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Milano, Cinema Spazio Oberdan: “L’arte di James Stewart”

James Stewart (Meredy)

Ha preso il via lo scorso 29 giugno al Cinema Spazio Oberdan di Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, L’arte di James Stewart, una personale, programmata fino al 20 luglio, composta da 14 lungometraggi che vedono protagonista uno degli interpreti più amati di Hollywood, simbolo perfetto dell’“uomo qualunque”, l’americano medio e la sua fermezza di principi, spesso dalla sofferta esternazione, fra idealismo ed ottimismo.
James Stewart (James Maitlandt Stewart all’anagrafe, 1908-1997) scoprì la sua passione per il teatro una volta conclusi gli studi di architettura, calcando quindi le scene di Broadway, dove conseguì i primi successi con una nota compagnia teatrale dell’epoca, la University Player’s; una volta trasferitosi ad Hollywood, dopo qualche ruolo non del tutto azzeccato, l’incontro con Frank Capra, che vide in lui l’ideale protagonista di You Can’t Take it with You (1933, L’eterna illusione), permise a Stewart di dare vita ad un percorso professionale all’insegna di una notevole versatilità, andando quindi a spaziare fra diversi generi cinematografici (commedia, western, thriller), sempre diretto da grandi registi, quali, fra gli altri, il citato Capra, John Ford, Alfred Hitchcock, Otto Preminger, Anthony Mann, Ernst Lubitsch.
Da ricordare, tra i riconoscimenti, l’Oscar conseguito nel 1941 per la sua interpretazione del reporter Connor in  The Philadelphia Story (1940; Scandalo a Filadelfia, George Cukor, titolo purtroppo assente in cartellone) e quello alla carriera nel 1985.

Il fascino della diva, la determinazione della donna

AZ33Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento d’introduzione e commento relativo alla rassegna cinematografica “Il fascino della diva, la determinazione della donna. Tre film per ricordare Ingrid Bergman a cento anni dalla nascita”, che ha avuto luogo nei giorni 11, 13 e 16 agosto presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), evento compreso nel cartellone dei Caffè artistico-letterari 2015, organizzati dal Circolo di Lettura dell’ A.R.A.S. e dall’ Assessorato alla Cultura del Comune della cittadina. Ad entrambi rivolgo nuovamente da queste pagine i ringraziamenti per la cortese ospitalità, così come rinnovo un caloroso grazie al pubblico presente in sala, particolarmente attento e partecipe nel corso delle presentazioni e proiezioni dei titoli proposti (Casablanca, Notorious e Viaggio In Italia).

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Ingrid Bergman

Ingrid Bergman

Buonasera a tutti, grazie per la vostra presenza, i miei ringraziamenti alla Sig.ra Zito in rappresentanza del Circolo di lettura dell’ A.R.A.S. e all’Assessore alla Cultura Bruna Falcone in rappresentanza del Comune di Roccella Jonica, per aver reso possibile la rassegna che si inaugura questa sera dedicata all’attrice svedese Ingrid Bergman, nel centenario della sua nascita (Stoccolma 29 agosto 1915).
La retrospettiva ha comportato la necessità di una scelta fra le tante pellicole interpretate dalla Bergman, decidendo infine di articolarla in tre film, idonei, a mio avviso, a rappresentare tre momenti salienti della sua carriera: Casablanca, la definitiva affermazione presso il pubblico e la critica; Notorious, l’esaltazione di una raffinata sensualità, Viaggio in Italia, la volontà di sperimentare, di calarsi in esperienze cinematografiche, e di vita, sempre diverse. La rassegna è denominata “Il fascino della diva, la determinazione della donna”, si vuole infatti celebrare, sia l’immagine propria di un’attrice dall’indubbio fascino, la cui radiosa bellezza era esaltata da un sorriso per certi versi disarmante, sia, abbandonando il set cinematografico, quella di una donna fortemente decisa ad imporsi in quel di Hollywood per far sì che le venissero affidate parti lontane dai consueti stereotipi di fanciulla romantica. Continua a leggere

Angoscia (Gaslight, 1944)

1Londra, età vittoriana.
Al n. 9 di Thornton Square è stato commesso un omicidio, ai danni della famosa cantante lirica Alice Alquist, strangolata all’interno della sua abitazione.
A quanto riportano i giornali, dalle prime indagini non risultano chiari i motivi del delitto e il caso sarà destinato ad essere chiuso al più presto. Con la vittima conviveva una ragazza, la nipote Paula (Ingrid Bergman), orfana, la quale, sconvolta per quanto accaduto, è ora in partenza per l’Italia, dove prenderà lezioni di canto dal Maestro Guardi, già precettore e caro amico della zia. Passano circa dieci anni, Paula è ormai una giovane donna, l’amore si affaccia prepotentemente nella sua vita, tanto da farle abbandonare il proposito d’intraprendere una probabile carriera artistica.
Si tratta di un gentile ed elegante pianista, Gregory Anton (Charles Boyer), conosciuto proprio nel corso delle suddette lezioni di canto.
Mellifluo nei modi, del tutto accomodante, Gregory, in virtù di un insinuante modo di fare, riesce a condurre Paula verso un’accettazione delle sue decisioni che ha solo la parvenza della condivisione, a partire da un subitaneo matrimonio in quel di Como e fino a giungere ad un trasferimento a Londra, città dove, come rivela alla moglie, ha sempre desiderato vivere, magari in una casa calda ed accogliente, la cui vista desse su una piazza. Continua a leggere

