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“Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo”- Claudio Sottocornola (Marna Edizioni)

Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo (Marna Edizioni), il nuovo libro di Claudio Sottocornola, è un’opera pregevole dal punto di vista culturale, oltre che di piacevole lettura: attraverso la molteplicità delle tematiche trattate, in virtù di quel suggestivo percorso interdisciplinare e transmediale da sempre caratterizzante l’attività creativa propria di un moderno filosofo che si avvale di originali chiavi interpretative, nello scorrere delle pagine si offre una rappresentazione ermeneutica della contemporaneità e le sue derive, nella visione del declino di una civiltà e nel trionfo del pensiero debole, dove, fra scetticismo e disillusioni, determinati valori come bene, verità e, soprattutto, bellezza, possono ancora costituire un solido baluardo a difesa di quella verità insita nell’uomo, idonea a divenire un tutt’uno con esso, richiamando responsabilità individuali e collettive “nel saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”.
Il volume è strutturato in due parti: la prima, Saggi Pop, raccoglie, in versione integrale, articoli di approfondimento su vari argomenti, pubblicati, negli anni che vanno dal 2009 al 2016, su riviste destinate a diverse tipologie di lettori, offrendo spazio tanto alla divulgazione quanto al’attività d’indagine, storica, sociologica ed antropologica. Continua a leggere

“Bootleg”, le lezioni-concerto di Claudio Sottocornola si confermano un raffinato incontro tra performance ed analisi storico-sociologica

Claudio Sottocornola

Lo scorso 5 giugno Claudio Sottocornola ha inaugurato in rete l’iniziativa Bootleg, grazie alla quale proporrà sul web (a cadenza mensile) lezioni-concerto, conferenze, presentazioni di libri e mostre.
L’avvio è stato affidato alle ultime due lezioni- concerto tenute da Sottocornola all’Auditorium del Liceo Mascheroni di Bergamo, Viva l’Italia (14 gennaio 2017) seguita da E ti vengo a cercare (5 maggio 2017), rivolgendo così ad un vasto pubblico la visione musicale propria del filosofo del pop come lo definisce da tempo la stampa nazionale, ma che personalmente ho sempre inteso considerare come un moderno cantastorie, un “cercatore”, attraverso la storia delle note, di quella verità insita nell’uomo e che si fa tutt’uno con esso.
La lezione-concerto, nel suo esprimersi qui e ora, va a costituire un raffinato incontro tra analisi sociologica e performance, dove l’elemento musicale suggerisce una nuova modalità d’interpretare la vita, affidandosi anche al suo incessante scorrere, quest’ultimo caratterizzato ulteriormente dai vari accadimenti comportanti più di un mutamento in corso d’opera.
Le capacità affabulatorie e l’abilità vocale di Sottocornola permettono d’individuare le caratteristiche di ogni canzone proposta, reinterpretata rispettandone l’ispirazione originaria, offrendo risalto ad ogni sfumatura del testo e al contempo lasciando spazio ai propri sentimenti, ai propri ricordi, alle suggestioni più intime, permettendo così all’indagine metodologica  di concretizzarsi, avvolta da una certa fluidità, quale concreto trait d’union tra la Storia e il vissuto personale. Continua a leggere

Un ricordo di Lino Toffolo

Lino Toffolo

Lino Toffolo

Che poliziotto Johnny bassotto come una freccia nella notte schizza via, passa dal tetto, entra nel letto d’ogni bimbo che racconta una bugia … Quante volte ho ascoltato, tenero bimbetto, questa canzone! Johnny bassotto era la sigla della trasmissione televisiva Anteprima di Chi?, nell’anno 1976 abbinata alla Lotteria Italia, e il testo, opera di Bruno Lauzi, veniva illustrato da un cartone animato che vedeva protagonista il simpatico cane del titolo, realizzato graficamente da Guido Manuli per la Bozzetto Film.
Ad eseguirla, insieme al coro I nostri figli di Nora Orlandi, Lino Toffolo, che all’epoca non conoscevo come quel poliedrico artista che tanto ha caratterizzato vari settori del mondo dello spettacolo italiano, spaziando dal cabaret alla musica, dal teatro al cinema, senza dimenticare le partecipazioni e le realizzazioni televisive, ma rimanevo egualmente colpito dalla particolarità della sua voce, che mi dava la sensazione di un adulto che non aveva del tutto perso la voglia di giocare e scherzare. Continua a leggere

Little Tony (1941- 2013)

