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Alessandra Mastronardi madrina di Venezia 76

Alessandra Mastronardi (Gossip e TV)

Sarà l’attrice Alessandra Mastronardi a condurre le serate di apertura e di chiusura della 76ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera ed organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta: il 28 agosto presenterà la cerimonia di inaugurazione, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, mentre il 7 settembre guiderà la cerimonia di chiusura, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.

 

Amici come noi

1Debutto cinematografico delle Iene Pio (D’Antini) & Amedeo (Grieco), che prima di prendere parte alla nota trasmissione televisiva si erano fatti le ossa in tv locali, spettacoli di cabaret e villaggi turistici in qualità di animatori, Amici come noi si palesa come uno dei film più inutili, ancor prima che brutti, usciti in questi primi mesi del 2014. Privo di una benché minima dimensione cinematografica, frutto acerbo di una calcolata operazione commerciale volta a mettere in atto una furba “coazione a ripetere”, ovvero replicare il successo di precedenti trasferte dal piccolo al grande schermo, rende evidente la protervia con la quale si tende ormai ad indorare la pillola, puntare sulla voglia di leggerezza propria del grande pubblico, e dare così per scontata una sua mancanza di discernimento, un trangugia e divora senza colpo ferire all’insegna dell’ahó facce ride. Continua a leggere

L’ultima ruota del carro

1Si è rivelata una piacevole sorpresa la visione della pellicola L’ultima ruota del carro, diretta da Giovanni Veronesi, che ha aperto, fuori concorso, l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
A mio parere rappresenta infatti una concreta e riuscita evoluzione dai consueti schemi bozzettistici, corredati da una messa in scena spesso sciatta e confusa fra ironia e toni sentimentali, propria di certe realizzazioni del regista toscano (penso in particolare ai sequel di Manuale d’amore), un distacco dovuto, credo, alla combinazione di due fattori. In primo luogo, infatti, vi ha certo contribuito il materiale narrativo a disposizione, la vera storia di Ernesto Fioretti, attualmente autista di produzione, che in circa quarant’anni ha svolto vari mestieri ed è stato testimone di molteplici cambiamenti avvenuti in tale lasso di tempo nel nostro paese, il quale ha collaborato alla stesura della sceneggiatura, insieme a Veronesi, Ugo Chiti e Filippo Bologna.

Alessandra Mastronardi ed Elio Germano

Alessandra Mastronardi ed Elio Germano

In seconda analisi, vuoi per i toni sinceri, vuoi per l’attenzione posta nell’imbastire una commedia corale, curandone i particolari (la bella fotografia di Fabio Cianchetti, per esempio) e puntando a valorizzare le interpretazioni piuttosto naturali offerte dall’intero cast (Elio Germano su tutti, per coerenza e duttilità), la mia impressione è che Veronesi abbia finalmente deciso “cosa fare da grande”, avvicinandosi, almeno come ispirazione concreta, alle caratteristiche della commedia all’italiana propriamente detta, nel tentativo di coinvolgere il pubblico in tale fase di passaggio puntando su una “sana” leggerezza e sulla fluidità narrativa. Ernesto Marchetti (Germano) vive a Roma e sin da bambino si è sempre trovato vittima degli eventi piuttosto che esserne attivamente coinvolto, dall’abbandono degli studi imposto dall’autoritario padre (Massimo Wertmüller), visti gli scarsi risultati, al conseguente coinvolgimento come suo aiutante nell’attività di tappezziere.

Germano e Massimo Wertmüller

Germano e Massimo Wertmüller

Il nostro ha però sempre mantenuto una certa onestà di fondo e un candore quasi fanciullesco nel seguire, magari ingenuamente, la propria istintività, come il matrimonio con Angela (Alessandra Mastronardi), la donna della sua vita che non tradirà mai, o il repentino abbandono del posto fisso come cuoco d’asilo, una volta messi in atto i primi disastri, visto che lo ha ottenuto senza tanti sforzi e nessuna preparazione grazie ad opportuna “segnalazione” di un parente della moglie, sostituito dall’avvio di un’attività autonoma come autotrasportatore, insieme all’amico d’infanzia Giacinto (Ricky Memphis). Entrerà subito nel giro giusto, grazie anche alla conoscenza di un geniale pittore d’avanguardia (Alessandro Haber, misurato ed intenso), col quale stringerà presto amicizia, accomunati da identica purezza e disincanto, ma ancora una volta Ernesto dovrà subire le onde avverse del destino, nelle forme sempre più insidiose di una rapida trasformazione della società, solo in apparenza evolutiva… Continua a leggere

