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Un ricordo di Miloš Forman

Miloš Forman (Alchetron)

Ci lascia Miloš Forman, regista cinematografico ceco, naturalizzato statunitense (Forman Ján Tomáš, Čáslav, Boemia, 1932), morto ieri, venerdì 13 aprile.
Una volta diplomatosi, a metà degli anni ’50, alla FAMU di Praga (Facoltà di cinema dell’Accademia delle Muse), Forman, dopo una serie di esperienze come attore, sceneggiatore ed aiuto regista, ed aver preso parte all’opera collettiva volta a girare le immagini per Laterna magika, spettacolo teatrale di mimo, danza, musica e cinema muto, esordì in autonomia sul grande schermo nel 1963, con il mediometraggio Konkurs (Il concorso), realizzando poi nello stesso anno il suo primo lungometraggio, Černý Petr (L’asso di picche), grazie al quale divenne fra i maggiori esponenti della Nová Vlna, la “nuova onda” di rinnovamento che attraversava in quel tempo il cinema cecoslovacco.   Continua a leggere

Tonino Accolla (1949-2013)

Tonino Accolla

Tonino Accolla

Ci lascia Tonino Accolla, morto oggi a Roma, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio di numerosi film, oltre che attore e regista teatrale. Ha dato la voce, fra i tanti (Tom Hanks, Mickey Rourke, Hugh Grant, Jim Carrey), ad Eddie Murphy, conferendogli una ben precisa caratterizzazione grazie all’intuizione della celebre risata che accompagnerà l’attore in tutti i film nei quali lo doppierà (da 48 ore, 1982, di Walter Hill a Immagina che, diretto da Karey Kirkpatrick nel 2009), prima di essere sostituito, dal 2011, da Sandro Acerbo.

Difficile immaginare Homer Simpson, il protagonista della serie tv animata creata da Matt Groening nel 1989 per la Fox Broadcasting Company, senza il caratteristico tono di voce offerto da Accolla, così consono al personaggio, facendone risaltare ogni sfumatura caratteriale, ulteriore espressione di una duttilità interpretativa veramente notevole, grazie alla quale negli anni l’espressione “arte del doppiaggio” ha assunto una valenza certamente autoriale, offerta da lui come da molti altri, il cui ruolo a volte viene trascurato nella resa complessiva della versione in lingua italiana di un film.

Homer Simpson

Homer Simpson

E’ quella capacità di offrire una propria interpretazione dei diversi personaggi senza rinnegare o sminuire quella originale o farla rimpiangere, ove vi fosse l’occasione di un confronto, anzi delineando nella gran parte dei casi un’ incisività ancora maggiore, pur nell’inevitabile adattamento dei dialoghi al nostro idioma, mantenendo identica validità ed opportuna distanza da manierismi o eccessi.
Mi viene in mente al momento come esempio il valido doppiaggio offerto da Oreste Lionello dei film di Woody Allen, tanto che quest’ultimo ebbe a dichiarare in un’intervista: “(…) mi ha reso per anni un attore molto migliore di quanto non fossi veramente (…)”.
Lo stesso credo possa dirsi per le tante star, reali o appartenenti al mondo dell’animazione, doppiate negli anni da Accolla, di cui ricordo in conclusione il Nastro d’Argento conseguito nel ’91 per il miglior doppiaggio (Kenneth Branagh in Enrico V, ’89).

In Time

345678Nel ristretto novero dei film che, nei miei ricordi di cinefilo, hanno dato il benvenuto all’obnubilazione è entrato recentemente a farne parte, purtroppo, In Time , regia e sceneggiatura di Andrew Niccoll, autore del quale rammento invece con piacere, oltre Gattaca, sua opera d’esordio dietro la macchina da presa, lo script di The Truman Show, ottimamente trasposto sullo schermo da Peter Weir, avvalorato da una più che convincente interpretazione di Jim Carrey.
Il plot si presenta certo interessante, pur non insistendo su spiegazioni particolari ed introducendo sin dalle prime scene l’intuizione distopica di un futuro dove gli esseri umani nascono geneticamente modificati, un codice-timer luminescente è impresso sul braccio a calcolare il tempo di vita a disposizione, fissato a venticinque anni, con la possibilità di riuscire ad ottenerne in più, mantenendo lo stesso aspetto fisico, lavorando o rubando.

