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Cesare deve morire (2012)

(MyMovies)

Vincitore, fra l’altro, dell’Orso d’Oro al 62mo Festival di Berlino nel 2012, insieme al Premio della Giuria Ecumenica, Cesare deve morire, scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, è la dimostrazione di come il cinema d’autore, italiano nello specifico, non sia poi così legato, o non lo sia sempre, a rigidi schemi rappresentativi, magari intrisi di accademismo e virtuosismi fini a se stessi. Anzi a volte riesce, e il film in questione ne costituisce un esempio eclatante, a rinnovarsi con intelligenza ed intuitivo spirito d’adattamento, così da andare incontro alle diverse esigenze fruitive di un pubblico sempre più eterogeneo. Continua a leggere

68ma Berlinale: Tom Tykwer presidente della Giuria Internazionale

Tom Tykwer (Wikipedia)

Sarà il regista tedesco, nonché sceneggiatore, compositore e produttore, Tom Tykwer a presiedere la Giuria Internazionale della 68ma Berlinale (15-25 febbraio 2018): a lui e ai giurati il compito di decidere a chi conferire l’Orso d’Oro e gli Orsi d’Argento fra i film presenti nella sezione Competition.
Tykwer ha preso parte alla kermesse tedesca a partire dal 1992 (il cortometraggio Epilog, sezione Panorama); i suoi lavori Heaven e The International sono stati i titoli d’apertura rispettivamente nel 2002 e nel 2009.
Nel 2004 è stata la volta della presentazione di un nuovo cortometraggio, True, mentre nel 2009 e nel 2013 era fra i cineasti coinvolti nei progetti collettivi Deutschland 09 – 13 kurze Filme zur Lage der Nation e Rosakinder.
In una nota stampa il direttore della Berlinale, Dieter Kosslick, ha affermato come Tom Tykwer “sia uno tra i più affermati registi tedeschi a livello internazionale: il suo eccezionale talento e il suo sguardo innovativo sono rintracciabili in molti film, di genere sempre differente. Siamo onorati sia lui il presidente di giuria del Festival di Berlino”; in questi giorni Tykwer è stato fra gli ospiti della 12ma Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato l’episodio pilota della serie televisiva Babylon Berlin.

67ma Berlinale: i cortometraggi in concorso

berlinale_plakat_paternoster_a4Ecco l’elenco dei cortometraggi selezionati per il 67mo Festival del Film di Berlino (9-19 febbraio), 23 in tutto e provenienti da 19 paesi diversi, in Concorso (tranne Monangambeee, cortometraggio algerino del 1969 diretto da Sarah Maldoror), tra i quali la giuria composta da Christian Jankowski (Germania), Kimberly Drew (USA) e Carlos Núñez (Cile) deciderà a chi assegnare l’Orso d’Oro, l’Orso d’Argento e l’Audi Short Film Award.

Altas Cidades de Ossadas (João Salaviza, Portogallo), Avant l’envol (Laurence Bonvin, Svizzera), The Boy from H2 (Helen Yanovsky, Israele / Palestina), Call of Cuteness (Brenda Lien, Germania), Centauro (Nicolás Suárez, Argentina), Cidade Pequena (Diogo Costa Amarante, Portogallo), Coup de Grâce (Salomé Lamas, Portogallo), The Crying Conch (Vincent Toi, Canada), Ensueño en la Pradera (Esteban Arrangoiz Julien, Messico), Estás vendo coisas (Bárbara Wagner e Benjamin de Burca, Brasile), Everything (David O’ Reilly, USA/Irlanda), Le film de l’été (Emmanuel Marre, Francia/ Belgio), Fishing Is Not Done On Tuesdays (Lukas Marxt e Marcel Odenbach, Germania/Austria), Fuera de Temporada (Sabrina Campos, Argentina), Hiwa (Jacqueline Lentzou, Grecia), Os Humores Artificiais (Gabriel Abrantes, Portogallo), Keep That Dream Burning, Rainer Kohlberger, Germania/Austria), Kometen (Victor Lindgren, Svezia), Martin Pleure (Jonathan Vinel, Francia), Miss Holocaust (Michalina Musielak, Polonia/Germania), Oh Brother Octopus (Florian Kunert, Germania/Ungheria), The Rabbit Hunt, Patrick Bresnan, USA), Street of Death (Karam Ghossein, Libano/Germania).