Roma 2013, inizia la festa

1Prende il via oggi, venerdì 8 novembre, l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma: la kermesse cinematografica capitolina, sono le parole del Direttore Artistico Marco Müller, torna ad essere Festa del cinema, come da connotazione originaria, nel tentativo di superare, almeno a giudicare dalla varietà estrema delle proposte in cartellone, tanto inutili tentativi d’imitazione in odor di laguna, quanto i poco felici compromessi tra popolarità e “un qualcosa in più”, dal sapore a volte indefinito. I titoli italiani in competizione sono tre e tutti volti ad abbracciare, finalmente, generi diversi: I corpi estranei (Mirko Locatelli), Take Five (Guido Lombardi) e Tir (Alberto Fasulo), coprodotto con la Croazia.
Un programma ricco e composito in eguale misura, intento a rappresentare, nel modo più completo possibile, la cinematografia mondiale ma senza seguire alcun parametro di classificazione.

Marco Müller

Marco Müller

La cerimonia d’apertura avrà luogo nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, alle ore 19, protagonista Sabrina Ferilli, cui seguirà la proiezione, Fuori Concorso, de L’ultima ruota del carro, il nuovo lavoro di Giovanni Veronesi, i cui protagonisti sfileranno alle ore 18 sul red carpet: Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis, Alessandro Haber, Virginia Raffaele, Ubaldo Pantani, Massimo Wertmüller, Francesca D’Aloja, Elisa, Ernesto Fioretti (a cui il film è ispirato).
Ma il Festival si animerà già in mattinata, quando, alle ore 10.30, presso la Sala Sinopoli, Alice nella Città, sezione autonoma e parallela del Festival dedicata alle famiglie e alle giovani generazioni, per celebrare il suo decennale, aprirà con una grande festa per la scuola, che prevede un red carpet animato e la proiezione, fuori concorso, dell’anteprima di Planes, il nuovo film d’animazione Disney, diretto da Klay Hall.

Geoffrey Rush ne "La migliore offerta"

Geoffrey Rush ne “La migliore offerta”

A partire dallo stesso orario saranno inaugurate le mostre di questa ottava edizione, tre dedicate ad altrettanti protagonisti del cinema italiano:Anna Magnani, Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore, ed una quarta incentrata sul rapporto con il cinema di Studio Universal.
Nel foyer della Sala Santa Cecilia saranno esposte al pubblico centotrenta riproduzioni di quadri famosi che nella pellicola La migliore offerta diretta da Giuseppe Tornatore costituiscono l’inestimabile collezione del protagonista Virgil Oldman (Geoffrey Rush). La mostra, opera di Stefano Schirato, su progetto ideato da Giorgio Restelli, a cura di MocArt Gallery, è promossa da Mediafriends e Fondazione Cinema per Roma, con il contributo di Paco Cinematografica.
Le opere esposte saranno offerte a fronte di donazioni e il ricavato contribuirà a finanziare i progetti in favore dell’infanzia di CIAI Onlus.

Massimo Troisi

Massimo Troisi

Il foyer della Sala Sinopoli accoglierà la mostra Massimo regista, a cura di Maria Letizia Bixio: nell’anno in cui Massimo Troisi avrebbe festeggiato il sessantesimo compleanno, verrà allestito un percorso espositivo volto a mostrare il volto più intimo del grande sceneggiatore e attore, quello appunto del Troisi regista, attraverso fotografie scattate sui set, selezionate dall’archivio di Mario Tursi. Ritratto di Anna, allestita presso il foyer di Sala Petrassi, rende omaggio ad Anna Magnani a quarant’anni dalla morte (26 settembre 1973) a cura della Fondazione Ente dello Spettacolo e del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, con la sponsorizzazione di Trap Art e in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma e comevoi.com. La mostra intende raccontare una delle più interessanti, complesse e controverse personalità dello show business italiano del Novecento, la cui storia si intreccia con quella della società e dei suoi cambiamenti e risulta composta da 45 fotografie provenienti dall’archivio del CSC – Cineteca Nazionale.

