Archivi tag: Jeanne Moreau

Grisbì (Touchez pas au grisbi, 1954)

Parigi, 1953, ristorante di Madame Bouche (Denise Clair). Max (Jean Gabin) ed il suo socio, nonché caro amico, Henri Riton (René Dary), stanno cenando insieme a due ballerine di burlesque, Lola (Dora Doll) e Josy (Jeanne Moreau).
A loro si unisce il giovane Marco (Michel Jourdan). Max e Riton sono due gangster, circa un mese addietro, come riportano i giornali, hanno realizzato un grosso colpo, una rapina all’aeroporto di Orly, che ha fruttato 50 milioni in lingotti d’oro.
Per il primo, uomo di mezz’età, il grisbì, la refurtiva, rappresenterebbe una congrua “pensione”, dopo anni di loschi affari gestiti con oculatezza e circospezione, non rifuggendo comunque una condotta all’insegna del bel vivere. In particolare Max, avveduto ed accorto, è incline a rispettare un personale codice di comportamento morale, al contrario di Riton, a volte troppo ingenuo, oltre che piuttosto sensibile a cedere alle lusinghe del fascino femminile. Infatti sarà proprio Josy, messa al corrente dell’ingente somma rubata, a riservargli una brutta sorpresa, svelando tutto al violento spacciatore Angelo (Lino Ventura), col quale intrattiene una relazione. Continua a leggere

César 2018: le candidature

Lo scorso mercoledì, 31 gennaio, nel corso della consueta conferenza stampa che si è tenuta al ristorante Fouquet, Champs-Elysees di Parigi, sono state rese note dal presidente de l’Académie des Césars, Alain Terzian, affiancato dall’attore Manu Payet, le candidature relative ai premi César 2018 (43ma edizione), i cosiddetti “Oscar francesi”, assegnati annualmente dall’Académie des arts et techniques du cinéma alle migliori pellicole e alle principali figure professionali del cinema transalpino. In testa, con 13 candidature, troviamo 120 Battiti al minuto di Robin Campillo, già  vincitore del Grand Prix della Giuria al 70mo Festival di Cannes, appaiato con  Au revoir là-haut (Ci rivediamo lassù, Albert Dupontel). Subito dopo con 10 ecco C’est la vie – Prendila come viene (Eric Toledano e Olivier Nakache), e a quota 8 Petit Paysan – Un eroe singolare, di Hubert Charuel. Nel corso della conferenza è stata annunciata l’istituzione del premio César du public, da assegnare al film più visto al cinema, mentre Penélope Cruz riceverà il César alla carriera. Sul manifesto ufficiale dei César campeggia un’intenso ritratto di Jeanne Moreau, scomparsa il 31 luglio dello scorso anno, cui sarà dedicato un omaggio nel corso della cerimonia di consegna, che avrà luogo il 2 marzo alla Salle Pleyel di Parigi e sarà presentata da Manu Payet; un click col mouse qui e potrete leggere l’elenco completo delle candidature.

Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud, 1958)

Parigi, fine anni ’50. Florence Carala (Jeanne Moreau) e Julien Tavernier (Maurice Ronet) sono amanti.
La donna è sposata con il ricco industriale Simon Carala (Jean Wall), alle cui dipendenze lavora Julien, che ha alle spalle un passato da militare in Algeria ed Indocina. I due progettano l’omicidio di Simon, studiano il da farsi nei minimi particolari così da simulare un suicidio, ma l’uomo, una volta portato a compimento il piano, nel salire in auto nota un particolare lasciato inopinatamente a bella vista vicino al luogo del delitto e si affretta a porvi rimedio, entrando però in ascensore proprio nel momento in cui il custode provvede a staccare la corrente elettrica. E’ sabato, Julien cerca in tutti i modi di venir fuori dall’incresciosa situazione, mentre il giovane scapestrato Louis (Georges Poujouly) si appresta a rubargli l’auto così da dirigersi insieme alla sua ragazza, la fioraia Veronique (Yori Bertin), fuori città. Florence intravede il veicolo, ma crede che alla guida vi sia il suo amante: tristi pensieri si agitano nella mente, vaga sconsolata e solitaria per le vie cittadine, incurante della pioggia, alla vana ricerca dell’uomo nei locali che era solito frequentare.
Nel frattempo i due giovani hanno fatto tappa in un motel e conosciuto una coppia di turisti tedeschi, marito e moglie, dando come generalità quelle di Tavernier, presto ricercato per omicidio una volta che Louis uccide i due coniugi nel tentativo di sottrarre loro l’auto. Intanto Florence … Continua a leggere

