“Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo”- Claudio Sottocornola (Marna Edizioni)

Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo (Marna Edizioni), il nuovo libro di Claudio Sottocornola, è un’opera pregevole dal punto di vista culturale, oltre che di piacevole lettura: attraverso la molteplicità delle tematiche trattate, in virtù di quel suggestivo percorso interdisciplinare e transmediale da sempre caratterizzante l’attività creativa propria di un moderno filosofo che si avvale di originali chiavi interpretative, nello scorrere delle pagine si offre una rappresentazione ermeneutica della contemporaneità e le sue derive, nella visione del declino di una civiltà e nel trionfo del pensiero debole, dove, fra scetticismo e disillusioni, determinati valori come bene, verità e, soprattutto, bellezza, possono ancora costituire un solido baluardo a difesa di quella verità insita nell’uomo, idonea a divenire un tutt’uno con esso, richiamando responsabilità individuali e collettive “nel saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”.
Il volume è strutturato in due parti: la prima, Saggi Pop, raccoglie, in versione integrale, articoli di approfondimento su vari argomenti, pubblicati, negli anni che vanno dal 2009 al 2016, su riviste destinate a diverse tipologie di lettori, offrendo spazio tanto alla divulgazione quanto al’attività d’indagine, storica, sociologica ed antropologica.

Claudio Sottocornola

Il tutto a partire da quel pop, diminutivo di popular come Sottocornola ha sempre tenuto a precisare, da intendersi come un termine non a valenza riduttiva bensì estensiva, il cui linguaggio viene vagliato con particolare riferimento alla musica leggera, non trascurando il contributo offerto dalla televisione, dal cinema o dalla moda e senza dimenticare l’apporto fideistico, sempre rendendo la filosofia il punto centrale di un personale discorso intellettuale. La seconda parte, Appendice, comprende una serie d’interviste rivolte negli anni al filosofo del pop, cui seguono le innovative Lezioni Concerto, felice traghettamento della canzone pop, rock e d’autore dall’ambito del puro intrattenimento e consumo a quello della formazione, della riflessione critica, della ricerca, condotta in totale libertà da vincoli e manierismi prevalenti nel panorama ormai dominato da talent e mercato di genere, la cui idea è poi confluita nel progetto Working Class e, più recentemente, sul web, con Bootleg, anche questi ulteriori capitoli del libro; si va così a delineare una possibile proposta didattica intesa a suggerire nuove, possibili, vie da percorrere nel rapporto fra media, scuola e società.

Coniugando infatti Storia istituzionale, Storia sociale, analisi del costume per il tramite del popular, l’analisi ermeneutica-filosofica, innovativa nel  mantenere le distanze dalla teoria e dall’ideologia, consente un’immersione nel profondo mare della quotidiana attualità, in nome di una condivisione estetica volta a tendere un suggestivo fil rouge fra ciò che siamo stati e il nostro incessante divenire. A chiudere, ma con un’anticipazione già presente in copertina, le Pop Ideas, ovvero disegni realizzati proprio da Sottocornola, riportati per la prima volta in assoluto all’interno del libro quale inedita modalità espressiva, sempre coerente con la personale proposta dell’autore, ovvero interpretare la realtà con mezzi diversi, nell’indissolubile legame tra cultura e vita. Nell’alternanza di temi ricorrenti, spesso coincidenti col vissuto personale di Sottocornola (gli anni’60, la ribellione giovanile alle convenzioni borghesi nelle sue varie forme, la progressiva maturazione di una nuova identità femminile, fra emancipazione ed autodeterminazione, il divismo ieri ed oggi, anche con riferimento a specifici personaggi del mondo dello spettacolo, la caduta del Muro di Berlino e coeva fine delle ideologie, la cultura dell’immagine, la trascendenza del sacro), il Pop, nelle sue molteplici declinazioni artistiche, va ad assumere la consistenza propria di un’ossatura portante relativamente alla crescita identitaria di una nazione, in particolare riguardo l’Italia, almeno per tutta la seconda metà del Novecento.

(Andorra)

Fra gli anni ’50-’60, musica, televisione, cinema, potevano, infatti, contare su un potere comunicativo tale da concedere sempre più spazio ad un concreto immaginario nazionale collettivo, con gli italiani propensi a condividere speranze e valori; ecco che cantanti come, fra gli altri, Rita Pavone, Mina, Gianni Morandi, Adriano Celentano, assumevano agli occhi del pubblico, per lo più giovanile, una consistenza divistica che si potrebbe paragonare a quella degli eroi epici, anche, se non soprattutto, nella sua resa empatica, distante anni luce dal distaccato e programmato divismo dei giorni nostri, presente in ogni ambito dei media e sul web. Si evince dunque dalla lettura complessiva del testo, come il mondo del Pop per Sottocornola resti legato al concetto puro e primigenio di popolare, scevro dalla centralità del paradigma economico odierno, quindi tendenzialmente volto a recuperare memoria, senso di appartenenza e sensibilità verso un’idea di bellezza che trascenda il trasporto funzionalistico nei confronti delle necessità meramente soggettive. I fruitori delle tante offerte mediatiche, per esempio gli ascoltatori della musica, gli spettatori televisivi, i frequentatori dei web social quale ideale mondo a parte dove esternare il famoso quarto d’ora di celebrità profetizzato da Warhol, “verso l’infinito e oltre”, credono di essere divenuti protagonisti assoluti e di mettere in atto una libera scelta riguardo, per esempio, determinati personaggi da seguire, o tendenze e mode, mentre in realtà offrono il destro agli interessi economici, alimentandoli attraverso un consumo subdolamente calato dall’alto nelle forme di un’elargizione.

(Scambieuropei)

La stessa cultura, il suo ideale rappresentativo più profondo ed intimo, sembra procedere in  via di stereotipi freddamente calcolati dalle multinazionali, senza esprimere alcuna consapevolezza che si possa definire, propriamente e concretamente, libera, trattata dunque alla stregua di qualsiasi prodotto di consumo da piazzare proficuamente sul mercato.
Fra indifferenza e scarsa attenzione della proposta, si preferisce allora, con fare omologante, assecondare più che stimolare, tendendo ad uno sminuzzamento del sapere e alla specializzazione circoscritta in un altrettanto delimitato ambito esistenziale, perdendo progressivamente tanto la necessaria confidenza con la propria interiorità, quanto una simbiotica interazione con il nostro prossimo, quale conciliabilità di punti di vista diversi. Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo rappresenta, concludendo, una opportuna riflessione critica che, lungi da qualsivoglia ampollosità retorica, offre spazio a molteplici spunti di riflessione, rimarcando in particolare la necessità di comprendere quanto ciascuno di noi, riguardo a valori come la bellezza, la democrazia, la giustizia, la fede, abbia un mythos fondativo diverso: solo accettando tale diversità si potrà almeno intuire la prospettiva da cui essa stessa ha origine, all’interno di un’esistenza degna di essere vissuta nella sua interezza, nel classico alternarsi di gioia e contrarietà a farsi riflettori puntati su quel palcoscenico che, volenti o nolenti, citando Shakespeare, ci vede tutti attori chiamati a recitare la nostra parte, “dove alla fine orizzontale e verticale, universale e particolare, verità e dubbio, anarchia e dogma convivono danzando mirabilmente sotto lo stesso cielo”.

2 risposte a ““Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo”- Claudio Sottocornola (Marna Edizioni)

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