Archivi tag: Marco Giallini

Domani è un altro giorno

(MyMovies)

Roma, oggi. Giuliano (Marco Giallini), noto attore teatrale, estroverso ed aperto alla vita, divorziato e con un figlio studente universitario a Barcellona, vive solo, insieme all’amato cane Pato.
Le sue condizioni di salute non sono delle migliori, il cancro ai polmoni  che lo ha colpito circa un anno addietro non intende regredire, anzi sta per estendersi a tutto il corpo, tanto che il nostro ha ormai preso la decisione di interrompere qualsiasi trattamento ed attendere così il giorno della dipartita. Nulla sembra potergli far cambiare idea, neanche la contrarietà espressa dalla sorella Paola (Anna Ferzetti) o la presenza dell’amico di lunga data Tommaso (Valerio Mastandrea), giunto dal Canada, vincendo la paura dell’aereo, dove vive con la sua famiglia ed insegna robotica all’università; soggiornerà nella Capitale per quattro giorni, tempo bastevole per ritrovare l’intesa di un tempo, quella complicità, anche silente, propria di due caratteri del tutto diversi, Tommaso è piuttosto introverso e alquanto laconico, la capacità  di ridere l’uno dell’altro nel rammentare le loro esperienze passate, provando ad allontanare la tristezza incombente sforzandosi di vivere al meglio il presente, in nome di una fraterna amicizia indelebile a fronte di qualsivoglia avversità, che sarà sublimata da Giuliano in un atto finale da attore consumato … Continua a leggere

Io sono Tempesta

(Movieplayer)

Roma, tempi nostri. Numa Tempesta (Marco Giallini), facoltoso imprenditore (gestisce un fondo di un miliardo e mezzo di euro), vive in un lussuoso albergo, che ha comperato in attesa di poterlo rivendere. Salutista, di bell’aspetto e dotato di un naturale carisma, il nostro conduce una vita solitaria, a parte i rapporti di lavoro ed il momentaneo “conforto” offerto da tre “radiose” escort, studentesse in Psicologia, per quanto, manifestando una certa anaffettività, appaia piuttosto distaccato nel relazionarsi col prossimo.
Certo, vi è sempre il denaro a svolgere il compito di opportuno mediatore e congruo placebo per ogni malanno, ma i fantasmi di un recente passato, i rimproveri paterni in particolare, sono pronti a riapparire ogni notte, impedendogli di dormire. Tempesta intende dare vita ad un grande progetto, trasformare una zona brulla del Kazakistan in un centro residenziale, è riuscito a convincere gli investitori, però i suoi legali lo informano di come una condanna inflittagli qualche anno addietro sia ora divenuta esecutiva: unica alternativa alla galera, trascorrere un anno all’interno di un centro d’accoglienza, prestando opera d’assistenza e conforto ai bisognosi. Con i consueti modi affabili e compiacenti, l’uomo d’affari cercherà d’ingraziarsi la direttrice del centro, Angela (Eleonora Danco), ma quest’ultima, fervente cattolica ed attivista di ferro, ha dedicato dieci anni della sua vita all’attività di volontariato, gli darà parecchio filo da torcere. Continua a leggere

The Place

(Movieplayer)

The Place, un bistrot all’incrocio fra due strade, in una qualsiasi città, forse Roma. All’interno, ultimo tavolo in fondo, vi è seduto un uomo (Valerio Mastandrea) dall’aria al contempo mesta e misteriosa, fare laconico ma indagatore ed uno sguardo che, a parte una certa stanchezza, lascia trasparire ben poco delle proprie emozioni. Ha con sé una grande agenda di pelle nera, sulle cui pagine annota appunti e considerazioni sui desideri espressi dalle tante persone che si siedono mano a mano di fronte a lui: Ettore (Marco Giallini), poliziotto alla ricerca del denaro sottratto in seguito ad una rapina, Chiara (Alba Rohrwacher), suora in profonda crisi spirituale, che vorrebbe ritrovare quel Dio che l’ha confortata fin da bambina, il meccanico Odoacre (Rocco Papaleo), la cui unica aspirazione sembra essere quella di trascorrere una notte con una ragazza-calendario, Gigi (Vinicio Marchioni), preoccupato per il tumore incipiente del proprio bambino, Marcella (Giulia Lazzarini), anziana donna tormentata per l’avanzare inesorabile dell’Alzheimer nei riguardi di suo marito, Martina (Silvia D’Amico), che vorrebbe essere più bella, e il suo fidanzato Alex (Silvio Muccino), il quale non desidera altro che suo padre lo lasci in pace e non lo cerchi più, Fulvio (Alessandro Borghi), non vedente, pronto a far di tutto pur di riacquistare l’uso della vista, ed infine Azzurra (Vittoria Puccini), alle prese con problematiche coniugali. Continua a leggere

“Circeo Film Arte Cultura”

