Archivi tag: Parigi

Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud, 1958)

Parigi, fine anni ’50. Florence Carala (Jeanne Moreau) e Julien Tavernier (Maurice Ronet) sono amanti.
La donna è sposata con il ricco industriale Simon Carala (Jean Wall), alle cui dipendenze lavora Julien, che ha alle spalle un passato da militare in Algeria ed Indocina. I due progettano l’omicidio di Simon, studiano il da farsi nei minimi particolari così da simulare un suicidio, ma l’uomo, una volta portato a compimento il piano, nel salire in auto nota un particolare lasciato inopinatamente a bella vista vicino al luogo del delitto e si affretta a porvi rimedio, entrando però in ascensore proprio nel momento in cui il custode provvede a staccare la corrente elettrica. E’ sabato, Julien cerca in tutti i modi di venir fuori dall’incresciosa situazione, mentre il giovane scapestrato Louis (Georges Poujouly) si appresta a rubargli l’auto così da dirigersi insieme alla sua ragazza, la fioraia Veronique (Yori Bertin), fuori città. Florence intravede il veicolo, ma crede che alla guida vi sia il suo amante: tristi pensieri si agitano nella mente, vaga sconsolata e solitaria per le vie cittadine, incurante della pioggia, alla vana ricerca dell’uomo nei locali che era solito frequentare.
Nel frattempo i due giovani hanno fatto tappa in un motel e conosciuto una coppia di turisti tedeschi, marito e moglie, dando come generalità quelle di Tavernier, presto ricercato per omicidio una volta che Louis uccide i due coniugi nel tentativo di sottrarre loro l’auto. Intanto Florence … Continua a leggere

Bologna, al via la XXXI edizione de “Il cinema ritrovato”

Dopo la festa del trentennale dello scorso anno, entra nuovamente in funzione da oggi, sabato 24 giugno, a Bologna, la macchina spazio-temporale del Cinema Ritrovato organizzata dalla Cineteca di Bologna, che permetterà un’esplorazione di ben tre secoli del cinema, dalla fine dell’Ottocento all’inizio del Duemila e al contempo una serie di viaggi attraverso la cinematografia europea, statunitense, africana, asiatica, latinoamericana.
Un programma a dir poco vasto, fra proiezioni, mostre, lezioni di cinema ed incontri sul restauro, con una selezione di ben quattrocento film, fra i quali anche capolavori del cinema muto, le cui proiezioni saranno accompagnate da esecuzioni musicali dal vivo. Sulla locandina campeggia l’immagine di Robert Mitchum, attore che verrà omaggiato nel corso della rassegna, in occasione del centenario della nascita. Alle 14.30 Marco Bellocchio, presidente della Fondazione Cineteca, aprirà ufficialmente il festival e introdurrà una première d’eccezione: Le Centre Georges Pompidou, l’ultimo film di Roberto Rossellini, 1977, un’opera rimasta a lungo invisibile, a tutti gli effetti dunque un film “ritrovato”, nel pieno spirito di una kermesse che si pone come continua rilettura e ricostruzione della storia del cinema. Continua a leggere

Wonder Woman

Parigi, Louvre, oggi. Diana Prince (Gal Gadot), catalogatrice di reperti, riceve una particolare fotografia da parte di Bruce Wayne, che la ritrae, abbigliata di un insolito costume, insieme ad alcuni soldati ai tempi della I Guerra Mondiale.
E’ quanto basta a scatenare una serie di ricordi nella mente della donna: eccola ancora bambina, figlia di Ippolita (Connie Nielsen), regina delle Amazzoni, vivere nell’isola di Themyscira, uno dei doni lasciati alle impavide guerriere da Zeus,  il quale le inviò in soccorso dell’umanità da lui creata per riportare pace, amore ed armonia  dopo che suo figlio Ares instillò in essa odio e violenza; Zeus riuscì a sconfiggerlo ma non ad ucciderlo e così insieme alla citata isola consegnò alle Amazzoni  la spada Ammazzadei, unica arma idonea ad annientare il dio della guerra. Addestrata all’arte del combattimento dalla zia Antiope (Robin Wright), dapprima in segreto e poi con l’approvazione materna, Diana andava a rafforzare l’intuibile talento nella lotta, acquisendo doti del tutto particolari e superiori a quelle del popolo d’appartenenza. Un giorno il cielo di Themyscira veniva attraversato da un biplano battente bandiera tedesca, guidato da Steve Trevor (Chris Pine), inseguito dalle navi germaniche. Continua a leggere

