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Bologna, La Repubblica delle idee 2019: un altro cinema, un’altra Italia

All’interno della manifestazione culturale La Repubblica delle idee, nata sette anni orsono dietro iniziativa di Ezio Mauro, direttore del quotidiano la Repubblica, la cui edizione 2019 si è svolta a Bologna dal 7 al 10 giugno, ho potuto assistere, tra l’altro, a due eventi particolarmente rilevanti incentrati sul ruolo del cinema all’interno della nostra società, quale apportatore di memoria condivisa ed impegno civile al contempo, protagonisti i registi Marco Tullio Giordana (Il cinema e il dovere della memoria) e Marco Bellocchio (La mafia in tasca); hanno avuto luogo entrambi sabato 8 giugno, nella Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, e nel loro svolgimento è emersa l’immagine di una “cinematografia altra”,  volta a mettere in scena un percorso emotivo idoneo a rispondere ad un interesse dell’opinione pubblica, quest’ultimo ancora vivido nonostante tutto,  a conoscere la verità su determinati accadimenti che hanno inciso, a volte mutandola, non sempre in meglio, sulla realtà sociale del nostro paese. Giordana, nel dialogare con il giornalista Lirio Abbate, ha esordito sostenendo che più che di dovere sarebbe proficuo parlare di piacere della memoria, superando così vincoli prescrittivi ma anche selettivi nel rammentare quanto si tenderebbe invece a rimuovere, rimarcando quale precipuo compito degli artisti il portare allo scoperto, alternando ricostruzione emotiva e riflessione, i tanti, troppi, misteri mai risolti quando non manipolati, anche politicamente, a vantaggio dell’una o dell’altra parte. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2019: le candidature

Al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma questa sera, giovedì 30 maggio, l’annuncio ufficiale delle candidature inaugurerà la 73ma edizione dei Nastri d’Argento: Il traditore, di Marco Bellocchio, presentato in Concorso al 72mo Festival di Cannes, ottiene ben undici nomination, risultando il film più candidato di sempre.
A seguire, con 8 nomination ciascuno, Il primo Re di Matteo Rovere,  La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi e Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, mentre a quota 7 troviamo Euforia di Valeria Golino e Capri-Revolution di Mario Martone. 4 candidature per Suspiria, Luca Guadagnino, Il campione, Leonardo D’Agostini, Moschettieri del re – La penultima missione, Giovanni Veronesi e, infine, 3 per Ma cosa ci dice il cervello, Riccardo Milani, Ricordi?, Valerio Mieli, Troppa grazia, Gianni Zanasi e Una storia senza nome, Roberto Andò. Un Premio Speciale andrà a Dafne di Federico Bondi, mentre Chiara Martegiani per il film Ride, Pietro Castellitto per La profezia dell’armadillo, Giampiero de Concilio per Un Giorno all’improvviso e Benedetta Porcaroli per Tutte le mie notti riceveranno il Premio Biraghi per le più giovani rivelazioni dell’anno.  Novità di quest’anno: il premio  Nuovo Imaie-Nastri d’Argento per il doppiaggio, assegnato ad Angelo Maggi (John C. Reilly) e Simone Mori (Steve Coogan), nel film Stanlio & Ollio di John S. Baird. Di seguito, l’elenco delle candidature. Continua a leggere

Il traditore

(Movieplayer)

Presentato, in Concorso, al 72mo Festival di Cannes, Il traditore, diretto da Marco Bellocchio (anche autore della sceneggiatura insieme a Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo), si palesa alla visione come un film suggestivo e potente, tanto dal punto di vista narrativo quanto figurativo, idoneo a riallacciarsi agli stilemi propri del più puro cinema d’impegno civile, i quali vengono d’altronde messi in scena filtrati dalle modalità di racconto proprie di un autore che negli anni per il tramite delle sue opere ha sempre affrontato la realtà ricercando al riguardo modalità espressive sempre inedite, fra rigore formale ed estrema lucidità. Scremando qualsiasi tentazione volta all’esaltazione ideologica e mantenendosi distante dalla  retorica, Bellocchio visualizza la complessa figura di Tommaso Buscetta, “il boss dei due mondi”, interpretato con mimetica immedesimazione, fisica ma soprattutto psicologica, da Pierfrancesco Favino, il quale rende sullo schermo le ambiguità proprie di un essere umano che di “eroico” aveva certo ben poco, a parte l’improntitudine opportunistica di volgere ogni situazione, avversa o meno, a proprio vantaggio, nell’intento di garantire l’incolumità per sé e per i propri familiari. Continua a leggere