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“Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo”- Claudio Sottocornola (Marna Edizioni)

Saggi Pop. Indagini sull’effimero essenziale alla vita e non solo (Marna Edizioni), il nuovo libro di Claudio Sottocornola, è un’opera pregevole dal punto di vista culturale, oltre che di piacevole lettura: attraverso la molteplicità delle tematiche trattate, in virtù di quel suggestivo percorso interdisciplinare e transmediale da sempre caratterizzante l’attività creativa propria di un moderno filosofo che si avvale di originali chiavi interpretative, nello scorrere delle pagine si offre una rappresentazione ermeneutica della contemporaneità e le sue derive, nella visione del declino di una civiltà e nel trionfo del pensiero debole, dove, fra scetticismo e disillusioni, determinati valori come bene, verità e, soprattutto, bellezza, possono ancora costituire un solido baluardo a difesa di quella verità insita nell’uomo, idonea a divenire un tutt’uno con esso, richiamando responsabilità individuali e collettive “nel saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”.
Il volume è strutturato in due parti: la prima, Saggi Pop, raccoglie, in versione integrale, articoli di approfondimento su vari argomenti, pubblicati, negli anni che vanno dal 2009 al 2016, su riviste destinate a diverse tipologie di lettori, offrendo spazio tanto alla divulgazione quanto al’attività d’indagine, storica, sociologica ed antropologica. Continua a leggere

“Bootleg”, una nuova iniziativa web di Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

A partire da lunedì 5 giugno il filosofo del pop Claudio Sottocornola inaugurerà l’iniziativa Bootleg, con la quale proporrà in rete (a cadenza mensile) lezioni-concerto, conferenze, presentazioni di libri e mostre. L’obiettivo di Sottocornola è condividere con il pubblico del web, come già avvenuto con Working Class e Una notte in Italia, una vasta esperienza didattica e performativa che caratterizza da anni la sua attività sul territorio fra storia, filosofia, musica, poesia e immagine.
La partenza di Bootleg è affidata a due lezioni-concerto – le ultime tenute da Sottocornola – con gli studenti del Liceo Scientifico Mascheroni di Bergamo, scuola di eccellenza dove egli insegna da anni: i ragazzi coinvolti duettano, cantano, danzano, suonano strumenti, propongono elaborazioni grafiche, leggono poesie e forniscono una dimensione corale alla avvincente narrazione del docente. La prima lezione proposta sarà Viva l’Italia (tenuta il 14 gennaio 2017), che affronta il tema dell’identità italiana dal Novecento ad oggi e spazia da brani del ventennio fascista come Mille lire al mese e Parlami d’amore Mariù, a hit del boom economico e dei gloriosi anni ’60 come Nel blu dipinto di bluCuoreSapore di sale e Il ragazzo della via Gluck, per giungere attraverso gli anni dell’impegno politico e del riflusso, con brani di Venditti, Raf e Nannini, al nuovo millennio e alla crisi contemporanea, evocata dalla metafora della notte, sulla scia de La grande bellezza di Sorrentino, ma anche di una suggestiva interpretazione in duetto di La notte di Arisa. Continua a leggere

“Mente, corpo e voce sono un tutt’uno nello sforzo di restituire qualche scintilla dell’essere”, intervista a Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

La recente celebrazione da parte di Claudio Sottocornola del decennale delle sue lezioni-concerto sul territorio, attraverso la proposizione di due live (Zanica 12 aprile; Bergamo, 29 aprile, data cui si riferiscono le foto), andati incontro ad un notevole successo di pubblico e stampa specializzata, dei quali ho dato notizia sulle pagine del blog, è stata l’occasione per contattare il docente e performer bergamasco, così da coinvolgerlo in un’intervista a tutto campo, ripercorrendo e condividendo, anche insieme a voi lettori, le tappe di un particolare ed affascinante percorso interdisciplinare.
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Claudio, erano i primi anni ’90 quando decidesti d’entrare in sala di registrazione ed offrire una tua interpretazione di storici brani della canzone italiana, per poi affrontare la sfida delle lezioni-concerto sul territorio, presto abbracciate dal successo, di pubblico e mediatico. Ti va di raccontarci come nacque in te questa decisione? Semplice manifestazione di una passione o hai avvertito ulteriori esigenze, alla luce anche delle tue coeve riflessioni poetiche e filosofiche, che nel frattempo trovavano spazio in vari saggi, senza dimenticare le incursioni nelle arti visive?

