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Milano, Spazio Oberdan: “Cinema e arte: Schnabel/Van Gogh”

(Roma Today)

Da lunedì 11 e fino a domenica 24 febbraio, Fondazione Cineteca Italiana presenterà al Cinema Spazio Oberdan di Milano Cinema e arte: Schnabel/Van Gogh, una rassegna in 9 titoli che intende essere un doppio omaggio: al genio pittorico di Vincent Van Gogh e alla versatilità artistica di Julian Schnabel, a sua volta pittore, oltre che regista e sceneggiatore. L’occasione è data dalla recente uscita di Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, firmato da Schnabel, per il quale Willem Dafoe ha conseguito la Coppa Volpi quale migliore attore alla 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre ad essere candidato, sempre come miglior attore protagonista, agli Oscar 2019. Sempre dedicati a Van Gogh, in cartellone sono presenti altri due grandi lungometraggi firmati da altrettanti maestri come Robert Altman (Vincent & Theo) e Maurice Pialat (Van Gogh) , insieme anche a Loving Vincent, il primo  documentario interamente dipinto su tela, per la regia di Dorota Kobiela e Hugh Welchman. La rassegna è poi completata dai migliori titoli firmati da Schnabel (Lo scafandro e la farfalla, Prima che sia notte, Basquiat, Lou Reed’s Berlin) e da L’arte viva di Julian Schnabel, ritratto dell’artista newyorkese realizzato nel 2017 da Pappi Corsicato.

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

(Movieplayer)

Presentato, in Concorso, alla 75ma Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il protagonista, un intenso Willem Dafoe, ha conseguito la Coppa Volpi come miglior attore, Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, diretto da Julian Schnabel (anche autore della sceneggiatura insieme a Jean- Claude Carriere e Louise Kugelberg), è un film dall’impostazione piuttosto personale, che rifugge dal biopic propriamente detto. Propende infatti, pur attingendo da lettere e biografie, a smarcarsi dalla classica caratterizzazione agiografica sullo sfondo di eventi storicamente accertati, prediligendo piuttosto un simbiotico legame fa la visione del mondo attinente all’artista olandese e quella del regista, del resto pittore anch’esso. Si va quindi a materializzare l’idea dell’Arte quale espressione di una creatività resa vitale dall’ispirazione dirompente e febbrile, comportante una percezione inedita della realtà, intimistica ma condivisibile, da elargire a quanti sapranno intuirla ed apprezzarla; si esprime, inoltre, la necessità di un anelato, ma non del tutto soddisfatto, contatto umano, confidando infine nella Natura quale benigna alleata nel comunicare compiutamente il personale fervore artistico. Continua a leggere

Venezia 75: Leone d’Oro ad Alfonso Cuarón

Alfonso Cuarón, Willem Dafoe e Olivia Colman (SkyTG24)

Al regista Alfonso Cuarón è stato attribuito questa sera, sabato 8 settembre, il Leone d’Oro della 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per il film Roma:questo il verdetto, forse fin troppo telefonato, espresso dalla Giuria presieduta da  Guillermo del Toro e composta da Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Christoph Waltz, Naomi Watts. A bocca asciutta gli italiani in gara, forieri di una proposta finalmente diversificata e comunque interessante,  Mario Martone (Capri Revolution), Luca Guadagnino (Suspiria) e Roberto Minervini (What You Gonna Do When the World’s on Fire?). Il Leone d’Argento per la migliore regia è andato a  The Sisters  Brothers (Jaques Audiard), mentre il Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis è stato conferito a Soudade Kaadan, per  Yom Adaatou Zouli (The Day i Lost My Shadow). Leone d’Argento- Gran Premio della Giuria per The Favourite di Yorgos Lanthimos, film che vede anche premiata con la Coppa Volpi la sua interprete femminile, Olivia Colman, mentre miglior interprete maschile è risultato Willem Dafoe, per At Eternity’s Gate, di Julian Schnabel.
I fratelli Ethan e Joel Coen sono stati premiati per la sceneggiatura (The Ballad of Buster Scruggs) e un film italiano spunta riguardo il premio per il Miglior Film Restaurato di Venezia Classici, La notte di San Lorenzo, 1982, di Paolo e Vittorio Taviani. Da evidenziare comee nel palmarés veneziano vi siano due produzioni Netflix, il vincitore del Leone d’Oro, Roma, e l’opera dei fratelli Coen, premiata, come scritto, per la miglior sceneggiatura; di seguito, tutti i premi assegnati. Continua a leggere

Il 35mo Torino Film Festival annuncia alcuni titoli del cartellone

Il Torino Film Festival ha annunciato nei giorni scorsi alcuni titoli che saranno presentati alla 35ma edizione (24 novembre – 2 dicembre), nelle sezioni fuori concorso Festa Mobile ed After Hours.

