Archivi tag: Marco Ferreri

New York, il MoMA dedica una retrospettiva ad Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi (GettyImages/Il Fatto Quotidiano)

La retrospettiva “Ugo Tognazzi: Tragedies of a Ridiculous Man”, organizzata da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero per Istituto Luce Cinecittà, insieme a Josh Siegel, curatore del Department of Film del MoMA, Museum of Modern Art di New York, ripercorrerà, dal 5 al 30 dicembre,  la carriera del grande attore attraverso 25 interpretazioni memorabili (tra le quasi 150 realizzate nel corso della sua vita), dirette da Pupi Avati, Marco Ferreri, Pietro Germi, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Dino Risi, Antonio Pietrangeli, Elio Petri, Ettore Scola, Luigi Zampa. La sera del 5 dicembre, sarà presente la figlia Maria Sole Tognazzi e l’inaugurazione verrà affidata alla proiezione del film Tragedia di un uomo ridicolo, così da ricordare anche Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso 26 novembre e al quale fu dedicata la retrospettiva al MoMA del 2010/2011. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: in proiezione “La lucida follia di Marco Ferreri”

Da oggi, lunedì 27 novembre, e fino al 1° dicembre, sarà proiettato al Cinema Spazio Oberdan di Milano, in anteprima nazionale, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, grazie a Istituto Luce Cinecittà, La lucida follia di Marco Ferreri, documentario realizzato nei vent’anni dalla scomparsa del grande regista (9 maggio 1997), diretto da Anselma Dell’Olio, presentato nella sezione Classici all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La lucida follia di Marco Ferreri è un viaggio nel cosmo unico, insieme sovrannaturale e terragno, dell’autore. Un uomo che abbandona gli studi di veterinaria ma mai gli animali, scegliendo di occuparsi principalmente dell’essere umano nella sua essenzialità corporea e desiderante.
Per avvicinare al mondo frastagliato e organico, per alcuni ostico di Ferreri, il film offre clip dei suoi film spagnoli, italiani e francesi, tra cui El cochecito, La cagna, L’ultima donna, Dillinger è morto, La grande abbuffata, Chiedo Asilo, Ciao maschio, Storia di Piera, La donna scimmia.
Ascoltiamo il controverso regista riflettere sulla nomea di “provocatore” che l’ha sempre seguito, perennemente accompagnato da censure, scandali, contestazioni, accuse velenose. Continua a leggere

Un ricordo di Gastone Moschin

Gastone Moschin

E’ morto ieri, lunedì 4 settembre, a Terni, Gastone Moschin (San Giovanni Lupatoto, 1929), attore teatrale, televisivo e cinematografico, la cui naturalezza nel presentarsi in scena, unita al caratteristico timbro vocale dai toni prevalentemente striduli ma idoneo ad assecondare molteplici gradazioni a seconda dei personaggi interpretati, gli hanno consentito di offrire prove recitative certo memorabili attraversando diversi generi cinematografici, tratteggiate sempre con  acume e senso d’immedesimazione, riuscendo, dote rara, ad offrire rilevanza anche ai ruoli secondari. Mi sovvengono al riguardo il libraio Alfredo in Audace colpo dei soliti ignoti (Nanni Loy, 1959), suo secondo film dopo l’esordio avvenuto tre anni prima con La rivale, per la regia di Anton Giulio Majano, o il pusillanime fascista Passante ne Gli anni ruggenti (Luigi Zampa, 1962), pungente ed amara satira del regime  liberamente ispirata a L’ispettore generale di Nikolaj Gogol’. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “Marcello come here!”

Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni

Dall’1 al 23 dicembre a Milano, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Marcello come here! Omaggio in 16 film a Marcello Mastroianni, una rassegna di sedici interpretazioni scelte nella sterminata filmografia dell’attore che è stato a lungo il volto per antonomasia del cinema italiano nel mondo, e dirette da sedici registi diversi. Dai suoi primi ruoli d’ensemble in Vita da cani (1950) e I soliti ignoti (1958) sotto la direzione di Monicelli, alla sua consacrazione da protagonista, con titoli come Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti, tratto dall’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij e Il bell’Antonio, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati. Attore di formazione teatrale (frequentò la scuola di  Visconti), Mastroianni ha offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di carattterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività. Ha alternato ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, sempre abbracciando un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato. Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine.
Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola). Continua a leggere

Venezia 73: Leone d’Oro a Lav Diaz

Filipino film maker Lav Diaz holds the Golden Lion award for his movie "Ang Babaeng Humayo" (The woman who left) during the awarding ceremony of the 73rd annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 10 September 2016.  ANSA/ETTORE FERRARI

