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69ma Berlinale: l’Italia in gara con “La paranza dei bambini”, di Claudio Giovannesi

Claudio Giovannesi (Corriere del Mezzogiorno)

L’Italia sarà in gara alla 69ma Berlinale (7-17 febbraio) con La paranza dei bambini, il nuovo film diretto da Claudio Giovannesi, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, autore della sceneggiatura insieme al regista e Maurizio Braucci. Direttore della fotografia è Daniele Ciprì, gli interpreti sono Francesco Di Napoli, Viviana Aprea, Mattia Piano Del Balzo, Ciro Vecchione, Ciro Pellecchia, Ar Tem, Alfredo Turitto, Pasquale Marotta, Luca Nacarlo e Carmine Pizzo. L’uscita nelle sale è prevista a marzo. Qui gli altri titoli annunciati, anche in altre sezioni; la conferenza stampa di presentazione della 69ma Berlinale avrà luogo il 29 gennaio.

News da Giffoni

Alan Rickman (Wikipedia)

Alan Rickman (Wikipedia)

Come annunciato nei giorni scorsi dal direttore del festival Claudio Gubitosi, l’attore e regista Alan Rickman riceverà il premio Francois Truffaut il prossimo 23 luglio al Giffoni Experience, 44esima edizione (18 -27 luglio, Giffoni Valle Piana, Sa). Rickman, artista eclettico, a suo agio sia a teatro che sullo schermo, vincitore di vari premi (fra i tanti, il BAFTA come Miglior attore non protagonista per Robin Hood- Principe dei ladri, 1991, Kevin Reynolds), è certo noto ai giovani di tutto il mondo per il ruolo di Severus Piton, il mago mezzosangue della celebre saga di Harry Potter. Attualmente è impegnato nella post produzione di A Little Chaos, suo secondo film da regista (dopo L’ospite d’inverno, The Winter Guest, 1997), con Kate Winslet e Matthiah Schoenarts. Rickman è anche co-sceneggiatore e vi appare in un piccolo ruolo.

Salvatore Esposito e Marco d' Amore in una scena di "Gomorra- la serie" (lastampa.it)

Salvatore Esposito e Marco d’ Amore in una scena di “Gomorra- La serie” (lastampa.it)

Marco D’Amore e Salvatore Esposito, protagonisti di Gomorra – La serie, sabato 19 luglio saranno ospiti della kermesse ed incontreranno le giurie ufficiali. Gomorra – La serie, è stata ideata dallo scrittore Roberto Saviano, basata sul suo omonimo libro, diretta da Stefano Sollima, Claudio Cupellini, Francesca Comencini, prodotta da Sky, Cattleya, Fandango e Beta Film, in onda su Sky Atlantic (12 episodi dal 6 maggio).
Marco D’Amore, che nella serie interpreta Ciro Di Marzio, detto L’immortale, giovane emergente della cosca e “soldato” ambizioso alla ricerca di un suo posto importante nel sistema di comando, riceverà il Premio Giffoni Award.
Salvatore Esposito, invece,che veste i panni del nuovo boss Genny Savastano, per il quale è dovuto ingrassare e poi dimagrire venti chili, riceverà l’Explosive Talent Award, premio conferito per la già promettente carriera.

TropeaFestival Leggere&Scrivere 2013

conf 1E’ stata presentata lo scorso lunedì, 21 ottobre, a Catanzaro, presso Palazzo Alemanni, la seconda edizione del TropeaFestival Leggere&Scrivere, fra i sei eventi inseriti all’interno del cartellone Calabria Terra di Festival: ad illustrare i dettagli del ricco programma l’assessore alla Cultura Mario Caligiuri, Gilberto Floriani, direttore artistico del Festival e direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, soggetto capofila di questo progetto, e Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati, ideatrice (2006) e promotrice del Premio Letterario Tropea. Dal 4 al 10 novembre la kermesse letteraria, strutturata quest’anno in tre sezioni (Una regione per leggere, Calabria fabbrica di cultura, Carta Canta), proporrà uno spazio in cui scrittori, poeti, intellettuali, giornalisti, attori, sceneggiatori, registi, musicisti, potranno confrontarsi sulle nuove forme di comunicazione nell’epoca dei nativi digitali attraverso incontri, dibattiti, focus, approfondimenti, itinerari e molto altro, così da offrire nuove ipotesi di sviluppo per la promozione della lettura, elemento cardine relativamente alla crescita di una qualsiasi società civile.

