Archivi tag: Francesca Archibugi

Alice nella Città XVI Edizione

Si svolgerà a Roma dal 18 al 28 ottobre  la XVI edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, da sempre attenta ai temi legati alle giovani generazioni: la selezione, all’interno delle sezioni  Concorso Young Adult (6 eventi speciali e 3 serie), Alice Panorama (10 titoli), Panorama Italia (in collaborazione con il KINO, 9 lungometraggi e 16 cortometraggi selezionati insieme a Premiere Film),  andrà a comporre un programma di anteprime assolute, esordi alla regia e conferme. Titolo di preapertura Johnny English colpisce ancora, diretto da David Kerr ed interpretato da Rowan Atkinson, presente oggi, domenica 7 ottobre, non solo per accompagnare il film, ma anche per partecipare ad un incontro con gli studenti delle scuole di cinema.
Andando nello specifico delle varie sezioni, il Concorso Young Adult vede 11 film partecipanti, che saranno sottoposti al vaglio di una giuria composta da 27 ragazzi e ragazze selezionati su tutto il territorio nazionale; fra le tematiche maggiormente presenti, i legami di sangue, da intendersi anche al di là dell’ambito strettamente familiare, emblematici quindi della costruzione di “altri mondi” possibili, nell’alternarsi di gesti d’amore e lotta quotidiana, ma anche rappresentativi della tensione tra reale e immaginario, fra ciò che è qui e ciò che è altrove. Continua a leggere

Ella & John- The Leisure Seeker

Wellesley, Massachusetts, Stati Uniti d’America, agosto 2016.
Gli anziani coniugi Spencer, Ella (Helen Mirren) e John (Donald Sutherland), hanno rimesso in moto il loro vecchio Winnebago, un camper risalente agli anni ’70 soprannominato The Leisure Seeker (“il cercatore di svago”) e si sono messi in viaggio lungo la Route 1, destinazione Key West, così da visitare la dimora che fu di Ernest Hemingway. Una decisione improvvisa, i figli, ormai adulti, Will (Christian McKay) e Jane (Janel Moloney) non ne sapevano nulla, presa da Ella: ormai consapevole tanto dell’incedere inesorabile del cancro sul suo corpo quanto dell’incipiente demenza senile dell’amato coniuge, ha inteso in tal modo elargire un ultimo regalo ad entrambi, ripercorrere quelle strade attraversate da giovani in compagnia dei loro bambini.
La lucidità di Ella, la sua indomita energia, anche nel relazionarsi con le persone, cui dispensa una discreta logorrea, riescono a compensare la mente in affanno di John, ex professore di letteratura, il quale alterna rari barlumi di lucidità a tutta una serie di vagheggiamenti, improvvisi squarci su un passato ritenuto presente  o il declamare stralci tratti dalle opere dei suoi scrittori prediletti.
Il loro in fondo è un atto di ribellione, in primo luogo verso quella prole, Will in particolare, fin troppo asfissiante nell’esternare preoccupazioni varie e poi nei confronti di una società orfana di quei valori fondamentali di cui si rendono portatori e che ora hanno assunto le sembianze di un mero simulacro a sostegno del “nuovo che avanza”. Un viaggio lungo una vita, un capolinea affidato alla libertà di scelta …  Continua a leggere

Gli sdraiati

(Movieplayer)

