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The Shape of Water- La forma dell’acqua

(BadTaste)

Baltimora, Stati Uniti d’America, 1962.
Elisa Esposito (Sally Hawkins), muta (le sono state recise le corde vocali, abbandonata, infante, sul greto di un corso d’acqua), conduce un’esistenza tranquilla e soddisfacente.
Lavora come inserviente all’interno di un laboratorio governativo, dove può contare sull’affettuosa amicizia di Zelda (Octavia Spencer), anche lei addetta alle pulizie, la quale le confida ogni particolare della vita insieme al pigro marito; abita in un appartamento sito sopra una sala cinematografica e trova nel dirimpettaio Giles (Richard Jenkins), pittore omosessuale che sbarca il lunario grazie alle illustrazioni pubblicitarie, un confidente sincero ed affettuoso. Un giorno viene introdotto in laboratorio una sorta di polmone d’acciaio, al cui interno si agita  una misteriosa creatura anfibia (Doug Jones), catturata in Amazzonia, dove pare fosse venerata come un dio dagli indigeni. Siamo in piena Guerra Fredda e il “mostro” potrebbe rivelarsi utile riguardo gli esperimenti per un lancio nello Spazio, rispondendo così colpo su colpo a quanto già messo in atto dall’Unione Sovietica; delle “pubbliche relazioni” con “l’uomo pesce” viene incaricato il colonnello Strickland (Michael Shannon), uomo violento e calcolatore, che vede nella Creatura una potenzialità da sfruttare per una ulteriore affermazione della propria carriera. Continua a leggere

Richard Matheson (1926-2013)

Richard Matheson

Richard Matheson

E’ morto la scorsa domenica, 23 giugno, Richard Matheson (Allendale, New Jersey, 1926), scrittore e sceneggiatore la cui prolifica penna ha contribuito non poco a conferire una dimensione moderna al genere horror e fantastico, nell’ambito letterario come in quello cinematografico, in tale ultimo caso tramite le sceneggiature da lui scritte e la trasposizione di molti suoi romanzi e racconti per il grande schermo.
Debuttò a soli 8 anni, con la pubblicazione sul Brooklyn Eagle, un giornale locale, di alcuni suoi scritti, per poi, ventiquattrenne, dare vita alla sua prima storia fantastica, Born of Man and Woman (Nato di uomo e di donna), edita dalla rivista specializzata Magazine of fantasy and Science Fiction.
Iniziano a delinearsi le caratteristiche innovative della sua scrittura: attingendo dal clima di paura ed angoscia conseguente al Secondo Conflitto, Matheson fa sì che il senso d’inquietudine, man mano sempre più vicino alla paranoia, s’insinui nel quotidiano, nella normale vita di ogni giorno, scatenato da qualche evento sfuggito al controllo dell’uomo o da collegarsi alla sua condotta, rendendo l’incubo ben calato nella realtà, con particolari molto definiti.

richard-matheson-1926-2013-L-k051LNAltre tematiche care all’autore si riscontrano in quello che probabilmente è il suo romanzo più famoso, I Am Legend, ’54 (pubblicato per la prima volta in Italia nel ’57, da Longanesi, col titolo I vampiri), sia nel capovolgimento del concetto di diversità riguardo il rapporto umanità-mostruosità, che nell’incapacità dell’essere umano di saper individuare ed accogliere un senso di fraterna speranza nei momenti più tragici, autocondannandosi all’estinzione.
Prima dei più noti Occhi bianchi sul pianeta terra (The Omega Man, 1975, Boris Sagal) e Io sono leggenda (2007, Francis Lawrence), una valida trasposizione del romanzo, capace di rendere quel senso straniante e straziante di tragica apocalisse proprio della pagina scritta, la si deve ad Ubaldo Ragona con L’ultimo uomo della terra (The Last Man on Earth, ’64), una co-produzione Italia/Usa che comportava l’esistenza, oltre della citata versione italiana (con sceneggiatura firmata da Ragona e Furio M. Monetti), anche di quella americana, attribuita a Sidney Salkow, mentre lo script portava la firma di Logan Swanson, ovvero Matheson sotto pseudonimo, e di William F. Leicester.

richard-matheson-1926-2013-L-n0bw_sAltri romanzi che ebbero una buona resa cinematografica furono The Shrinking Man (Tre millimetri al giorno, ’56), che divenne appena un anno dopo The Incredible Shrinking Man (Radiazioni BX: distruzione uomo) per la regia di Jack Arnold e sceneggiatura congiunta di Matheson e Richard A. Simmons, A Stir of Echoes (Io sono Helen Driscoll, ’58), trasposto e diretto, mantenendo il titolo originale, da David Koepp nel ’99.
La sua attività di sceneggiatore ha avuto esiti particolarmente felici nella collaborazione con la leggendaria Hammer Films, gli adattamenti di alcune novelle di Edgar Allan Poe per la regia di Roger Corman, iniziata con House of Usher (I vivi e i morti, ’60), nello script di 14 episodi della serie televisiva Ai confini della realtà (The Twilight Zone, la prima serie, ’59-’64) e nella sceneggiatura di Duel, tratta dal suo omonimo racconto, primo film diretto da Steven Spielberg, nato per la tv e poi ampliato per le sale: la storia di un automobilista braccato da un camion, di cui non vediamo mai il guidatore, rappresenta un positivo punto d’ incontro tra tematiche care ad entrambi gli autori, in primo luogo il tema del male che irrompe dall’ignoto nella vita dell’uomo comune.

richard-matheson-1926-2013-L-5llzSENel ’73 Matheson si è visto assegnare l’Edgar Award dall’associazione Mystery Writers of America, mentre proprio questo mercoledì avrebbe dovuto ricevere uno speciale Saturn Award dall’’Accademy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films: il premio sarà consegnato alla memoria, come ha riferito l’organizzazione e la 39ma edizione della manifestazione sarà dedicata al grande autore, cui cinema e letteratura del fantastico devono molto nella loro reciproca evoluzione dagli anni ‘50 sino ai tempi attuali, influenzando più di un autore in entrambi i campi, ma in primo luogo la nostra fantasia, fra suggestione ed inquietudine.