Archivi tag: William Shakespeare

Cesare deve morire (2012)

(MyMovies)

Vincitore, fra l’altro, dell’Orso d’Oro al 62mo Festival di Berlino nel 2012, insieme al Premio della Giuria Ecumenica, Cesare deve morire, scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, è la dimostrazione di come il cinema d’autore, italiano nello specifico, non sia poi così legato, o non lo sia sempre, a rigidi schemi rappresentativi, magari intrisi di accademismo e virtuosismi fini a se stessi. Anzi a volte riesce, e il film in questione ne costituisce un esempio eclatante, a rinnovarsi con intelligenza ed intuitivo spirito d’adattamento, così da andare incontro alle diverse esigenze fruitive di un pubblico sempre più eterogeneo. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “She Brings The Rain-Dark lady di ieri e di oggi”

Dici dark lady e subito la tua mente inizia a visualizzare qualche fumoso ufficio di un detective privato, dove l’entrata con passo sinuoso di una donna elegantemente vestita, dallo sguardo ambiguo e dolce al contempo, già al momento delle presentazioni inizia a far sgretolare qualsivoglia certezza dell’uomo che si trova di fronte, solitamente investigatore tutto d’un pezzo, forse dalla condotta morale non proprio adamantina, ma fermo nei propri principi, i quali ora divengono nient’altro che sabbia fra le dita… Figura tanto stereotipata quanto indubbiamente ricca di fascino ed iconica, la dark lady, affine alla femme fatale, dalla quale però si diversifica per un modo di fare più criptico, meno incline a rivelare le sue vere intenzioni, è stata protagonista dei gialli hard boiled   americani fin dai primi anni ’40 e contemporaneamente di molti noir, ma il termine, a quanto si può apprendere da varie fonti, venne impiegato già da William Shakespeare nei suoi Sonetti, utilizzandone il personaggio per affrontare diverse tematiche.
Sulla base di queste considerazioni, appare certo interessante la rassegna che prenderà il via domani, giovedì 16 novembre, al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di Cineteca  Italiana, She Brings The Rain – Dark lady di ieri e oggi, dedicata alle Dark lady che hanno segnato la cinematografia internazionale: da Ossessione di Luchino Visconti fino al più recente Lady Macbeth di William Oldroyd; concluderà la rassegna, domenica 3 dicembre alle ore 17, la proiezione speciale di Lulù – Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora, 1929) di Georg Wilhelm Pabst con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini.

Un ricordo di Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Attore, e uomo, dalla prorompente personalità, unita ad un talento naturale che gli ha consentito di spaziare con disinvoltura e sensibilità tra cinema, teatro e televisione, forte di un’elegante presenza scenica e di un timbro vocale indimenticabile, Giorgio Albertazzi, morto ieri, sabato 28 maggio, a Roccastrada (FI), lascia un grande vuoto, probabilmente incolmabile, nel panorama culturale italiano e nel settore del teatro nello specifico, cui si era dedicato con particolare dedizione a partire dalla metà degli anni Settanta. Nato a Fiesole nel 1923, Albertazzi debuttò sul palcoscenico nel 1949 (Troilo e Cressida, William Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti), dopo aver fondato ad Ancona, nell’inverno del 1945, insieme con Titta Foti, il primo teatro anarchico italiano. Due anni più tardi l’esordio al cinema, con Lorenzaccio, nelle vesti del protagonista Lorenzo de’ Medici, per la regia di Raffaele Pacini; rilevante anche il suo apporto nell’ambito dei primi sceneggiati Rai tratti da famosi romanzi come L’idiota di Fëdor Dostoevskij (1869), diretto da Giacomo Vaccari, che lo stesso Albertazzi, interprete del principe Myškin, adattò nel 1959 per la televisione dall’opera originaria, o Jekyll, 1969, splendida rilettura in chiave moderna de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di R. L. Stevenson (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), da lui scritta e diretta, ancora oggi attuale nel visualizzare i conflitti etici della scienza e l’insuperabile dualismo fra Bene e Male, entità con le quali siamo costretti a fare i conti nel nostro incedere terreno, senza riuscire a scindere l’una dal’altra. Continua a leggere