C.Sottocornola 2014“In effetti, si è trattato di un concorso di cause. Insegnando, avvertivo sempre di più i limiti di un pensiero dicotomico, ove vero e falso, bene e male, bello e brutto tendevano a contrapporsi semplicisticamente, mentre io cercavo sintesi, mediazioni, punti di vista inclusivi. Soprattutto nell’ambito della filosofia, trovavo triste che un sistema ne smentisse un altro e che il compito del docente fosse solo quello di farne la cronaca. D’altro lato, come giornalista, avvicinavo in quegli anni i personaggi della canzone e dello spettacolo che avevo amato di più, sin da bambino, da Morandi alla Pavone, da Manfredi ad Albertazzi, dalla Fracci alle Kessler, ed avvertivo nel loro approccio artistico una maggiore possibilità di sintesi, che l’incontro con l’Ermeneutica contemporanea, una rilevante corrente di pensiero del Novecento, ha ulteriormente rafforzato in me. Continua a leggere

“Hasta siempre!”, Claudio Sottocornola celebra dieci anni di lezioni-concerto

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Dieci anni di lezioni-concerto sul territorio sono un traguardo rilevante per un docente-giornalista che ha provato, con successo, a trasferire la canzone pop, rock e d’autore dall’ambito del puro intrattenimento e consumo a quello della formazione, della riflessione critica, della ricerca, condotta in totale libertà da vincoli e manierismi prevalenti nel panorama ormai dominato da talent e mercato di genere. Claudio Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia al Liceo scientifico L. Mascheroni e di Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Università di Bergamo, ha infatti esordito negli anni ’80 come giornalista, recensendo e intervistando i maggiori esponenti della canzone in Italia (Paolo Conte, Ornella Vanoni, Mia Martini, Gianni Morandi, Ivano Fossati, Rita Pavone, Pierangelo Bertoli, Milva). In seguito la sua indagine si è estesa al mondo dello spettacolo in genere, offrendo memorabili ritratti di personaggi quali Nino Manfredi, Carla Fracci, Alberto Lattuada, le Gemelle Kessler, Vittorio Sgarbi, Teo Teocoli, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri. Infine ha maturato la decisione di passare “dall’altra parte del vetro”, è entrato in sala di registrazione dove, a partire dai primi anni ’90, ha studiato, interpretato, mixato brani storici della canzone italiana, e non solo, poi pubblicati nella serie L’appuntamento (tre Cd e un Dvd video). Continua a leggere

Bergamo: presentazione del nuovo libro di Claudio Sottocornola, “Stella polare”

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Mercoledì 11 dicembre, alle ore 18.00, presso la Libreria Mondadori Borgo D’Oro di Bergamo (Via S. Caterina 19/C) Claudio Sottocornola presenterà Stella polare (Claude ProductionsEd. Marna, pp.240, € 15), una raccolta di saggi e interventi sullo status quaestionis dell’attuale crisi di civiltà, che spazia dal declino del sacro alla cultura pop, dal problema educativo al pensiero debole, dalla ridefinizione dei ruoli alla questione gay, dalla recessione economica al mutamento dei paradigmi culturali in atto, nella ricerca di verità esistenziali e non ideologiche.
Docente di Filosofia e Storia al Liceo Scientifico Lorenzo Mascheroni e di Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Università di Bergamo, Sottocornola non è nuovo a questo genere di indagini, nelle quali utilizza poesia, musica, immagini per esprimere un pensiero olistico e circolare, ambizioso nel voler includere e valorizzare ogni posizione teoretica, ogni approccio esistenziale, ogni ambito di realtà.

