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36mo Torino Film Festival: “Wildlife” di Paul Dano miglior film

Ecco i premi ufficiali assegnati ieri, sabato 1° dicembre,  nella giornata conclusiva del 36mo Torino Film Festival, con le motivazioni delle giurie; oggi, domenica 2 dicembre, nelle tre sale del Cinema Massimo, a partire dalle 14:00, saranno replicati alcuni dei titoli premiati o presentati nel corso della kermesse e i film in programma per l’omaggio a Bernardo Bertolucci.

(Wikipedia)

La Giuria di Torino 36 Concorso Internazionale Lungometraggi, presieduta da Jia Zhangke (Cina) e composta da Marta Donzelli (Italia), Miguel Gomes (Portogallo), Col Needham (UK), Andreas Prochaska (Austria) ha ritenuto Miglior film Wildlife (Paul Dano, USA). Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è andato ad Atlas (David Nawrath, Germania), mentre a Rossz versek / Bad Poems (Gábor Reisz, Ungheria) è stata conferita la Menzione Speciale della Giuria. Premio per la Miglior attrice: Grace Passô per il film Temporada (André Novais Oliveira, Brasile). Premio per il Miglior attore: ex aequo Rainer Bock per il film Atlas (David Nawrath, Germania) e Jakob Cedergren per il film Den skyldige / The Guilty (Gustav Möller, Danimarca). Premio per la Miglior sceneggiatura: Den skyldige / The Guilty scritto da Emil Nygaard Albertsen e Gustav Möller (Danimarca). Premio del pubblico: ex-aequo, Den skyldige / The Guilty (Gustav Möller, Danimarca) e Nos batailles (Guillaume Senez, Belgio/Francia). Continua a leggere

71mo Festival di Cannes, i programmi della 57ma “Semaine de la Critique” e della 50ma “Quinzaine des réalisateurs”

Noée Abita, ritratta da Aurélie Lamachère

Sono stati resi noti nei giorni scorsi i programmi della 57ma Semaine de la Critique (9-17 maggio) e della 50ma Quinzaine des réalisateurs (9-19 maggio), sezioni parallele del Festival di Cannes, l’una organizzata dal sindacato francese della critica cinematografica e riservata alle opere prime e seconde, l’altra, indipendente e non competitiva, diretta da Édouard Waintrop. Riguardo la Semaine, titolo d’apertura, fuori concorso, sarà Wildlife, debutto dietro la macchina da presa dell’attore Paul Dano, mentre la Giuria vede come presidente il regista norvegese Joachim Trier e quali componenti Chloë Sevigny, Nahuel Pérez Biscayart, Eva Sangiorgi ed Augustin Trapenard. Il cartellone prevede all’interno delle Proiezioni Speciali: Wildlife (Paul Dano, film d’apertura), Our Struggles (Guillaume Senez), Shéhérazade (Jean-Bernard Marlin), Guy (Alex Lutz, film di chiusura). In Concorso: Chris The Swiss (Anja Kofmel), Diamantino (Gabriel Abrantes & Daniel Schmidt), Egy Nap (One Day, Zsófia Szilágyi), Fuga (Fugue, Agnieszka Smoczynska), Kona Fer I Stríð (Woman At War, Benedikt Erlingsson), Sauvage (Camille Vidal-Naquet), Sir (Rohena Gera).
Se nel programma della Semaine non è presente alcun titolo italiano, nel cartellone della Quinzaine ne troviamo tre: Samouni Road (La strada dei Samouni, Stefano Savona), Troppa grazia (Gianni Zanasi), film di chiusura (l’apertura sarà affidata a Pájaros de verano, Ciro Guerra & Cristina Gallego) e La lotta, cortometraggio realizzato da  Marco Bellocchio insieme agli studenti della sua scuola di cinema a Bobbio. Continua a leggere

Youth – La giovinezza

psv1432195280ps555d90d064915Youth-La giovinezza, film scritto e diretto da Paolo Sorrentino, presentato in concorso al 68mo Festival di Cannes, è una realizzazione certo pregevole, ulteriore connotazione di un particolare linguaggio filmico, verrebbe da scrivere primigenio per la sua nitidezza visiva e rappresentativa, il quale ha, almeno a mio avviso, la letterarietà quale sua fonte primaria.
Trova poi sfogo in una vivida visualizzazione offerta da una scomposizione delle immagini spesso ardita, nella consueta alternanza fra carrellate e primi piani di persone, luoghi, oggetti, per quanto confluenti all’interno di una ricercata simmetria e del tutto coordinate con l’incedere musicale (David Lang). Opera dall’impatto più semplice e diretto, per stessa ammissione dell’autore, rispetto alla pellicola precedente (La grande bellezza, 2013), Youth-La giovinezza riesce a delineare con toni affabulanti ed onirici, a tratti surreali, ma sempre all’interno di una circoscritta realtà, una sincera teatralizzazione relativa al sentore dello scorrere temporale, commossa e commovente, lievemente soffusa di una certa ironia; la giovinezza del titolo lungo il percorso narrativo giunge ad ammantarsi di una valenza metaforica, idonea a soppiantarne il significato limitatamente anagrafico. Continua a leggere