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Un ricordo di Albert Finney

Albert Finney (Iconic Images)

Ci lascia l’attore inglese, teatrale, cinematografico e televisivo, Albert Finney (Salford, Lancashire, 1936), morto oggi, venerdì 8 febbraio, a Londra. Rilevante presenza scenica, fascino, ironia, duttilità, sono tutte doti che gli hanno consentito di spaziare in ruoli sempre diversi, connotando con una certa vitalità, propria dei personaggi rappresentati, cui non erano comunque estranee determinate problematiche esistenziali e sociali, le opere proprie del cosiddetto Free Cinema britannico, movimento cinematografico che dalla metà degli anni Cinquanta fino a buona parte dei Sessanta rappresentò una sorta di Nouvelle Vague in terra d’Albione, sostenendo la necessità di una cinematografia che fosse attenta alle inedite realtà proprie del periodo, smarcandosi quindi, in nome del realismo, dal conformismo “classico” della messa in scena. Infatti Finney, subito dopo essersi diplomato nel 1955  alla Royal Academy of Dramatic Art, intraprese l’attività teatrale per debuttare poi sul grande schermo nel 1960 (The Entertainer, Tony Richardson), dove ebbe un ruolo secondario, affermandosi nello stesso anno come protagonista in Saturday Night and Sunday Morning, per la regia di Karel Reisz, fra i titoli che diedero vita al suddetto movimento rinnovatore. Continua a leggere

Peter Yates, autorialità e intrattenimento

Peter Yates

Peter Yates

Il regista britannico Peter Yates è morto domenica 9 gennaio a Londra all’età di 81 anni, dopo una lunga malattia, anche se la famiglia ne ha diffuso la notizia solo ieri.
Attore di teatro sin da piccolo, si diploma presso la Royal Academy of Dramatic Art e per alcuni anni si alterna come interprete, regista e direttore di scena nell’ambito di varie compagnie teatrali inglesi.

Debutta al cinema nel 1958, come assistente alla regia ne La Locanda della Sesta Felicità, di Mark Robson, con Ingrid Bergman protagonista; dopo essere stato aiuto regista di Tony Richardson in Figli e amanti (1960), dirige nel 1962 il suo primo film, il musical Vacanze d’estate, conoscendo man mano il successo in virtù di film d’azione quali La rapina del treno postale (1967) e, soprattutto, Bullitt (1968), suo primo film americano e anche primo inseguimento automobilistico del cinema moderno, con Steve McQueen a bordo di una Ford Mustang che serpeggia abilmente attraverso le strade di San Francisco, Oscar al miglior montaggio, opera di Frank P. Keller.

Nel corso della sua carriera Yates ha diretto film di ogni genere, dal thriller alla commedia e al fantasy, restando sempre in una sorta di aurea sospensione tra autorialità e intrattenimento, sia come sceneggiatore che come regista.Tra i suoi film si ricordano: John e Mary (1969, con Dustin Hoffman e Mia Farrow), La pietra che scotta (1972, con Robert Redford), All American Boys (Breaking Away, 1979, con Dennis Christopher e Dennis Quaid) Krull (1983), Suspect:Presunto colpevole (1987), Un uomo innocente (1989). Due candidature agli Oscar: il citato Breaking Away, che ottenne quello per la miglior sceneggiatura originale (Steve Tesich) e Il servo di scena (1983), probabilmente il suo capolavoro, adattamento della pièce teatrale di Ronald Harwood, presentato anche al 34esimo Festival di Berlino dove il protagonista Albert Finney conseguì l’Orso d’argento per la migliore interpretazione.