COPERTINA STELLA POLARE JPEGDefinito il filosofo del pop per le sue lezioni-concerto sul territorio, recentemente raccolte nel cofanetto (5 DVD) Working Class e diffuse sul web, che utilizzano la musica pop come strumento di ricostruzione storica e di riflessione filosofica, Sottocornola in realtà frequenta altrettanto abilmente la pista autobiografica sia nel saggio mémoire che nella poesia, e la riflessione sulla crisi del sacro e della spiritualità occidentale, affrontata come ambito di una più autentica fenomenologia della vita nella sua concretezza e quotidianità. Se I trascendentali traditi, la sua precedente opera, era dedicata a Pier Paolo Pasolini, questa volta il filosofo lombardo dedica la sua ultima fatica a Giacomo Leopardi, poeta del desiderio da lui molto amato, a cui associa la rock star Johnny Hallyday, a sottolineare il valore dirompente che egli attribuisce alle icone della musica pop.

nugaeLo stile di Sottocornola, poeta con all’attivo due corpose antologie che spaziano dal 1974 al 2008, Giovinezza… addio. Diario di fine ‘900 in versi e Nugae, nugellae, lampi. Quaderno di liceo, ambedue oggetto di positiva e trasversale attenzione critica, è ellittico e divergente.
Conduce al centro delle cose, muovendosi per tutte le periferie possibili e, da cultore del post-moderno, parte dal dettaglio, dall’accessorio, per arrivare al nucleo delle questioni, che affronta da prospettive spesso stranianti, inconsuete e difficilmente classificabili secondo gli schemi culturali dominanti.

6b-The-gift_okTornando a Stella polare, ad introdurre la raccolta troviamo un saggio, tratto dal precedente The gift, su Scienza, sapienza e vita nell’epoca del pensiero debole, e chiude una breve riflessione, Oniricamente penso l’essere, tratta dai testi critici di Eighties, opera visiva dell’autore anche in veste multimediale, ove si parla di “rivelazioni e bagliori notturni” nel decennio effimero e scintillante degli anni ’80.
In appendice, tante interviste rilasciate dal filosofo del pop sui più svariati temi: cultura di massa e nuovi media, buona e cattiva televisione, raduni giovanili, maternità ed evoluzione del ruolo femminile, senso della festa e crisi del sacro. Conclusione con La cometa nella notte occidentale, riflessione sulla sua quadrilogia Il pane e i pesci, all’insegna dell’amore per l’uomo entro una civiltà percepita come sempre più degradata, claustrofobica, autoreferenziale.

Copertina-Il-pane-e-i-pesciInterverranno alla presentazione, e dialogheranno con l’autore, Giovan Battista Paninforni, Presidente di Noesis – Libera Associazione per la diffusione e lo studio delle discipline filosofiche ed Enrico Facchetti, Coordinatore del Dipartimento di Filosofia e Storia del Liceo scientifico Lorenzo Mascheroni di Bergamo, mentre martedì 10 dicembre, alle ore 20.00, Sottocornola presenterà in anteprima Stella polare al folto pubblico di Noesis, presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo.

Intervista a Claudio Sottocornola

luglio_2013_Il-giardino-di-mia-madre_Claudio, mercoledì 7 agosto è stata inaugurata presso la Sala Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC) la mostra fotografica Il giardino di mia madre e altri luoghi, visitabile sino a domani, martedì 13. Le fotografie ci “parlano” di viaggi, di un giardino visto allo stesso tempo come luogo di salvaguardia del bello e volto a mantenere vivo il ricordo di una persona cara, ti va di descriverci questa esposizione nelle sue caratteristiche essenziali?

1084947_595339447184364_163593631_o“Dopo aver toccato varie città d’ Italia mi fa piacere portare questa mostra anche nella Locride, a dieci anni dalla scomparsa di mia madre, avvenuta anche in seguito ad alcuni errori ed omissioni di tipo medico, dando un seguito all’idea originaria, mantenerne vivo il ricordo. Questa esposizione nasce in seguito ad una mia osservazione relativa all’incuria nei confronti di alcuni valori essenziali, come quello della vita umana, specie quando diventa fragile in seguito alla malattia, che ho individuato anche in alcuni operatori i quali dovrebbero invece avere come vocazione specifica l’attenzione per la salute, il bene delle persone. Rappresenta una sorta di tentativo volto ad affermare, per contrasto, la bontà di un atteggiamento intento alla cura, all’attenzione, fra benevolenza ed impegno, che mia madre rivolgeva, in primo luogo alle persone, essendo molto impegnata nel volontariato attivo come presidente di una Conferenza di San Vincenzo a Bergamo, e poi, simbolicamente, nella cura di un piccolo appezzamento di terreno strappato al cemento, con una città che sembrava volerlo inghiottire, per ricavarne un giardino, concentrato non tanto in estensione, ma in profondità. Questo giardino è divenuto un simbolo, una metafora: dopo la morte di mia madre ho iniziato a fotografarlo quasi in modo nevrotico, così da coglierne tutti gli anfratti, individuandolo come un nido, un momento di raccoglimento, luogo tanto dell’interiorizzazione della memoria che della cura volta a ricavarne ordine ed armonia, concetti applicabili in egual misura ad altri luoghi del mondo che possono essere umanizzati. Infatti nella mostra vi sono fotografie di vari posti che ho potuto visitare (gli Stati Uniti negli anni ’70, la Calabria Jonica, Roma, la Corsica), ognuno con la sua simbologia, ma sempre visualizzati con uno sguardo intento ad individuare una redenzione di quanto appare degradato, indeterminato, caotico, attraverso l’impegno, la responsabilità, il lavoro, gli unici mezzi idonei a generare bellezza”.

