstrand), trova ad attenderlo la Morte (Bengt Ekerot), che gli annuncia di essere pronta a portarlo con sé.
Ma il cavaliere, stanco e disilluso, chiede ed ottiene una dilazione:ingaggerà con lei una partita a scacchi, fino a quando non troverà le risposte alle tante domande che lo assillano, dall’ esistenza di Dio alla corrispondenza della propria essenza più intima e veritiera in quanti ha incontrato e ancora avrà modo d’incontrare lungo il tormentato percorso esistenziale, fra dubbi, angosce e ritrovate sicurezze. Nel viaggio fino al suo castello, dove la moglie è rimasta ad attenderlo, Block avrà modo di assistere a varie miserie umane, in un paese sconvolto dalla peste e dal fanatismo religioso, tra quanti si aggrappano ancora alla fallace illusione di effimeri piaceri, processioni di fanatici flagellanti e giovani presunte streghe in procinto di affrontare il rogo, accusate di essere in combutta con il demonio. Solo una famiglia di artisti girovaghi, Jof (Nils Poppe), Mia (Bibi Andersson) ed il loro bimbo, sembra mantenersi al di sopra dell’immane tragedia, mantenendo un certo candore esistenziale anche nell’imminenza di un ormai prossimo Consummatum est (Giovanni, XX, 30), sussurrato tra lacrime e sangue da un Cristo inchiodato al legno per l’eternità, sottratto  alla resurrezione  da un’umanità incredula e smarrita… Continua a leggere