Milano: “William Shakespeare on screen a 400 anni dalla scomparsa”

first-folioFondazione Cineteca Italiana in collaborazione con Biblioteca Centrale Palazzo Sormani, in occasione del 400esimo anniversario dalla morte di William Shakespeare (23 aprile 1616) presenta William Shakespeare on screen a 400 anni dalla scomparsa, una rassegna dedicata ai film tratti dalle opere del drammaturgo inglese. Le proiezioni hanno già avuto inizio al MIC – Museo Interattivo del Cinema martedì 5 (L’ultima tempesta – Prospero’s Book, Peter Greenaway) e giovedì 7 (Enrico V, Kenneth Branagh) e si concluderanno domenica 17 aprile, per poi proseguire presso Spazio Oberdan (23 aprile – 6 maggio) e la Biblioteca Sormani (dal 7 al 28 maggio). In programma anche l’evento speciale Shakespeare Day, il giorno 19 aprile (ore 15 e ore 20.45), in Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano, con l’anteprima di Hamlet – National Theatre Live, il film dallo spettacolo andato in scena con straordinario successo al National Theatre di Londra nell’autunno 2015 e che sarà poi replicato due volte anche a Spazio Oberdan. Continua a leggere

Alan Rickman (1946-2016)

Alan Rickman

Alan Rickman

E’ morto ieri, giovedì 14 gennaio, a Londra, sua città natale (1946), l’attore teatrale e cinematografico, nonché regista, Alan Rickman, noto ai giovani (e non solo) di tutto il mondo per il ruolo di Severus Snape, il mago mezzosangue della celebre saga di Harry Potter, cui offrì indubbia eleganza nell’imponente presenza scenica ed una suggestiva, leggiadra, versatilità, sottolineata quest’ultima da un sorriso per certi versi disarmante. Doti quelle descritte che, non disgiunte da una fine ironia, erano proprie dell’attore e lo resero interprete ideale di molti “cattivi” cinematografici, uno su tutti il perfido e mellifluo Sceriffo di Nottingham in Robin Hood- Il principe dei ladri (Robin Hood: Prince of Thieves, Kevin Reynolds, 1991, ruolo per il quale ottenne il BAFTA come miglior attore non protagonista), senza tralasciare comunque il suo debutto cinematografico nei panni del terrorista Hans Gruber in Die Hard (1988, John McTiernan), una volta ottenuta, due anni prima, una nomination ai Tony Award per la sua interpretazione del Visconte di Valmont nella versione teatrale di Le relazioni pericolose (dal romanzo epistolare Les liaisons dangereuses, Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, 1782). Continua a leggere

Le preaperture della Festa del Cinema di Roma

(ecodelcinema.com)

(ecodelcinema.com)

Da domani, lunedì 12 ottobre, si svolgeranno a Roma, presso le strutture del MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo), della Casa del Cinema ed infine dell’Auditorium della Musica, quattro eventi che precederanno lo svolgimento della Festa del Cinema (X Edizione, 16-24 ottobre). A dare il via alle preaperture, presso Il MAXXI, Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), pilota dell’Aeronautica Militare, protagonista della seconda missione di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che alle 20 di domani sera presenterà il docufilm AstroSamantha, la prima donna italiana nello spazio – una storia vera, diretto e prodotto da Gianluca Cerasola, giornalista e autore di reportage internazionali, realizzato con la collaborazione dell’ESA, dell’ASI e dell’Aereonautica Militare. Attraverso la voce narrante di Giancarlo Giannini, il regista segue Samantha Cristoforetti per tre anni, dall’addestramento al rientro dallo spazio, mostrando una versione inedita della donna insignita, al rientro dalla sua missione, dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, la più alta dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Ingresso libero previo ritiro coupon domenica 11 ottobre presso la biglietteria del MAXXI dalle ore 11 alle ore 18. Continua a leggere

Colpa delle stelle

(Movieplayer)

(Movieplayer)

“Con sé questo mattino reca una lugubre pace; il sole, pel dolore, non vuole mostrare il suo volto; partiamoci di qua, per più dire di queste cose tristi; qualcuno sarà perdonato, e qualcuno punito: mai ci fu storia infatti più luttuosa di questa di Giulietta e Romeo”. E’ la chiusura, sulle parole del Principe di Verona, di una delle più famose tragedie di William Shakespeare, Romeo e Giulietta (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet, 1594-1596): il bardo inglese, che fra le sue indubbie doti non possedeva certo quella della preveggenza, era ben lungi dall’immaginare come la cinematografia, hollywoodiana in particolare, si sarebbe impegnata nel tentativo di superare la soglia dell’afflizione delineata nell’opera citata, magari sostituendo al tema della rivalità fra due famiglie quello della disparità di classe con annesso male incurabile a scapito di uno dei due amanti. Il “superstite” lo ritrovavamo mesto ed afflitto a meditare su come “amare significa non dover mai dire mi dispiace” (Love Story, 1970, Arthur Hiller, sceneggiatura di Erich Segal, autore anche dell’omonimo romanzo). Continua a leggere