Archivi tag: Roberto Benigni

Un ricordo di Carlo Giuffrè

Carlo Giuffrè (apriteilsipario.it)

Ci lascia Carlo Giuffrè (Napoli, 1928), morto oggi, giovedì 1 novembre, a Roma, attore prevalentemente teatrale ma che nel corso della sua carriera è stato particolarmente attivo anche nell’ambito cinematografico, così come in quello televisivo.
Una volta diplomatosi all’Accademia d’Arte Drammatica, Carlo iniziò a lavorare a partire dal 1947 con il fratello minore Aldo, scomparso nel 2010, insieme al quale debuttò dopo qualche anno nella compagnia di Eduardo De Filippo, affinando definitivamente uno stile recitativo che riusciva a spaziare con una certa naturalezza da un’ironia tenue e sorniona ad un intenso sentore malinconico, idoneo quest’ultimo a rendere una forte drammaticità; il repertorio eduardiano  sarà ripreso dai due fratelli in una fase avanzata della loro carriera, quando Carlo si cimentò anche come regista (Le voci di dentro, Napoli milionaria!, Non ti pago, Natale in casa Cupiello), mentre nel 1963 fece parte della Compagnia dei giovani (Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Romolo Valli ed Elsa Albani) per otto stagioni consecutive, recitando in opere quali, fra le altre, Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, Tre sorelle di Cechov, Egmont di Goethe. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: in proiezione “La lucida follia di Marco Ferreri”

Da oggi, lunedì 27 novembre, e fino al 1° dicembre, sarà proiettato al Cinema Spazio Oberdan di Milano, in anteprima nazionale, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, grazie a Istituto Luce Cinecittà, La lucida follia di Marco Ferreri, documentario realizzato nei vent’anni dalla scomparsa del grande regista (9 maggio 1997), diretto da Anselma Dell’Olio, presentato nella sezione Classici all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La lucida follia di Marco Ferreri è un viaggio nel cosmo unico, insieme sovrannaturale e terragno, dell’autore. Un uomo che abbandona gli studi di veterinaria ma mai gli animali, scegliendo di occuparsi principalmente dell’essere umano nella sua essenzialità corporea e desiderante.
Per avvicinare al mondo frastagliato e organico, per alcuni ostico di Ferreri, il film offre clip dei suoi film spagnoli, italiani e francesi, tra cui El cochecito, La cagna, L’ultima donna, Dillinger è morto, La grande abbuffata, Chiedo Asilo, Ciao maschio, Storia di Piera, La donna scimmia.
Ascoltiamo il controverso regista riflettere sulla nomea di “provocatore” che l’ha sempre seguito, perennemente accompagnato da censure, scandali, contestazioni, accuse velenose. Continua a leggere

David di Donatello 2017, “La pazza gioia” del cinema italiano

Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti

Si è svolta questa sera, lunedì 27 marzo, negli Studi De Paolis di Roma, la cerimonia di premiazione della 61ma edizione dei David Di Donatello, condotta da Alessandro Cattelan con la consueta verve ed una certa spigliatezza, anche se poco ha potuto per un andamento complessivo che è parso alla lunga piuttosto statico e farraginoso, pur con qualche momento felice (l’esibizione di Manuel Agnelli, Across The Universe, in omaggio agli esponenti del mondo dello spettacolo scomparsi nel 2016 e in questi primi mesi del 2017; il ringraziamento di Roberto Benigni, insignito del David alla carriera, alla moglie Nicoletta Braschi).  Indivisibili di Edoardo De Angelis, una coraggiosa proposta idonea a far riflettere sul nostro decadimento morale e materiale, “il film che non si doveva produrre”,  e Veloce come il vento di Matteo Rovere, espressione di una ritrovata voglia di “fare cinema” in virtù dell’inventiva espressa dai suoi autori, nell’intuizione di portare sullo schermo opere originali diversificate nello stile ed idonee ad essere apprezzate oltre confine, ottengono sei David a testa, mentre La pazza gioia di Paolo Virzì, premiato fra l’altro come Miglior Film e per la Miglior Attrice Protagonista, Valeria Bruni Tedeschi (autrice di un discorso di ringraziamento da antologia, ilare, giocoso, autoironico), ottiene cinque statuette, dando così ulteriore conferma autoriale alla prosecuzione della commedia all’italiana propriamente detta nella sua abile composizione di dramma ed ironia, senso del grottesco  e lucida analisi di costume. Di seguito, tutti i riconoscimenti assegnati. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: Fondazione Cineteca Italiana omaggia Jim Jarmush

Jim Jarmusch (Wikipedia)

Jim Jarmusch (Wikipedia)

