Archivi tag: Massimo Popolizio

Sono tornato

Roma, Porta Alchemica, vicino Piazza San Vittorio, 22 aprile 2017. A 72 anni esatti dalla morte fa ritorno sulla terra Benito Mussolini (Massimo Popolizio), probabilmente richiamato in vita dalle tante esortazioni italiche invocanti ordine e disciplina, mai propense, però, ad una presa di coscienza riguardo la propria responsabilità sul mancato rispetto delle regole, preferendo l’affidarsi “messianico” ad un intercambiabile “uomo della provvidenza”. Il Duce si aggira lungo le vie cittadine, nota attonito la molteplicità delle etnie, certo più stupito della gente che incontra lungo il cammino, anzi molti non perdono l’occasione per scattare un selfie con quel curioso personaggio in divisa e stivaloni, chissà, potrebbe essere una candid camera, hai visto mai che non si riesca a fare il giro dei social a suon di like o magari finire all’interno di una trasmissione televisiva… Troverà infine ospitalità all’interno di un’edicola gestita da due invertiti (la definizione è sua, nel lieto rimembrare come ai suoi tempi gente di tal guisa venisse spedita al confino …). La prodigiosa “resurrezione” verrà casualmente notata da uno sciamannato regista di documentari, Andrea Canaletti (Frank Matano), intento al montaggio del suo ultimo lavoro, un reportage sui “nuovi italiani” non così reale come vorrebbe.
Potrebbe essere l’occasione per il colpo grosso: preso contatto col nostro, viaggeranno insieme su e giù per l’Italia, a tastare il polso della gente comune; il girato sarà poi proposto a MyTv, emittente televisiva dove Andrea ha sempre cercato, invano, di far accettare le proprie idee artistiche. Continua a leggere

70 anni di Nastri

Sabrina Ferilli

Sabrina Ferilli

Sabrina Ferilli, Marco D’Amore, Leo Gullotta, Massimo Popolizio, Giuseppe Fiorello: ecco i nominativi designati a ricevere sabato prossimo, 2 luglio, sul palco del Teatro Antico di Taormina, i premi speciali della 70ma edizione dei Nastri d’Argento. Sabrina Ferilli vede riconosciuto il valore speciale della sua interpretazione in Io e lei di Maria Sole Tognazzi, con la quale, non solo simbolicamente, è intervenuta su un tema sociale di forte attualità, quello delle unioni civili, ancor prima dell’approvazione della legge Cirinnà.
Marco D’Amore viene premiato per il ruolo da protagonista, autore del soggetto e anche coproduttore che lo ha impegnato nell’opera prima di Francesco Ghiaccio Un posto sicuro, piccolo film di denuncia dedicato al caso Eternit. Nastro dei 70 anni a Leo Gullotta, che condivide quest’anno il compleanno con i Giornalisti Cinematografici, ricordando trent’anni dopo il premio ottenuto dal film d’esordio di Giuseppe Tornatore, di cui è stato protagonista, Il camorrista, allora segnalato proprio dai Nastri a Taormina. Continua a leggere

“Nastro Speciale” per Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello

era-d'estateUn doppio riconoscimento, il Nastro Speciale, è stato previsto dai Giornalisti Cinematografici per Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello, interpreti rispettivamente di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel film di Fiorella Infascelli Era d’estate, presentato in preapertura all’ultima Festa Internazionale del Cinema di Roma ed ora prossimo ad un’uscita evento in sala lunedì 23 e martedì 24 maggio (in 245 copie). La consegna a Taormina il 2 luglio prossimo. Il film di Fiorella Infascelli è un racconto intimo del ritiro forzato dei due magistrati quando, nel 1985, con le proprie famiglie, furono trasferiti presso l’isola-bunker dell’Asinara. Un mese di notti insonni, intimità privata e molti pensieri, in attesa di poter continuare a lavorare al maxi processo e in attesa della tragica fine che li colpirà con gli attentati del 1992. Nel cast anche Valeria Solarino, nel ruolo di Francesca Morvillo, e Claudia Potenza in quello di Agnese Borsellino. Continua a leggere

