“La terra degli alberi caduti”, il reportage in Messico di Claudio Cordova

apostrofi a sud

Messico e nuvole, la faccia triste dell’America  cantava Enzo Jannacci nel 1970 e di cirri che vanno a coprire il consueto scenario da “bella cartolina” della repubblica federale al confine con gli Stati Uniti, ve ne sono molti e tutti insieme costituiscono una opprimente coltre di violenza e repressione, idonea ad ammantare ogni forma di legalità e libertà di espressione. Spiagge assolate ed incantevoli tramonti costituiscono uno stereotipo radicato nell’immaginario collettivo, sostenuto anche dall’attuale presidente Enrique Peña Nieto, membro del Partito Rivoluzionario Istituzionale (in carica dal 1° dicembre 2102). Claudio Cordova, giornalista calabrese, abbatte tale scenografia nel documentario La terra degli alberi caduti, produzione realizzata fra Italia e Messico, con la collaborazione dell’ Alta Escuela para la justicia, avallando uno stile essenziale e diretto nel coniugare cronaca e reportage (registi Antonio Morelli e Gabriel Dombek, riprese e fotografia di Atonatiuh Bacho). Calandosi in prima persona nella ordinaria…

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