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Stan Lee (1922-2018)

Stan Lee (Sicilia Report)

Per quanto il fanciullino di pascoliana memoria che, fortunatamente, trova tuttora buon albergo nel mio cuore, si sia nutrito precipuamente nel corso degli anni, a parte svariate fiabe e racconti, di quanto dell’universo Disney sia stato elaborato da artisti quali Carl Barks e Floyd Gottfredson, da appassionato di fumetti non posso accogliere che con tristezza la morte di Stan Lee (Stanley Martin Lieber all’anagrafe, New York, 1922), avvenuta ieri, lunedì 12 novembre, a Los Angeles. L’uomo (The Man) e Il sorridente (The Smilin’), come era noto fra addetti ai lavori ed affezionati lettori il celebre fumettista, nonché editore e produttore (cinematografico e televisivo), ha avuto infatti il grande merito, coadiuvato da disegnatori quali Jack Kirby e Steve Dikto, di far sì che i supereroi scendessero  dall’Olimpo dell’ineffabile invincibilità e venissero a contatto, trovandosi del tutto avvolti nelle sue spire, con un nemico che, pur se non propriamente imbattibile, dava comunque loro una bella gatta da pelare, ovvero la rituale quotidianità, con tutte le sue problematiche da “logorio della vita moderna” per dirla con la reclame di un Carosello d’antan.
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Roma, al via la mostra “Pixar. 30 anni di animazione”

Fondata in California nel 1986, la Pixar, acquisita nel 2006 dalla Disney, si è sempre caratterizzata per la realizzazione di opere dalla godibile ed armonica messa in scena, perfetta sotto ogni aspetto tecnico, rimarcando, ancor prima dell’originalità narrativa,  una certa sensibilità espressa a livello di sceneggiatura e regia nel trattare tematiche “adulte” senza perdere di vista una concreta fascinazione visiva, con un uso delle moderne tecniche  idonea ad andare oltre l’idea di semplice prodigio tecnico. Dietro le quinte di cotanta meraviglia si nasconde il lavoro di creativi e registi che, prima di affidarsi al digitale, utilizzano strumenti tradizionali quali  il disegno, i colori a tempera, i pastelli, la scultura, tutto un mondo nascosto che ora viene alla luce grazie alla mostra Pixar. 30 anni di animazione curata, per l’edizione italiana, da Elyse Klaidman e Maria Grazia Mattei, visitabile da oggi, martedì 9 ottobre, al Palazzo delle Esposizioni di Roma: fino al 20 gennaio 2019 saranno dunque esposte oltre 400 opere tra disegni, sculture, bozzetti, collage e storyboard, oltre ad una nutrita selezione di materiali video.
Il percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, propone una chiave di lettura basata sui concetti di Personaggio, Storia e Mondo, offrendo poi due installazioni, l’Artscape e lo Zoetrope, che con la tecnologia digitale fanno rivivere le opere esposte e ricreano l’emozione e la magia dell’animazione.
Prevista inoltre la proiezione dei film realizzati negli anni dalla Pixar, oltre ad una serie d’incontri (A regola d’arte) e laboratori per scuole e famiglie.

Ca’ Foscari Short Film Festival: il manifesto e qualche anticipazione sull’ottava edizione

Si avvicina l’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival nell’anno del centocinquantesimo anniversario della fondazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia: dal 21 al 24 marzo  l’ Auditorium Santa Margherita, nel cuore del centro storico di Venezia, ospiterà le proiezioni dei trenta cortometraggi del Concorso Internazionale dedicato agli studenti delle scuole di cinema e università di tutto il mondo, accompagnati da programmi speciali, omaggi e masterclass.
Il Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia, è il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università e mantiene fede alla sua mission di essere una manifestazione pensata dai giovani per i giovani: gli studenti volontari di Ca’ Foscari sono infatti coinvolti in tutte le fasi della realizzazione, guidati da figure professionali d’esperienza, con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli. Il Concorso Internazionale, momento centrale dello Short, si conferma come una vetrina privilegiata per scoprire le migliori opere di giovani registi che frequentano o si sono appena laureati nelle più prestigiose scuole di cinema e università del mondo: trenta  cortometraggi selezionati tra i circa 2.500  pervenuti da oltre 100 paesi, che spaziano dagli Usa all’Australia, dall’Islanda al Sud Africa, dal Costa Rica all’Uzbekistan, passando per Indonesia, Colombia, Nigeria e molti altri . Continua a leggere

La grande animazione arricchisce il programma di “Alice nella città”

Nuovi ingressi nel cartellone di Alice nella città (XV Edizione, 26 ottobre-5 novembre) sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, tutti nel segno della grande animazione:Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite (Fuori Concorso), ultimo film di Enzo d’Alò con le voci di Giancarlo Giannini e Francesco Pannofino, debutto cinematografico dei tre divertenti e scanzonati protagonisti della fortunata serie TV dedicata ai più piccoli, trasmessa con successo su Rai Tre e Rai Yo YoPipì, Pupù e Rosmarina. Tra gli Eventi speciali, il ritorno sul grande schermo dei protagonisti di Nut Job con Nut Job-Tutto molto divertente di Carl Bunker e Ducktales, nuova serie tv animata Disney, reboot dell’omonima premiata con l’Emmy Award che conquistò generazioni di spettatori negli anni Ottanta.

