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Locarno 71: il palmarès

Yeo Siew Hua (© Locarno Festival, Samuel Golay)

Si è conclusa ieri, sabato 11 agosto, con la proiezione di I Feel Good (Benoît Delépine e Gustave Kervern), la 71ma edizione del Locarno Festival, la sesta ed ultima sotto la direzione artistica di Carlo Chatrian: 293 film proiettati in meno di due settimane, 18  in Piazza Grande e 15 in Concorso internazionale e grandi ospiti come Ethan Hawke e Ted Hope, senza dimenticare le conversazioni con il pubblico di Meg Ryan, Bruno Dumont, la masterclass di Kyle Cooper, il ricordo di Paolo Taviani rivolto al fratello Vittorio. Il Concorso internazionale, la cui giuria è stata presieduta da Jia Zhang-ke, Cineasta (Cina) e composta da  Emmanuel Carrère, scrittore (Francia), Sean Baker, cineasta (Stati Uniti), Tizza Covi, cineasta (Italia/Austria), Isabella Ragonese, attrice (Italia), ha visto assegnare il Pardo d’Oro a A Land Imagined, di Yeo Siew Hua (Singapore / Francia / Paesi Bassi); il Premio speciale della giuria è andato a M di Yolande Zauberman (Francia). Pardo per la miglior regia: Tarde para morir joven di Dominga Sotomayor (Cile / Brasile / Argentina / Paesi Bassi / Qatar). Pardo per la miglior interpretazione femminile: Andra Guți per Alice T. (Radu Muntean, Romania / Francia / Svezia). Pardo per la miglior interpretazione maschile: KI Joobong per Gangbyun Hotel (Hotel by the River, Hong Sangsoo, Corea del Sud). Menzione speciale: Ray & Liz (Richard Billingham, Regno Unito). Continua a leggere

Al via da domani il 71mo Locarno Festival

“Vorrei collocare questa edizione all’insegna dell’umanesimo”: sono le parole del direttore artistico Carlo Chatrian a connotare il 71mo Locarno Festival (111 agosto), accogliendo la celebrazione dei settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, organizzata in collaborazione con le Nazioni Unite. Il cinema, la sala cinematografica, spiega Chatrian, è il luogo dove la dimensione collettiva è imprescindibile, in cui il volto dell’uomo ci guarda, perché il grande schermo non può essere eluso come invece accade per quello sguardo fatto cadere “sul piccolo monitor che non ci abbandona mai”, coprendoci il viso. Preapertura questa sera, martedì 31 luglio, in Piazza Grande, con la proiezione di Grease, anche se già ieri sera, lunedì 30, alle 20.30 al GranRex Auditorium Leopard Club,  vi è stata la presentazione al  pubblico  di un altro film,  in Prima mondiale: Mario Botta. Oltre lo spazio, documentario dedicato all’architetto ticinese, prodotto e realizzato da Loretta Dalpozzo e Michèle Volontè.  L’apertura vera e propria, sempre in  Piazza Grande, avrà luogo domani sera, con Liberty, cortometraggio del 1929  interpretato da Stan Laurel ed Oliver Hardy, per la regia di Leo McCarey, regista cinematografico statunitense (1898-1969) cui Locarno dedica la Retrospettiva. Continua a leggere

71mo Locarno Festival: “Excellence Award” 2018 per Ethan Hawke

Ethan Hawke (Paginainizio.com)