Marcel Proust ha detto:“La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli”. Quanto ritieni che tale affermazione possa essere consona al nostro paese, non sempre particolarmente attento alla salvaguardia e al mantenimento di un immenso patrimonio artistico/culturale e di conseguenza alla valorizzazione della bellezza, nelle sue varie accezioni ed implicazioni?

1147685_595338370517805_1641197713_o“Inizierei col dire che il problema di una certa incuria, di una colpevole noncuranza nei confronti della bellezza, è comune un po’ a tutto il mondo occidentale contemporaneo, per varie ragioni: ha prevalso, dalla modernità in poi, e si è ora definitivamente affermato, un atteggiamento che vede la centralità del paradigma economico.
Oggi qualsiasi attività umana sembra trovare significato soltanto nella sua risonanza economica e ciò comporta una perdita di sensibilità verso la gratuità, quelli che in una mia opera definisco “i trascendentali”, cioè i valori di verità, bene bellezza. Il riferimento prevalente è quello del bisogno soggettivo e del suo appagamento, l’approccio è funzionalistico e tecnico, per cui in tale ordine di cose la bellezza perde diritto di cittadinanza. Certo, abbiamo avuto altri paradigmi in passato, ma questi concedevano maggiore attenzione al bello, al vero: penso alla dominanza della teologia, poi della filosofia, della scienza, mentre ora l’economia rischia d’appiattire in senso orizzontale e funzionalistico l’atteggiamento verso il mondo, che diventa simile a quello di uno schiavo, di colui che esercita una funzione meramente operativa, designato dalla stessa, e quindi interscambiabile. Manca l’anima, il “mondo dentro”, la consapevolezza dell’uomo libero e in tale ambito i beni culturali, nel senso più profondo e denso del termine, perdono quota, diventano clichés.
Vi è un consumo di cultura, ma questa è identificata secondo facili stereotipi indotti dalle grandi multinazionali: il pubblico non comprende d’essere oggetto di pressioni enormi, legate ad interessi di mercato (quello dell’arte, editoriale, musicale), non sceglie più liberamente, ma quasi sotto ipnosi, personaggi, oggetti, esperienze che fanno tendenza, e in realtà generano consumo e alimentano il mercato. In questo clima la bellezza muore, si degrada, lo vediamo nel turismo di massa, nelle città abbruttite dall’indifferenza e dalla scarsa attenzione ambientale/edilizia, così come nell’atteggiamento estetico delle persone, che al massimo usano il corpo come strumento di seduzione, ma sono incapaci d’esprimere una bellezza o un’eleganza profonda.
Il problema è piuttosto ampio, e in Italia si associa alla crisi di un senso d’appartenenza, anche connesso alla fragilità della sua classe politica: non sentiamo più d’essere parte d’una comunità lanciata verso la condivisione di valori, ciascuno fa parte per sé, col risultato che i beni comuni vengono abbandonati a loro stessi, quando non li mettiamo in vendita a cinesi, russi, arabi, espropriandoci così di un patrimonio dal valore incommensurabile”.