70mo Festival di Cannes, ecco il cartellone

E’ stato svelato  stamane, nel corso della tradizionale conferenza stampa a Parigi, dal direttore Thierry Fremaux e dal presidente Pierre Lescure, il cartellone del 70mo Festival di Cannes (17-28 maggio). Film d’apertura sarà Les fantômes d’Ismael di Arnaud Desplechin,  Fuori Concorso, mentre in corsa per la Palma d’Oro vi sono 18 titoli, per 29 paesi rappresentati e nove opere prime. Risaltano, fra gli altri, i nomi di Sofia Coppola con The Beguiled, remake dell’omonimo film girato da Don Siegel nel 1971, uscito in Italia col titolo La notte brava del soldato Jonathan e adattamento del romanzo A Painted Devil (1966, Thomas P. Cullinan), Todd Haynes (Wonderstruck), Michael Haneke (Happy End, protagonista Isabelle Huppert), François Ozon (L’amant double), Yorgos Lanthimos (The Killing of a Sacred Deer). Interessante anche la presenza nella sezione Événement dei lavori televisivi di  Jane Campion (la seconda stagione di Top Of The Lake) e di David Lynch (la terza serie di Twin Peaks, di cui saranno presentati due episodi). Nessun titolo italiano in Concorso, anche se nella sezione Un Certain Regard troviamo il film di Sergio Castellitto Fortunata (protagonisti Jasmine Trinca e Stefano Accorsi) e Après la guerre di Annarita Zambrano. Di seguito, tutti i titoli del 70mo Festival di Cannes. Continua a leggere

L’ultimo metro di pellicola (2015)

Coloro che, come lo scrivente, veleggiano ormai verso i cinquant’anni d’età e abbiano mantenuto costante nello scorrere del tempo la passione verso il cinema, in ogni sua forma di manifestazione, credo non possano aver dimenticato quanto vissuto da ragazzini all’interno di una spesso fumosa sala cinematografica di paese, magari seduti in galleria su poltroncine di legno la cui scomodità veniva presto dimenticata una volta che, accompagnata da un caratteristico rumore, una misteriosa figura, appena visibile dietro un piccolo vetro, azionava il proiettore, un sottile fascio di luce irradiava lo schermo e, dopo il rapido susseguirsi di fotogrammi riproducenti un conto alla rovescia, prendeva vita il film tanto atteso, a volte preceduto da un breve “prossimamente”…
Suggestioni, quelle descritte, riaffiorate nella mia mente (e nel mio cuore) nel corso della visione del bel documentario scritto e diretto da Elio Sofia, al suo esordio dietro la macchina da presa dopo i trascorsi d’attore e sceneggiatore, L’ultimo metro di pellicola,  autoprodotto dallo Studio Gazzoli, di cui lo stesso regista fa parte. Continua a leggere

Un ricordo di Giorgio Capitani

Giorgio Capitani

Ci lascia il regista e sceneggiatore Giorgio Capitani (Parigi, 1927), morto ieri, sabato 25 marzo, a Viterbo, cineasta forse sconosciuto ai più ma che si è sempre contraddistinto per una certa eleganza nel dirigere popolari commedie, spesso debitrici nella loro struttura narrativa alla pochade di scuola francese (Pane, burro e marmellata, 1977; Aragosta a colazione, 1979) e caratterizzate da una attenta sottolineatura delle interpretazioni attoriali, non disdegnando anche qualche incursione in diversi generi cinematografici quali il peplum (Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili, 1964) o il western (Ognuno per sé, firmato con lo pseudonimo George Holloway, 1968), senza dimenticare gli esordi, dopo un’attività di aiuto regista, nel melò (Delirio, 1954, codiretto con Pierre Billion, remake dell’omonimo film, Orage il titolo originale, per la regia di Marc Allégret, 1938), genere in cui Capitani offrì poi altre prove (Pescatore ‘e Pusilleco, 1954; Il piccolo vetraio, 1955; La trovatella di Milano, 1956) prima di dedicarsi come già scritto alla commedia (alternando riuscite realizzazioni ad altre più ordinarie, per quanto mai volgari) ed infine alla fiction televisiva, settore quest’ultimo dove portò al successo serie quali E non se ne vogliono andare! (1988, cui seguì un anno dopo E se poi se ne vanno?), Il maresciallo Rocca (1996-2005), Commesse (1999-2002), sempre contraddistinte da un taglio piuttosto accurato tanto nella messa in scena complessiva quanto nella direzione degli attori.

César 2017: i vincitori

7786935040_l-affiche-officielle-de-la-42e-ceremonie-des-cesarSi è svolta ieri sera, venerdì 24 febbraio, alla Salle Pleyel di Parigi, la cerimonia di premiazione, condotta da Jérôme Commandeur, dei premi César 2017 (42ma edizione), i cosiddetti “Oscar francesi”, assegnati annualmente dall’Académie des arts et techniques du cinéma alle migliori pellicole e alle principali figure professionali del cinema transalpino.
Elle (Paul Verhoeven) ha conseguito il premio come Miglior Film, titolo che vede premiata anche Isabelle Huppert come Miglior Attrice. Miglior Regista è risultato Xavier Dolan per Just la fin du monde. Nulla di fatto per Gianfranco Rosi e il suo Fuocoammare, coproduzione italo-francese, fra i nominati nella categoria Miglior Documentario, dove vincitore è risultato Merci Patron! per la regia di  François Ruffin. Di seguito, l’elenco dei vincitori. Continua a leggere