Archivi tag: Studio Ghibli

Una tomba per le lucciole (Hotaru no haka, 1988)

“La sera del 21 settembre 1945 io morii …”  Lo spettro di Seita ricorda il proprio decesso, appoggiato ad un muro all’interno della stazione di Sannomiya, ragazzo di 14 anni che insieme ad altri giovani abbandonava l’esistenza terrena consunto dagli stenti e circondato dall’indifferenza generale di quanti si trovavano a passare, preoccupati più che altro dello spettacolo indecoroso che si offriva agli americani, ormai prossimi ad arrivare. Un nome appena sussurrato, poco prima di lasciarsi andare, l’ultimo respiro… “Setsuko”…  Così si chiamava la sua sorellina, 4 anni, la cui anima circondata dalle lucciole è ora accanto all’amato fratello, richiamata in terra dal lancio di una scatola di caramelle che Seita teneva con sé, gettata via da un inserviente. Insieme ripercorrono le strade che avevano attraversato in vita, rivivendo la loro storia, iniziata a Kobe il 5 giugno 1945, quando la furia dei B-29 americani si abbatté sulla città, seminando terrore e morte con il lancio di bombe al napalm. Continua a leggere

La tartaruga rossa (La tortue rouge, 2016)

Impetuoso è il mare in tempesta, le alte onde si susseguono incessantemente l’una all’altra, sballottando fra i flutti un uomo, probabilmente sopravvissuto al naufragio di una nave. Stordito e stremato, si risveglia su un’isola dove, a parte granchi, insetti, uccelli, ed una fitta boscaglia di bambù, non vi è traccia di altri esseri viventi. Si guarda intorno spaesato, inizia ad esplorare i dintorni, finendo col precipitare in un profondo anfratto dal quale riuscirà, con qualche difficoltà, a venir fuori. Il nostro sembra adattarsi all’inedita situazione in cui è venuto a trovarsi, ma il suo desiderio più grande, ricorrente anche nei sogni in cui, tra l’altro, visualizza ricordi del passato o comunque aneliti di un ritorno alla vita di sempre, è quello di abbandonare un posto per lui inospitale e fare ritorno a casa, magari adoperandosi nel costruire una zattera. Una volta realizzata la provvisoria imbarcazione, la fuga in mare aperto verrà più volte ostacolata da un “qualcosa” di misterioso, agente dalle profondità marine, che infine andrà a palesarsi come una grande tartaruga rossa. Dopo l’ultimo tentativo, ritornato sulla terraferma, amareggiato e contrariato, l’uomo avrà modo di vendicarsi una volta che la tartaruga si avvicinerà alla riva, ribaltandola sul dorso e lasciandola così morire; da questo atto violento, i cui rimorsi non tarderanno a farsi sentire, nascerà però qualcosa di bello ed inaspettato:la Natura può essere più benevola di quanto l’uomo manifesti nei suoi confronti… Continua a leggere

Milano, MIC – Museo Interattivo del Cinema: “Omaggio allo Studio Ghibli”

hklDa oggi, venerdì 23, e fino al 30 ottobre, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenterà Omaggio allo Studio Ghibli, una rassegna cinematografica dedicata al laboratorio di animazione fondato nel 1985 da Hayao Miyazaki, insieme al suo collega e mentore Isao Takahata.
Lo Studio Ghibli si è affermato internazionalmente grazie a capolavori del cinema d’animazione quali Laputa – Castello nel cielo, Si alza il vento, La storia della principessa splendente, previsti in rassegna, così come La collina dei papaveri, secondo film di Goro Miyazaki, una storia sull’amore inteso come dedizione e I sospiri del mio cuore, diretto da Yoshifumi Kondo e scritto dal maestro Miyazaki, una storia magica dove la piccola Shizuku, divisa tra passione per la scrittura e senso del dovere, scopre l’amore.
In calendario anche Il regno dei sogni e della follia, documentario che offre per la prima volta l’opportunità di compiere un viaggio affascinante ed indimenticabile all’interno di uno dei laboratori di animazione più amati al mondo. Continua a leggere

“Napoli Comicon” XVII Edizione

images22AGH0FUE’ stata presentata lunedì 27 aprile, presso la sede del Comune di Napoli, dal direttore Claudio Curcio, alla presenza del sindaco Luigi De Magistris e di Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare, la XVII Edizione di Napoli Comicon che avrà luogo nel capoluogo campano da oggi, giovedì 30 aprile, fino a domenica 3 maggio. Tutta la sezione della Mostra Mercato, le Mostre, gli incontri con gli autori ospiti, insieme agli appuntamenti principali del Festival, i tornei di giochi e videogiochi e le proiezioni, avranno luogo negli spazi della Mostra d’Oltremare, mentre le altre attività culturali saranno diffuse nelle sedi istituzionali e culturali della Città di Napoli, racchiuse nel cartellone del Comic(on)OFF. Quattro giornate ricche d’appuntamenti per tutti gli appassionati del mondo dei balloons e della cultura pop, i quali potranno fruire di importanti novità, tanto sul piano culturale quanto su quello logistico-organizzativo. Riguardo quest’ultimo punto, si è previsto un aumento del numero dei padiglioni e un maggiore spazio esterno, fino ad arrivare al Laghetto di Fasilides, dove saranno incentrate le attività di gioco di ruolo dal vivo, limitando i biglietti in vendita per agevolare la capienza e la fruizione della manifestazione. Venendo all’ambito culturale, Comicon, sulla base del focus annuale, Fumetto & Stampa, lancia un nuovo triennio tematico ponendo il Fumetto in relazione ai Media: dalla nascita della Nona Arte, da subito presente su giornali, quotidiani e settimanali, si passerà attraverso la grande stagione internazionale (e italiana) delle riviste, fino ad arrivare all’attuale graphic journalism, con il linguaggio del fumetto che diviene anche racconto di realtà attraverso le immagini. Continua a leggere

