Archivi tag: Edward G.Robinson

La fiamma del peccato (Double Indemnity, 1944)

Los Angeles, notte. Un’auto procede a forte velocità, attraversa un incrocio noncurante delle indicazioni semaforiche e sbanda pericolosamente: la sua corsa finisce di fronte l’entrata di un edificio dove ha sede la Pacific All Risk, una compagnia assicuratrice.
Dalla vettura discende Walter Neff (Fred MacMurray), che qui lavora in qualità di agente: il suo passo è incerto, come non può fare a meno di notare il guardiano notturno che lo accompagna in ascensore.
Giunto in ufficio, madido di sudore e sofferente, si siede alla scrivania, accende una sigaretta, prende la cornetta del dittafono ed inizia a narrare, rivolgendosi al suo superiore ed amico Barton Keyes (Edward G. Robinson), la  fosca storia in cui è rimasto coinvolto, masticando amaro nell’esternare la motivazione: “L’ho fatto per denaro e per una donna. E non ho avuto il denaro e non ho avuto la donna”. I fatti, spiega Neff, risalgono a tre mesi prima, quando, trovandosi a Glendale, venne a rammentarsi che da quelle parti abitava il petroliere Dietrichson (Tom Powers), la cui polizza assicurativa per le proprie auto era prossima alla scadenza. Decideva quindi di andarlo a trovare, così da avviare l’iter per il rinnovo. Accolto dall’affascinante moglie, Phyllis (Barbara Stanwyck), ne restava subitamente ammaliato, attrazione che si rivelò ben presto reciproca, l’attacco diretto di lui, la studiata ritrosia di lei, fra sguardi e dialoghi colmi di sottintesi. Il ghiaccio non fu difficile a sciogliersi, anzi, già da un successivo incontro la donna ebbe modo di raccontargli la propria insoddisfazione coniugale, un marito ricco, più anziano di lei, avaro e scostante nei suoi confronti, nonché incline ad alzare le mani se in preda ai fumi dell’alcool, rivelandogli poi l’intenzione di convincerlo a stipulare una polizza sulla vita, visto che nel suo lavoro un incidente era sempre possibile … Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Fritz Lang americano”

1950s --- Fritz Lang, Austrian-American film director and producer, wearing his habitual monocle.  --- Image by © Heinz-Juergen Goettert/dpa/Corbis

1950s — Fritz Lang, Austrian-American film director and producer, wearing his habitual monocle. — Image by © Heinz-Juergen Goettert/dpa/Corbis

Da oggi, venerdì 5, e fino a domenica 28 agosto a Milano presso il MIC-Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Fritz Lang americano, una rassegna dedicata ai film realizzati in America dal grande maestro del cinema tedesco, dopo la fuga dalla Germania nazista. Dal 1935 fino alla fine degli anni Sessanta Lang si trasferì infatti negli Stati Uniti dove, pur restando fedele alla sua estetica, s’impossessò dei generi del cinema americano (western, gangster movie, di guerra e d’avventura) e diresse alcuni dei suoi capolavori, primo fra tutti Furia (1936), denuncia sociale che affronta i temi della giustizia, della vendetta e della fragilità e solitudine dell’individuo di fronte al cinismo della società. In programma anche Sono innocente (1937), che insieme al citato Furia e You and Me forma una sorta di “trilogia della critica sociale”: anche qui i protagonisti lottano da soli contro l’ingiustizia e la crudeltà di una società cinica e spietata che non lascia possibilità di fuga né tantomeno salvezza. Continua a leggere

“Future Film Festival”, “Eat the Future” il tema della XVII Edizione

434343A poco meno di due mesi dall’apertura della XVII Edizione, il Future Film Festival (Bologna, 5-10 maggio), il primo e più importante evento in Italia dedicato alle tecnologie applicate all’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media, inizia a svelare le sue carte, in particolare il tema di quest’anno, mai così attuale: Eat the Future. Nel 2015 dell’Expo, che a Milano affronterà il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, anche il FFF (che negli ultimi anni ha già esplorato la fine del mondo, l’avvento dei mostri e le città del futuro) lancerà il suo “famelico” sguardo sul cibo. “Se oggi l’uomo non mangia più l’uomo – sostiene Daniel Pennac in uno dei suoi romanzi – è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!”. Partendo da questa e da tante altre suggestioni, il Festival affronterà il tema attraverso la lente dei “generi” cinematografici che gli sono più congeniali: la fantascienza e l’horror.

78787878Tra animali giganteschi, gelati assassini e alieni affamati, le visioni non saranno delle più ottimistiche, ma il divertimento del pubblico sarà assicurato da una gustosa retrospettiva di cult-movie: cinque film rari, per una “indigestione” di (im)possibili scenari futuri, tenendo bene a mente quanto dichiarato dai direttori artistici, Oscar Cosulich e Giulietta Fara: “Dimenticate il topo Remy di Ratatouille, perché spesso, nella storia del cinema, la tavola è diventata un campo di battaglia tra l’uomo e l’alimento, con inevitabili inversioni di ruolo tra chi mangia e chi è mangiato”. Due anche quest’anno le sezioni competitive del Festival: il Concorso Lungometraggi, cui parteciperanno 10 titoli a caccia del Platinum Grand Prize e il Future Film Short, riservato ai cortometraggi; di seguito riporto i titoli scelti: Continua a leggere