Milano. Giorgio Selva (Claudio Bisio) è un affermato giornalista, conduce per la Rai il programma Lettere dall’Italia.
Separato da qualche anno dalla moglie Livia (Carla Chiarelli), architetto, ha ottenuto l’affido condiviso del figlio Tito (Gaddo Bacchini), diciassettenne, studente liceale.
La convivenza fra i due uomini è simile a quella di una coppia di tigri in gabbia, entrambe attente a marcare il territorio: Giorgio cerca continuamente di approcciarsi a Tito, prova a comprenderne sentimenti e stato d’animo, ma finisce spesso con l’asfissiarlo imponendo determinate regole, alcune sacrosante, in nome del vivere civile, altre attraversate da un sottile filo di paranoia; il giovane invece appare abulico, svogliato, sembra aver adottato una sorta di autismo esistenziale nei confronti del genitore, mentre il suo reale carattere, le personali modalità d’approccio alla vita, emergono nel rapporto con un fidato gruppo di amici così come attraverso il confronto col nonno materno, Pinin (Cochi Ponzoni), tassista.
Interrogarsi sul perché di quell’incerto dialogo, sospeso fra il claudicante e il sussultorio, per Giorgio vuol dire anche riflettere sulla propria persona, se e quanto abbia fallito nel fornire a Tito un modello ispiratore.
La sua aura di professionista irreprensibile risulta infatti minata dal riapparire di fantasmi lontani, per esempio Rosalba (Antonia Truppo), incontrata casualmente in occasione di un colloquio con gli insegnanti, un tempo domestica di casa Selva, nonché sua amante, mamma di Alice (Ilaria Brusadelli), coetanea del figlio e probabile sua morosa. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2016: è Pazza gioia

show_imgA due anni dai premi per Il capitale umano è ancora una volta Paolo Virzì con La pazza gioia il regista del miglior film ai Nastri d’Argento, che premiano anche le sue attrici, Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, la sceneggiatura scritta dal regista con Francesca Archibugi e i costumi di Catia Dottori.
Come già scritto nei giorni scorsi, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese è la commedia dell’anno, mentre Lo chiamavano Jeeg Robot ottiene il Nastro come miglior esordio e per il miglior attore non protagonista, Luca Marinelli.
Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese vince anche per la canzone, interpretata da Fiorella Mannoia (ne è autrice con Bungaro e Cesare Chiodo) e vede premiati i sette protagonisti del film, con il Nastro collettivo per il cast che va ad Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Marco Giallini, Valerio Mastandrea. Non essere cattivo è il film dell’anno votato dal Direttivo, ma un bel sorpasso, ai voti, l’ha fatto Veloce come il vento, con Stefano Accorsi Nastro per il miglior protagonista e Matilda De Angelis, Premio Guglielmo Biraghi (che si aggiunge ai ragazzi di Un bacio di Ivan Cotroneo e a Moisè Curia, premiato con Nuovo Imaie) e Nastro per il montaggio a Gianni Vezzosi. Continua a leggere

La pazza gioia

1Toscana, oggi. Fra le colline pistoiesi sorge Villa Biondi, una comunità terapeutica che accoglie donne affette da turbe mentali e socialmente pericolose, in stato di custodia giudiziaria. Tra queste vi è la sedicente contessa Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi), modi altezzosi, notevole logorrea, tendenza ad impicciarsi negli affari altrui, con trascorsi da lieta frequentante del bel mondo “tutto da bere”, una volta cavalcata l’onda lunga del “nuovo miracolo italiano”, da tempo infrantasi sugli scogli di un’amara realtà.
Nella struttura arriva la giovane Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti), già pesantemente segnata dalla vita: corpo consunto da un’evidente magrezza, sul quale risaltano vistosi tatuaggi, sguardo triste e spaurito, un mutismo persistente, poca voglia di condividere un grave dolore che ha sconvolto la sua esistenza, offuscandone definitivamente ogni contatto con il mondo circostante.
Fra queste due donne così diverse per estrazione sociale, indole e modalità di approcciarsi alla vita, scatterà, non senza qualche stridore, una certa simpatia, tanto che, in seguito ad un evento fortuito, Beatrice e Donatella si daranno alla fuga insieme, ponendosi nuovamente in relazione con quella società che le aveva relegate ai margini, i cui componenti, coniugi, genitori, presunti amici, continuano ad infierire nei loro confronti, dimentichi di qualsiasi compassione o calore umano … Continua a leggere