Baby Boss

Tim è un ragazzino di 7 anni dalla fervida immaginazione, dote che gli consente mirabolanti incursioni a cavallo della fantasia in mondi lontani, dalla giungla misteriosa in lotta con un gorilla passando per lo spazio infinito verso qualche galassia lontana e finendo nella profondità dell’oceano, a fronteggiarne gli inquietanti abitanti. Avventure avvincenti, all’interno delle quali trovano spazio anche i suoi genitori, spesso salvati da imminenti pericoli grazie all’intervento provvidenziale del pargoletto. Circondato amorevolmente da tante attenzioni, un giorno Tim viene informato da mamma e papà dell’imminente arrivo di un fratellino, notizia per lui ferale, quel microcosmo costruito negli anni intorno la sua figura rischia di sgretolarsi per sempre…
Il bebè pretenderà e certo otterrà devota sudditanza…
Eccolo lì, insieme ad altri neonati sul nastro trasportatore della Baby Corp, società dove i bambini hanno la loro genesi e l’imprimatur relativo alla destinazione finale; lustro e profumato di talco è pronto per giungere a casa, in taxi, vestito di tutto punto: giacca e cravatta, vistoso orologio al polso, ventiquattrore, sguardo proprio di chi ha ricevuto in dote una spiccata attitudine al comando… Almeno questo è ciò che intravede Tim oltre quegli occhi acquosi ed indagatori … Continua a leggere

La bella e la bestia

La bella e la bestia è una fiaba dalle origini antiche, che possono farsi risalire ad Amore e Psiche (da Le metamorfosi o L’asino d’oro di Lucio Apuleio); dopo anni di tradizione orale si è poi concretizzata in due versioni, la prima di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (1740, in La jeune américaine, et les contes marins) e la seconda consistente nella sua riduzione ad opera di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1756, Magasin des enfants, ou dialogues entre une sage gouvernante et plusieurs de ses élèves); meno nota è la riproposizione del racconto originario ad opera del novelliere Giovanni Francesco Laparola (Il re porco, ne Le piacevoli notti, 1550). Tra le trasposizioni cinematografiche con “attori in carne ed ossa” si possono certo ricordare quella di Jean Cocteau (1946), dalla suggestiva messa in scena, immaginifica e poetica in egual misura, la più recente (2013) ad opera di  Chri­sto­phe Gans, roboante e barocco tout pourri di citazioni cinematografiche ad alta resa digitale, convincente da un punto di vista essenzialmente visivo, ma dallo scarso calore empatico, mentre nel settore dell’animazione resta memorabile il film realizzato dalla Disney nel 1991, per la regia di Gary Trousdale e Kirk Wise: strutturato essenzialmente come un buon musical, nella sua ottima fattura visuale e contenutistica appariva idoneo a renderti con gli interessi il senso più puro ed essenziale della “bella fiaba”, oltre ad innovare una volta per tutte la figura della protagonista femminile. Continua a leggere

Milano, WOW Spazio Fumetto: “Dall’unghia di Kalì all’ultimo balabù”, omaggio a Romano Scarpa

LOC-SCARPA-WEB-1-724x1024Dal 16 gennaio al 13 marzo a Milano, WOW Spazio Fumetto (Viale Campania, 12) renderà omaggio alla figura di Romano Scarpa (1927-2005), probabilmente il più grande artista Disney italiano, in particolare per aver intuito e messo in atto un concreto collegamento con le opere di Floyd Gottfredson e Carl Barks, rispettando nelle sue storie, indimenticate ed indimenticabili, che vedevano protagonisti Topolino e Paperino, le caratteristiche proprie dei singoli personaggi, creandone allo stesso tempo di nuovi, sempre perfettamente integrati nel “mondo a parte” di Topolinia o Paperopoli.

wpoyVsFGrazie alla collezione di Marco Castelletta e all’archivio della Fondazione Franco Fossati, il pubblico potrà ammirare per la prima volta più di 150 tavole originali, oltre a schizzi, bozzetti, illustrazioni, pagine tratte dalle sceneggiature e altro materiale raro e inedito. Un’occasione unica per rivivere le storie che sulle pagine di Topolino ci hanno fatto sognare da bambini (e, una volta adulti, ci hanno offerto la possibilità ritornare tali, anche solo per un attimo), nelle quali trovavano spesso spazio da protagonista anche personaggi femminili creati dall’artista veneziano, quali Brigitta McBridge, l’attentatrice al cuore di Paperon de’ Paperoni (o, dal punto di vista di quest’ultimo, alle sue finanze, per quanto nessuna papera potrà mai cancellare il ricordo di Doretta Doremì*, primo grande amore di Scrooge) e Trudy, compagna di Pietro Gambadilegno, che appaiono per la prima volta, rispettivamente, nelle storie Zio Paperone e l’ultimo balabù (Topolino n. 243, 24 luglio 1960) e Topolino e la collana Chirikawa (Topolino n. 230, 10 marzo 1960 e n. 231, 25 marzo 1960). Continua a leggere