Little Tony

Little Tony

E’ morto ieri, lunedì 27 maggio, a Roma, Little Tony (all’anagrafe Antonio Ciacci, Tivoli, 1941).
E’ stato tra i primi cantanti in Italia, e lo scrivo con convinzione, fuori di retorica, ad intuire la carica innovatrice del rock’n’roll, e, soprattutto, a crederci sino in fondo, portando avanti negli anni un itinerario musicale estremamente coerente e personale, per quanto ispirato ai miti d’oltreoceano.
Almeno sino ai primi anni ’70, ha contribuito a dare una scossa, apparentemente leggera, alla musica italiana, favorendo non poco un suo svecchiamento, forte di un successo popolare che coinvolgeva giovani e meno giovani, grazie anche alla simpatia e spontaneità nel proporsi al pubblico.

little-tony-1941-2013-L-gsxw7vD’altronde, quando nel ’61 si esibì al Festival di Sanremo insieme ad un altro innovatore, Adriano Celentano, cantando 24mila baci, Little Tony poteva già vantare quattro anni di permanenza in Inghilterra, dove aveva preso parte a vari spettacoli, anche televisivi, insieme ai suoi due fratelli (era la sua una famiglia di musicisti, vedi il papà cantante e fisarmonicista), convinto al riguardo da un impresario inglese, Jack Good, che lo notò durante uno spettacolo in un locale milanese, e aveva già inciso un buon numero di 45 giri, spesso reinterpretando classici del rock.
Da non dimenticare il parallelo fra il mondo della canzone e quello cinematografico che trovò espressione nella stagione dei tanto vituperati musicarelli, e Little Tony, così come molti cantanti del suo stesso periodo, fu al riguardo fra i protagonisti (tra i titoli più noti, il dittico Riderà-Cuore matto, ’67, Bruno Corbucci- Cuore matto … matto da legare, Mario Amendola, ’67), assecondandone, con una certa autoironia, lo schema standard da commedia nostrana, tra il comico e il sentimentale (fraintendimenti, differenze di ceto sociale, difficoltà esistenziali, conflitto coi “matusa”), al cui interno veniva inserito, non sempre coerentemente, l’elemento musicale, come fosse una sorta di parentesi canora.

little-tony-1941-2013-L-263x1MCerto, dal 1962 (l’anno del suo primo successo discografico, Il ragazzo con il ciuffo) al 1981 (quando incise Profumo di mare, sigla del telefilm Love Boat), ricordando, fra i tanti, titoli come Riderà (Cantagiro del ’66), la successiva Cuore matto o La spada nel cuore (eseguita insieme a Patty Pravo al Festival di Sanremo del ’70), per arrivare sino ad oggi, acqua sotto i ponti ne passerà tanta, ma Tony rimarrà sempre fedele ai suoi canoni musicali e preferirà continuare a proporre se stesso, sapendo di poter contare sempre sull’affetto del suo pubblico, piuttosto che tentare di reinventarsi e percorrere nuove strade, a costo di lambire l’insidioso effetto revival nel corso delle varie apparizioni, televisive e non.
La bravura di un artista, almeno a parer mio, sta anche in questo, saper farsi forte delle proprie indubbie capacità ed esserne buon gestore, sino a conquistare l’ultimo applauso.

Enzo Jannacci (1935-2013)

Enzo Jannacci

Enzo Jannacci

Enzo, Vincenzo, Jannacci ci ha lasciati ieri sera, venerdì 29 marzo. E’ stato tra i protagonisti più completi e concretamente estrosi della musica italiana, innovata e caratterizzata negli anni (dagli esordi nel ’56 come tastierista dei Rocky Mountains, voce Tony Dallara, per poi passare ad Adriano Celentano, I Rock Boys, ed arrivare al sodalizio con Giorgio Gaber, I due corsari, ’59, proseguendo da solista) con melodie particolari e testi sempre originali ma nel contempo attenti alla realtà, in particolare agli “ultimi”, gli sconfitti, i diseredati dalla vita, mediati attraverso il filtro del surreale e addolciti da toni poetici, venati anche da una certa malinconia.

Jannacci in una scena de "L'udienza"

Jannacci in una scena de “L’udienza”

Credo che alla lettura dei tanti articoli susseguitisi in queste ore Jannacci avrebbe fatto seguire la sua caratteristica risata o intonato seduta stante un Quelli che… adeguato alla situazione, ironico e sfottente. Ecco perché mi limito ad un semplice ricordo, anche come valido attore, in particolare ne Il frigorifero, insieme a Monica Vitti, diretto da Mario Monicelli, episodio del film Le coppie, ’70, e soprattutto perfetto protagonista de L’udienza, ’71, Marco Ferreri, scrivendo queste poche righe corredate dall’ascolto di Mexico e nuvole, una delle sue interpretazioni (il testo è di Vito Pallavicini, la musica di Michele Virano e Paolo Conte) da me preferite, pur se in conclusione, nella presunzione di ritenerla coerente allo spirito dell’artista, lascio la parte finale di Vengo anch’io: “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale Vengo anch’io? No tu no per vedere se la gente poi piange davvero e capire che per tutti è una cosa normale e vedere di nascosto l’effetto che fa”.