“Roma CityFest”, da oggi il via alle masterclass

Fondazione Cinema Per RomaDopo il successo ottenuto lo scorso anno, riprendono da oggi, lunedì 25 gennaio, per proseguire fino al 18 aprile, le attività di CityFest, il contenitore di eventi culturali realizzato dalla Fondazione Cinema per Roma. Nell’ambito del programma di Cinema al MAXXI, presso il citato Museo delle Arti e nelle sale del cinema My Cityplex Savoy (grazie alla collaborazione tra Filmauro e la Fondazione), avranno luogo sei masterclass, curate da Mario Sesti, responsabile dei Progetti Speciali di CityFest, i quali vedranno protagonisti grandi autori e attori cinematografici, interpreti di talento e personalità del mondo dell’arte e della cultura, così da offrire spazio ad un un viaggio che, partendo dal puro piacere per il cinema, avrà modo di incontrare diverse strade attraverso la scoperta del linguaggio, della tecnica e della passione da cui nasce e si sviluppa la Settima Arte. Ad inaugurare il nuovo ciclo di appuntamenti Sergio Castellitto, interprete, regista e sceneggiatore fra i più apprezzati del panorama italiano ed europeo, che incontrerà il pubblico oggi alle ore 21 presso il cinema My Cityplex Savoy. Continua a leggere

Cinema e cibo. Il film è servito

Antonio1 Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento d’introduzione e commento relativo alla rassegna cinematografica Cinema e cibo. Il film è servito, che ha avuto luogo nei giorni 2, 4 e 6 gennaio presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), evento compreso nel cartellone dei Caffè artistico-letterari 2016, organizzati dal Circolo di Lettura dell’ A.R.A.S. e dall’Assessorato alla Cultura del Comune della cittadina.
Ad entrambi rivolgo nuovamente da queste pagine i ringraziamenti per la cortese ospitalità, così come rinnovo un caloroso grazie allo staff tecnico e al pubblico presente in sala, quest’ultimo particolarmente attento e partecipe nel corso delle presentazioni e proiezioni dei titoli proposti (Parenti serpenti, Pranzo di Ferragosto e Il nome del figlio), tanto da caldeggiare la benvenuta idea di costituire un Cineclub, che spero di riuscire ad attuare con le opportune collaborazioni. Per la preparazione della relazione si è rivelata preziosa la lettura dei testi Gustose visioni (Marco Lombardi- Iacobelli Editore– 2014) e  Gli attori del gusto (Miriam Visalli-Cartman Edizioni-2009), così come la visione del documentario Cinema e cibo-Storia d’Italia a tavola (2004, commentato da Matteo Mugnani).

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FIGLIO 3Buonasera a tutti voi, grazie per la vostra presenza, benvenuti alla rassegna cinematografica Cinema e cibo. Il film è servito. Un grazie al Comune di Roccella Jonica e alla Sig.ra Annamaria Zito in rappresentanza del Circolo di Lettura dell’ ARAS per aver reso possibile questo appuntamento, tre serate che intendono visualizzare il legame fra la Settima Arte e il cibo attraverso altrettanti film, Parenti serpenti (Mario Monicelli), Pranzo di Ferragosto (Gianni Di Gregorio) e Il nome del figlio (Francesca Archibugi), titoli idonei a raffigurare determinate problematiche sociali all’interno di una convivialità in apparenza festosa ed accogliente (il cenone natalizio, il pranzo di Ferragosto, una cena fra amici). Il tutto affrontato comunque, nella tradizione della commedia italiana, con una certa ironia, ora graffiante, capace di esasperare i toni grotteschi della narrazione (Monicelli), ora lieve, gentile (Gianni di Gregorio), oppure, infine, espressione di un particolare astio espresso a livello ideologico in virtù dell’appartenenza ad una determinata classe sociale o schieramento politico (Archibugi). Quindi, tutte situazioni che ben rappresentano il nostro paese, il nostro popolo, all’interno dell’istituzione basilare della famiglia e nelle sue esternazioni sociali. Continua a leggere