Abbracciando la multidisciplinarietà come linea guida, nel corso degli anni hai delineato un personale percorso incentrato su determinate manifestazioni artistiche (le canzoni concerto confluite nel progetto web di Working Class, da poco inserito in un cofanetto di 5 dvd) e letterarie (le poesie di Giovinezza addio. Diario di fine 900 in versi e Nugae Nugellae, Lampi), così come su riflessioni esistenziali/filosofiche volte ad indagare il pensiero moderno, anche nelle sue confluenze spirituali/religiose (The Gift.Il Dono; Il pane e i pesci; I trascendentali traditi) ed estetiche, vedi l’attuale mostra. E’possibile tracciare un fil rouge che unisca tutto ciò in un discorso univoco ma non totalizzante, mantenendo le caratteristiche delle singole esternazioni?

1077602_595340777184231_286564849_o“Credo che oggi l’atteggiamento prevalente nell’ambito culturale sia rivolto ad una frammentazione del sapere e alla specializzazione: per esempio riscontro nei giovani una tendenza ad intraprendere studi o professioni estremamente specialistiche, operative, tecniche: produciamo operatori turistici, massaggiatori, ingegneri, persone quindi che devono creare benessere o rispondere a dei bisogni e tutto ciò da un certo punto di vista è inevitabile, perché ogni professione obbedisce ad una esigenza sociale, ma è anche vero che abbiamo perso di vista quella visione olistica, sapienziale, che caratterizzava negli anni ’70 i miei insegnanti di liceo e gli uomini di cultura in genere.
Non si trattava tanto di operare in modo efficiente, d’impadronirsi di una tecnica relativa ad un ambito limitato di realtà, ma di acquisire una familiarità con un mondo interiore, con una serie di riferimenti i quali costituivano una visione della vita, quindi anche una proposta di valori, di direzioni valide per il cammino. Tutto ciò oggi viene quasi completamente a mancare, ed io al riguardo sono invece andato un po’ in controtendenza, verso un approccio globale, non qualcosa d’ enciclopedico (conoscere tutto per necessità), ma una metodologia multiforme: infatti, è molto più interessante cambiare metodo che mutare idea, vedere le cose da diversi punti di vista, come quello filosofico, musicale, visivo, spirituale … Ciò permette di desituarsi continuamente rispetto ad una visione univoca del mondo e di cogliere cose diverse. Infatti sostengo, per esempio, che se non mi fossi dedicato, attraverso i miei studi sulla canzone d’autore, alle lezioni concerto come espressione di una musicalità live, interpretativa, probabilmente avrei pensato in un altro modo.
Nel pensiero razionale, dicotomico, si tende a procedere in modo binario (vero/falso, giusto/ingiusto), mentre nel momento ermeneutico dell’interpretazione si propende alla sintesi, alla mediazione, e questo mi ha aiutato in ambito filosofico, a cogliere punti di vista diversi come conciliabili, anche perché sono convinto che oggi non sia possibile tornare ad una proposta univoca, chiedere ad altri che si adeguino semplicemente al nostro mondo di valori, al nostro universo simbolico. Quello che possiamo fare, invece, è cercare d’elaborare un nuovo paradigma, che sia flessibile e dinamico, capace di dialogo ed interazione, in grado di generare scambio e armonia.
L’esperienza ermeneutica, cioè di interpretazione della realtà con mezzi diversi, è un po’ il fil rouge della mia proposta, che mira a stabilire le condizioni teoretiche e di sensibilità più idonee a raggiungere il maggior grado di universalità possibile nell’ambito della condizione umana contemporanea”.
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Le foto a corredo dell’intervista, che ritraggono Claudio Sottocornola e lo scrivente durante l’inaugurazione della mostra “Il giardino di mia madre e altri luoghi” sono di Valerio Pascale.

Claudio Sottocornola a Siderno (RC): “Il giardino di mia madre e altri luoghi”

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Sarà inaugurata mercoledì 7 agosto, alle ore 18.30, per concludersi martedì 13, presso la Sala Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC, Centro Commerciale la Gru), la mostra fotografica Il giardino di mia madre e altri luoghi del filosofo, artista e performer Claudio Sottocornola.
La presenza dell’autore sarà un’occasione per riprendere il discorso intrapreso negli anni passati proprio presso il Salotto Letterario della Mondadori, dove aveva già intrattenuto il suo pubblico con eventi a cavallo tra filosofia, musica, letteratura e arti visive, in nome di quella interdisciplinarietà che esprime da tempo, nella sua ormai lunga attività.
Al riguardo risulta centrale l’esperienza delle lezioni-concerto sul territorio, recentemente racchiuse nel cofanetto in 5 dvd Working Class, in cui utilizza la canzone come strumento di ricostruzione storica e di riflessione filosofica, a partire dalla reinterpretazione rigorosamente live di brani-simbolo della canzone pop, rock e d’autore italiana.

