Archivi tag: Claude Chabrol

Milano, al Cinema Oberdan una rassegna dedicata a Claude Chabrol

Claude Chabrol (CultFrame)

Ha preso il via ieri, lunedì 8, per concludersi venerdì 30 ottobre, al Cinema Oberdan di Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, una personale in 16 titoli dedicata a Claude Chabrol, comprensiva di un arco temporale di oltre cinquant’anni, così da rendere omaggio alla prolificità di un regista capace di interpretare con sguardo sempre acuto e tagliente il cambiamento di una società in continua evoluzione.
Chabrol (1930-2010), è considerato tra i padri fondatori della Nouvelle Vague, insieme a Truffaut, Godard, Rivette e Rohmer, movimento rinnovatore del cinema francese che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63; fin dal suo primo film, Le Beau Serge (1957), girato con una piccola troupe nel paese della sua infanzia (Sardent) ed interpretato da due attori sconosciuti, Gérard Blain e Jean-Claude Brialy, rivelò quelli che sarebbero stati i tratti distintivi della sua estetica:l’introspezione psicologica dei personaggi e dei loro rapporti, la descrizione accurata di un ambiente sociale, quasi sempre quello della provincia, l’analisi della condizione borghese come luogo dell’insoddisfazione e dell’ambiguità morale.

Un ricordo di Charles Aznavour

Charles Aznavour (Il Fatto Quotidiano)

Ci ha lasciato ieri, lunedì 1° ottobre, Charles Aznavour, cantante, compositore ed attore francese di origine armena (Shahnour Vaghinagh Aznavourian, Parigi 1924); inserito dai genitori fin da giovane nel mondo del teatro parigino, Aznavour iniziò ad esibirsi già a nove anni, per poi essere scoperto da Edith Piaf, nel 1946, che lo portò con sé in tournée, conoscendo infine il grande successo nel 1956, grazie alla canzone Sur ma vie, che gli assicurò l’inserimento fra i migliori chansonnier francesi, imponendosi per la sua caratteristica voce roca ma anche per la profondità dei testi, nella declamazione dell’ amor fou, estremo, passionale, distante da qualsivoglia conformismo. La sensibilità espressa nel canto, unita ad una certa poliedricità, la si può rinvenire anche nelle numerose interpretazioni attoriali di Aznavour nell’ambito cinematografico e televisivo, a partire dal 1936 (La guerre des gosses, non accreditato, diretto da Jacques Daroy), assumendo progressivamente notorietà di pubblico e critica (l’Étoile de Cristal che gli fu conferito come Miglior attore francese del 1960 per la sua interpretazione di un epilettico in La tête contre les murs, Georges Franju, 1959); personalmente serbo nel mio cuore l’intensa interpretazione del sarto armeno Kachoudas  ne Les Fantômes du chapelier (1982, Claude Chabrol, dall’omonimo romanzo di Georges Simenon). Affido il ricordo di Aznavour al video che potete rinvenire qui in chiusura, l’esecuzione di Comme ils disent, 1972, una canzone che, forse per la prima volta, trattava il tema dell’omosessualità senza alcun sarcasmo o disprezzo, ma nell’ essenzialità manifesta di una normalità che mette da parte scandali o perbenisti pudori di facciata.

 

Festa del Cinema di Roma: Premio alla carriera per Isabelle Huppert

Idabelle Huppert (WBUR)

Dopo Martin Scorsese, la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (1828 ottobre) conferirà il Premio alla Carriera anche ad Isabelle Huppert; il riconoscimento sarà consegnato da Toni Servillo. Interprete di ruoli tanto complessi quanto profondi, Isabelle Huppert ha dato vita, assecondando con una certa naturalezza recitativa ambiguità, sofferenza e mistero,  a  personaggi inquieti ed anticonformisti, collaborando nel corso della sua carriera con alcuni fra i più grandi cineasti europei e statunitensi, da Claude Chabrol a Jean-Luc Godard, da Maurice Pialat a Marco Ferreri, dai fratelli Taviani a Marco Bellocchio, da Michael Haneke a Andrzej Wajda, da Michael Cimino a David O. Russell. Continua a leggere

