Si è conclusa da poco, un caos dopo l’altro (vedi la consegna del Premio alla Carriera a Gianni Amelio, delirio puro) e numeri musicali a volte dal retrogusto d’inutile riempitivo, al pari dei siparietti “comici”, la cerimonia di premiazione della 71ma edizione dei David di Donatello, trasmessa in diretta su Rai Uno, dal nuovo Studio 23 di Cinecittà, con la conduzione di Bianca Balti e Flavio Insinna: la prima diligente e con sorriso d’ordinanza, il secondo un fiume in piena di facezie e battute snocciolate senza soluzione di continuità, ora sull’urgenza di chiudere senza eccessivi sforamenti, ora a commento più o meno salace sulle situazioni che si andavano a creare sul palco.

L’attualità ha fatto capolino spesso nei commenti dei premiati, tra riferimenti ai conflitti mondiali in corso e, soprattutto, alla necessità di salvaguardare la cultura come potente mezzo di espressione nelle sue varie manifestazioni, a partire dalla Settima Arte; è quanto magnificamente esternato da Matilda De Angelis, nel discorso di ringraziamento per aver ricevuto il Davd come Miglior Attrice non protagonista per Fuori, di Mario Martone, di cui riporto un estratto:
“Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento culturale importante e mi dispiace che si debba sempre arrivare a questa metaforica morte per accorgerci di avere qualcosa di bello tra le mani. E mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un’intera categoria per ricordarci che esiste, quella dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dello spettacolo, che sono la mia famiglia.
Non capisco perché la cultura non è al centro di un Paese che è fondato sull’arte e sulla bellezza, non capisco perché forse ci siamo piegati a questo meccanismo, ci lasciamo abbruttire e addomesticare invece di essere indomiti come Goliarda Sapienza. E Goliarda ci ricorda anche quella che è la nostra responsabilità, che esiste come in tutte le relazione sane: riportare il cinema a esser onesto, limpido, pulito, sociale e politico.
Anzi in questo momento l’amore mi sembra un atto piuttosto politico e piuttosto sociale. L’amore come l’arte è l’atto creativo per eccellenza, crea un’eredità e io voglio far parte di questa eredità. Per favore, non levateci questa speranza e questo futuro”.
A trionfare è risultato Le città di pianura di Francesco Soassi con 8 premi (miglior film, regia, attore protagonista, Sergio Romano, sceneggiatura originale, canzone originale, montaggio, casting, produzione), cui seguono i 4 di Primavera diretto da Damiano Michieletto (compositore, costumi, acconciatura, suono), i 3 de Le assaggiatrici di Silvio Soldini (sceneggiatura non originale, trucco, David Giovani) e de La città proibita di Gabriele Mainetti(fotografia, scenografia, effetti visivi).

Due David per Gioia mia di Margherita Spampinato (attrice protagonista, Aurora Quattrocchi, e esordio), uno per Fuori di Mario Martone (migliore attrice non protagonista, Matilda De Angelis) e Nonostante di Valerio Mastandrea (migliore attore non protagonista, Lino Musella).
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Miglior film: Le città di pianura. Miglior regia: Francesco Sossai – Le città di pianura. Migliore attore protagonista: Sergio Romano – Le città di pianura. Migliore attrice protagonista: Aurora Quattrocchi – Gioia mia. Migliore attore non protagonista: Lino Musella – Nonostante. Migliore attrice non protagonista: Matilda De Angelis – Fuori.
Miglior produzione: Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter – Le città di pianura. Miglior esordio alla regia: Margherita Spampinato – Gioia mia. Miglior film documentario – Premio Cecilia Mangini: Roberto Rossellini – Più di una vita (Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti).
Miglior film internazionale: Una battaglia dopo l’altra. Miglior sceneggiatura originale: Francesco Sossai, Adriano Candiago – Le città di pianura. Miglior sceneggiatura non originale: Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia – Le assaggiatrici.
Miglior casting: Adriano Candiago – Le città di pianura. Miglior autore della fotografia: Paolo Carnera – La città proibita. Miglior compositore: Fabio Massimo Capogrosso – Primavera. Migliore canzone originale: Ti – Marco Spigariol (Krano) – Le città di pianura. Miglior scenografia: Andrea Castorina, Marco Martucci – La città proibita. Migliori costumi: Maria Rita Barbera, Gaia Calderone – Primavera. Miglior trucco: Esmé Sciaroni – Le assaggiatrici. Migliore acconciatura: Marta Iacoponi – Primavera. Miglior montaggio: Paolo Cottignola – Le città di pianura.
Miglior suono: Gianluca Scarlata, Davide Favargiotti, Daniele Quadroli, Nadia Paone – Primavera. Migliori effetti visivi: Stefano Leoni, Andrea Lo Priore – La città proibita. Miglior cortometraggio: Everyday in Gaza (Omar Rammal). David Giovani: Le assaggiatrici (Silvio Soldini). Premio Cinecittà David 71: Vittorio Storaro. David alla Carriera: Gianni Amelio. David dello spettatore: Buen camino (Gennaro Nunziante).David Speciale: Bruno Bozzetto.





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