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C’è un luogo simbolico che ritorna spesso nei film; è quello degli hotel. Gli alberghi, con le loro stanze, i corridoi, gli spazi, gli antri nascosti e i segreti, hanno spesso fatto da sfondo alle storie per il grande schermo. Noir, thriller, commedie sentimentali e film da festival; sono molti i lungometraggi che devono il loro successo agli ambienti degli hotel. E proprio a questi luoghi Cineteca Milano propone la rassegna Check-Out in 8 film che prende il via oggi, sabato 13 giugno, al MIC- Museo Interattivo del Cinema, per concludersi lunedì 29 luglio. Dal thriller psicologico di Psycho (1960) fino alle distopie sentimentali contemporanee di The Lobster (2015), questi film attraversano epoche, generi e stili differenti, mantenendo al centro figure isolate, spaesate o intrappolate in spazi chiusi che diventano metafora di paure, desideri e rapporti di potere.

Con Psycho Alfred Hitchcock rivoluziona il cinema della suspense trasformando un anonimo motel in un luogo dominato dalla follia e dall’ambiguità dell’identità, mentre Stanley Kubrick in Shining (1980) porta all’estremo questa dimensione claustrofobica: l’Overlook Hotel diventa un labirinto mentale dove la violenza familiare e la perdita della ragione emergono progressivamente. L’hotel ritorna anche come spazio simbolico e narrativo in opere molto diverse tra loro. In Four Rooms (1995), una notte di Capodanno trasforma un albergo hollywoodiano in un teatro surreale di comicità grottesca, incontri assurdi e caos postmoderno.

Charlotte Rampling, “Il portiere di notte” (Anonyme. Tournage en Italie, 1973., Public domain, da Wikimedia Commons)

Grand Budapest Hotel (2014) di Wes Anderson rilegge invece l’hotel come luogo della memoria e della nostalgia: una fiaba malinconica sull’Europa perduta, costruita attraverso simmetrie visive, humour sofisticato e personaggi eccentrici. In Lost in Translation (2003), Sofia Coppola ambienta negli hotel e nelle notti di Tokyo l’incontro fragile tra due solitudini incapaci di trovare un vero equilibrio nella propria vita. Altri film affrontano invece il rapporto tra individuo e violenza storica o sociale. Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani mette in scena un legame disturbante tra vittima e carnefice sullo sfondo delle ferite ancora aperte del nazismo, interrogandosi sul desiderio, sulla memoria e sul trauma.

Hotel Rwanda (2004) racconta invece il genocidio ruandese attraverso la storia vera di un uomo comune che tenta di salvare centinaia di persone dalla violenza collettiva, trasformando un hotel in ultimo spazio di resistenza umana. Infine The Lobster di Yorgos Lanthimos utilizza l’assurdo e la distopia per riflettere sulle convenzioni affettive contemporanee: in una società che obbliga gli individui a vivere in coppia, l’amore diventa una regola imposta e disumanizzante.

Pur diversissimi tra loro, questi film condividono uno sguardo profondo sulla solitudine, sull’identità e sui meccanismi — psicologici, sociali o politici — che condizionano le relazioni umane, trasformando spazi apparentemente familiari in luoghi di inquietudine, desiderio e sopravvivenza. (Immagine di copertina generata con AI)

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Sabato 13 giugno, ore 20.00, domenica 12 luglio, ore 17.00: The Lobster (Regia: Yorgos Lanthimos. Sceneggiatura: Yorgos Lanthimos, Efthimis Filippou. Interpreti: Colin Farrell, Rachel Weisz, Léa Seydoux, John C. Reilly, Olivia Colman, Irlanda/Regno Unito/Grecia/Francia/Olanda, 2015, col., 119’).

Domenica 14 giugno, ore 15.00, sabato 11 luglio, ore 17.00: Grand Budapest Hotel (Regia e sceneggiatura: Wes Anderson. Interpreti: Ralph Fiennes, Tony Revolori, Adrien Brody, Willem Dafoe, Saoirse Ronan, Jude Law, USA/Germania, 2014, col., 100’).

Venerdì 19 giugno, ore 20.00, sabato 18 luglio, ore 17.00: Four Rooms (Regia e sceneggiatura: Allison Anders, Alexandre Rockwell, Robert Rodriguez, Quentin Tarantino. Interpreti Tim Roth, Antonio Banderas, Madonna, Jennifer Beals, Quentin Tarantino. USA, 1995, col., 98’).

Domenica 21 giugno, ore 20.00, domenica 26 luglio, ore 17.00: Psycho (Regia: Alfred Hitchcock. Sceneggiatura: Joseph Stefano. Interpreti: Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, USA, 1960, b/n, 109’).

Venerdì 26 giugno, ore 20.00, domenica 19 luglio, ore 19.00: Shining (regia: Stanley Kubrick. Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Diane Johnson. Interpreti: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Regno Unito/USA, 1980, col., 146’).

Domenica 28 giugno, ore 15.00,  venerdì 24 luglio, ore 20.00: Il portiere di notte ( Regia e sceneggiatura: Liliana Cavani. Interpreti: Dirk Bogarde, Charlotte Rampling, Gabriele Ferzetti, Philippe Leroy. Italia, 1974, col., 118’).

Sabato 4 luglio, ore 17.00, sabato 25 luglio ore 20.00: Lost in Translation (Regia e sceneggiatura: Sofia Coppola. Interpreti.: Bill Murray, Scarlett Johansson, Giovanni Ribisi, Anna Faris, USA/Giappone, 2003, col., 102’).

Domenica 5 luglio, ore 19.00, mercoledì 29 luglio, ore 17.00: Hotel Rwanda (Regia: Terry George, Sceneggiatura: Terry George, Keir Pearson. Interpreti: Don Cheadle, Sophie Okonedo, Joaquin Phoenix, Nick Nolte. Regno Unito/Italia/Sudafrica, 2004, col., 121’).

Giorni e orari delle proiezioni in aggiornamento, informazioni su www.cinetecamilano.it

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