Al via la 66ma Berlinale

berlinale_2016-66_festival_internazionale_del_Cinema_di_BerlinoPrende il via oggi, giovedì 11 febbraio, la 66ma edizione del Festival Internazionale del Film di Berlino, che si concluderà domenica 21, quando la giuria preseduta da Meryl Streep e che vede nei suoi componenti l’attrice italiana Alba Rohrwacher, l’attore britannico Clive Owen, l’attore tedesco Lars Eidinger, la filmaker polacca Malgorzata Szumowska, il critico inglese Nick James ed infine la fotografa francese Brigitte Lacombe, assegnerà l’Orso d’Oro e tutti gli altri riconoscimenti. Ad inaugurare la Berlinale, diretta da Dieter Kosslick, sarà nuovamente un film dei fratelli Coen, cinque anni dopo Il Grinta: Ave, Cesare! (Hail, Caesar!), questo il titolo del nuovo lavoro scritto e diretto da Joel ed Ethan, ambientato negli ultimi anni della Hollywood “degli anni d’oro”; vengono narrate le vicissitudini cui va incontro nel corso della giornata un fixer, ovvero un uomo pagato dagli Studios per risolvere problemi e inconvenienti che potrebbero far ritardare le produzioni o dar luogo scandali indesiderati.
Al protagonista Josh Brolin si affianca un corposo cast composto da George Clooney, Alden Ehrenreich, Ralph Fiennes, Jonah Hill, Scarlett Johansson, Frances McDormand, Tilda Swinton e Channing Tatum. Continua a leggere

65ma Berlinale: Orso d’Oro alla Carriera a Wim Wenders

Wim Wenders (Wikipedia)

Wim Wenders (Wikipedia)

L’ufficio stampa del Festival Internazionale del Cinema di Berlino ha reso noto oggi, giovedì 21 agosto, che nel corso della 65ma edizione della kermesse (5-12 febbraio 2015), sarà assegnato l’Orso d’Oro alla carriera al regista Wim Wenders, il quale verrà inoltre omaggiato con una retrospettiva comprensiva dei dieci titoli più rappresentativi della sua carriera. Quest’ultima prese il via nel 1970 (Summer in the City), dopo aver girato alcuni cortometraggi (Same Player Shoots Again, 1968; Alabama: 2000 Light Years, 1969), inserendosi nel solco tracciato dai giovani autori legati alla rinascita del Neuer Deutscher Film, intenti a sviluppare nuove forme estetiche idonee a superare la crisi, economica e artistica, propria del periodo. “Rendiamo omaggio a Wim Wenders – ha dichiarato il direttore della Berlinale Dieter Kosslick- onorando uno dei più importanti autori contemporanei. Il modo in cui ha affrontato i vari generi cinematografici e il suo lavoro da filmmaker, fotografo e autore ha contribuito a dar forma alla nostra memoria del cinema, continuando a ispirare altri registi”.

Berlino 2014: Orso d’Oro a “Bai Ri Yan Huo” di Diao Yinan

Diao Yinan (Movieplayer)

Diao Yinan (Movieplayer)

Si è conclusa questa sera, sabato 15 febbraio, presso il Berlinale Palast con la consueta cerimonia di premiazione, la 64ma Edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino: la Giuria Internazionale, presieduta da James Schamus e composta da Barbara Broccoli, Trine Dyrholm, Greta Gerwig, Mitra Farahani, Michel Gondry, Tony Leung e Christoph Waltz, ha assegnato l’Orso d’Oro al film Bai Ri Yan Huo (Black Coal, Thin Ice) del regista cinese Diao Yinan, che si è aggiudicato anche il premio per la Miglior Interpretazione Maschile (Liao Fan). Gran Premio della Giuria a Wes Anderson per The Grand Budapest Hotel, mentre il favorito Boyhood di Richard Linklater ottiene l’Orso d’ Argento per la Migliore Regia. Di seguito l’elenco dei principali premi, rimandandovi al sito della Berlinale per il palmares completo.