L’abbiamo fatta grossa

1Roma, oggi. Yuri Pelagatti (Antonio Albanese) è un attore di teatro che sta attraversando un momento difficile.
Separato dalla moglie Carla (Clotilde Sabatino), che lo ha lasciato stanca dei suoi continui tradimenti, incontra difficoltà nel rammentare le battute una volta in scena, anche perché quanto si trova attualmente a recitare presenta non poche similitudini con ciò che ha dovuto affrontare nella vita reale. Considerate le problematiche finanziarie, difficile trovare una scrittura decente alla presenza del descritto impasse, Yuri pensa di rivolgersi a tale Arturo Merlino (Carlo Verdone), investigatore privato con un passato da carabiniere, perché gli fornisca le prove che la sua ormai ex consorte frequenta un altro uomo, così da evitare di pagarle gli alimenti e continuare comunque a vedere i due bambini. In realtà non è che Merlino se la passi poi tanto bene: divorziato (l’ex moglie vive a Miami con un greco), coabita con la svanita zia Elide (Virginia De Brescia) e riesce a racimolare qualche soldo grazie alla soluzione di piccoli casi (il recupero del gatto Benito di un generale in pensione). Continua a leggere

Venezia 72: “Giornate degli Autori- Venice Days”

1E’ stato presentato ieri, venerdì 24 luglio, il programma delle Giornate degli Autori 2015, che si svolgeranno dal 2 al 12 settembre nel quadro della 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, rassegna promossa dalle Associazioni italiane degli Autori (Anac e 100autori), in accordo con La Biennale di Venezia. Dirette da Giorgio Gosetti e presiedute da Roberto Barzanti, le Giornate degli Autori – Venice Days portano ogni anno al Lido le voci del cinema indipendente di tutto il mondo, offrendo anche spazio al dialogo e alla ricerca in uno spirito che certamente va oltre la semplice passerella di anteprime cinematografiche. Numeri e nomi di questa 12ma edizione: 20 film, 15 paesi, 8 opere prime, 18 prime mondiali, 8 registe donne, un maestro del cinema mondiale come Carlos Saura, il Premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk e il fondatore dell’Odin Teatret, Eugenio Barba, protagonisti di due eventi speciali; Laurent Cantet in veste di presidente della giuria; la musa della Nouvelle Vague, Agnès Varda, al centro del progetto Women’s Tales realizzato insieme a Miu Miu. Continua a leggere

Il giovane favoloso

(Coming Soon.it)

(Coming Soon.it)

Così ho pensato di andare verso la Grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso.
Da questi versi di Anna Maria Ortese (Pellegrinaggio alla tomba di Leopardi, raccolta Da Moby Dick all’Orsa Bianca- Scritti sulla letteratura e sull’arte, Adelphi, 2011), Mario Martone ha derivato il titolo del suo ultimo film, sceneggiato insieme ad Ippolita Di Majo, presentato, in Concorso, alla 71ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia ed incentrato sulla figura di Giacomo Leopardi, cui dà corpo e anima un bravissimo Elio Germano, capace di esprimerne con emozionante naturalezza i tormenti interiori e il loro appagamento attraverso i componimenti poetici.
Quest’ultimi sono esternati nel corso della narrazione senza alcuna enfasi declamatoria, bensì come appena scaturiti, e soppesati nell’incedere espressivo, da una mente tanto lucida quanto desiderosa di proiettare le proprie emozioni, i propri sentimenti più profondi, verso l’esterno. Continua a leggere

Benvenuto Presidente!

