Archivi tag: Jean-Louis Trintignant

Un ricordo di Paolo Ferrari

Paolo Ferrari (Il Messaggero)

Del grande attore, teatrale, cinematografico e televisivo, Paolo Ferrari (Bruxelles, 1929), morto oggi, domenica 6 maggio, a Roma, il mio ricordo risale alla visione del film Il grande sonno (The Big Sleep, 1947, Howard Hawks, dall’omonimo romanzo di Raymond Chandler) in una versione con un nuovo doppiaggio commissionato dalla Rai per un ciclo dedicato ad Humphrey Bogart, trasmesso nel 1975 andando a memoria (certe “malattie” si prendono da piccolo e non ti lasciano più…). Da allora in poi la voce di Bogie fu legata per sempre a quella di Ferrari, che ben si confaceva, sia per timbrica vocale che per scioltezza del linguaggio, a rendere la cinica ironia, ammantata da una amaro senso di disillusione, dei vari personaggi interpretati dal “duro” hollywoodiano per antonomasia, dal Rick Blaine del mitico Casablanca (1942, Michael Curtiz) al Philip Marlowe del citato The Big Sleep. Sua anche la voce, fra l’altro, di Jean- Louis Trintignant in Estate violenta, 1959, di  Valerio Zurlini e ne Il sorpasso di Risi, 1962, così come quella di Sergio Citti in Accattone, opera d’esordio alla regia di Pier Paolo Pasolini, 1961. Continua a leggere

“Le vie del cinema da Cannes a Roma e in Regione”, al via la 21ma edizione

Torna anche quest’anno, a partire da oggi, mercoledì 14, per concludersi domenica 18 giugno, la storica rassegna Le vie del cinema da Cannes a Roma e in Regione, primo appuntamento dell’edizione 2017 del progetto Il cinema attraverso i grandi festival , promossa dall’ ANEC Lazio, che in questa 21ma edizione può vantare la partnership con SIAE, oltre alla consolidata collaborazione con la Regione Lazio e CityFest – Fondazione Cinema per Roma. La manifestazione porterà in alcune sale romane e laziali una ricca selezione di film provenienti direttamente dal 70mo Festival di Cannes, che saranno proiettati in versione originale con i sottotitoli, offrendo risalto non solo ai titoli della Selezione Ufficiale, ma anche, come sempre, a quelli provenienti dalla Quinzaine des Realisateurs, sezione particolarmente attenta alla scoperta di nuovi talenti. Quest’anno le sale coinvolte sul territorio romano sono il Giulio Cesare, l’Eden e il Fiamma ed aderiscono all’iniziativa anche il cinema Etrusco di Tarquinia, il Palma di Trevignano e il Corso di Latina. Provenienti dal Concorso, ecco in cartellone il vincitore del Gran Prix della Giuria, 120 battiti al minuto di Robin Campillo, Loveless del regista russo Andrey Zvyagintsev  che ha conseguito il Premio della Giuria, il nuovo film di Michael Haneke Happy End, con Isabelle Huppert e Jean-Louis Trintignant, il biopic Le Redoutable, con Louis Garrel che interpreta Jean-Luc Godard, diretto da Michel Hazanavicius. Continua a leggere

Emmanuelle Riva (1927-2017)

Emmanuelle Riva

Emmanuelle Riva

Ci ha lasciato lo scorso venerdì, 27 gennaio, l’indimenticabile attrice francese, cinematografica e teatrale, Emmanuelle Riva (Cheniménil, 1927).
Si fece notare per la sua toccante sensibilità interpretativa fin dal primo ruolo come protagonista in Hiroshima, mon amour (1959, opera prima di Alan Resnais), che seguì al debutto avvenuto l’ anno precedente, una piccola parte in Les grandes familles (1958, Le grandi famiglie, Denys de La Patellière), quando già era attiva in teatro (l’esordio risale al 1954, a Parigi, nello spettacolo Uomo e Superuomo di George Bernard Shaw), dopo aver frequentato nellaa capitale francese i corsi dell’Ecole Supérieure D’art Dramatique,  una volta superate le ostilità genitoriali. Nel citato Hiroshima, mon amour, sceneggiato da Marguerite Duras, Emmanuelle Riva  dava corpo alla rappresentazione, espressa a livello soggettivo e documentaristico, di un tema caro a Resnais in qualità di fulcro narrativo, lo scontro fra memoria storica ed oblio, il presente e il passato che si intersecano fra di loro, impersonando un’attrice francese che arriva ad Hiroshima per girare un film contro la guerra e si innamora di un architetto giapponese (Eiji Okada), mantenendo ancora vivo il ricordo del soldato tedesco da lei amato durante l’occupazione. Nel corso della narrazione, che alterna con disinvoltura momenti temporali diversi, monologhi e dialoghi, prende dunque vita un particolare flusso di coscienza il quale permetterà alla donna una sorta di riconciliazione, con se stessa e chi gli sta accanto, che da particolare assumerà consistenza e valenza universale. Continua a leggere