Orso d’Oro: Bai Ri Yan Huo (Black Coal, Thin Ice), Diao Yinan; Gran Premio della Giuria (Orso d’Argento): The Grand Budapest Hotel, Wes Anderson; Orso d’ Argento per la Migliore Regia: Richard Linklater, Boyhood; Orso d’Argento per la Migliore Attrice: Haru Kuroki, Chiisai Ouchi (The Little House, Yoji Yamada); Orso d’Argento per il Migliore Attore: Liao Fan, Bai Ri Yan Huo (Black Coal, Thin Ice, Diao Yinan); Orso d’Argento per la Migliore Sceneggiatura: Dietrich Brüggemann, Anna Brüggemann, Kreuzweg (Stations of the Cross, Dietrich Brüggemann); Orso D’argento per il miglior contributo artistico: Zeng Jian, per la fotografia di Tui Na (Blind Massage, Lou Ye). Premio Alfred Bauer: Aimer, boire et chanter (Life of Riley), Alain Resnais. Migliore Opera Prima: Alonso Ruizpalacios, Güeros.

Festival di Berlino 2014

festival-internazionale-del-cinema-di-berlino-2014-295432Prenderà il via giovedì 6 febbraio la 64ma edizione del Festival Internazionale del Film di Berlino (la conclusione domenica 16), per la direzione artistica di Dieter Kosslick. Film d’apertura, in concorso, sarà The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, una coproduzione anglo- tedesca (rispettivamente Grand Budapest Limited e Neunzehnte Babelsberg Film GmbH), che segna il ritorno del cineasta statunitense alla Berlinale dopo I Tenenbaum (2002) e Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2005). La sceneggiatura del film, opera dello stesso Anderson, è incentrata sulle avventure di Gustave H. (Ralph Fiennes), impeccabile concierge del prestigioso hotel che dà il titolo al film, in un periodo compreso fra i due conflitti mondiali, ed in particolare sulla sua amicizia con il facchino Zero (Tony Revolori). La Giuria che assegnerà l’Orso d’Oro e gli altri premi nella sezione Competition, presieduta da James Schamus, produttore e sceneggiatore americano, vede come giurati la produttrice Barbara Broccoli, le attrici Trine Dyrholm, danese, e Greta Gerwig, americana, la pittrice e filmaker iraniana Mitra Farahani, il regista francese Michel Gondry, ed infine gli attori Tony Leung e Christoph Waltz.

Wes Anderson (kinetoscopio.it)

Wes Anderson (kinetoscopio.it)

Riguardo i nostri colori, nessun film italiano è presente nella sezione Competition, dove predominano i titoli tedeschi, ma interessanti proposte sono rinvenibili nelle sezioni collaterali della Berlinale.
Così, fra gli altri, all’interno di NATIVe-A Journey into Indigenous Cinema troviamo Birdwatchers-La Terra degli Uomini Rossi, diretto da Marco Bechis e nella categoria 14plus di Generation Il Sud è niente, opera prima di Fabio Mollo, la cui protagonista, Miriam Karlkvist, è stata inclusa fra le Shooting Star (10 giovani attori europei selezionati dall’European Film Promotion) della kermesse. O ancora, nella sezione Panorama, Edoardo Winspeare con In grazia di Dio, in Culinary Cinema I cavalieri della Laguna (Walter Bencini), mentre il documentario Felice chi è diverso di Gianni Amelio è inserito nella sezione Panorama Dokumente. “Un viaggio in un’Italia segreta, raramente svelata dalle cineprese: l’Italia del mondo omosessuale così come è stato vissuto nel Novecento, dai primi del secolo agli anni ’80. E’ un viaggio fatto di storie raccolte dal Nord al Sud del Paese, di chi ha vissuto sulla propria pelle il peso di essere un diverso, tra racconti di repressione, censura, dignità, coraggio e felicità”, come ha dichiarato lo stesso regista. Continua a leggere