 Festa Mobile, sezione fuori concorso: Cento anni, diretto da Davide Ferrario: suddiviso in quattro capitoli, parte dal racconto della disfatta di Caporetto del 1917, di cui quest’anno ricorre il centenario, proseguendo poi con altre “Caporetto” che hanno segnato la storia italiana, vicende di sconfitta ma anche occasioni di riscossa, la Resistenza, la strage di Piazza della Loggia e la Caporetto della crisi demografica di oggi.
Basato su un soggetto di Giorgio Mastrorocco, il film è prodotto da Rossofuoco con Rai Cinema e sarà nelle sale italiane dal 4 dicembre, distribuito da Lab 80 film. Tra i molti artisti coinvolti ci sono il musicista e scrittore Massimo Zamboni, ex CCCP e CSI; gli attori Marco Paolini e Diana Hobel; il poeta e attivista Franco Arminio; il violoncellista Mario Brunello. Continua a leggere

Colpa delle stelle

(Movieplayer)

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“Con sé questo mattino reca una lugubre pace; il sole, pel dolore, non vuole mostrare il suo volto; partiamoci di qua, per più dire di queste cose tristi; qualcuno sarà perdonato, e qualcuno punito: mai ci fu storia infatti più luttuosa di questa di Giulietta e Romeo”. E’ la chiusura, sulle parole del Principe di Verona, di una delle più famose tragedie di William Shakespeare, Romeo e Giulietta (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet, 1594-1596): il bardo inglese, che fra le sue indubbie doti non possedeva certo quella della preveggenza, era ben lungi dall’immaginare come la cinematografia, hollywoodiana in particolare, si sarebbe impegnata nel tentativo di superare la soglia dell’afflizione delineata nell’opera citata, magari sostituendo al tema della rivalità fra due famiglie quello della disparità di classe con annesso male incurabile a scapito di uno dei due amanti. Il “superstite” lo ritrovavamo mesto ed afflitto a meditare su come “amare significa non dover mai dire mi dispiace” (Love Story, 1970, Arthur Hiller, sceneggiatura di Erich Segal, autore anche dell’omonimo romanzo). Continua a leggere

Grand Budapest Hotel

1Film d’apertura del 64mo Festival di Berlino, dove ha conseguito l’Orso d’Argento-Gran Premio della Giuria, Grand Budapest Hotel conferma ed in un certo qual modo amplifica lo stile raffinato e piuttosto personale del regista e sceneggiatore Wes Anderson, un autore particolarmente incline a trasferire sullo schermo, ogni volta con inedite connotazioni, un’eccentrica sarabanda, variopinta ed estremamente cinetica, di situazioni e personaggi, dall’estrazione in primo luogo letteraria e poi cinematografica. A tutto ciò si accompagna una notevole attenzione formale, evidente sopratutto nella studiata simmetria delle inquadrature. Anche in questa sua ultima fatica, idonea a portare in scena l’idea del cinema come finzione, racconto affabulante e mirabilia immaginifica, l’ascendenza derivativa del soggetto (opera di Anderson e Hugo Guinnes), citata nei titoli di coda, trova le sue basi nelle opere dello scrittore Stefan Zweig, ma da un punto di vista puramente visivo e nelle modalità propositive dei molti personaggi che entrano ed escono di scena, ognuno apportando una personale visione delle cose, un diverso canone di approccio alla vita, non è difficile individuare il riferimento principe ad Ernst Lubitsch, profuso anche nel fluire di un senso nostalgico per un “mondo perduto”. Continua a leggere

67mo Festival di Cannes: Palma d’oro a “Winter Sleep”, “Le meraviglie” si aggiudica il “Grand Prix”

Nuri Bilge Ceylan (sentieriselvaggi.it)

Nuri Bilge Ceylan (sentieriselvaggi.it)

La giuria del 67mo Festival di Cannes, presieduta da Jane Campion e composta da Leila Hatami, Do-yeon Jeone, Carole Bouquet, Willem Dafoe, Gael Garcia Bernal, Sofia Coppola, Nicolas Winding Refn e Jia Zhang-kea, ha conferito nel corso della consueta cerimonia di premiazione, condotta da Lambert Wilson, la Palma d’Oro a Winter Sleep, per la regia di Nuri Bilge Ceylan, riconoscimento consegnato dall’attrice Uma Thurman e dal regista Quentin Tarantino.

Alice Rohrwacher (radiocinema.it)

Alice Rohrwacher (radiocinema.it)

Il Grand Prix del Festival, il cosiddetto “secondo premio”, consegnato da Sophia Loren, va a Le meraviglie di Alice Rohrwacher, prima regista italiana a far ingresso nel palmarès della kermesse; un nuovo riconoscimento che giunge fuori dagli italici confini a premiare i nostri lavori, ad ulteriore conferma di come un altro cinema in Italia sia ancora possibile, al di là di scritture prefabbricate e blindate in nome della (presunta) gradevolezza standardizzata: nella definizione statutaria del premio conseguito da Alice Rohrwacher, volto all’opera caratterizzata da “maggiore originalità o spirito di ricerca”, è contenuta quella che, ad avviso di chi scrive, dovrebbe costituire l’ispirazione guida, per produttori e distributori in particolare.
Curioso l’ex- aequo relativo al Prix du Jury, suddiviso fra il regista più giovane (Xavier Dolan) e quello più anziano (Jean-Luc Godard); di seguito, l’elenco di tutti i premi assegnati.

50479Palma d’Oro per il miglior film: Winter Sleep, Nuri Bilge Ceylan. Grand Prix: Le meraviglie, Alice Rohrwacher. Prix Du Jury: ex aequo Xavier Dolan (Mommy) e Jean-Luc Godard (Adieu au langage). Miglior attrice: Juliane Moore, Maps to the Stars (David Cronenberg). Miglior attore: Timothy Spall, Mr.Turner (Mike Leigh). Migliore Sceneggiatura: Andrey Zvyagintsev e Oleg Negin, Leviathan. Miglior regia: Bennett Miller, Foxcatcher. Camera d’Or per la miglior Opera Prima (tutte le sezioni): Party Girl (Marie Amachoukeli, Claire Burger e Samuel Theis). Palma d’Oro- Short Film: Leidi (Simón Mesa Soto)-Menzioni speciali a Aïssa (Clément Trehin-Lalanne) e Ja vi elsker (Hallvar Witzø).