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Un ricordo di Gastone Moschin

Gastone Moschin

E’ morto ieri, lunedì 4 settembre, a Terni, Gastone Moschin (San Giovanni Lupatoto, 1929), attore teatrale, televisivo e cinematografico, la cui naturalezza nel presentarsi in scena, unita al caratteristico timbro vocale dai toni prevalentemente striduli ma idoneo ad assecondare molteplici gradazioni a seconda dei personaggi interpretati, gli hanno consentito di offrire prove recitative certo memorabili attraversando diversi generi cinematografici, tratteggiate sempre con  acume e senso d’immedesimazione, riuscendo, dote rara, ad offrire rilevanza anche ai ruoli secondari. Mi sovvengono al riguardo il libraio Alfredo in Audace colpo dei soliti ignoti (Nanni Loy, 1959), suo secondo film dopo l’esordio avvenuto tre anni prima con La rivale, per la regia di Anton Giulio Majano, o il pusillanime fascista Passante ne Gli anni ruggenti (Luigi Zampa, 1962), pungente ed amara satira del regime  liberamente ispirata a L’ispettore generale di Nikolaj Gogol’. Continua a leggere

Rossana Podestà (1934-2013)

Rossana Podestà

Rossana Podestà

E’ morta oggi, martedì 10 dicembre, a Roma, l’attrice Rossana Podestà (all’anagrafe Carla Dora Podestà, Tripoli, 1934).
Splendido viso, una sensualità non “urlata”, forte di un notevole fascino unito ad una particolare eleganza, dopo gli esordi come ragazza copertina, la Podestà a soli 16 anni venne scoperta dal regista Léonide Moguy, il quale la volle nel cast del film Domani è un altro giorno, dando vita così ad una carriera che fu particolarmente attiva fra gli anni Cinquanta e Settanta, accompagnando diverse fasi del cinema italiano e la sua capacità, propria del periodo, di spaziare tra i vari generi: dai prodromi della commedia all’italiana (Guardie e ladri, ’51, Steno e Mario Monicelli, in cui interpretava la figlia del Brigadiere Bottoni, Aldo Fabrizi) per arrivare alla sua declinazione sexy (spesso a fianco di Lando Buzzanca, Homo Eroticus, ’71, Marco Vicario; Il gatto mammone, Nando Cicero, ’75), passando per il peplum, il filone storico-mitologico nel quale però riuscì ad imporsi anche al di là degli italici “sandaloni”.

Sette_Uomini_DoroIl ruolo che ne confermò la notorietà internazionale fu infatti quello della protagonista in Elena di Troia (Helen of Troy, Robert Wise, ’56, girato a Cinecittà e in varie zone del Lazio), dopo aver preso parte a La rete (’53, Emilio Fernandez) ed essere stata Nausicaa in Ulisse (’54, Mario Camerini).
A svincolarla dai ruoli in costume (da ricordare, fra i tanti titoli, anche Sodoma e Gomorra, ’61, Robert Aldrich) fu il marito Aldo Vicario, che dopo il non felice risultato conseguito con Le ore nude, ’64, tratto dal racconto Appuntamento al mare di Alberto Moravia, centrò il bersaglio l’anno successivo, girando Sette uomini d’oro, particolare mix fra commedia e giallo, grande successo di pubblico che diede vita immediatamente ad un seguito, Il grande colpo dei sette uomini d’oro, pellicole dove la Podestà risaltava nel ruolo della femme fatale Giorgia, offrendo una delle sue migliori interpretazioni, fra fascino ed ironia.
Dopo aver divorziato da Vicario, l’attrice, intorno alla metà degli anni ’80, si ritirò dalla scena cinematografica: la sua ultima apparizione risale al 1985, in Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci.