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Vittorio Taviani (1929-2018)

Vittorio Taviani (FilmTV)

E’ morto ieri, domenica 15 aprile, a Roma, il regista e sceneggiatore Vittorio Taviani (San Miniato, PI, 1929); insieme al fratello Paolo, di due anni più giovane, ha realizzato capolavori indiscussi, tratteggiando, unendo poesia ed impegno politico, le molteplici  contraddizioni proprie del nostro paese, prendendo spunto da avvenimenti storicamente accaduti, così come dalla letteratura. Coniugando all’interno della messa in scena realismo, rigorosità, gusto visionario, assecondando, quando necessario, le linee proprie del melodramma, hanno offerto in buona sostanza una certa consistenza affabulante ed avvincente al racconto cinematografico. L’attività di Vittorio risulta del tutto in simbiosi con quella di Paolo: ambedue abbandonarono presto gli studi di Giurisprudenza assecondando la loro passione per la Settima Arte dirigendo insieme a Valentino Orsini il Circolo del Cinema di Pisa e dando vita nel 1954, dopo una serie di esperienze come aiuto registi, alla loro prima opera, il cortometraggio San Miniato, luglio ’44, che ricostruiva l’eccidio perpetrato dai nazisti nella loro città natale, con un commento di Cesare Zavattini. Continua a leggere

Sogno di Natale (Luigi Pirandello)

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

– Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.

Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.

A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

– Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto… Continua a leggere

Eterno Carnevale

(Siena News)

“Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti.” (Luigi Pirandello)

Pietre (2014)

pietreScritto, diretto e montato da Vincenzo Caricari, giovane regista originario di Siderno (RC), Pietre, produzione Asimmetrici Film, è un cortometraggio che, traendo ispirazione dalla novella Cinci di Luigi Pirandello, riesce non solo a visualizzare i temi propri della suddetta opera letteraria, ma anche a renderli del tutto coerenti con quelli  della filmografia del cineasta, da sempre attento alle tematiche sociali relative agli ultimi, quanti lottano giornalmente all’interno dell’ambito sociale fra indifferenza ed insicurezza, i giovani in particolar modo (Il ladro, 2014), per un discorso che dal particolare, le problematiche della terra d’origine, riesce a farsi universale.
Le modalità narrative adottate da Caricari nel mettere in scena il girovagare di un ragazzino (Pasquale Catalano) rientrato dopo la scuola a casa senza qui trovarvi nessuno, fanno leva efficacemente su linearità ed essenzialità, prediligendo da un punto di vista strettamente registico la via del realismo, la ripresa della quotidianità, scelta enfatizzata ulteriormente dalla totale assenza di colonna sonora e dialoghi. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: proiezione di “The Man And The Moment” in versione restaurata

5685513206_a61840f929Oggi, domenica 12 luglio, alle ore 19, a Milano, presso Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2), Fondazione Cineteca Italiana proporrà un evento speciale, con la proiezione della copia restaurata di The Man And The Moment, una commedia romantica venata di sottile umorismo presentata in anteprima nazionale al festival Il cinema ritrovato che ha avuto luogo a Bologna dal 27 giugno al 4 luglio.

Il film, nuovo restauro della Cineteca Italiana realizzato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna è uno dei rarissimi titoli del lotto First National-Warner Bros ed è firmato da George Fitzmaurice, regista di pellicole come Mata Hari (1931), As you desire me (Come tu mi vuoi, 1932, dall’omonimo lavoro teatrale di Luigi Pirandello), entrambe con protagonista Greta Garbo, e Il figlio dello sceicco (The Son of the Sheik, 1926, dall’omonimo romanzo di Edith Maude Hull) con Rodolfo Valentino, oltre a tante altre commedie romantiche connotate da una garbata ironia. Continua a leggere