Da oggi, sabato 11, e fino a martedì 21 febbraio, a Milano, allo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenterà un omaggio a Jim Jarmusch, offrendo così risalto ad un autore capace di delineare tramite le sue opere una visione critica, non disgiunta da toni ironici e stranianti, della mitologia on the road e del rapporto fra l’uomo e il paesaggio americano, quest’ultimo spesso crocevia di una varia e spaesata umanità, simbolo quindi dell’incontro fra le più diverse culture.
Nato nel 1953 in Ohio, cresciuto nella cultura underground newyorchese degli anni Settanta, ammaliato ed ispirato in egual misura sia da quanto offriva la scena musicale del periodo che dalla precedente frequentazione a Parigi della Cinémathèque française diretta all’epoca da Henri Langlois, Jarmusch concretizzò la sua voglia di “fare film” presso la scuola di cinema della New York University, dove divenne assistente del regista Nicholas Ray.
L’esordio avvenne nel 1980, con la distribuzione nel circuito d’essai internazionale del suo saggio di regia (in 16mm) Permanent Vacation, col quale si diplomò alla suddetta scuola di cinema: sullo sfondo di una New York quasi aliena Jarmush mise in scena la storia di un uomo, il giovane Aloysius (Chris Parker), che vive a tempo perso tra donne, letteratura e piccoli furti, finché proverà a raggiungere l’ultimo barlume di felicità fuggendo a Parigi. Continua a leggere

Roma 2016: è qui la Festa

a3E’ stata presentata oggi, venerdì 30 settembre, l’XI Edizione della Festa del Cinema di Roma (13-23 ottobre), che nelle intenzioni del direttore artistico Antonio Monda intende perseguire non solo l’obiettivo di tenere fede al ritorno, delineato già lo scorso anno, all’originaria denominazione della kermesse capitolina, indicando così un suggestivo momento aggregativo e di celebrazione del cinema quale strumento di condivisione popolare (niente concorso, giurie o cerimonie di aperture e chiusura, unico premio sarà ancora una volta quello del pubblico), ma anche un dialogo con le altre forme di espressione, come la musica. Quest’ ultima sarà protagonista, a partire dal manifesto, volto a celebrare la leggerezza, la forza e la fantasia dell’artista americano Gene Kelly a vent’anni dalla sua scomparsa, grazie all’immagine scelta, concessa in utilizzo dal Gene Kelly Image Trust e da Time Inc., uno scatto del fotografo di Life magazine J. R. Eyerman, che cattura un istante magico sul set di Singin’ in the Rain (1952, Stanley Donen). Previsti poi, restando nell’ambito musicale, ospiti speciali come Jovanotti, Michael Bublé, Elio e le Storie Tese. Continua a leggere

Roma: un Festival dedicato a Giuseppe Bertolucci

xcL’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, insieme All’ATCL –Associazione Teatrale fra i Comuni Del Lazio, in collaborazione con Teatro di Roma e la Casa del Cinema, presentano la prima edizione del Festival Giuseppe Bertolucci – il suo cinema, il suo teatro, la sua televisione, un progetto nato dalla volontà di rendere omaggio alla sua opera, a quasi tre anni dalla  scomparsa, ricordandone il prezioso contributo al teatro, al cinema e alla televisione del nostro paese. La serata inaugurale avrà luogo lunedì 18 maggio, alle ore 20.00, presso il Teatro Argentina di Roma: dopo l’introduzione a cura di Lidia Ravera, assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, vi sarà il concerto Aspettava nel sole (Giovanna Marini e Coro Arcanto), cui seguirà un intervento di Roberto Benigni a commentare la proiezione del film Berlinguer ti voglio bene, che nel 1977 vide il debutto sul grande schermo dell’artista toscano. Continua a leggere

Non ci resta che piangere (1984)

1Tornerà nelle sale dal 2 al 4 marzo in versione restaurata e rimasterizzata, grazie all’apporto di Mediaset, Melampo, Film&Video e Lucky Red, Non ci resta che piangere, vero e proprio film di culto nell’ambito della cinematografia di casa nostra, almeno ad avviso di chi scrive, una di quelle pellicole capaci di sfidare il tempo, mantenendo salda l’invidiabile capacità di permearsi nell’immaginario collettivo, fra battute e situazioni difficili da dimenticare, con le prime ormai entrate a far parte del lessico comune, spesso in guisa di ironico contrappunto. Il compianto Massimo Troisi e il folletto Roberto Benigni, autori di regia, soggetto e sceneggiatura (quest’ultima ha visto anche la collaborazione di Giuseppe Bertolucci), oltre che principali interpreti, diedero vita, ben 30 anni addietro (l’uscita nelle sale ebbe luogo il 21 dicembre 1984), ad una realizzazione sinceramente divertita e divertente, allegra, spensierata, genuinamente folle, mai volgare, libera da schemi o sovrastrutture, da valutare, oggi come ieri, mettendo da parte qualsivoglia disquisizione squisitamente cinematografica. Continua a leggere