Oltre alla sede tradizionale di Tropea, previsti speciali laboratori artistici e letterari nelle località di Serra San Bruno e Soriano, mentre venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 novembre il Festival culminerà nelle serate conclusive della settima edizione del Premio Tropea Nazionale Letterario, a cura dell’Accademia degli Affaticati. Circa sessanta gli eventi complessivi, con un occhio di riguardo al pubblico più giovane, nella considerazione finale di come i tradizionali confini della testualità, lineare ed orizzontale, confluiscano oggi in un’idea del testo dinamico e mai definitivo: l’accostamento di varie notizie ed informazioni, infatti, percorre ininterrottamente la rete e richiede quindi un approccio attivo nello scegliere fonti e punti di vista, per cui autori e lettori si trovano a condividere uno spazio in cui interagire e, in alcuni casi, fondersi.
Ed ora, diamo uno sguardo alle quattro Sezioni in cui è suddiviso il Festival:

56567Una Regione per leggere, ma anche una ragione per leggere: promuovere, quindi, la lettura presso i calabresi, i quali, pur non ultimi nelle statistiche sulla lettura in Italia, arrancano ancora con circa 12 punti percentuali in meno rispetto alla non troppo esaltante media nazionale.
Due sezioni affronteranno i temi legati alle politiche di promozione della lettura, così da analizzare le cause e i rimedi della disaffezione culturale e proporre una maggiore attenzione ai presidi del libro, intesi come editoria, librerie indipendenti e soprattutto biblioteche pubbliche multimediali. Le biblioteche infatti, pur investite dalla crisi economica, dalla contrazione della spesa pubblica e dalla rivoluzione tecnologica nel settore dei media e del libro, rimangono una roccaforte insostituibile per promuovere lettura, cultura e socialità, così come è fuori discussione la centralità della scuola quale principale strumento di acculturazione e di apprendimento dell’abitudine al leggere, ma è altrettanto innegabile che la modernità contemporanea abbia come principale caratteristica un continuo rapido mutare del quadro culturale.

Molti studiosi ritengono che le biblioteche moderne, intese come luoghi di animazione del libro in tutte le sue forme, fornite di strumentazione informatica e spazi di apprendimento, possano confermarsi luogo privilegiato della nuova educazione permanente, a partire dagli ebook, la cui diffusione può contribuire alla fruizione della cultura, permettendo una lettura accessibile, una libreria aperta in ogni momento, a portata di click.
Una sollecitazione questa che si spera possa essere acquisita anche in Calabria, regione storicamente poco attrezzata ad affrontare le grandi sfide della modernità, ecco perché nei cinque giorni del festival saranno anche presentati nuovi strumenti di cooperazione per le biblioteche calabresi: un portale web 2.0 che sarà il punto di riferimento per accedere alle informazioni bibliografiche su una base dati di circa 1,5 milioni di titoli, ai servizi di prestito, a una piattaforma per la distribuzione degli ebook, a spazi per far conoscere i loro servizi e le loro attività.

Carta canta. Da sempre il mondo della musica ha cercato di tradurre, attraverso la matematica delle note e la geometria degli accordi, le impressioni che la parola, quella scritta in particolare, hanno fissato nello sforzo di decifrare la realtà per comunicarla e tramandarla: ogni canzone, ogni frammento di musica è, insieme, il racconto di un tentativo e la cronaca di una caduta, dove vaghezza e precisione si rincorrono in una girandola di richiami riflettendosi, gioco di specchi abissale, l’una nell’altra.

Carta Canta vuole affrontare un particolare percorso, attraverso i tre passaggi tradizione-traduzione-tradimento, delineandosi quindi come uno spazio volto ad indagare il fitto sistema di segni presenti nel sentiero che dalla tradizione porta al tradimento (e cioè alla scoperta e all’innovazione) attraverso la pratica della traduzione (comunicare significa tradurre):nella radice comune “tradere” (che significa portare, condurre a) si sviluppano infatti i percorsi e le suggestioni di questa sezione, attraverso le parole degli addetti ai lavori (musicisti, scrittori, critici), per raccontare la musica e raccontare con la musica, nell’ epoca della progressiva atomizzazione e dissoluzione dei media tradizionali.

