Archivi tag: Totò

Napoli, “Un Totò al giorno…”

(Mondadori)

Da novembre 2018 a giugno 2019* a Napoli, nei locali della Libreria Mondadori Rione Alto, avrà luogo un ciclo di incontri mensili dedicati ad Antonio De Curtis,in arte Totò, a cura di Giuseppe Cozzolino, curatore del blog Un Totò al giorno, che dà il titolo all’evento.
Saranno proiettati i film più celebri del Principe della risata, in compagnia di critici, scrittori, registi, attori e nel corso di ogni incontro vi sarà la rubrica Cuoco: che bella parola! (Felice Sciosciammocca/Totò in Miseria e nobiltà, 1954, Mario Mattoli, dall’omonima opera teatrale di Eduardo Scarpetta, 1888), dedicata alle passioni culinarie di Totò, a cura dell’enogastronomo Gabriele Cimmino. Informazioni: Facebook/Un totò al giorno

*giovedì 15 novembre – giovedì 13 dicembre – giovedì 17 gennaio – giovedì 14 febbraio – giovedì 14 marzo – giovedì  11 aprile – giovedì  16 maggio –giovedì 13 giugno,dalle 17 alle 19

Milano, il MIC-Museo Interattivo del Cinema omaggia Alfred Hitchcock e Mauro Bolognini

Alfred Hitchcock (Biografieonline)

Da oggi, martedì 2, al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, prenderà il via, fino a domenica 28 ottobre, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, una rassegna  dedicata al periodo britannico di Alfred Hitchcock (1899-1980), dal 1925 al 1940, anno quest’ultimo in cui si trasferì ad Hollywood, su invito del produttore David O. Selznick, durante il quale diresse 23 film, di cui 9 muti. Il maestro della suspence esordì a soli 26 anni come regista (The pleasure garden, 1925, non considerando Number thirteen, 1922, rimasto incompiuto), lasciando un segno ben preciso nella produzione britannica, tra film muti (The lodger, 1926) e sonori (Blackmail, 1929; The thirty- ninesteps, 1935): sono opere attraversate tanto da un certo umorismo, quanto da un’evidente ricerca formale nel costruire il meccanismo della tensione narrativa, andando a creare una linea di demarcazione  tra cio che viene portato a conoscenza dello spettatore e ciò che sa il personaggio in scena, rendendo così palpabile uno stato d’ ansia, rafforzato spesso da musiche a tema, luci ed ombre; tutte caratteristiche che si ritroveranno anche nelle opere americane, nelle quali però l’intreccio narrativo andrà ad acquisire maggiore complessità, dominato dai temi dell’angoscia e della colpa (presunta), della perdizione e della perversione, sino alla sublimazione delle ambiguità sessuali. Da evidenziare i due appuntamenti speciali con la musica dal vivo: domenica 7 ottobre alle ore 17 vi sarà la proiezione del citato Blackmail con accompagnamento musicale di Antonio Zambrini, mentre domenica  21 ottobre alle ore 17  The Lodger verrà musicato da Francesca Badalini. Continua a leggere

Ricordando Anna Maria Ferrero: Totò e Carolina (1955)

Anna Maria Ferrero (Tg.com)

Ci lascia l’attrice, cinematografica e teatrale, Anna Maria Ferrero (Anna Maria Guerra all’anagrafe, Roma, 1934), morta ieri, lunedì 21 maggio, a Parigi. Si era ritirata dalle scene nel 1964, una volta sposatasi con l’attore Jean Sorel e dopo aver interpretato vari film, drammatici e commedie, dove la naturale dolcezza, non disgiunta da una lieve nota malinconica, le permise di affinare nel tempo, arricchendola di molteplici sfumature, una determinata figura di donna, coinvolta in disavventure sentimentali e relegata spesso ai margini della società, dalle quali riusciva però a venire fuori in virtù di un candore disarmante nell’affrontare comunque la vita orgogliosamente a testa alta. Continua a leggere

San Giorgio a Cremano (NA): riparte il “Premio Massimo Troisi – Osservatorio sulla comicità”

Massimo Troisi (Wikipedia)

Tutto pronto per la XVII edizione del Premio Massimo Troisi – Osservatorio sulla comicità, la cui direzione artistica è stata affidata a Paolo Caiazzo, attore comico nativo di San Giorgio a Cremano, che si svolgerà da ottobre a dicembre nella città natale di Troisi, con l’obiettivo  di ricercare nuovi talenti comici, in virtù della competizione che andrà a svilupparsi attraverso due semifinali (venerdì 13 e sabato 14 ottobre) fino alla finalissima di domenica 15 ottobre quando sarà designato il vincitore tra i sei finalisti scelti dalla giuria presieduta da Enzo De Caro (storico componente de La Smorfia) affiancato da Anna Pavignano, scrittrice e coautrice di Massimo Troisi, composta da Gianni Parisi, Peppe Borrelli e Niko Mucci. Durante la serata finale Ficarra e Picone ritireranno il Premio Massimo Troisi per il miglior film. Tre le categorie che saranno premiate: Premio miglior attore comico, Premio migliore scrittura comica e il Premio Cortometraggio al miglior WebFilm. Partenza domenica 1 Ottobre con i Ditelo Voi al parco Iacp di San Giorgio a Cremano (ingresso gratuito).
Il Premio Massimo Troisi torna quindi dopo cinque anni, costituendo certo un’opportunità per inediti talenti, una solida ribalta idonea a far conoscere ed apprezzare le loro proposte, ma anche l’occasione per ricordare la figura, umana e attoriale, di  Troisi. Continua a leggere