Roma, Casa del Cinema : “Ingrid Bergman 100 anni dopo”

1In occasione del centenario della nascita di Ingrid Bergman (Stoccolma, 1915), l’associazione culturale Santa Marinella Viva, in collaborazione con il Nordic Film Fest e il giornalista Rosario Tronnolone, organizzerà una mostra fotografica presso la Casa del Cinema di Roma (Largo Marcello Mastroianni 1, Villa Borghese) dall’8 aprile al 23 maggio, la quale sarà comprensiva di due sezioni: Ingrid Bergman a S.Marinella, mostra curata dall’associazione culturale S.Marinella Viva – 30 immagini di Ingrid Bergman durante le estati degli anni ’50 presso Villa Bergman/Rossellini al km 58 della Via Aurelia di S.Marinella, cittadina balneare del litorale nord di Roma, che raccontano una donna felice in compagnia dei suoi figli, ma anche insieme ad attori di lustro come Gregory Peck, Alberto Sordi, Rock Hudson, nelle quali l’attrice appare in tutta la sua semplicità e naturalezza; I 62 volti di un attrice, mostra a cura di Rosario Tronnolone– immagini che ritraggono l’attrice nei suoi 62 film. L’esposizione sarà arricchita da una serie di dipinti ritraenti la Bergman della pittrice Ombretta Del Monte di Civitavecchia (RM), e da alcuni abiti ispirati all’attrice, al suo stile, realizzati da costumisti di S.Marinella: Anna Rotella, Teresa Venuto e Stefano Gagliano.

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Ingrid Bergman in "Casablanca"

Ingrid Bergman in “Casablanca”

Ingrid Bergman, volto emanante una radiosa bellezza, esaltata da un sorriso per certi versi disarmante, grande fascino ed estrema sensibilità, tanto sulla scena quanto nella vita di ogni giorno, giunse dalla nativa Svezia negli Stati Uniti nel 1939, chiamata dal produttore David O. Selznick, rimasto colpito dalla sua interpretazione in Intermezzo (1936, Gustaf Molander), film del quale venne presto girato un remake made in Hollywood, diretto da Gregory Ratoff. Una volta intuito come i produttori americani intendessero sfruttare la sua immagine all’interno dei consueti stereotipi, la Bergman riuscì ad imporsi per far sì che le venissero affidate parti idonee ad accentuare quella sottile linea divisoria fra candida ingenuità ed estrema sensualità, partecipazione emotiva e sofferto distacco.

fdNel Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1941, di Victor Fleming, fu sua la scelta d’interpretare la cameriera Ivy anziché, ruolo propostole inizialmente, la fidanzata del “mostro”, Spencer Tracy, così come è certo esemplare la sua interpretazione di Ilsa nel cult Casablanca (1941, Michael Curtiz), idonea ad offrire alla storia del cinema l’indimenticabile immagine di una donna combattuta nell’amare due uomini con lo stesso impeto ma in modo diverso, o l’intenso, palpabile, trasporto emotivo che traspare nel ruolo (premiato con il primo Oscar della sua carriera) di una donna trascinata verso il baratro della follia dal perfido marito (Charles Boyer) in Gaslight (Angoscia, 1944, George Cukor). Continua a leggere

Milano, MIC – Museo Interattivo del Cinema: “Hello Barbra!”

Barbra Streisand (Mtv.it)

Barbra Streisand (Mtv.it)

Da oggi, lunedì 8, e fino a mercoledì 23 dicembre, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Hello Barbra!, rassegna dedicata a Barbra Streisand, cantante, attrice, regista e produttrice cinematografica: attraverso otto film verrà reso omaggio ad un’artista unica, ironica, sensibile, determinata, che ha evidenziato nel corso della sua carriera un eclettismo straordinario. Apre la rassegna E’ nata una stella (A Star Is Born, 1976), remake dell’omonimo film di George Cukor, 1954, con Judy Garland, a sua volta preceduto dalla versione del 1937 (William A. Wellman, la quale traeva spunto da What price Hollywood?, ancora Cukor, 1932). Il film valse alla Streisand l’Oscar, insieme a Paul Williams, come autrice della migliore canzone (Evergreen). Continua a leggere