uurtCalabria, fabbrica di cultura. Guido Ceronetti nel suo libro Un viaggio in Italia (Einaudi, 1983) scriveva: “facce concentrate hanno tutti i calabresi. Sembrano, pur non pensando, una nazione di filosofi”.
Ceronetti, si sa, è provocatore, cinico e sarcastico, ovvero, in altri termini, estremamente sensibile nel mettere in risalto le contraddizioni perché sa coglierle, restandone stupito ed egualmente indifferente, in quanto egli stesso è contraddittorio.
Proprio come la Calabria, che è un luogo di contraddizioni estreme, le quali vivono, e a volte sopravvivono, in una terra a sua volta estrema, nel senso geografico e culturale, dove tutto è presente: l’ abusato claim turistico mare/montagna, le lingue vive e quelle quasi morte (albanese, grecanico, occitano), eppure gelosamente tenute in vita da comunità sopravvissute alla storia, le straordinarie vestigia di civiltà antiche e le deturpazioni prodotte da una equivoca interpretazione di modernità e così via.

Per orientarsi all’interno di un sistema tanto intricato l’aiuto può giungere in primo luogo da un insieme di più elementi: conoscenza, consapevolezza, curiosità, ricerca. In sintesi, dalla Cultura. E un buon modo per fare cultura, viverla, esercitarla è quello di cercarla, di produrla e di diffonderla.
Una fabbrica, anche una fabbrica di cultura, è un luogo di produzione.
Ma per avere una fabbrica occorre un luogo, o più luoghi, dove mettere assieme le materie prime per costruire qualcosa di nuovo che dovrà poi essere “venduto”, distribuito, reso fruibile e per diventare tale deve essere “desiderato” o essere reso desiderabile: occorre crearsi un “mercato” oppure, se già c’è, ampliarlo, così da renderlo più vivo e dinamico.

Ecco, in questo senso, Calabria, fabbrica di Cultura vuole mettere in evidenza le infinite materie prime e un “mercato” vasto che va ben oltre i confini regionali, anche se è dentro questi ultimi che deve radicarsi e fiorire.
La Fabbrica, di cui questa manifestazione è una parte, ha cominciato a produrre e sta cercando, creando e trovando mercati e fruitori, quelli che già conoscono la Cultura, quanti ne hanno minore dimistichezza o, infine, non se ne curano del tutto. E’ una fabbrica che si muove, incontra gli studenti, i curiosi, gli appassionati, stimola gli indifferenti e cerca di giungere laddove è difficile arrivare, perché la convinzione che spinge chi vuole fare “fabbrica” è una soltanto: quanto produce è utile.

u6uIl Premio Tropea Letterario Nazionale, giunto quest’anno alla settima edizione, rappresenta il nucleo centrale dal quale si è sviluppato il progetto del TropeaFestival Leggere&Scrivere.
Titolare dell’iniziativa, varata nell’anno 2006, è l’associazione culturale Accademia degli Affaticati – Tropea. Nell’albo d’oro dei vincitori figurano Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio, Carmine Abate, Mattia Signorini, Donatella Di Pietrantonio, Mimmo Gangemi.
Ogni anno, in primavera, il Comitato tecnico-scientifico presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti e del quale fanno parte anche i Rettori delle tre Università calabresi, seleziona la terna dei finalisti. A decidere il vincitore assoluto, secondo una formula resa possibile dalla collaborazione con Asmenet Calabria, sono tutti i 409 sindaci calabresi, affiancati da una giuria popolare. Il Premio Tropea è, inoltre, il primo in Italia a veicolare le opere finaliste attraverso il formato digitale dell’ebook.

I finalisti dell’edizione 2013 sono Edoardo Albinati (Vita e morte di un ingegnere, Mondadori), Benedetta Palmieri (I Funeracconti, Feltrinelli) e Vito Teti (Il patriota e la maestra, Quodlibet). Con loro e attorno a loro, secondo tradizione, si svilupperanno le tre serate dedicate ai temi dell’attualità letteraria, culturale e giornalistica, nelle quali culmineranno gli incontri del TropeaFestival Leggere&Scrivere. Tra gli ospiti, i vertici TGR (Testata Giornalistica Regionale) della RAI; il Direttore del Giornale Radio RadioUno RAI, Antonio Preziosi; Marina Valensise, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Parigi.