Avrà luogo a San Felice Circeo (Latina) dal 23 al 26 agosto  il Circeo Film Arte Cultura, kermesse culturale promossa dal Comune di San Felice Circeo, in due location prestigiose e suggestive, Piazza Luigi Lanzuisi e, per gli eventi speciali, Vigna la Corte. La rassegna – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Four Events, il coordinamento artistico di Francesca Piggianelli e la direzione artistica del regista Paolo Genovese. Conduttrici della rassegna Tosca D’Aquino, Matilde Brandi e Flora Canto.
Tra gli artisti attesi (rappresentanti del mondo del cinema, della cultura, dello sport, della musica e della moda), oltre al regista e “padrone di casa” Paolo Genovese, Ambra Angiolini, Enrico Brignano, Alessio Boni, Maria Grazia Cucinotta, Marco Giallini, Marco Belardi, Anna Foglietta, Ricky Memphis, Francesco Apolloni, Roberto Capucci, Ninni Bruschetta, Primo Reggiani, Francesco Montanari, Lillo Petrolo, Enrique del Pozo e tanti altri. Continua a leggere

Beata ignoranza

locandina-1_jpg_1400x0_q85Roma, oggi. Ernesto (Marco Giallini) insegna letteratura italiana in un liceo della Capitale. E’ un professore piuttosto austero e riservato, refrattario a qualsiasi contatto con il web: non possiede un computer e il suo telefono non è propriamente di ultima generazione. Tutto il contrario del nuovo assunto, il gioviale collega Filippo (Alessandro Gassmann), perennemente connesso e creatore di una particolare app che facilita non poco le varie operazioni di calcolo proposte ai suoi studenti.
L’antipatia fra i due è evidente fin da subito, anche perché un tempo sono stati amici, separati per sempre quando, una volta adulti, si innamorarono della stessa donna, Marianna (Carolina Crescentini).
Una profonda acredine mai del tutto sopita ed ora pronta a venir fuori con una certa irruenza considerando che le loro diverse visioni esistenziali faticano non poco a trovare un punto d’incontro all’interno della struttura liceale, con il dirigente scolastico ormai prossimo ad avviare l’informatizzazione dell’istituto.
E poi ecco il passato che ritorna nelle vesti della giovane Nina (Teresa Romagnoli), che conosce bene gli acerrimi duellanti ed ora avrebbe intenzione di girare un documentario sulle loro gesta, offrendo visualizzazione ad una plateale scommessa esternata da Filippo ed Ernesto, ovvero il primo dovrà dimostrare di poter vivere anche senza alcun contatto con internet, mentre il secondo, viceversa, si impegnerà ad avviare e mantenere una drastica trasformazione socialContinua a leggere

Dei pregi di “Rocco Schiavone” e dell’insipienza di un’inopportuna ingerenza politica

rocco-schiavone-castNon ho (ancora) letto i libri scritti da Antonio Manzini (sei in tutto, editi da Sellerio) incentrati sulla complessa ma intrigante figura del vicequestore Rocco Schiavone, quindi non mi cimenterò nel consueto gioco, a volte culturalmente stimolante, di quanto possa ritenersi fedele l’adattamento, televisivo in tal caso, messo in atto nella trasposizione del testo d’origine, ma dopo aver visto i tre episodi della serie (Pista nera, La costola d’Adamo, Castore e Polluce, su Rai 2) posso scrivere con ferma convinzione che ci troviamo di fronte (finalmente, anche se qualche concreta eccezione in questi ultimi anni non è mancata) ad una realizzazione di ampio respiro, idonea a travalicare gli italici confini in virtù di tutta una serie di fattori felicemente congiunti fra di loro. In primo luogo vi è un lavoro di sceneggiatura piuttosto solido, la regia di Michele Soavi è particolarmente attenta, sensibile, nell’offrire risalto tanto all’ambientazione quanto ai personaggi, la fotografia gioca su una luce livida e pesta, consona a rendere una particolare simbiosi, da buon noir, sia con la cittadina di Aosta che con la faccia stropicciata e sofferta del protagonista, un ottimo Marco Giallini ad interpretare il funzionario di Polizia trasferito da Roma in Piemonte per “motivi politici”. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2016: è Pazza gioia

show_imgA due anni dai premi per Il capitale umano è ancora una volta Paolo Virzì con La pazza gioia il regista del miglior film ai Nastri d’Argento, che premiano anche le sue attrici, Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, la sceneggiatura scritta dal regista con Francesca Archibugi e i costumi di Catia Dottori.
Come già scritto nei giorni scorsi, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese è la commedia dell’anno, mentre Lo chiamavano Jeeg Robot ottiene il Nastro come miglior esordio e per il miglior attore non protagonista, Luca Marinelli.
Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese vince anche per la canzone, interpretata da Fiorella Mannoia (ne è autrice con Bungaro e Cesare Chiodo) e vede premiati i sette protagonisti del film, con il Nastro collettivo per il cast che va ad Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Marco Giallini, Valerio Mastandrea. Non essere cattivo è il film dell’anno votato dal Direttivo, ma un bel sorpasso, ai voti, l’ha fatto Veloce come il vento, con Stefano Accorsi Nastro per il miglior protagonista e Matilda De Angelis, Premio Guglielmo Biraghi (che si aggiunge ai ragazzi di Un bacio di Ivan Cotroneo e a Moisè Curia, premiato con Nuovo Imaie) e Nastro per il montaggio a Gianni Vezzosi. Continua a leggere