Sarà consegnato a Ethan Hawke l’Excellence Award della 71ma edizione del Locarno Festival (1-11 agosto): figura poliedrica all’interno del cinema statunitense e internazionale, attore, regista e sceneggiatore,  in oltre trent’anni di carriera Hawke è riuscito a confermarsi come uno degli interpreti più versatili della sua generazione,  senza rimanere intrappolato dai suoi personaggi più celebri e riusciti, così da scrollarsi di dosso etichettature varie e lanciarsi in progetti eterogenei,  vedi l’ esordio dietro la macchina da presa con Chelsea Walls (2001), cui ha fatto seguito l’adattamento cinematografico del suo secondo romanzo The Hottest State (2006), il documentario Seymour: An Introduction (2014) ed ora l’ultimo lavoro Blaze, presentato al Sundance Film Festival 2018, incentrato sulla vita del controverso cantautore statunitense Blaze Foley, interpretato da Benjamin Dickey (Premio Speciale della Giuria come Miglior Attore), che verrà presentato in Piazza Grande, prima internazionale, mercoledì 8 agosto. L’omaggio sarà accompagnato dalla proiezione di una selezione di film della sua carriera, mentre giovedì 9 agosto il pubblico potrà assistere ad una conversazione con l’attore e regista allo Spazio Cinema.
L’Excellence Award rende omaggio a personalità cinematografiche che hanno arricchito il cinema con il loro lavoro e il loro talento: fra i premiati delle scorse edizioni, Mathieu Kassovitz, Edward Norton, John Malkovich, Juliette Binoche ed Isabelle Huppert.

70mo Locarno Festival: il palmarès

Wang Bing

Si è conclusa sabato 12 agosto la 70ma edizione del Locarno Festival, che ha visto le seguenti premiazioni: nell’ambito del Concorso Internazionale, la giuria presieduta da Olivier Assayas, cineasta (Francia) e composta da Jean-Stéphane Bron, cineasta (Svizzera), Miguel Gomes, cineasta (Portogallo), Christos Konstantakopoulos, produttore (Grecia),  Birgit  Minichmayr, attrice (Austria) ha assegnato il Pardo d’oro a Mrs. Fang di Wang Bing,  mentre il Premio speciale della giuria è andato a As boas maneiras di Juliana Rojas, Marco Dutra. Pardo per la miglior regia a F.J. Ossang per 9 Doigts, Francia, Portogallo. Isabelle Huppert consegue il Pardo per la miglior interpretazione femminile (Madame Hyde, Serge Bozon) ed Elliot Crosset Hove quello  per la miglior interpretazione maschile Vinterbrodre,  Hlynur Pálmason).
Riguardo il Concorso Cineasti del presente il Pardo d’oro Cineasti del presente è stato conferito a 3/4 (Three Quarters) di Ilian Metev. Premio speciale della giuria Ciné+ Cineasti del presente: Milla di Valerie Massadian.
Premio per il miglior regista emergente – Città e Regione di Locarno: Kim Dae-Hwan per Cho-Haeng (The First Lap). Menzioni Speciali: Distant Constellation di Shevaun Mizrahi e Verao Danado di Pedro Cabeleira. Continua a leggere

Locarno 70: uno sguardo al passato come lancio verso il futuro

Prenderà il via oggi, mercoledì 2, per concludersi sabato 12 agosto, la 70ma edizione del Locarno Festival, attraverso la quale, come risulta dalle parole del Direttore Artistico Carlo Chatrian,  si intende evidenziare tanto la solidità di un evento che resiste agli anni, alle mode, alle persone quanto la sua capacità di reinventarsi anno dopo anno, aggiungendo iniziative e adattando il suo programma:  ecco allora sale nuove e rinnovate (PalaCinema e GranRex), uno spazio per la parola (Locarno Talks), una finestra dedicata ai più giovani (Locarno Kids) e un concorso digitale (#movieofmylife). Un occhio dunque alla tradizione ereditata, nella previsione di ospiti che hanno inciso sulla storia del Festival e su quella del cinema tout court,  e l’ altro volto ad una riflessione relativa alla rilevanza che film e autori hanno oggi e avranno domani. Emblematica riguardo tali considerazioni il Pardo d’onore Manor che verrà conferito venerdì 11 agosto al regista, sceneggiatore, produttore e montatore cinematografico francese Jean-Marie Straub (Metz, 1933), il quale ha scritto, diretto e prodotto la quasi totalità dei suoi film insieme con la compagna Danièle Huillet, dando vita ad un tipo di cinema piuttosto rigoroso nell’esternazione delle modalità espressive, volte quest’ultime ad una rappresentazione critica della realtà, offrendo spesso una rilettura filmica di opere letterarie, teatrali, musicali e pittoriche, filologicamente corretta e al contempo libera ed essenziale nella visualizzazione resa nell’ambito della messa in scena. Continua a leggere