benvenuto-presidente-L-o7LjlxC’era una volta un uomo semplice e puro di cuore, dal nome certo impegnativo, Giuseppe Garibaldi (Claudio Bisio), per gli amici Peppino. Viveva in un paesello in provincia di Torino, Sauze di Cesana, e svolgeva la professione bibliotecario, ma subiva il licenziamento causa tagli alla cultura.
Il nostro veniva poi a trovarsi al centro di una bieca manovra di potere: in quel di Roma infatti, per sciogliere il nodo dell’elezione del Presidente della Repubblica, in fase di stallo da mesi, i tre leader dei principali partiti (Beppe Fiorello, Massimo Popolizio, Cesare Bocci), più per celia che per sentita protesta, si accordavano nel proporre il nome dell’Eroe dei due Mondi e conseguente elezione.
Scherzi del destino, proprio Peppino, che intanto si dilettava nella pesca alla trota, tra quattro omonimi risultava in possesso dei requisiti previsti dalla Costituzione per poter accettare la nomina, come ricordava al già gongolante terzetto il Vicesegretario Generale, Janis Clementi (Kasia Smutniak)…

Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Beppe Fiorello

Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Beppe Fiorello

Diretto da Riccardo Milani, su sceneggiatura di Fabio Bonifacci, il film Benvenuto Presidente! avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni espresse dal regista, una commedia volta al fiabesco, che abbracciasse non una facile deriva antipolitica, da avallare con il consueto buffetto sulla guancia auto-assolutorio, bensì un’analisi di costume che rivolgesse la sua attenzione al popolo, al cittadino comune, responsabile in eguale misura, con quanti occupano una carica istituzionale, nel violare le basilari regole di convivenza civile, preoccupandosi di tramandarle ai discendenti, ove questi non provvedano da sé, grazie ad un precoce apprendimento. Ho usato il condizionale perché sullo schermo le buone intenzioni s’infrangono come la classica bolla di sapone: nonostante un inizio abbastanza felice, sospeso per l’appunto tra fiaba e grigiore quotidiano, la narrazione s’ inceppa subito, nell’indecisione evidente se assecondare, con tutta una serie di gag e battute facili a dimenticarsi una volta usciti dalla sala, i toni della farsa o quelli della commedia propriamente detta, che sappia farsi forza di una satira incisiva e graffiante, capace di un concreto affondo.

Claudio Bisio

Claudio Bisio

La condivisibile scelta d’evitare bordate qualunquiste e/o populiste, appena sfiorate (dallo stipendio presidenziale elargito ai più bisognosi alle “leggi buone” che giacciono in uno scantinato, passando per il pronto soccorso assistenziale ai barboni), a mio avviso si rivela un’arma a doppio taglio, perché le decisioni e i proclami di Peppino non assumono mai una connotazione morale ben precisa, rimbalzano vuoti e sterili dal pulpito televisivo verso il popolo assiso nel luogo deputato (la tavola imbandita), pronto a mandare giù di tutto, oltre a cibo e bevande, assumendo la connotazione di un comune lavacro di coscienza e nulla più. Ugualmente appare inerte, inserito a forza nel contesto, il riferimento alla “macchina del fango” come abitudine consuetudinaria del nostro sistema, che ha avuto molteplici esternazioni negli anni, incarnate dal “signor Fausto”, ben reso da Gianni Cavina.

Bisio e Kasia Smutniak

Bisio e Kasia Smutniak

Bisio è in gran spolvero, misurato e capace d’assecondare surreale e grottesco, con qualche tocco poetico, peccato che regia e sceneggiatura ne sappiano fare solo un impiego maldestro (la scoperta casuale dei faldoni delle suddette “leggi buone” durante una pattinata nei corridoi del palazzo o il solito scambio origano/marijuana sulla pizza, gag risalente a Matusalemme, probabilmente). Riguardo la Smutniak, pur nella validità generale della sua interpretazione, mi è parsa sin troppo chiassosa la trasformazione da rigido funzionario ad amante caliente e pasionaria fricchettona, come lo erano stati i suoi genitori. Che dire in conclusione? Si loda da più parti la ritrovata capacità del nostro cinema d’intuire quanto avviene a livello politico-sociale nel paese, ma a mio parere siamo ancora di fronte ad un semplice ed accomodante assecondare lo status quo, senza il coraggio concreto di mettere una volta per tutte le carte in tavola ed affrontare, anche cinematograficamente, la questione morale, come avvenuto in un passato neanche tanto lontano.
Siamo al solito gioco del rimpiattino, “Tana, liberi tutti!” .