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Milano, Cinema Spazio Oberdan: una personale dedicata a John Huston

John Huston (Disney Wiki-Fandom)

Dal 23 luglio al 12 agosto  Fondazione Cineteca Italiana presenterà al Cinema Spazio Oberdan di Milano una personale in 19 lungometraggi dedicata a John Huston (1906 – 1987) , uno dei massimi registi dell’intera storia del cinema, oltre che uomo di forte personalità, errabonda e avventurosa, dai svariati talenti (pugile, militare di carriera, giornalista, attore, sceneggiatore, documentarista, regista). Le sue opere sono permeate di un vigoroso senso dell’avventura, dal coraggio della sfida, quest’ultima spesso incentrata sulla ricerca di un’illusoria ricchezza, tanto a lungo bramata quanto rapida a sfuggire di mano, nonché della sconfitta, anche quando si mette in piedi una lotta per ciò in cui si crede, una ritrovata luce nell’incedere quotidiano che andrà presto a spegnersi; nel corso della sua carriera si è cimentato in tutti i generi cinematografici, plasmandoli e modificandoli a suo piacimento: dal noir al western, passando per la commedia e il kolossal.
Fra i 19 titoli in cartellone l’unico senza la regia di Huston risulta Chinatown, per il quale Roman Polanski affidò al collega la parte di Noah Cross, un vecchio magnate senza scrupoli di indimenticabile forza espressiva. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Robert Mitchum, il temerario”

Robert Mitchum

Dal 6 al 21 ottobre al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenterà Robert Mitchum, il temerario, un omaggio all’attore emblema del genere noir a cento anni dalla nascita (1917) e a venti dalla morte (1997), la cui carriera coprì quasi mezzo secolo, recitando in oltre cento film: indimenticabile l’inconfondibile modo di porsi in scena, mano a mano adattato alle variabili recitative richieste dallo stile dei diversi registi, ostentando una disinvolta indolenza esaltata da quel particolare sguardo “liquido”, dovuto, a quanto riportano vari testi, oltre all’abuso di alcool e droghe, ad una ferita di pugilato e all’insonnia ricorrente.
In virtù di tale particolare espressione risaltava infatti l’ostentata indifferenza a quanto aveva intorno, con un atteggiamento relativo ai personaggi interpretati tanto ruvido quanto volto al disincanto, per un contrastante e disarmante miscuglio di tranquillità e rabbiosa impulsività; tra i titoli proposti nel ricco cartellone: il western esistenzialista Dead Man (1995, Jim Jarmusch); La magnifica preda (River of No Return, 1954, Otto Preminger), dove Mitchum recitò con Marilyn Monroe. Continua a leggere

Una stella per Gina

Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica

She makes Marilyn Monroe look like Shirley Temple: così Humphrey Bogart commentava l’indubbio fascino di una delle nostre più grandi attrici, Gina Lollobrigida, con la quale l’attore lavorò nel film Beat the Devil (Il tesoro dell’Africa, 1953, John Huston). Rimarchevole melange di spigliatezza e determinazione, la Lollo, appellativo coniato dai cugini francesi, per quanto a suo agio ed intensa anche in ruoli drammatici (la  Margherita di Mare matto, Renato Castellani, 1963, per esempio) , ha certo dato il meglio di sé nel ruolo della bella popolana, come in Pane, amore e fantasia, 1953, Luigi Comencini (e il suo seguito di un anno dopo, ancora Comencini, Pane, amore e gelosia), indimenticabile Bersagliera a rappresentare un nuovo modello di donna, dalle ascendenze goldoniane, che si fa padrona del proprio destino, interpretazione che le valse nel 1954 il Nastro d’Argento quale  migliore attrice protagonista. Continua a leggere

Ricordando Bogie: Il mistero del falco (The Maltese Falcon, 1941)

Humphrey Bogart e Lauren Bacall

Humphrey Bogart e Lauren Bacall

“Ciao ragazzo, l’altra sera ti abbiamo visto metter su, ancora una volta, la videocassetta de Il mistero del falco, cosa bolle in pentola?”  Sia benedetta la complessità delle mie allucinazioni che prevede,  fra una densa coltre  fumogena e un bianco e nero d’antan, anche la traduzione simultanea… “Ciao Lauren, ciao Bogie… Un doppio bourbon?”  “Ancora con quella roba da poppanti, latte e cacao, vai a capire cosa non funziona dentro quella tua testa bislacca … Al diavolo, lo sai cosa mi piace …” “Ok, non ti arrabbiare … A te Lauren, va bene il latte? Ecco il whiskey, Bogie… Allora, ricorrono 60 anni dalla tua scomparsa e quindi pensavo di renderti omaggio ed offrire un ricordo ai lettori con la recensione del film che ha dato il via alla tua definitiva affermazione …” “Però, son trascorsi così tanti anni da quando vi ho lasciato … Converrai con me, figliolo, che dove io e Lauren siamo ora il tempo ha diverse modalità nel suo incedere, siamo distanti dai vostri continui affanni… Ricordi quel che sostenevo, vero? La differenza tra la vita e un copione cinematografico è che il copione deve avere un senso … Procedi pure, vediamo un po’ cosa vien fuori da quel contorto groviglio che ti ritrovi nel cranio…” Continua a leggere