Un ricordo di Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

Ci lascia l’ attrice e regista teatrale e cinematografica francese Jeanne Moreau (1928), morta questa mattina, lunedì 31 luglio, a Parigi, sua città natale. Donna dal fascino misterioso e sensuale, ancora prima che straordinaria interprete, con una propensione innata per i ruoli da femme fatale ma anche particolarmente duttile, ha offerto efficaci ed intense prove tanto nei ruoli comici che drammatici. Esordì sulle scene per la prima volta nel 1947, nella compagnia del Théâtre National Populaire di Jean Vilar al Festival di Avignone per poi far parte della Comédie française recitando in Le Cid (Pierre Corneille), dopo aver seguito,  all’insaputa dei genitori, i corsi di arte drammatica di Dennis d’Ines ed essersi successivamente iscritta al Conservatoire national d’art dramatique di Parigi. Due anni più tardi debuttava sul grande schermo, Dernier amour (Jean Stelli), cui seguirono piccole parti ed infine il primo ruolo da protagonista ne La regina Margot (La reine Margot, 1954, Jean Dréville), anche se occorrerà attendere il 1957 per l’interpretazione che le darà la grande fama internazionale, quella di Florence Carala nel vibrante noir Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud) opera d’esordio di Louis Malle, tratta dall’omonimo romanzo di Noël Calef. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “L’ineffabile Jeanne Moreau”

Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

Ha preso il via ieri, martedì 5, per concludersi domenica 31 luglio, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, L’ineffabile Jeanne Moreau, un omaggio attraverso 9 titoli ad  una delle attrici di punta degli anni Cinquanta, notata dal regista Louis Malle durante un’interpretazione teatrale e diventata presto la sua musa in film come Ascensore per il patibolo (1958) e Gli amanti (1958), proposti insieme ad altre pellicole nella retrospettiva.
Donna dal fascino misterioso e sensuale, meravigliosa attrice, con una propensione innata per i ruoli da femme fatale ma anche particolarmente duttile, capace di offrire efficaci ed intense prove tanto nei ruolo comici che drammatici, Jeanne Moreau continuò la sua ascesa diretta da Michelangelo Antonioni ne La notte (1960), dove di nuovo è il dramma a dare espressività al volto del personaggio che interpreta. Continua a leggere

Bologna: 52 serate in Piazza Maggiore “Sotto le stelle del cinema”

152 sere d’estate in Piazza Maggiore, a Bologna, Sotto le stelle del Cinema, dal 21 giugno al 15 agosto, un regalo rivolto ogni anno dalla Cineteca di Bologna, nell’ambito di bè bolognaestate, alle migliaia di persone che dalla metà di giugno affollano le proiezioni: tutte le sere, appena fa buio, alle ore 21.45, si illumina uno degli schermi più grandi d’Europa, per risplendere dei migliori restauri e delle migliori copie dei classici che hanno fatto la storia del cinema.
Un cartellone unico, che si inaugurerà domenica 21 giugno, con la versione restaurata di Per un pugno di dollari (Sergio Leone, 1964), finalmente in Piazza Maggiore dopo l’anteprima mondiale alla cerimonia di chiusura del 67mo Festival di Cannes, nel 2014. E quest’anno, ecco il mantenimento della promessa di una prosecuzione della kermesse, come annunciato dal direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli: “Dopo il prolungamento delle proiezioni, inaugurato lo scorso anno, fino alla metà di agosto, quest’anno illumineremo lo schermo di Piazza Maggiore anche per la serata del 15 agosto, appuntamento sempre molto amato dai bolognesi”. Continua a leggere

Retrospettiva Ingrid Bergman: Casablanca (1942)

Ingrid Bergman

Ingrid Bergman

Amici lettori di Sunset Boulevard, abituali o di passaggio, in questo 2015 così ricco d’anniversari da celebrare, relativi al mondo della Settima Arte, fra i tanti nominativi (come Orson Welles o Mario Monicelli) ho deciso di rivolgere un omaggio attraverso le pagine del blog all’attrice svedese Ingrid Bergman, di cui ricorre appunto il centenario della nascita. Ancora prima di Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Monica Vitti, Anna Magnani, Jeanne Moreau, citando le interpreti che più hanno segnato il mio personale immaginario cinematografico, la Bergman è stata colei che mi ha conquistato per prima, una volta visto, ancora adolescente (Tempus fugit), quello che sarebbe divenuto il mio film culto per eccellenza, Casablanca.

Ingrid Bergman in

Ingrid Bergman in “Casablanca”

Del tutto perso in quel volto emanante una radiosa bellezza, ora bagnato dalle lacrime ma che in altre scene era stato esaltato da un sorriso per certi versi disarmante, ammiravo rapito il finale della pellicola citata, gli splendidi movimenti della macchina da presa orchestrati dal regista Michael Curtiz, orientati in veloce successione sui volti dei protagonisti mentre un aereo a centro pista è pronto al decollo.
La mia immaginazione mi portava all’interno dello schermo, avvolto da quella nebbia così irreale ma idonea a conferire una particolare atmosfera.
Eccomi dunque inedito personaggio al centro di un’altrettanto inedita sequenza conclusiva: Ilsa partiva col sottoscritto (scompariva improvvisamente la mia innata paura di volare…), mentre Rick, Laszlo e il capitano Renault “inauguravano una bella amicizia”. Continua a leggere