Filipino film maker Lav Diaz holds the Golden Lion award for his movie “Ang Babaeng Humayo” (The woman who left) during the awarding ceremony of the 73rd annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 10 September 2016.
ANSA/ETTORE FERRARI

Al regista filippino Lav Diaz è stato attribuito questa sera, sabato 10 settembre, il Leone d’Oro della 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per il film Ang Babaeng Humayo (The Woman Who Left), secondo il verdetto espresso dalla Giuria presieduta da Sam Mendes e composta da Laurie Anderson, Gemma Arterton, Giancarlo De Cataldo, Nina Hoss, Chiara Mastroianni, Joshua Oppenheimer, Lorenzo Vigas, Zhao Wei.
L’opera vincitrice è liberamente tratta dal racconto breve di Lev Tolstoj Dio vede quasi tutto, ma aspetta (Bog pravdu vidit, da ne skoro skažet, 1872); l’iter narrativo è incentrato sul tormentato percorso di ritorno alla vita messo in atto da una donna dopo aver subito, ingiustamente, una condanna a trent’anni di reclusione. Il Leone d’Argento per la migliore regia ha visto i giurati adoperarsi per un ex aequo tra Amat Escalante (La Region Salvaje) e Andrei Konchalovsky (Paradise), mentre il Gran Premio della Giuria è stato conferito a Tom Ford per Nocturnal Animals, sua seconda realizzazione sette anni dopo l’esordio con A Single Man. In una mostra che ha visto in concorso i generi più disparati, ha trovato la sua affermazione, nonostante i giudizi contrastanti della critica, il western apocalittico con note horror The Bad Batch di Lily Amirpour, vincitore del Premio Speciale della Giuria. Continua a leggere

Milano, “Il cinema della modernità: Michelangelo Antonioni e Marco Ferreri”

Michelangelo Antonioni

Michelangelo Antonioni

Da oggi, giovedì 7, e fino a martedì 26 gennaio, a Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana propone una rassegna che mette a confronto due dei più grandi registi della storia del cinema, non solo italiano, Michelangelo Antonioni e Marco Ferreri, autentici innovatori del linguaggio filmico, punti di riferimento essenziali della modernità cinematografica. Fin dal suo esordio (Cronaca di un amore, 1950), il ferrarese Michelangelo Antonioni ha saputo rinnovare l’estetica neorealista, per poi inserirsi, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, con stile assolutamente personale, nella grande onda di sperimentazione linguistica che vide coinvolte varie cinematografie europee. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “La grande commedia italiana per Expo 2015”

Una%20vita%20difficileHa preso il via ieri, giovedì 30 luglio, a Milano, presso Spazio Oberdan, con la proiezione di Una vita difficile (Dino Risi, 1961), La grande commedia italiana per Expo 2015, rassegna curata da Fondazione Cineteca Italiana, rivolta anche ai visitatori stranieri previsti nel capoluogo lombardo in occasione dell’esposizione mondiale: dieci classici, presentati in versione italiana con sottotitoli in inglese, firmati da grandi registi che hanno saputo raccontare con lucidità e ironia vizi, virtù, contraddizioni e complessità del nostro paese. Un mese di proiezioni per rammentare “come eravamo”, un viaggio all’interno delle mutazioni dei nostri costumi, alla (ri)scoperta di un cinema nostrano particolarmente intuitivo nell’individuare ed adattarsi a determinati mutamenti sociali. La rassegna avrà termine domenica 30 agosto.

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iolaconoscevobene-locaDomenica 2 agosto (ore 17): Divorzio all’italiana (Regia: Pietro Germi. Sceneggiatura: Alfredo Giannetti, Ennio De Concini, P. Germi. Interpreti: Marcello Mastroianni, Daniela Rocca, Stefania Sandrelli, Leopoldo Trieste, Odoardo Spadaro, Lando Buzzanca. Italia, 1961, b/n, 101’, versione italiana sottotitolata in inglese). Giovedì 6 agosto (ore 21.15):
Io la conoscevo bene (Regia: Antonio Pietrangeli. Scneggiatura: A. Pietrangeli, Ettore Scola, R. Maccari. Interpreti: Ugo Tognazzi, Stefania Sandrelli, Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno. Italia/Fr./RFT, 1965, b/n, 109’, versione italiana sottotitolata in inglese). Domenica 9 agosto (ore 17): Il federale (Regia: Luciano Salce. Sceneggiatura: L. Salce, Castellano e Pipolo. Interpreti: Ugo Tognazzi, Gianni Agus, G. Tedeschi. Italia, 1961, b/n, 100’, versione italiana sottotitolata in inglese). Continua a leggere