Del primo avviso è l’operaio Will Salas (Justin Timberlake), ventisette anni (25 più 2), una modesta casa nel ghetto di Dayton, dove vive letteralmente alla giornata, insieme alla madre Rachel (Olivia Wilde), che ha appena festeggiato i cinquant’anni (25 più 25), barcamenandosi tra i costi della vita sempre più alti, anche questi espressi in unità temporale e non più in denaro.
Proprio la morte della madre, insieme all’inatteso dono da parte di un uomo ricco (più di un secolo di vita), avvenuto poco prima, faranno sì che Will sia combattuto se sperperare il proprio tempo a disposizione entrando nel dorato mondo di New Greenwich o, memore delle gesta paterne, attuare una personale lotta contro il sistema, braccato dal Timekeeper Raymond (Cillian Murphy) e affiancato dall’ereditiera Sylvia (Amanda Seyfred)…

Le tante metafore delineate da Niccoll, dall’idea di perfezione estetica concretizzatasi nella volontà di fermare il tempo al concetto di monetizzazione di quest’ultimo, che viene così ad assumere tanto un valore materiale, “il costo delle cose”, che spirituale, “il senso della vita”, con ovvi riferimenti all’attualità, si mantengono affascinanti e coinvolgenti almeno per la prima mezz’ora del film o giù di lì. Complice la bella fotografia di Roger Deakins, cangiante nei colori dal ghetto ai quartieri alti, non si può restare indifferenti alla visione di un futuro tutta giocata sulla reinterpretazione del presente, sfruttando le scenografie naturali (le stesse auto sono una personalizzazione di modelli d’epoca, dalle berline alle sportive), senza propriamente modificare alcunché, così come è molto bella la sottolineatura dei diversi ritmi di vita nei due quartieri, estremamente velocizzato a Dayton e nel segno dell’ignavia dilatata a New Greenwich.

Proprio quando il film vira verso l’action, inseguimenti in auto e a piedi, sparatorie, rapine, tutto si banalizza e, paradossalmente, diviene statico e fumettistico, concentrandosi stancamente sulle prodi gesta del duo Timberlake- Seyfred, entrambi intenti a superare l’arduo limite dell’espressività catatonica: in particolare quest’ultima, per inciso sensuale come può esserlo un citofono, riesce a conferire un personale tocco fantascientifico nel correre i quattrocento metri, e relativo salto degli ostacoli, con mise da passerella, tacco assassino, pettinatura e trucco sempre impeccabili. In sostanza, un onesto film d’intrattenimento, gradevole da un punto di vista soprattutto visivo, con un forte potenziale, trattenuto più che inespresso, fermo in un’ aurea sospensione stilistica ancor prima che temporale.

Giffoni Film Festival 2011

imagesCAFFT966Dal 12 al 21 luglio prenderà il via, nella consueta location di Giffoni Valle Piana (SA) la 41ma edizione di Giffoni Film Festival, rassegna cinematografica volta al pubblico giovanile, al suo totale coinvolgimento, con una sempre maggiore apertura verso altri paesi e un moltiplicarsi d’eventi ed iniziative; tema scelto quest’anno come connotazione della kermesse, il link, tanto nel significato proprio del web che nella sua portata estensiva di legame volto alla condivisione: esplicativa al riguardo la sezione Verso Sud, focalizzata su Salerno e provincia, con due cortometraggi e un lungometraggio: Il bambino d’inchiostro (il link tra diverse forme d’arte e di racconto), Una fortuna da ricordare (il legame familiare la cui ricchezza e forza va ricordato ogni giorno), Al destino non chiedere quando (una ragazza divisa tra due mondi: è legata alla famiglia adottiva ma viene rapita dalla madre naturale); anche la prevista parte musicale verterà su tale tematica, con artisti provenienti dalle più disparate realtà locali ad intersecarsi con i big della musica nazionale ed internazionale (Marching Jazz Band, Almamegretta, Capone & Bungt Bangt, Co’ Sang, 24 Grana, Foja, Mads Langer Hooverphonic).