Un ricordo di Guy Hamilton

Guy Hamilton (The Guardian)

Guy Hamilton (The Guardian)

Ci lascia il regista cinematografico inglese Guy Hamilton (Parigi, 1922), morto ieri, giovedì 21 aprile, a Maiorca. Classico “cineasta artigiano”, si è misurato negli anni con i principali generi cinematografici, prediligendo in particolare gialli, film d’azione e spionaggio, che riusciva a connotare professionalmente, senza comunque giungere ad una dimensione propriamente autoriale, assecondando un umorismo disinvolto e sprezzante, in puro stile british, coniugando spettacolarità, intrattenimento e un certo coinvolgimento emotivo. Caratteristiche evidenti in particolare nei tre film della serie dedicata all’Agente Segreto al servizio di Sua Maestà, James Bond 007, da lui diretti: Goldfinger (1964), Diamonds Are Forever (Agente 007 ‒ Una cascata di diamanti, 1971), protagonista ancora Sean Connery, Live and Let Die (Agente 007 ‒ Vivi e lascia morire, 1973) e The Man With The Golden Gun (Agente 007 ‒ L’uomo dalla pistola d’oro, 1974), questi ultimi due con Roger Moore.
La capacità di Hamilton volta ad offrire spazio ad un particolare sense of humour era già presente nel suo primo film, il mystery The Ringer (L’uomo dai cento volti), girato nel 1952, dopo un’attività di aiuto regista iniziata nel 1939 presso gli studi Gaumont de La Victorine, a Nizza, che lo vide al fianco di autori quali Carol Reed e John Huston. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: anteprima di “Italian Gangsters” e una rassegna dedicata al “Gangster Movie”

spazio_oberdan1A Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana dal 19 dicembre al 6 gennaio proporrà in anteprima italiana Italian Gangsters, l’ultimo film di Renato De Maria presentato con grande successo di pubblico e critica alla 72ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia. A fare da controcanto alla citata pellicola, la Cineteca presenterà inoltre, dal 13 al 30 dicembre, una rassegna dedicata al Gangster Movie, che prevede in cartellone autentici capolavori del cinema americano e francese. Quattordici i film in programma, firmati da maestri della settima arte (da John Huston, Stanley Kubrick, Raoul Walsh, William Wellmann, William Wyler, a Jean-Pierre Melville, Claude Sautet, Jules Dassin, Jacques Becker, Julien Duvivier, Jean-Luc Godard) e interpretati da attori già divenuti leggenda come James Cagney, Humphrey Bogart, Sterling Heyden, Jean Gabin, Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura.
Unico titolo di recentissima produzione in rassegna è Black Mass, che vede protagonista Johnny Depp, altra vera star del cinema contemporaneo.
Di seguito, una mia analisi del film Italian Gangsters e il programma completo della rassegna, rimandandovi per ogni informazione al sito della Cineteca. Continua a leggere

Milano: “La Grande Guerra”, rassegna cinematografica dal 15 gennaio al 30 luglio

uyuuyuurtyDal 15 gennaio al 30 luglio Fondazione Cineteca Italiana e Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, presenteranno La Grande Guerra, rassegna cinematografica la quale proporrà oltre sessanta titoli realizzati in un arco di tempo che va dagli anni Dieci ai giorni nostri, sul tema della Prima Guerra Mondiale. La kermesse si terrà presso le Gallerie d’Italia – Piazza Scala a Milano e verrà in parte esportata anche presso le Gallerie d’Italia di Vicenza e Napoli, per ricordare i cento anni dall’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale (24 maggio 1915), e costituirà la naturale anticipazione di un’importante mostra dal titolo La Grande Guerra. Arte e artisti al fronte, organizzata dalle stesse Gallerie d’Italia nella loro sede milanese dall’1 aprile. Per ampiezza, diversità, rarità e qualità delle opere, il programma cinematografico di seguito descritto è uno dei più esaustivi mai progettati sull’argomento, in grado di fornire uno sguardo di insieme ricchissimo di informazioni, punti di vista e riflessioni sulla Grande Guerra, e di tenerne viva la memoria, soprattutto presso le generazioni più giovani. Questa rassegna, che alterna documentari a opere d’invenzione, pellicole che dimostrano quanto l’Italia abbia partecipato all’affermazione del cinema muto a film più recenti, è anche una straordinaria occasione per seguire le mutazioni di un linguaggio che si confronta nel tempo, arrivando fino ad oggi, con uno dei momenti più sconvolgenti della storia dell’umanità. Continua a leggere