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Nasce l’associazione “Red Shoes”, per la diffusione della cultura e della storia del cinema britannico in Italia

L’associazione culturale Red Shoes, nata sul finire del 2017 per la diffusione della cultura e della storia del cinema britannico in Italia, inaugurerà la sua attività a Milano nei giorni 16 e 17 novembre, con la prima edizione di UK Film Days Italia, due giorni di proiezioni ed incontri allo Spazio Oberdan della Fondazione Cineteca Italiana dedicati al cinema inglese fra cultura, interdisciplinarietà e storia, tra passato, presente e i suoi “possibili futuri”, un ponte “virtuale & virtuoso” tra l’Italia e il “Made in UK”.
Il primo giorno,  alle 19.30, vi sarà un omaggio rivolto al coreografo, attore, ballerino, mimo e regista Lindsay Kemp, recentemente scomparso, con la proiezione di estratti in anteprima assoluta dal documentario Kemp, in fase di lavorazione, del regista e attore livornese Edoardo Gabbriellini, che sarà ospite per presentare il progetto. Lindsay Kemp, che nell’arco della sua lunga carriera ha più volte dichiarato quanto il film The Red Shoes abbia contribuito a far crescere la sua passione per la danza, è stato maestro di artisti del calibro di Ken Russell, Mick Jagger, Kate Bush, Peter Gabriel e, soprattutto, David Bowie.
Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e della sua carriera a Livorno, lavorando anche per il Teatro Goldoni. Continua a leggere

Milano, “1968-1978 Italian Box Office”

Dal 3 maggio al 10 giugno Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con il Comune di Milano, proporrà 1968-78 Italian Box Office, una manifestazione volta a coniugare cinema, musica, fotografia e incontri per raccontare il Sessantotto nell’anno del cinquantesimo anniversario e che si svolgerà in quattro importanti sedi culturali milanesi: Cinema Spazio Oberdan, MIC – Museo Interattivo del Cinema, Teatro Franco Parenti, Piccolo Teatro Grassi.
La manifestazione prenderà il via al Cinema Spazio Oberdan, con una rassegna cinematografica in 19 titoli, sempre a cura di Fondazione Cineteca Italiana, i film che tra il 1968 e il 1978 hanno totalizzato pubblico e incassi importanti, segnando in particolare l’immaginario italiano in quel periodo, oltre ad intercettare  i gusti ma anche le tensioni sociali, il ribellismo, la lotta per l’emancipazione femminile; Da un primo sguardo al cartellone emerge un’offerta piuttosto varia, idonea a raccontare la vitalità di un cinema che ancora oggi lascia dei segni profondi nel linguaggio, aiutandoci al contempo ad interpretare un periodo tanto complesso: dai classici film di interesse internazionale come Il laureato, King Kong, Guerre Stellari, a quelli che rielaborano i generi in una chiave nuova come 2001 odissea nello spazio, Giù la testa, I ragazzi del massacro, Requiescant, passando per le sperimentazioni di Jodorowski (La montagna sacra), Ken Russsel (I diavoli) e Carmelo Bene (Nostra signora dei turchi), fino al musical Jesus Christ Superstar. Continua a leggere

Ken Russell, visionarietà ed eccentricità

Ken Russell

Ken Russell

Il regista inglese Ken Russell, un autore che tra visionarietà ed eccentricità è riuscito, a suo modo, a volte anche sfidando il buon gusto, a lasciare un particolare segno nel cinema, mettendo da parte regole e consuetudini di linguaggio, costumi e morale, è morto ieri notte, all’età di 84 anni.
A darne la notizia il sito della BBC, la rete televisiva britannica dove per undici anni, a partire dalla seconda metà degli anni ’50, ha realizzato documentari, incentrati in particolare sulle autobiografie di musicisti e artisti, dopo aver girato alcuni corti ed essere stato in precedenza fotografo, coreografo, ballerino, attore, non dimenticando il periodo di servizio presso la RAF.

Il debutto cinematografico, senza colpo ferire, risale al’64, Pepe francese, per poi farsi veramente notare nel ‘67, con Il cervello da un miliardo di dollari, film di spionaggio con Michael Caine e, soprattutto, due anni dopo con Donne in amore, tratto dal romanzo di D. H. Lawrence, che fece guadagnare l’Oscar come migliore attrice alla protagonista Glenda Jackson; seguiranno opere come L’altra faccia dell’amore, ’70, I diavoli, ’71, dai toni sempre più esagitati e a volte confusi, arrivando al ’75, anno di uscita del suo più grande successo di pubblico, il musical Tommy, derivato dall’omonima rock-opera degli Who, insieme a Stati di allucinazione, ’80, interpretato da William Hurt.

Comunque non sono da dimenticare titoli come Messia selvaggio, ’72, biografia dello scultore Henri Gaudier, Valentino, ’77, dove Rudolf Nureyev dava corpo e anima al celebre divo del muto, o il crudo, insieme dolente e furente, Whore, ’91, magari mettendo da parte opere dai toni più visionari e barocchi, nel bene e nel male caratteristiche che hanno accompagnato la sua carriera e ne perpetreranno certo il ricordo.