uytuPrevista infine una serie di eventi all’insegna della multidisciplinarietà, percorsi che abbracciano temi differenti con il proposito di offrire occasioni d’incontro e spunti di riflessione: il Palazzo Gagliardi a Vibo Valentia ospiterà nei sei giorni del Festival mostre di fotografia, pittura, scultura, installazioni di arte contemporanea, incontri e laboratori teatrali, i cui temi spazieranno dalle aberrazioni della tortura al diritto alla non sofferenza degli animali da macello.
La figura femminile sarà raccontata nelle sue sfaccettature in una mostra fotografica, nei quadri di Domenico di Francia e nelle sculture di Tonino Gaudioso, mentre un tributo al passato sarà rappresentato dall’installazione ispirata alla Magna Grecia. Previsto un omaggio al Maestro buddista Daisaku Ikeda nella rappresentazione del concetto di Rivoluzione Umana.
Il programma prevede anche incontri di lettura ad alta voce e laboratori teatrali.

La promozione della cultura deve necessariamente pensare ai piccoli lettori: attività dedicate ai bambini in età prescolare e scolare sono infatti previste nelle scuole del comprensorio vibonese e presso lo Spazio Bimbi allestito sempre a Palazzo Gagliardi: attraverso una nutrita serie di attività manuali e pratiche, i bambini avranno la possibilità di interagire in un ambiente accogliente e pensato per loro, di sviluppare le proprie attitudini creative e capacità cognitive e di sperimentare, divertendosi, l’importanza della fantasia, dell’inventiva, della realizzazione di un progetto comune. Il suddetto spazio sarà aperto gratuitamente ogni giorno a visite guidate di gruppi e classi, e sarà attivo fino a sera per la fruizione gratuita da parte di mamme e bambini di tutte le età.

Informazioni: http://www.tropeafestival.it/

Premio Letterario Tropea 2013:i titoli selezionati

premio-letterario-tropea-2013i-titoli-selezio-L-Pz7dkCSaranno 13 i libri che si contenderanno l’accesso alla terna dei finalisti del Premio Letterario Nazionale Tropea (VII edizione, si svolgerà all’interno di TropeaFestival Leggere&Scrivere, dal 24 al 29 settembre), la quale sarà ufficializzata domenica 26 maggio, durante un incontro pubblico presso il Museo Diocesano di Tropea, in seguito alla valutazione espressa dal comitato tecnico-scientifico, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti.
Una volta selezionati i tre libri, avrà inizio il coinvolgimento della giuria popolare, composta quest’anno da giovani studenti tropeani e membri dell’Accademia degli Affaticati, voti che si andranno a sommare a quelli dei 409 sindaci di comuni calabresi.

premio-letterario-tropea-2013i-titoli-selezio-L-0zNgTnIl Premio Tropea si è delineato negli anni, grazie anche al costante lavoro compiuto dall’Accademia degli Affaticati, sua promotrice, presieduta da Pasqualino Pandullo, come un evento culturale di alto profilo, innovativo nella sua capacità di coniugare tradizione ed innovazione, (è stato il primo premio in Italia ad adottare il formato e-book).
La validità della sua formula è data inoltre dall’aver segnalato all’attenzione del grande pubblico numerosi autori e romanzi di qualità, capaci di andare anche oltre i confini nazionali o divenire veri e propri casi letterari, come è avvenuto per Roberto Saviano, vincitore della prima edizione con Gomorra (Mondadori), o Carmine Abate, che si aggiudicò la vittoria nel 2009 con Gli anni veloci (Mondadori), sino ad arrivare a La signora di Ellis Island (Einaudi), di Mimmo Gangemi.

Di seguito i titoli dei libri in selezione, raggruppati in base alla loro casa editrice:

 Isabella Bossi Fedrigotti

Isabella Bossi Fedrigotti

Einaudi: Maurizio De Giovanni, Vipera, 2012.
Falco Editore:Lina Furfaro, Giuditta Levato, La contadina di Calabricata, 2012.
Feltrinelli: Benedetta Palmieri, I funeracconti, 2011.
Laurana: Paolo Grugni, La geografia delle piogge, 2012. Mondadori:Edoardo Albinati, Vita e morte di un ingegnere, 2012; Stefano Zecchi, Dopo l’infinito cosa c’è, papà? Fare il padre navigando…, 2012; Antonio Moresco, La Lucina, 2013; Daria Bignardi, L’acustica perfetta, 2012.
Pellegrini: Sergio Aquino, Giustizia islamica, 2012.
Ponte delle Grazie: Philippe Claudel, Profumi, inventario sentimentale degli odori di una vita, 2013. Quodlibet: Vito Teti, Il Patriota e la maestra. La misconosciuta storia d’amore e ribellione di Antonio Garcèa e Giovanna Bertòla ai tempi del Risorgimento, 2012. Rizzoli: Catena Fiorello, Dacci oggi il nostro pane quotidiano, 2013.Tgbook: Maria Concetta Preta, Il segreto della ninfa Scrimbia, 2012.