Ala (TN): in corso la mostra “Il viaggio di Mastorna. Il sogno di un film messo in scena”

Federico Fellini (wikipedia)

E’ stata inaugurata lo scorso 1° settembre nelle sale dell’ex Ginnasio di Ala (TN), visitabile fino al 15 ottobre, la mostra Il viaggio di Mastorna. Il sogno di un film messo in scena, curata da Alessandro Romanini e Francesco Frigeri, prodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, già presentata in anteprima mondiale alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio, in occasione del Lucca Film Festival e Europa Cinema 2017. L’esposizione, il cui allestimento specifico per il comune di Ala ha visto il coordinamento di Remo Forchini e Fabiola Manfredi, si basa su 50 tavole esecutive delle scene relative al film mai realizzato da Federico Fellini, Il viaggio di Mastorna, la storia di un clown famoso che gira il mondo suonando il violino, cui il regista aveva iniziato a pensare già nei primi anni Sessanta, dando vita ad una bozza di partenza per la sceneggiatura e provvedendo a disegnare scene e costumi, vedendovi come protagonista Marcello Mastroianni, ma con un occhio anche a Totò e poi a Paolo Villaggio. Gli studenti del Corso di Scenografia e Costume del citato Centro Sperimentale di Cinematografia, una volta esaminata la sceneggiatura, l’hanno tradotta attraverso  bozzetti e disegni tecnici degli ambienti e dei costumi, offrendo così  le suddette 50 tavole esecutive delle varie scene, con la  supervisione del professore Francesco Frigeri e del corpo docente del corso di scenografia. Continua a leggere

Destinazione Piovarolo (1955)

Roma, 1922. Antonio La Quaglia (Totò), partecipa ad un concorso indetto dalle FS per capostazione di III Classe, 850 posti, e lo supera. Giunto però ultimo in graduatoria viene destinato a Piovarolo, un accogliente paesello, almeno dalle informazioni riportate in una guida turistica. In realtà La Quaglia si renderà presto conto di come la realtà sia ben diversa: in stazione si ferma un solo treno in tutta la giornata, può contare soltanto sull’aiuto di Beppa (Tina Pica), casellante/guardia sala/assistente ai capostazione celibi, unici svaghi le partite a scacchi via telegrafo con il collega di una vicina stazione e la frequentazione della locale osteria-Circolo culturale, dove si ripete ogni giorno l’ “attrazione” offerta da un ex garibaldino (Ernesto Almirante), l’aver sentito Garibaldi pronunciare la storica frase, rivolto a Bixio: “Caro Nino, qui si fa l’Italia o si muore”. Proprio questa citazione, una volta che  il vecchietto sta per morire, è contesa da due deputati giunti in paese, uno socialista e l’altro popolare. Una situazione dalla quale La Quaglia cerca di trarre vantaggio per ottenere un agognato trasferimento, ma intanto incombe l’avvento del regime fascista ed il nostro non sa come adeguarsi, tanto che su di lui gravano pessime note di qualifica. Continua a leggere

Dov’è la libertà …? (1953)

Italia, anni’50. In un’aula di tribunale il giudice legge l’imputazione nei confronti di Lojacono Salvatore (Totò), aver invaso un carcere penitenziario, calandosi all’interno dell’edificio ed introducendosi in una cella. L’imputato, proclamatosi colpevole, ci tiene a raccontare il perché di quel gesto, in apparenza inspiegabile: in prigione da 22 anni per omicidio passionale, un giorno gli venne comunicato un condono di tre anni per buona condotta. Finalmente fuori!
Ma dove andare? La moglie è morta mentre lui scontava la pena, il suo negozio di parrucchiere in Via degli Orefici oramai non c’è più …
Incontra una donna per strada e la segue all’interno di un locale dove è in corso una gara di ballo, finendo col fare da intermediario fra i ballerini e l’impresario, ma quest’ultimo fugge con l’incasso. Su indicazione della polizia trova domicilio in una modesta pensione e riprende a lavorare, servizio di barba e capelli ai pensionati, ma il passato ritorna a galla, per cui è costretto a lasciare l’alloggio.
Si imbatte nel cognato Romolo (Eugenio Orlandi) e viene accolto nuovamente in famiglia, per poi scoprire come i parenti si siano arricchiti a spese di una famiglia di ebrei deportati e che la moglie non era poi quel fiore di virtù da lui tanto decantato. Inoltre intendono fargli sposare una loro domestica, incinta…
Se la buona società è questa… Continua a leggere