Anna Magnani

Anna Magnani

AuditoriumExpo metterà in scena invece la mostra Studio Universal – Il Cinema in TV, quattordici anni di un marchio che ha saputo fare dell’amore per il cinema classico americano un tratto distintivo, fino a diventare un modello d’eccezione in ambito televisivo e pubblicitario.
Una quinta mostra sarà poi allestita per la stampa e i media accreditati al Festival: la sala loro destinata, prevista presso lo spazio Risonanze dell’Auditorium Parco della Musica, accoglierà Portraits Italian Cinema, cento volti dei protagonisti del cinema italiano contemporaneo fotografati da Fabio Lovino in oltre venti anni. Continua a leggere

Festival Internazionale del Film di Roma: Sabrina Ferilli protagonista della serata d’apertura

Sabrina Ferilli (ilmessaggero.it)

Sabrina Ferilli (ilmessaggero.it)

Sarà l’attrice Sabrina Ferilli ad aprire l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (8 – 17 novembre), con l’inaugurazione del red carpet presso l’Auditorium Parco della Musica e i saluti al pubblico della sala Santa Cecilia.
Subito dopo verrà proiettato, Fuori Concorso, L’ultima ruota del carro, il nuovo film diretto da Giovanni Veronesi, anche autore della sceneggiatura insieme ad Ugo Chiti, Filippo Bologna ed Ernesto Fioretti (le cui vicende hanno ispirato la storia narrata).

Prodotta da Warner Bros. Entertainment Italia e Fandango, in associazione con Ogi Film, la pellicola uscirà nelle sale italiane, distribuita da Warner Bros. Pictures, a partire dal 14 novembre. Il protagonista è Elio Germano, nei panni di Ernesto, traslocatore che per quarant’anni ha viaggiato attraverso l’Italia con il suo camion: tramite i suoi occhi, viene raccontata la storia del Paese, dagli anni ’70 ad oggi. A fianco di Germano, Alessandra Mastronardi (Angela, moglie di Ernesto), Ricky Memphis, Sergio Rubini, Virginia Raffaele e Alessandro Haber. Come scritto in un precedente articolo, sarà l’attrice Anna Foglietta a condurre la serata di premiazione, nel corso della quale è anche prevista l’assegnazione del Maverick Director Award a Tsui Hark, di cui verrà proiettato l’ultimo film, Young Detective Dee: Rise of the Sea Dragon 3D (Di Renjie zhi shendu longwang 3D).

Festival Internazionale del Film di Roma VIII Edizione: apertura con “L’ultima ruota del carro”

Giovanni Veronesi (comingsoon)

Giovanni Veronesi (comingsoon)

L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi aprirà Fuori Concorso il Festival Internazionale del Film di Roma, la cui VIII Edizione si svolgerà dall’ 8 al 17 novembre, presso l’Auditorium Parco della Musica.
Scritto da Giovanni Veronesi, Ugo Chiti, Filippo Bologna ed Ernesto Fioretti (le cui vicende hanno ispirato la storia narrata) il film vede protagonista Elio Germano nei panni di Ernesto, traslocatore che per quarant’anni ha viaggiato attraverso l’Italia con il suo camion: tramite i suoi occhi, la pellicola racconta la storia del Paese, dagli anni ’70 ad oggi.

A fianco di Germano, vincitore del David di Donatello come miglior attore protagonista per due film diretti da Daniele Luchetti, Mio fratello è figlio unico, 2007, e La nostra vita, 2010 (quest’ultimo gli è valso anche il premio per la migliore interpretazione maschile al 63mo Festival di Cannes), ci saranno Alessandra Mastronardi, nel ruolo di Angela, moglie di Ernesto, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Virginia Raffaele e Alessandro Haber.
Prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia e Fandango in associazione con Ogi Film, L’ultima ruota del carro sarà distribuito da Warner Bros. Pictures a partire dal 17 novembre.