I giovanissimi giurati, 3300 in totale, con età tra i 3 e i 23 anni, provenienti da 51 nazioni (si sono aggiunti i rappresentanti di Afghanistan, Qatar, Nigeria, Romania, Russia e Ucraina) e 150 città italiane, dovranno visionare e giudicare le tante pellicole, tra corto e lungometraggi, nell’ambito delle varie sezioni in cui si suddivide la competizione, con tematiche come la diversità e l’incomunicabilità, passando per la ricerca del senso della vera amicizia e finendo col tema della violenza, fisica e psicologica, tra coetanei: Elements+3 (3-5 anni), Elements+6 (6-9 anni), Elements+10 (10-12 anni), Generator+13 (13-15anni), Generator+16 (16-17 anni), Generator +18 (dai 18 anni in poi). Sezioni non competitive sono: Italia 150 (una rassegna di film italiani incentrati sul racconto di rilevanti momenti storici del nostro paese, in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale), Reload (i migliori film per ragazzi, già usciti nelle sale ed ora riproposti per il pubblico del Festival, con proiezione all’aperto), Parental Control (anche qui film già distribuiti in Italia, una rassegna speciale dedicata a tutti i genitori che frequentano il Festival), Short Links (8 cortometraggi animati per raccontare legami di ogni genere), Right Links (4 corti selezionati in collaborazione con Amnesty International).

Ad inaugurare questa 41esima edizione, preceduta l’11 luglio dalla Maratona di Harry Potter, l’anteprima esclusiva dell’ottavo e ultimo film della saga del maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling, Harry Potter e i doni della morte, Parte 2, distribuito dalla Warner, cui ne seguiranno altre nei giorni seguenti (tra cui I pinguini di Mr. Popper, interprete Jim Carrey., sui nostri schermi il 12 agosto, Il signore dello zoo con Kevin James, Almeno tu nell’universo, opera prima del 22enne Andrea Biglione, nelle sale italiane il 26 agosto, Un italiano ad Hollywood, documentario del giornalista Rai Tonino Pinto sulla figura di Dino De Laurentiis, Kung Fu Panda 2, che ha già avuto la sua premiere a Taormina, il trailer ufficiale di Box Office 3d:il film dei film, diretto e interpretato da Ezio Greggio, con Gina Lollobrigida).

Nell’ambito poi della sezione speciale Giffoni Masterclass circa 100 ex-giurati del Festival ed aspiranti attori, registi, scrittori tra i 18 e i 23 anni, saranno impegnati in gruppi, a scrivere, dirigere e montare un cortometraggio; gli ospiti di questa edizione (tra i tanti, Andrej Končalovskij, Michael Brandt, Oliviero Toscani, Paolo Bonolis, Luciana Littizzetto, Martha De Laurentiis, Ascanio Celestini e Willwoosh) terranno delle lezioni che abbracceranno ogni espressione artistica, dal cinema alla tv, dal teatro alla musica; interessante poi lo spazio riservato al teatro, inaugurato dieci anni fa, con la rassegna Il Posto delle Favole, come quello previsto per l’arte contemporanea, la mostra Linkolors.Pictures/Images e la danza, dal 3 al 14 luglio stage, performance, laboratori e formazione con i grandi dell’arte tersicorea, docenti, ballerini e coreografi (Amedeo Amodio, Elisabetta Terabust, Liliana Cosi, Dominich Walsh, Giuseppe Picone, Stefania Figliossi, Hektor Budlla, Nicolò Noto, Andrijasenko Timofeijs, Anbeta e Macario, testimonial di Giffoni-Danza).

Maggiori informazioni su orari ed eventi:www.giffonifilmfestival.it