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BAFTA Awards 2019, le candidature

Sono state rese note oggi, mercoledì 9 gennaio, le candidature relative ai BAFTA Awards, British Academy of Film and Television Arts, anche noti come “Oscar britannici”, la cui 72ma cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 10 febbraio alla Royal Albert Hall di Londra. La favorita di Yorgos Lanthimos consegue 12 candidature, mentre a quota sette troviamo Bohemian Rhapsody, First Man – Il primo uomo, Roma e A Star is Born. I nostri colori sono rappresentati da Dogman di Matteo Garrone, presente nella  cinquina per il miglior film in lingua non inglese. Qui potete leggere l’elenco completo delle candidature.

 

76esimi Golden Globe Awards: i vincitori

Si è svolta ieri sera, domenica 6 gennaio, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles,  condotta da Sandra Oh e Andy Samberg, la 76ma cerimonia di premiazione dei  Golden Globe Awards, gli annuali riconoscimenti della Hollywood Foreign Press Association, l’associazione hollywoodiana della stampa estera. Un’edizione volta a celebrare tematiche quali la condivisione e la diversità, valori da preservare all’interno di una società che voglia definirsi veramente tale, offrendo alle donne concreta eguaglianza di presenza nell’ambito lavorativo (nello specifico produzioni televisive e cinematografiche), così come eguali diritti a coloro che ancora vengono definiti “diversi” per i propri orientamenti sessuali o per la loro etnia, senza dimenticare quanti cercano accoglienza nello sfuggire a guerre e persecuzioni. Continua a leggere

Brevi considerazioni su “Bohemian Rhapsody”

(Movieplayer)

Era da tempo che, all’uscita di una sala cinematografica, non provavo un senso di delusione pressoché totale, musiche escluse, come quello lasciatomi dalla visione di Bohemian Rhapsody, diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher (quest’ultimo, per quanto non accreditato,  ha sostituito il primo, ultimandone le riprese, con modalità egualmente anodine). Premetto che non sono un fan sfegatato dei Queen, dei quali ho apprezzato, e continuo ad apprezzare, da semplice appassionato di musica, le loro composizioni, così come ho sempre ammirato l’indole piacevolmente istrionica e vulcanica del loro leader, Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara, quindi non ne faccio una questione di rispetto filologico riguardo il succedersi degli eventi nelle modalità delineate da una sceneggiatura (Anthony McCarten, Justin Haythe) piuttosto accomodante. Continua a leggere