
Attraverso una pratica fondata sulla messa in scena, la trasformazione e il gioco di ruolo, Cindy Sherman ha influenzato il nostro modo di intendere la costruzione delle identità personali e le finzioni che le sostengono. Le sue fotografie, abitate da una moltitudine di personaggi inventati, mettono in luce i meccanismi attraverso i quali la cultura visiva – e in particolare il cinema, dal noir al neorealismo, fino alla grande Hollywood – costruisce e veicola rappresentazioni femminili stereotipate. Per il poster ufficiale di Locarno79 (5-15 agosto), Cindy Sherman ha reinterpretato il leopardo, simbolo del Festival, tramite la lente del suo inconfondibile linguaggio fondato su trasformazione e messinscena.
Sherman rende così omaggio – “un grande onore”, nelle parole dell’artista – all’immaginario storico della manifestazione: una figura di finzione, ritratta in bianco e nero, è avvolta da un drappo leopardato di un giallo vivido e brillante, evocando al tempo stesso un senso di eleganza e dissimulazione. Maja Hoffmann, Presidente del Locarno Film Festival, ha dichiarato: “Tra le artiste più influenti della nostra generazione, Cindy Sherman ha ridefinito il nostro modo di percepire il mondo grazie a un uso della fotografia che, anziché documentare la realtà, mostra in che modo l’identità è messa in scena, performata e plasmata dalla cultura”.
Giona A. Nazzaro, Direttore artistico: “Esplorando la costruzione dell’identità, Cindy Sherman ha decostruito gli stereotipi. Smascherando la manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa ha inaugurato nuove frontiere per le possibilità performative del sé. L’uso rivoluzionario della propria immagine come luogo di narrazione incarna l’idea dell’identità come unità mobile. Gestendo ogni elemento della sua rappresentazione, evoca la natura del cinema stesso. Nell’epoca del narcisismo digitale globale, il lavoro di Cindy Sherman significa riconquistare il diritto, inalienabile, di raccontare le proprie storie.
In un momento storico nel quale le realtà alternative si sostituiscono alla verità, il corpo torna a essere l’elemento centrale per esigere un nuovo ruolo per le nostre immagini e come decidiamo di metterle in relazione con il mondo. Avvolto in un telo pardato, lo sguardo estatico di Cindy Sherman evoca una tensione di sfida e di bellezza che va al di là dell’immagine, proiettandosi sognante nel mondo”.
(Fonte: newsletter del Festival di Locarno)





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