Gladiatori di Roma (3D)

gladiatori-di-roma-3d-L-Ninu8gIginio Straffi, fondatore della casa di produzione Rainbow, dopo i trascorsi come disegnatore di fumetti e creatore della fortunata serie televisiva Winx Club, da cui sono scaturiti due film per il grande schermo (Winx Club – Il segreto del regno perduto, 2007; Winx Club 3D – Magica avventura, 2010), con la regia di Gladiatori di Roma, realizzato in stereoscopia, cerca il suo posto al sole nel settore delle pellicole d’animazione.
Un terreno quest’ultimo ancora piuttosto fertile, per quanto dominato da majors quali Disney –Pixar, Dreamworks, Blue Sky Studios, senza dimenticare l’autorialità di Hayao Miyazaki (Studio Ghibli), più tanti validi outsider, dove non farebbe fatica ad attecchire una sorta di via “alternativa”, dotata di una propria autonomia, stilistica e di contenuti.

Cassio e Timo

Cassio e Timo

Confesso d’essermi accostato alla visione leggermente prevenuto, ma con altrettanta sincerità devo ammettere che il divertimento, nel complesso, non è mancato, trovandomi in definitiva di fronte ad un peplum allegro e scanzonato, con qualche eco da kolossal made in Hollywood recente o d’antan (Il gladiatore, 2000, Ridley Scott; Ben Hur,’59, William Wyler), che avrebbe certo meritato un’ulteriore scatto per differenziarsi, nei toni e nelle caratteristiche generali, da altre produzioni, americane e non. Ecco serviti, infatti, ammiccamenti meta cinematografici, tra citazioni e anacronismi in salsa Shrek, una spolverata di “coriandolo Miyazaki” e “prezzemolo Disney” per la caratterizzazione dei personaggi secondari (la maga Circe, i quattro baby gladiatori), con un contorno di animali vari a prendere parte attiva, ma non così tanto da potersi affrancare dal ruolo di macchiette.

 Lucilla e Timo

Lucilla e Timo

La sceneggiatura (Straffi, con la collaborazione di Michael J. Wilson) appare strutturata come il classico racconto di formazione, con più di un deja vu lungo il percorso: il piccolo Timo, sopravvissuto, grazie al sacrificio della madre, all’eruzione di Pompei, è cresciuto dal generale romano Chirone, già padre di Lucilla, come un figlio, nella speranza che un giorno possa occupare un posto di rilievo nella sua prestigiosa accademia di gladiatori.
Ma così non sarà, perché Timo, una volta che Lucilla partirà per la Grecia (viaggio-studio), diverrà un inetto mollaccione e solo il ritorno della fanciulla sembrerà scuoterlo dal suo torpore. Peccato sia promessa sposa del campione Cassio, nipote del’imperatore Domiziano … Come fare? Se il ricorso alla magia-doping si rivelerà un arma a doppio taglio, risolutivo sarà l’ intervento della dea Diana, novella personal trainer, che gli farà comprendere l’importanza di parole come dedizione, sacrificio e buona volontà …

Diana e Timo

Diana e Timo

Ho trovato piuttosto straniante il disegno “pupazzoso” dei personaggi, in particolare se confrontato con la morbidezza levigata degli sfondi, dove un’accurata ricostruzione della Roma imperiale, Colosseo compreso (oggetto delle battute più riuscite, con riferimento all’attualità: non solo è sempre in costruzione, ma rovinerà al suolo il giorno dell’inaugurazione), riesce, finalmente, a far sì che il 3d acquisti una certa valenza, per quanto non del tutto compiuta. Bella l’idea, non nuova, che la definitiva scoperta di sé da parte di Timo, avvenga sotto la spinta, diversa nelle modalità ma eguale negli intenti, delle due protagoniste femminili, Lucilla (il cui percorso d’autodeterminazione avrebbe meritato maggiore risalto), e Diana, il suo contraltare guerriero (che invece risulta più delineata ed incisiva).

gladiatori-di-roma-3d-L-RDYF_6Il ritmo mi è parso piuttosto altalenante, ravvivato nelle scene all’interno del Colosseo, tra combattimenti corpo a corpo e corsa di bighe: qui Gladiatori di Roma si fa forte di una maggiore e concreta personalità, quella su cui Straffi dovrà fare leva nella prossima realizzazione, con l’augurio possa costituire un definitivo suggello per il futuro dell’animazione italiana e non più l’ennesimo tentativo riuscito in parte. Un breve inciso in finale sul doppiaggio, relativamente ai personaggi principali: se la voce di Timo offerta da Luca Argentero appare nel complesso consona, quella di Lucilla, Laura Chiatti, avrebbe meritato una caratterizzazione più definita, mentre Diana doppiata da Belén Rodriguez crea un curioso effetto surreale.