To Rome With Love

20205Non amo i mezzi termini o i giri di parole, quindi esprimo subito il mio pensiero, come tale, ovviamente, opinabile: To Rome with Love, scritto e diretto da Woody Allen, è un gran brutto film, la cui unica valenza stilistica è rappresentata da un’abissale inconsistenza, confluente ben al di là dal considerare l’Urbe Eterna letteralmente come tale, immutabile nel corso dei secoli (o, almeno, dagli anni ’50 in poi), cristallizzata in una suggestiva fotografia (Darius Khondji) o valorizzare i tanti attori nostrani né più né meno alla stregua dei vari prodotti reclamizzati, alimentari e non, tanto da farmi pensare, a volte, che il carrello del supermercato avesse preso il posto della macchina da presa.

Il profondo senso di rammarico avvertito all’uscita dal cinema è infatti dovuto essenzialmente alla netta sensazione d’ essere di fronte alla classica occasione mancata, con la voglia dominante da parte dell’autore di risolvere il tutto sbrigativamente in una serie di episodi, quattro, introdotti dalla placida figura di un “pizzardone” romano sulle note di Nel blu dipinto di blu: certo un omaggio alla nostra “vecchia” commedia, il cui parallelismo è efficacemente ed elegantemente costruito, ma che lasciano ben presto il posto all’oblio, considerando la mancata caratterizzazione di ogni situazione o singolo personaggio, se non in chiave di omaggio citazionista, tra qualche battuta azzeccata e timidi accenni di graffi che avrebbero meritato maggiore affondo, come quelli rivolti ai giornalisti nell’episodio con Roberto Benigni “famoso per essere famoso”.

Hayley (Alison Pill), turista americana, conosce Michelangelo (Flavio Parenti). I due si innamorano e l’arrivo dei genitori di lei, la psicologa Phyllis (Judy Davis) e il regista d’opera in pensione Jerry (Allen), per l’ incontro tra le rispettive famiglie, rivelerà la sorpresa del papà del ragazzo, ottimo tenore solo sotto la doccia; da Pordenone giungono gli sposini Milly (Alessandra Mastronardi) e Antonio (Alessandro Tiberi), quest’ultimo grazie agli zii spera d’ assicurarsi un buon posto di lavoro, ma, complici la prostituta Anna (Penelope Cruz) e l’attore Luca Salta (Antonio Albanese), gli eventi prenderanno una piega diversa; il giovane architetto Jack (Jesse Eisenberg), incontra il maturo collega e nume tutelare John (Alec Baldwin), che gli farà da consigliere sentimentale nel gestire i rapporti tra la fidanzata e la sua squinternata amica (Ellen Page) da cui è affascinato; il buon borghese Leopoldo (Benigni) si trova improvvisamente coinvolto nel circuito dei famosi, tra interviste e frequentazioni d’alto bordo.

Allen cita il cinema italiano (la storia degli sposini è un mix tra Lo sceicco bianco ed Eritrea, un episodio de La mia signora) e se stesso (l’impresario Jerry, un condensato tra l’Alvy di Io e Annie e l’Isaac di Manhattan, Baldwin è ricalcato sul Bogey di Play It Again Sam), si offre, dopo un po’ di tempo, anche come attore, più stranito che imbolsito, distaccandosi da Freud per sostituirlo “con il palpeggio delle banconote fruscianti” e connota il film dell’ulteriore tocco ruffiano di note canzoni al ritmo dell’organetto, con il timore, il quale per fortuna si rivelerà infondato, che da un momento all’altro in qualche vicolo venga fuori il ristorante “da Tony” di Lilli e il vagabondo e relativo spaghetto al bacio.

Ciò che a mio avviso appare evidente è un certo scollamento tra i guizzi inventivi, l’ ironia, la specificità culturale ed artistica, insomma il “marchio di fabbrica” del buon vecchio Woody, presente solo a tratti, e quanto viene visualizzato nell’ottica dell’americano in ferie sabbatiche, che conosce l’Italia genericamente, attraverso quanto filtrato dai media o le pellicole, non solo italiane, del tempo che fu: il dubbio che ancora mi affligge è se questo distacco sia avvenuto consapevolmente o meno, magari, nel primo caso, in nome dei suddetti “dindi”, pur non cambiando il risultato, ma solo le modalità esplicative, di averci preso allegramente per il sedere. Galeotto fu Vacanze romane e chi lo diresse…