Grace di Monaco

French-Grace-of-Monaco-PosterFilm d’apertura, fuori concorso, del 67mo Festival di Cannes, boicottato dalla famiglia Grimaldi ed accolto da critiche sferzanti da parte della stampa specializzata, Grace di Monaco, pur non essendo certo un’opera memorabile, soffrendo per più di un’ingenuità a livello di scrittura (Arash Amel) e regia (Olivier Dahan), resta comunque, almeno a parer mio, una realizzazione nel complesso gradevole, in particolare se ci sofferma sull’aspetto essenzialmente visivo.
Al riguardo, infatti, non è difficile notare, tanto nella scenografia (Dan Weil) che nella fotografia (Éric Gautier), quest’ultima dai colori piuttosto saturi e “pastellosi”, senza dimenticare i costumi (Gigi Lepage), un più che evidente richiamo alle produzioni americane degli anni ’50-’60, riscontrabile inoltre in varie inquadrature.
Un ulteriore merito, poi, consiste nell’aver voluto prendere le distanze dalle caratteristiche tipiche di un film biografico propriamente detto, esprimendo il tentativo di portare in scena, all’interno di una narrazione circoscritta in un cadenzato spazio temporale (dicembre 1961-ottobre 1962), delimitata dalla dichiarazione d’intenti di trarre libera ispirazione dai fatti reali, il ritratto di una donna che in un determinato momento della sua vita si trovò ad avvertire il peso della storia sulle sue spalle. Continua a leggere

Garbo laughs again!

Ninotchka_locandina_01Appuntamento lunedì 6 gennaio in 70 sale italiane con Ninotchka, film diretto nel ’39 da Ernst Lubitsch, il quinto titolo del progetto di distribuzione Il Cinema Ritrovato. Al cinema, inaugurato dalla Cineteca di Bologna e Circuito Cinema per riportare in sala ogni lunedì e martedì i grandi classici restaurati.
“Garbo laughs! La Garbo ride!”, un lancio pubblicitario entrato di diritto nella storia del cinema quello studiato al tempo per un film a sua volta avvolto nel mito, tanto per l’interpretazione di Greta Garbo, la quale offre in una famosa scena la sua prima risata (doppiata), quanto per l’ormai tipico e consolidato Lubitsch Touch, costituito da un notevole senso dello spettacolo ed una grande abilità nella direzione degli attori.
Un personale percorso creativo, volto ad elevare a stile grazia e leggerezza, non disgiunte da una certa profondità, il quale ha rappresentato una felice costante nella produzione di Lubitsch, distante dalle esperienze espressioniste proprie del cinema della sua terra d’origine. Il regista, naturalizzato statunitense, era infatti nato a Berlino, nel 1892, e dopo una serie di esperienze come attore e regista si trasferì ad Hollywood nel ’23, chiamato da Mary Pickford, perché la dirigesse in Rosita.

untitledDa non sottovalutare poi l’apporto offerto dal trio di sceneggiatori, Charles Brackett, Walter Reisch e Billy Wilder, che lavorarono su un soggetto tratto dall’omonimo romanzo di Melchior Lengyel, ed imbastirono una storia ambientata a Parigi, città dove giungono tre inviati del governo sovietico, col proposito di vendere i gioielli confiscati alla granduchessa Swana durante la rivoluzione.
Ma l’aria della capitale europea si rivelerà presto apportatrice di inedite tentazioni e così la citata granduchessa, qui in esilio, si servirà del suo amante Léon (Melvyn Douglas) per impedire la vendita, anche se i piani di quest’ultimo per irretire i tre emissari, fra agi e lussi loro sconosciuti, saranno sconvolti, almeno inizialmente, dall’arrivo di un inflessibile commissario, la compagna Nina Yakushova (Garbo)…

Greta Garbo e Melvyn Douglas

Greta Garbo e Melvyn Douglas

Il restauro del film è stato curato dalla Warner Bros, per concessione di Hollywood Classics, e viene proposto in versione originale con sottotitoli in italiano.
Un’occasione per rivedere o scoprire sul grande schermo una commedia elegante (la splendida scenografia di Cedric Gibbons, esaltata dalla fotografia di William Daniels) e sagace, dove una certa malizia appare mitigata da una sottile, beffarda, ironia. Al riguardo è sufficiente citare “il grido di rivolta” espresso da una Ninotchka ormai convertita: “Compagni! Compagni, la rivoluzione è in marcia, le bombe cadranno, la civiltà occidentale crollerà a pezzi. Ma per favore, non adesso”. Più che il partito poterono l’amore e lo champagne …

dNinotchka rappresenta l’ultimo grande successo di Greta Garbo, che chiuderà la carriera solo due anni dopo, nel 1941, in seguito all’inatteso flop di Non tradirmi con me (Two-Faced Woman, George Cukor).
Del film, che resterà in programmazione sino al 28 Gennaio, insieme ad altri titoli di Lubitsch, i quali andranno a costituire una rassegna curata dalla Cineteca, è stato girato un remake in forma di commedia musicale nel ’57, La bella di Mosca (Silk Stockings, Rouben Mamoulian), con Fred Astaire e Cyd Charisse, mentre del ’92 è la parodia a fumetti proposta dal settimanale Topolino (Novembre-Dicembre, n. 1929, 1930, 1931 e 1932), Ciao Minnotchka!, scritta e disegnata da Romano Scarpa.