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Il matrimonio di Caterina: dal romanzo di La Cava il film di Comencini

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Anna Melato

Il matrimonio di Caterina, diretto da Luigi Comencini, autore anche della sceneggiatura, insieme alla figlia Cristina e a Massimo Patrizi, è un adattamento dell’omonimo racconto di Mario La Cava (scritto nel 1932 ma pubblicato solo nel 1977, dall’editore Scheiwiller), presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1982 e compreso in un progetto RAI andato in onda nel 1983, Dieci registi italiani, dieci racconti italiani. Nel corso della narrazione appare evidente la sensibilità con la  quale il regista tratteggia la figura di Caterina, interpretata con vivida immedesimazione da Anna Melato, concedendo opportuno risalto al  carattere della donna, tendenzialmente chiuso ma fremente di aprirsi ad una nuova esistenza.

La donna vive con i genitori, in un piccolo paese della Calabria, ha trent’anni, un’età in cui agli occhi della gente risulta disdicevole non essere sposata. Il padre (Donato Petilli) allora si preoccuperà di “procurarle” un fidanzato, Giuseppe…

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La terra degli alberi caduti

Messico e nuvole, la faccia triste dell’America  cantava Enzo Jannacci nel 1970 e di cirri che vanno a coprire il consueto scenario da “bella cartolina” della repubblica federale al confine con gli Stati Uniti, ve ne sono molti e tutti insieme costituiscono una opprimente coltre di violenza e repressione, idonea ad ammantare ogni forma di legalità e libertà di espressione.
Spiagge assolate ed incantevoli tramonti costituiscono uno stereotipo radicato nell’immaginario collettivo, sostenuto anche dall’attuale presidente Enrique Peña Nieto, membro del Partito Rivoluzionario Istituzionale (in carica dal 1° dicembre 2102).
Claudio Cordova, giornalista calabrese, abbatte tale scenografia nel documentario La terra degli alberi caduti, produzione realizzata fra Italia e Messico, con la collaborazione dell’ Alta Escuela para la justicia, avallando uno stile essenziale e diretto nel coniugare cronaca e reportage (registi Antonio Morelli e Gabriel Dombek, riprese e fotografia di Atonatiuh Bacho).
Calandosi in prima persona nella ordinaria quotidianità messicana, Cordova ci invita a seguirlo, novello Virgilio, in un vero e proprio girone infernale, rendendosi funzionale e vibrante voce narrante. Continua a leggere

“La terra degli alberi caduti”, il reportage in Messico di Claudio Cordova

apostrofi a sud

Messico e nuvole, la faccia triste dell’America  cantava Enzo Jannacci nel 1970 e di cirri che vanno a coprire il consueto scenario da “bella cartolina” della repubblica federale al confine con gli Stati Uniti, ve ne sono molti e tutti insieme costituiscono una opprimente coltre di violenza e repressione, idonea ad ammantare ogni forma di legalità e libertà di espressione. Spiagge assolate ed incantevoli tramonti costituiscono uno stereotipo radicato nell’immaginario collettivo, sostenuto anche dall’attuale presidente Enrique Peña Nieto, membro del Partito Rivoluzionario Istituzionale (in carica dal 1° dicembre 2102). Claudio Cordova, giornalista calabrese, abbatte tale scenografia nel documentario La terra degli alberi caduti, produzione realizzata fra Italia e Messico, con la collaborazione dell’ Alta Escuela para la justicia, avallando uno stile essenziale e diretto nel coniugare cronaca e reportage (registi Antonio Morelli e Gabriel Dombek, riprese e fotografia di Atonatiuh Bacho). Calandosi in prima persona nella ordinaria…

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