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“Vitti d’arte, Vitti d’amore”

Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento introduttivo alla rassegna cinematografica “Vitti d’arte, Vitti d’amore”, organizzata il 9 e il 10 agosto dal Circolo di Lettura dell’ARAS di Roccella Jonica-Sezione cinema all’interno dei Caffè artistico-letterari 2018, che ha visto la proiezione nel cortile dell’ex Convento dei Minimi dei film Amore mio aiutami, 1969, e Polvere di stelle, 1973, entrambi per la regia di Alberto Sordi. Un rinnovato grazie di cuore alla compagna di viaggio Rossella Scherl, autrice anch’essa di un emozionante intervento introduttivo, nonché al Circolo di Lettura, al Comune di Roccella e al service di Angelo Fantò che ha garatito una perfetta visione al numeroso e partecipe pubblico intervenuto. Preziosa per la preparazione dell’intervento si è rivelata la lettura del libro La dolce Vitti (Edizioni Sabinae/Luce Cinecittà, 2018). Continua a leggere

Roccella Jonica (RC), “Vitti d’arte, Vitti d’amore”: il Circolo di Lettura dell’ARAS omaggia Monica Vitti

Monica Vitti

“Vitti d’arte, Vitti d’amore”: uno scambio di battute fra Lelio Luttazzi e Monica Vitti nel corso di uno sketch televisivo dà il titolo alla rassegna cinematografica che il Circolo di Lettura dell’ARAS di Roccella Jonica, all’interno dei Caffè artistico-letterari 2018, dedicherà all’attrice romana, da tempo assente dalle scene, con la proiezione di due film, entrambi diretti da Alberto Sordi, Amore mio, aiutami, giovedì 9 agosto, e Polvere di stelle, venerdì 10 agosto,  alle ore 21.30, nel cortile dell’ex Convento dei Minimi di Roccella. Introduzione e commento a cura di Rossella Scherl e Antonio Falcone.

Ingresso libero

Lelio Luttazzi, abile musicista e grande intrattenitore

Lelio Luttazzi

Lelio Luttazzi

Il maestro e compositore Lelio Luttazzi e’ morto la scorsa notte nella sua casa, a Trieste:a darne la notizia il suo amico e agente, Roberto Podio, portavoce della famiglia. Aveva 87 anni (era nato a Trieste il 27 aprile del ’23) e soffriva da circa tre mesi di una neuropatia, aggravatasi nelle ultime settimane.

Buon musicista e pianista, è stato tra i primi ad inserire nella canzone italiana le strutture del jazz, facendo entrare in molte sue composizioni una coinvolgente modalità swing (Muleta mia, scritta per Teddy Reno, Una zebra a pois, cantata da Mina, Il giovanotto matto, di Ernesto Bonino, anche se a detta di molti la sua la sua interpretazione più famosa e riuscita, velata di nostalgica malinconia, resta El can de Trieste). Luttazzi aveva iniziato la sua carriera nella rivista teatrale per poi crescere artisticamente in quella florida stagione in cui radio e televisione si avviavano verso una certa modernità, divenendo man mano tra i personaggi di maggior successo della canzone italiana tra gli anni ‘50 e ‘60 come, appunto, anche un grande protagonista della televisione di quegli anni, della radio e del cinema.

Nell’ambito della prima, il ruolo certo più congeniale alla sua figura, ammantata di ironia discreta ed una certa autoironia, era quella del musicista che sapeva comunque far leva sulle capacità comiche e di abile intrattenitore (basterebbe ricordare la conduzione del “mitico” varietà Studio Uno ), nell’ambito della seconda l’apice della popolarità è stato possibile grazie ad Hit Parade , trasmissione al contempo innovativa, le classifiche dei dischi non erano più semplice snocciolatura di dati, ma inserite in un clima da varietà, occhieggiando agli Usa, e seguitissima dal pubblico negli anni ‘60-’70; riguardo infine il cinema, ha scritto molte colonne sonore (Totò, Peppino e la malafemmina; Totò lascia o raddoppia? ) e partecipato a qualche film come attore (L’ombrellone di Risi).