Per ogni informazione relativa al Premio: http://www.premioletterariotropea.org Contatto Facebook: Premio Letterario Tropea Contatto Twitter: @premio_tropea

“Vieni via con me”: un’altra televisione è possibile

Fabio Fazio e Roberto Saviano

Fabio Fazio e Roberto Saviano

Si è conclusa ieri sera, lunedì 29 novembre, la trasmissione televisiva Vieni via con me di e con Fabio Fazio e Roberto Saviano, divenuta nel corso di queste settimane un vero e proprio fenomeno sociale, scatenando egualmente pareri entusiasti e critiche anche feroci, ma accolta in ognuna delle sue quattro puntate da un notevole successo di pubblico, raggiungendo ascolti record, in particolare per Rai 3, la rete sulla quale il programma è andato in onda. Altri autori: Pietro Galeotti, Marco Posani, Francesco Piccolo e Michele Serra.

Premetto che mi manterrò volutamente a debita distanza dalle solite polemiche, spesso pretestuose e mai assunte a vere e proprie prese di posizione, fondate e convincenti, sui compensi, “su chi è pagato da chi” o similari: le ritengo, sempre nel rispetto delle opinioni di ognuno, sterili e miopi, palesando la classica incapacità di estendere lo sguardo e di valutare col dovuto distacco, analizzando essenzialmente l’evento in sé. Né mi dilungherò su quale ospite sia stato particolarmente efficace o abbia dato interpretazione più valida.

Ciò che mi interessa e preme sottolineare infatti, è come si sia dimostrato, con una certa efficacia, che nel nostro paese mai assunto a nazione, un’altra televisione è possibile, si può puntare ancora su un tipo di intrattenimento che non sia il solito varietà “tette e culi”o talk show accondiscendenti, magari ospite qualche politico pronto ad autoassolversi e a celebrare il “tutto va ben mia nobile marchesa”, prendendoci allegramente per il sedere con la nostra complicità.

Ciò che è andato in onda è stato una sorta di terza via, a metà strada tra una cerimonia ed una piece teatrale, con grande rilevanza della parola rispetto l’immagine, ed alle sue modalità espressive e d’impatto, come evidenziato dai vari microfoni in fila sulla scena, vera coreografia del programma.

Questa innovazione del linguaggio, che capovolge l’imperativo attualmente dominante, trova i suoi antecedenti, in tempi relativamente recenti (potremmo anche risalire alla Canzonissima di Dario Fo), negli affondi di Beppe Grillo e compiutezza stilistica nel Fantastico di Adriano Celentano dell’ ’87/ ‘88, che scatenò fior di dotte discussioni, quando era piuttosto evidente ciò che il molleggiato, inedito maitre à penser, aveva messo in atto: evidenziare la fragilità della messa in scena tradizionale e rituale, opponendogli un’irritualità fatta di silenzi, pause, monologhi (a volte estenuanti).

Spazio quindi in Vieni via con me alle voci della gente comune, alle loro esperienze di vita e lavorative, spazio all’elencazione di fatti noti o meno noti, di eventi tristi o lieti, ai tanti misteri ancora insoluti, alle stragi tristemente impunite dopo anni, spazio alla grande capacità affabulatoria di Saviano, ai suoi monologhi improntati agli importanti valori della legalità e della laicità, ormai sommersi dal fango della corruzione, del pensiero unico ed imposto, della tangente legalizzata, e volti a far emergere tutta la nostra rassegnazione fattasi ormai connivenza tacita e colpevole.

Certo, possiamo discutere di una lentezza a volte troppo insistita ed officiata, o ancora su certi toni da “Ultima Cena” (sempre laica), con Saviano novello Messia e Fazio nel ruolo del discepolo prediletto, con la cultura ed il libero pensiero che si fanno pane e vino dell’Offertorio, ma non credo che ciò possa inficiare più di tanto il risultato finale, cioè, mi ripeto, che non solo un’altra televisione è possibile, ma che siamo in tanti ad attenderla.

Sfortunata la terra che ha bisogno di eroi (Bertolt Brecht, Vita di Galileo)