Archivi tag: Lino Ventura

Grisbì (Touchez pas au grisbi, 1954)

Parigi, 1953, ristorante di Madame Bouche (Denise Clair). Max (Jean Gabin) ed il suo socio, nonché caro amico, Henri Riton (René Dary), stanno cenando insieme a due ballerine di burlesque, Lola (Dora Doll) e Josy (Jeanne Moreau).
A loro si unisce il giovane Marco (Michel Jourdan). Max e Riton sono due gangster, circa un mese addietro, come riportano i giornali, hanno realizzato un grosso colpo, una rapina all’aeroporto di Orly, che ha fruttato 50 milioni in lingotti d’oro.
Per il primo, uomo di mezz’età, il grisbì, la refurtiva, rappresenterebbe una congrua “pensione”, dopo anni di loschi affari gestiti con oculatezza e circospezione, non rifuggendo comunque una condotta all’insegna del bel vivere. In particolare Max, avveduto ed accorto, è incline a rispettare un personale codice di comportamento morale, al contrario di Riton, a volte troppo ingenuo, oltre che piuttosto sensibile a cedere alle lusinghe del fascino femminile. Infatti sarà proprio Josy, messa al corrente dell’ingente somma rubata, a riservargli una brutta sorpresa, svelando tutto al violento spacciatore Angelo (Lino Ventura), col quale intrattiene una relazione. Continua a leggere

Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud, 1958)

Parigi, fine anni ’50. Florence Carala (Jeanne Moreau) e Julien Tavernier (Maurice Ronet) sono amanti.
La donna è sposata con il ricco industriale Simon Carala (Jean Wall), alle cui dipendenze lavora Julien, che ha alle spalle un passato da militare in Algeria ed Indocina. I due progettano l’omicidio di Simon, studiano il da farsi nei minimi particolari così da simulare un suicidio, ma l’uomo, una volta portato a compimento il piano, nel salire in auto nota un particolare lasciato inopinatamente a bella vista vicino al luogo del delitto e si affretta a porvi rimedio, entrando però in ascensore proprio nel momento in cui il custode provvede a staccare la corrente elettrica. E’ sabato, Julien cerca in tutti i modi di venir fuori dall’incresciosa situazione, mentre il giovane scapestrato Louis (Georges Poujouly) si appresta a rubargli l’auto così da dirigersi insieme alla sua ragazza, la fioraia Veronique (Yori Bertin), fuori città. Florence intravede il veicolo, ma crede che alla guida vi sia il suo amante: tristi pensieri si agitano nella mente, vaga sconsolata e solitaria per le vie cittadine, incurante della pioggia, alla vana ricerca dell’uomo nei locali che era solito frequentare.
Nel frattempo i due giovani hanno fatto tappa in un motel e conosciuto una coppia di turisti tedeschi, marito e moglie, dando come generalità quelle di Tavernier, presto ricercato per omicidio una volta che Louis uccide i due coniugi nel tentativo di sottrarre loro l’auto. Intanto Florence … Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: anteprima di “Italian Gangsters” e una rassegna dedicata al “Gangster Movie”

spazio_oberdan1A Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana dal 19 dicembre al 6 gennaio proporrà in anteprima italiana Italian Gangsters, l’ultimo film di Renato De Maria presentato con grande successo di pubblico e critica alla 72ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia. A fare da controcanto alla citata pellicola, la Cineteca presenterà inoltre, dal 13 al 30 dicembre, una rassegna dedicata al Gangster Movie, che prevede in cartellone autentici capolavori del cinema americano e francese. Quattordici i film in programma, firmati da maestri della settima arte (da John Huston, Stanley Kubrick, Raoul Walsh, William Wellmann, William Wyler, a Jean-Pierre Melville, Claude Sautet, Jules Dassin, Jacques Becker, Julien Duvivier, Jean-Luc Godard) e interpretati da attori già divenuti leggenda come James Cagney, Humphrey Bogart, Sterling Heyden, Jean Gabin, Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura.
Unico titolo di recentissima produzione in rassegna è Black Mass, che vede protagonista Johnny Depp, altra vera star del cinema contemporaneo.
Di seguito, una mia analisi del film Italian Gangsters e il programma completo della rassegna, rimandandovi per ogni informazione al sito della Cineteca. Continua a leggere

Era “Il tempo delle mele”….

Claude Pinoteau

Claude Pinoteau

Credo sia inutile, nel ricordare la figura del regista francese Claude Pinoteau, scomparso ad 87 anni lo scorso venerdì, 6 ottobre, evidenziare i suoi primi passi nel mondo del cinema, a partire dal 1938, in qualità d’assistente al fianco d’autori del calibro di Jean Cocteau, o, ancora, che, tra i vari film girati, ne Lo schiaffo (La gifle, ’74), con Lino Ventura e Annie Girardot, diede fama alla giovane debuttante Isabelle Adjani (Premio Speciale David di Donatello ’75).

La sua pellicola più famosa resterà quel Tempo delle mele (La boum, ’81, un sequel arriverà l’anno seguente) ormai assunto allo status di cult movie, oltre a costituire un valido manifesto generazionale per quanti in quel tempo si stavano avviando, come la protagonista, Vic, un’acerba ma già convincente Sophie Marceau, verso la delicata fase dell’adolescenza: ecco visualizzati i primi turbamenti amorosi, gli scontri generazionali con i propri genitori (i coniugi Beretton, Brigitte Fossey e Claude Brasseur), ma, felice contrasto, non con la ben più moderna e vivace nonnina Poupette (Denis Grey), valida confidente e consigliera.

era-il-tempo-delle-mele-L-Gv4fp1Pregi essenziali del film in questione, l’estrema sensibilità e delicatezza nel trattare determinate tematiche, alternando l’attenzione verso le problematiche giovanili ( vacue solo in apparenza, ma destinate ad un altalenante susseguirsi tra gioia e tristezza, costituendo il campo di prova della crescita), a quelle, più pressanti (lavoro, vita coniugale) e spesso in conflitto, del mondo dei “grandi”, con una notevole cura relativamente all’ interpretazione di ogni singolo attore: ancora oggi mantiene il valore di un valido “come eravamo” per molti quarantenni (scrivente incluso), il walkman, le interrogazioni, le prime feste tra compagni di scuola, luci stroboscopiche e i “lenti” che arrivavano all’improvviso … Eh, Tempus fugit … Grazie, Pinoteau.