Un ricordo di Stéphane Audran

Stéphane Audran

Ci ha lasciato lo scorso martedì, 27 marzo, l’attrice francese, cinematografica e teatrale, Stéphane Audran (all’anagrafe Colette Suzanne Dacheville, Versailles, Parigi, 1932). Sguardo magnetico e profondo, presenza scenica elegante, fascino altero, Audran  ha offerto interpretazioni piuttosto intense, avallando umorismo e il sentore sottile di varie problematiche, volte al perverso e al crudele, che trovarono la loro sublimazione nelle opere di Claude Chabrol (suo marito dal 1964 al 1980) : il regista infatti, dopo una piccola parte ne Les cousins (1958, I cugini), le diede modo d’interpretare ruoli sempre più complessi e a volte scabrosi, in titoli come, fra gli altri, Les bonnes femmes (1960, Le donne facili), Landru (1963), Le scandale (1967, Le scandale ‒ Delitti e champagne), Les biches (1968), film quest’ultimo che le valse l’Orso d’Argento al 18mo Festival di Berlino nel 1968. Audran debuttò sul grande schermo nel 1957 (La bonne tisane, Hervé Bromberger), dopo gli studi di recitazione, ed oltre alla collaborazione con Chabrol meritano certo di essere ricordate all’interno della sua carriera le intense prove recitative offerte diretta da Anatole Litvak (La dame dans l’auto avec des lunettes et un fusil, 1969), Luis  Buñuel, (Le charme discret de la bourgeoisie, 1972), Claude Sautet (François, Paul… et les autres, 1974), Gabriel Axel (Babettes gæstebud, 1987, Il pranzo di Babette, dall’omonimo racconto di Karen Blixen).

“David Speciale” per Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli (Sentieri Selvaggi)

Stefania Sandrelli riceverà il David Speciale nel corso della cerimonia di premiazione  dei David di Donatello (62ma edizione), che avrà luogo il prossimo 21 marzo e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1, condotta da Carlo Conti.
Lo ha annunciato ieri, venerdì 23 febbraio, Piera Detassis, Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, in accordo con il consiglio direttivo.
Dopo l’irruzione sul grande schermo, a soli 15 anni, in Divorzio all’italiana (1961, Pietro Germi), che seguì ad alcune piccole parti nei coevi Gioventù di notte (Mario Sequi) e Il federale (Luciano Salce), la Sandrelli ha interpretato una grande varietà di personaggi, mostrandosi a suo agio tanto nel cinema d’autore quanto in quello popolare, in ruoli tragici come in altri più leggeri, ponendo la sua arte al servizio di maestri quali Mario Monicelli, Ettore Scola, Pietro Germi, Antonio Pietrangeli, Carlo Lizzani, Margaret von Trotta, Bernardo Bertolucci, Claude Chabrol e Manoel de Oliveira, lavorando a fianco di Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Jean-Paul Belmondo, Robert De Niro, Vittorio Gassman, Gérard Depardieu e Jean-Louis Trintignant. Continua a leggere

Tomás Milián (1933-2017)

Tomás Milián

E’ morto lo scorso mercoledì, 22 marzo, a Miami, Tomás Milián (Tomás Quintín Rodríguez, Culono, La Avana, 1933), poliedrico e carismatico attore che tanto ha dato al nostro cinema, sia quello  propriamente autoriale (Luchino Visconti, Valerio Zurlini, Mauro Bolognini), sia quello genuinamente popolare (Sergio Corbucci, Lucio Fulci, Alberto De Martino), connotando con la riuscita caratterizzazione di  personaggi sempre più iconici l’inventiva e fiorente produzione di genere propria degli anni ’60 e ’70, semplice ed “artigianale”, frutto di geniali e spesso felici intuizioni, dalla connotazione e fascinazione forse ingenua ma connotata da una sana creatività. Milián, la cui infanzia fu segnata da un doloroso evento (a 12 anni assistette al suicidio del padre, generale del regime di Gerardo Machado), lasciò Cuba nel 1955 per recarsi negli Stati Uniti, a Miami, dove frequentò l’Accademia Teatrale. Qui il suo talento venne notato da un insegnante, che lo spinse ad iscriversi all’Actors Studio di New York, diretto all’epoca da Lee Strasberg; dopo aver preso parte ad una serie di lavori teatrali a Broadway e  partecipato alla serie televisiva Decoy (Una donna poliziotto, 1957-1959), grazie a Jean Cocteau Milián giunse in Italia, per prendere parte al Festival di Spoleto del 1959, interpretando un testo del cineasta francese, Le poète et la muse, diretto da Franco Zeffirelli. Continua a leggere

Milano, Mic- Museo Interattivo del Cinema: “Claude Chabrol, l’investigatore dell’anima”

Claude Chabrol (IndieWire)

Claude Chabrol (IndieWire)

Da oggi, venerdì 13, e fino a venerdì  27 gennaio, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Claude Chabrol, l’investigatore dell’anima, una rassegna di dieci film dedicata al regista (1930-2010) considerato tra i padri fondatori della Nouvelle Vague, insieme a Truffaut, Godard, Rivette e Rohmer, movimento rinnovatore del cinema francese che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63: in nome della “politica degli autori” e dei diritti del regista, padrone del linguaggio cinematografico e quindi autore del film, si voleva far sparire l’accademismo ereditato dagli anni ’30, rifacendosi a nuovi modelli di riferimento (tra i quali Roberto Rossellini); la macchina da presa tornava nelle strade, si riprendeva contatto con la realtà, abbandonando l’artificio degli studi cinematografici, si cercavano attori nuovi, che potessero dare una patina di autenticità ai personaggi interpretati. Continua a leggere