Il progetto “Working Class” di Claudio Sottocornola in un box set di cinque dvd

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Sabato 22 dicembre presso il Liceo scientifico L. Mascheroni di Bergamo, a chiusura di un laboratorio didattico che ha coinvolto gli studenti della scuola in sinergia con la Terza Università della città, Claudio Sottocornola presenterà Working Class un box set in 5 dvd, edizione integrale del percorso di lezioni-concerto dal territorio al web (31 marzo-31 luglio 2012), che ha segnato il passaggio per l’intellettuale lombardo alla divulgazione in rete: il nuovo cofanetto in tiratura limitata, registrato in presa diretta con il contributo del pubblico, ne storicizza le lezioni, rendendole disponibili per una visione privata in home video.

il-progetto-working-class-di-claudio-sottocor-L-P6g6M_In particolare, nel proporne i 5 percorsi base (Teen-agers di ieri e di oggi, Decenni, Anni ‘60, Cantautori, Immagine della donna e canzone), si viene a creare sia un “archivio storico” delle performance tra musica, filosofia e dissertazione storica, proprie di Sottocornola, sia un’ occasione interattiva per gli studenti che il professore ha coinvolto in un interessante percorso di sperimentazione didattica e coinvolgimento, come già aveva fatto attraverso i suoi cinque recital dedicati all’anniversario dell’unificazione italiana, celebrata attraverso la grande canzone pop, rock e d’autore nazionale, che hanno visto appunto la partecipazione di numerosi allievi, a duettare con lui nell’interpretazione di brani storici, intenti nel realizzare coreografie di danza classica, moderna e hip-hop, suonare strumenti musicali, ideare scenografie d’immagini e leggere poesie.

il-progetto-working-class-di-claudio-sottocor-L-CDNErmIl box rappresenta una summa dei più celebri brani-simbolo della canzone italiana, da Certe notti (Luciano Ligabue) a Sapore di sale (Gino Paoli), passando per Meravigliosa creatura (Gianna Nannini) e Albachiara (Vasco Rossi), o, ancora, Acqua e sale (Mina e Adriano Celentano), Geordie (Fabrizio De Andrè) e qualche incursione anche nel mondo anglosassone ( Stand by me, Ben E. King; Let it be, The Beatles), reinterpretati dalla carismatica voce del filosofo del pop, con il suo inconfondibile e caldo approccio.

La presentazione sarà arricchita poi dalla pubblicazione sul sito dell’autore, http://www.claudiosottocornola-claude.com, delle relazioni critiche degli alunni di alcune classi quarte e quinte del Liceo Mascheroni che hanno partecipato al laboratorio didattico di Working Class fra il 2011 e il 2012, sia nella veste di recensori, giornalisti, e storici attenti al rapporto fra musica, società e costume, sia come performer nel corso delle lezioni-concerto tenute presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo, e per questo verranno premiati con il conferimento di alcune produzioni multimediali del cantante-filosofo.

Farnetication

Eh Celentano predica sempre di più
la sua mente cede e si sente Gesù,
farnetication, farnetication.
Cambia il mondo cambia, niente cambia laggiù
il talento del cantante è come le lenticchie di Esaù
farnetication, farnetication.
Io Adriano mio non capisco perché
devi esser tu ad indicarci la via qual è
farnetication, farnetication.
Vuoi Sanremo tutto solo per te
la Rai piange miseria ma la grana ora c’è
farrnetication, farnetication.
Mah, siamo in crisi ma
senza andare in là, l’America è qua.
Belle canzoni per cinquant’anni si sa
ora tuoni e fulmini come Dio solo sa
che scontration, che scontration.
Arrivano i fischi anche per te,
se ciò di cui parli ha un senso dimmi qual è
farnetication, farnetication.
Io Adriano mio non capisco perché
tu vuoi fare Cristo e non canti ormai più
Impazzivo per te o Il ragazzo della Via Gluck.
Tutti sai siamo tristi per te, ti aggiri smarrito
sul palco ma Morandi ora c’è, canta, dai,
rivalutation, rivalutation.
Forza Adriano son certo che ce la farai
a più non predicar, ti basterà pensar, orsù,
anche se non ti va giù, che questo mondo … Non l’hai creato tu…

Una mia reinterpretazione della celebre “Svalutation”, ’76 (Celentano, Pallavicini, Beretta, Santercole), dopo l’esibizione di ieri sera non me la sentivo di scrivere un altro articolo, ripetendo le stesse cose. Dico solo questo: a volte, forse, è meglio la conservazione del ricordo di ciò che si è stati, rispetto al prendere coscienza di ciò che ora si è.