Claudio Sottocornola, Il giardino di mia madre e altri luoghi...Questa volta, però, il discorso delle immagini appare più intimista, si svolge fra biografia e condizione umana, riflessione sulla vita e sulla morte, memoria personale e sguardo metafisico:nella nostra società mancano ormai riferimenti collettivi condivisi, che non siano gli effimeri eroi propinati dal mercato e dai media e sembrano dileguarsi i modelli, espressione di valori alti e insieme vicini, che la società, sino a qualche decennio fa, ancora riusciva a proporre.
Figure di genitori e di educatori, presenze familiari e professionali, esempi di impegno sociale o politico, che oggi appaiono naufragare a fronte di un dilagante narcisismo collettivo, ove ciò che conta è apparire, esserci, divenire mediatici. Sembra così muoversi decisamente controcorrente la suddetta mostra fotografica, che ha già toccato altre città italiane, per ricordare la madre Angela Belloni nel decimo anniversario della scomparsa, avvenuta anche a seguito di un ritardo diagnostico e di gravi “errori ed omissioni” nella gestione dell’emergenza medica.

Angela Belloni Sottocornola

Angela Belloni Sottocornola

E’ infatti dal contrasto fra i valori di impegno e dedizione rappresentati dalla figura materna e l’incuria con cui vede trattata la vita umana nel momento della malattia e della debolezza anche da quanti dovrebbero tutelarla, che nasce in Sottocornola l’esigenza di recuperare il senso della testimonianza materna, attraverso una serie di foto del giardino di casa (luogo eminentemente archetipico e simbolico), salvato dall’attacco del cemento proprio dalla quotidiana cura della madre, per coglierne tutta la luce, il mistero, e catturarne se possibile le tracce della presenza di lei.
Ne escono immagini intense, struggenti e minimaliste: un arbusto di rose contro un muricciolo di cemento, un’azalea in fiore accanto a piccoli pini che si protendono verso il cielo, dei cespugli di ortensie, delle bocche di leone…
Colori, profumi, suoni che si immaginano, quelli di una natura una volta riconciliata, in armonia con se stessa e con gli uomini.

C. Sottocornola, Il giardino di mia madre...E’ subito evidente che non si parla qui del giardino nel modo un po’ calligrafico cui ci hanno abituati le riviste patinate, ma piuttosto come metafora di quella cura che genera bellezza e armonia nel mondo.
E infatti gli “altri luoghi” citati nel titolo della mostra e fotografati sono i più vari, dalla periferia di Bergamo innevata ai grattacieli di Manhattan, da Trinità dei Monti a Roma alle casette del New England, dalle spiagge joniche della Calabria ai siti archeologici di Velia e Pompei. L’idea è che, come armonia e bellezza nel giardino si generano a partire dalla fatica e dall’impegno, così è possibile umanizzare i luoghi del mondo attraverso responsabilità e lavoro. Del resto, ciò che caratterizza il percorso sotteso a queste installazioni fotografiche sono i rimandi a successivi livelli di lettura. La madre dell’artista infatti si è dedicata attivamente al volontariato, e l’autore la ricorda nelle sue frequenti visite ad anziani, ammalati, immigrati, nel tentativo di portare aiuto e conforto.

1C. Sottocornola, Il giardino di mia madreNei 250 pannelli fotografici, di cui a Siderno si potrà vedere una selezione, ciò che in realtà emerge è la figura di una madre, una presenza forte e amorevole, tenera e discreta, che inonda di consolazione il paesaggio del giardino prima e lo scenario del mondo poi. Per questo Il giardino di mia madre e altri luoghi è molte cose: in primis un percorso artistico, ma anche una riflessione filosofica sulla cura e, infine, una testimonianza circa la possibilità, anche entro gli scenari di un mondo alla deriva, di coniugare bellezza e responsabilità, impegno etico e ricerca dell’armonia, chiaramente tematizzati dall’autore nel volumetto The gift (Il dono). Dalla mostra è stato tratto un Dvd multimediale che ne ripropone il percorso, insieme a testi critici e immagini supplementari, disponibile presso la Sala Calliope.