70mo Locarno Festival: Pardo d’onore a Todd Haynes

Todd Haynes

Il 70mo Locarno Festival (2-12 agosto) omaggerà con il Pardo d’onore il regista, sceneggiatore e produttore statunitense Todd Haynes. La cerimonia di consegna è prevista per il 7 agosto.
È il 1991 e al Locarno Festival tra i 19 film che si contendono il Pardo d’oro c’è Poison, di Todd Haynes, al suo esordio cinematografico.
Arrivato dopo alcuni sorprendenti cortometraggi, il film (tratto da alcune opere di Jean Genet) segna la cifra stilistica dell’autore americano, che non fa del suo cinema uno strumento di propaganda, bensì uno strumento al servizio di una realtà da scoprire, capire, raccontare. Concentrandosi spesso sugli anni ’50 americani, epoca segnata da una moralità violenta, negli anni successivi Haynes dirige Julianne Moore in Safe (1995), Lontano dal paradiso (4 nomination agli Oscar, 2002) e Wonderstruck – La stanza delle meraviglie (2017), Cate Blanchett in Io non sono qui (2007), film corale sulla vita di Bob Dylan, e Carol (6 nomination agli Oscar, 2015). Il citato Poison farà parte della sezione Locarno70, programma esclusivo con cui Locarno intende celebrare la 70esima edizione, scegliendo 11 opere prime presentate al Festival.

70mo Locarno Festival: i presidenti delle Giurie

Sabine Azéma (uniFrance Films)

Sono stati annunciati nei giorni scorsi i nominativi dei presidenti delle Giurie nell’ambito delle principali sezioni del 70mo Locarno Festival (2-12 agosto):a presiedere la giuria del Concorso internazionale sarà il regista francese, nonchè sceneggiatore e critico di cinema, Olivier Assayas, già al Festival nel 2014 con l’acclamato Sils Maria, protagonista Juliette Binoche.
Tra i più apprezzati cineasti contemporanei, Assayas ha realizzato 9 lungometraggi, spaziando tra temi, luoghi e generi diversi, dando vita ad un cinema dove la ricerca formale si sposa alle esigenze del racconto, offrendo risalto al talento dei suoi interpreti, tra cui spiccano figure femminili interpretate da attrici quali Emmanuelle Béart, Maggie Cheung, Virginie Ledoyen, Connie Nielsen e Kristen Stewart.
Come Presidente di giuria del concorso Cineasti del presente è stato designato Yousry Nasrallah, volto noto al pubblico del Festival avendo presentato a Locarno diverse opere tra cui il toccante documentario A propos des garçons, des filles et du voile (1995) e Brooks, Meadows and Lovely Faces lo scorso anno in Concorso internazionale. Assistente di Youssef Chahine, Nasrallah ha esordito nel 1988 con Vols d’été ed è autore di un cinema popolare, carico di sensualità e fortemente politico. Infine la giuria del concorso Pardi di domani vedrà come Presidente Sabine Azéma, amatissima interprete del cinema francese. Due volte César per la miglior interpretazione femminile (Un dimanche à la campagne , 1984, Bertrand Tavernier; Mélo, 1986, Alain Resnais) vera e propria musa di Resnais, con cui ha debuttato nel 1983, Azéma è da sempre protagonista di un cinema di ricerca e scoperta, dunque ha in dote la sensibilità ideale per incontrare e affrontare gli autori del domani.