New York: il MoMA dedica una retrospettiva a Dino Risi

Dino Risi

Dino Risi

Per onorare il centenario dalla nascita di Dino Risi, fra più rappresentativi autori della cosiddetta commedia all’italiana, particolare corrente del nostro cinema che riuscì a denunciare i malesseri della Italia postbellica e l’incontrollabile euforia degli anni del boom economico con una satira graffiante ed incisiva, dai toni spesso cinici ed amari, incontrando i favori del grande pubblico, Istituto Luce-Cinecittà e il MoMA di New York presentano e organizzano una grande retrospettiva intitolata al regista, che prevede da oggi, mercoledì 14 dicembre e fino al 6 gennaio 2017, la proiezione di 19 lungometraggi e due serie di documentari ancora non molto conosciuti, nella maggior parte in copie 35mm restaurate; la retrospettiva di New York  offre al pubblico americano, dove Risi gode di una solida reputazione per un pugno di capolavori, quasi tutti i titoli maggiori e si pone come occasione unica per la platea e la stampa della Grande Mela di rileggere l’opera singolare e smagliante di un artista che il MoMA, nel suo annuncio di presentazione, mette a paragone col geniale illustratore e pittore Honoré Daumier, un “collega” del XIX secolo capace di creare con la satira e la sintesi una galleria di tipi umani memorabili, e il ritratto di una società. Continua a leggere

Locarno 69: omaggio a Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli

Il Festival del Film Locarno (69ma edizione, 3-13 agosto) renderà omaggio a Stefania Sandrelli, consegnandole in Piazza Grande, venerdì 5 agosto, il Leopard Club Award 2016, premio che, intitolato all’Associazione di sostegno del Festival, rende omaggio a una grande personalità del cinema la quale attraverso il suo lavoro sia riuscita a segnare l’immaginario collettivo.
Fra i premiati delle scorse edizioni vi sono Faye Dunaway (2013), Mia Farrow (2014) e Andy Garcia (2015). L’omaggio sarà accompagnato dalla proiezione del film Il conformista di Bernardo Bertolucci e da una conversazione con il pubblico; protagonista della grande stagione del cinema italiano e non solo, Stefania Sandrelli, che proprio quest’anno ha festeggiato i 55 anni di carriera, ha lavorato a fianco di Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Jean-Paul Belmondo, Robert De Niro, Vittorio Gassman, Gérard Depardieu e Jean-Louis Trintignant.
Dopo l’irruzione sul grande schermo, a soli 15 anni, in Divorzio all’italiana (1961, Pietro Germi), che seguì ad alcune piccole parti nei coevi Gioventù di notte (Mario Sequi) e Il federale (Luciano Salce), ha interpretato una grande varietà di personaggi, mostrandosi a suo agio tanto nel cinema d’autore quanto in quello popolare, in ruoli tragici come in altri più leggeri, ponendo la sua arte al servizio di maestri quali Mario Monicelli, Ettore Scola, Pietro Germi, Carlo Lizzani, Margaret von Trotta, Bernardo Bertolucci, Claude Chabrol e Manoel de Oliveira. Continua a leggere

Buon Ferragosto

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.

Ferragosto, Gianni Rodari (1920-1980)

César 2013: trionfa “Amour”, di Michael Haneke

cesar-2013-trionfa-amour-di-michael-haneke-L-_cdYWZSi è svolta ieri sera, venerdì 22 febbraio, presso il Théâtre du Châtelet di Parigi la cerimonia d’assegnazione dei César 2013, i cosiddetti “Oscar francesi” (38ma edizione).
Nonostante le nomination (ben tredici) dessero per favorito Camille redouble (diretto e interpretato da Noémie Lvosky), è stato Amour, di Michael Haneke, ad aggiudicarsi i riconoscimenti più prestigiosi (cinque in totale, su dieci candidature, miglior film, regia, sceneggiatura originale e quelli conferiti ai due protagonisti, Trintignant e Riva). Quattro César invece per De rouille et d’os (Un sapore di ruggine e ossa), regia di Jacques Audiard (miglior attore emergente, colonna sonora, montaggio e sceneggiatura non originale), mentre Les adieux à la reine (Farewell, My Queen), diretto da Benoit Jacquot, ottiene tre premi “tecnici” (fotografia, scenografia e costumi). Miglior film straniero è risultato Argo, di Ben Affleck. Di seguito, l’elenco dei premi.

Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva

Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva

Miglior Film: Amour (Michael Haneke). Migliore regista: Michael Haneke (Amour). Migliore attore protagonista:Jean-Louis Trintignant (Amour). Migliore attrice protagonista: Emmanuelle Riva (Amour). Migliore attore non protagonista: Guillaume De Tonquedec (Le prénom). Migliore attrice non protagonista: Valerie Benguigui (Le prénom). Migliore attore emergente: Matthias Schoenaerts (Un sapore di ruggine e ossa). Migliore attrice emergente: Izia Egelin (Mauvaise Fille, di Patrick Mille ).

Matthias Schoenaerts

Matthias Schoenaerts

Migliore sceneggiatura originale: Michael Haneke (Amour). Migliore sceneggiatura non originale: Jacques Audiard e Thomas Bidegain (Un sapore di ruggine e ossa). Migliore film d’animazione: Ernest et Célestine (Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner). Migliore film straniero:Argo (Ben Affleck). Migliore Film Opera Prima: Louise Wimmer (Cyril Mennegun). Migliore Cortometraggio: Le cri du homard (Nicolas Guiot). Migliore Documentario: Les invisibles (Sébastien Lifshitz).

Michael Haneke

Michael Haneke

Migliore colonna sonora originale: Alexandre Desplat (Un sapore di ruggine e ossa). Migliore suono: Antoine Deflandre, Germain Boulay, Eric Tisserand, per Cloclo (Florent Emilio Siri). Migliore montaggio: Juliette Welfling (Un sapore di ruggine e ossa). Migliore fotografia: Romain Winding (Farewell My Queen). Migliore scenografia: Katia Wyszkop (Farewell My Queen). Migliori costumi: Christian Gasc (Farewell My Queen). Premio alla carriera:Kevin Costner.