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Bologna, al via la XXXIII Edizione de “Il Cinema Ritrovato”

Sarà inaugurata oggi, sabato 22 giugno, alle ore 12, al Cantiere Modernissimo di Bologna, accanto a Piazza Maggiore, la XXXIII Edizione de Il Cinema Ritrovato: a presentarla, i quattro direttori del festival, Cecilia Cenciarelli, Mariann Lewinsky, Ehsan Khoshbakht e Gian Luca Farinelli, che introdurranno la proiezione di Notre-Dame, Cathédrale de Paris, il cortometraggio documentario di Georges Franju  girato nel dicembre del 1956 che visualizza attraverso l’intercalare suggestivo delle immagini una Notre-Dame ben diversa da quella conosciuta negli ultimi decenni, prima dell’intervento di ripulitura disposto nel 1963 dal Ministro della Cultura Mairaux. Il Cinema Ritrovato assolve così alle funzioni che gli sono proprie, ovvero quella di macchina del tempo intesa ad esplorare i tre secoli  del cinema, dalla fine dell’ Ottocento all’inizio del 2000, insieme a quella di macchina dello spazio, consentendo numerosi viaggi attraverso il cinema europeo, statunitense, africano, asiatico, latinoamericano, alla scoperta tanto di opere che non abbiamo mai visto, quanto alla riscoperta di titoli il cui ricordo abbiamo magari preservato nel nostro cuore, nella possibilità di visionarli ora nelle copie migliori, nei nuovi restauri, nelle condizioni di proiezione ideali, ritrovando la preziosa sensazione, spesso perduta in virtù di solipsistiche visioni garantite dalla moderna tecnologia, del cinema quale sogno condiviso. Continua a leggere

Grisbì (Touchez pas au grisbi, 1954)

Parigi, 1953, ristorante di Madame Bouche (Denise Clair). Max (Jean Gabin) ed il suo socio, nonché caro amico, Henri Riton (René Dary), stanno cenando insieme a due ballerine di burlesque, Lola (Dora Doll) e Josy (Jeanne Moreau).
A loro si unisce il giovane Marco (Michel Jourdan). Max e Riton sono due gangster, circa un mese addietro, come riportano i giornali, hanno realizzato un grosso colpo, una rapina all’aeroporto di Orly, che ha fruttato 50 milioni in lingotti d’oro.
Per il primo, uomo di mezz’età, il grisbì, la refurtiva, rappresenterebbe una congrua “pensione”, dopo anni di loschi affari gestiti con oculatezza e circospezione, non rifuggendo comunque una condotta all’insegna del bel vivere. In particolare Max, avveduto ed accorto, è incline a rispettare un personale codice di comportamento morale, al contrario di Riton, a volte troppo ingenuo, oltre che piuttosto sensibile a cedere alle lusinghe del fascino femminile. Infatti sarà proprio Josy, messa al corrente dell’ingente somma rubata, a riservargli una brutta sorpresa, svelando tutto al violento spacciatore Angelo (Lino Ventura), col quale intrattiene una relazione. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: anteprima di “Italian Gangsters” e una rassegna dedicata al “Gangster Movie”

spazio_oberdan1A Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana dal 19 dicembre al 6 gennaio proporrà in anteprima italiana Italian Gangsters, l’ultimo film di Renato De Maria presentato con grande successo di pubblico e critica alla 72ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia. A fare da controcanto alla citata pellicola, la Cineteca presenterà inoltre, dal 13 al 30 dicembre, una rassegna dedicata al Gangster Movie, che prevede in cartellone autentici capolavori del cinema americano e francese. Quattordici i film in programma, firmati da maestri della settima arte (da John Huston, Stanley Kubrick, Raoul Walsh, William Wellmann, William Wyler, a Jean-Pierre Melville, Claude Sautet, Jules Dassin, Jacques Becker, Julien Duvivier, Jean-Luc Godard) e interpretati da attori già divenuti leggenda come James Cagney, Humphrey Bogart, Sterling Heyden, Jean Gabin, Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura.
Unico titolo di recentissima produzione in rassegna è Black Mass, che vede protagonista Johnny Depp, altra vera star del cinema contemporaneo.
Di seguito, una mia analisi del film Italian Gangsters e il programma completo della rassegna, rimandandovi per ogni informazione al sito della Cineteca. Continua a leggere

Il ritorno de “La grande illusione”

Locandina_La_Grande_illusionRestituito alla sua forma originaria grazie al nuovo restauro basato sul rocambolesco ritrovamento del negativo originale, a partire da lunedì 3 marzo La grande illusione, film del 1937 diretto da Jean Renoir, arriverà in 70 sale cinematografiche italiane, nell’ambito del progetto di distribuzione dei classici restaurati Il Cinema Ritrovato. Al cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna e Circuito Cinema.
Nel Centenario della Prima Guerra Mondiale (1914-2014) torna il film che nel raccontare la Grande Guerra metteva in scena La grande illusione di un auspicabile “mai più”, nel dolente presagio dell’inevitabilità di un imminente secondo conflitto, ormai alle porte al tempo in cui la pellicola era in lavorazione. Un’esperienza, quella della Prima Guerra Mondiale, vissuta dallo stesso Renoir, ispiratosi infatti alla storia del capitano Armand Pinsard, che nel 1916 lo aveva salvato (allora il regista era pilota di ricognizione) dall’attacco di un caccia nemico e le cui evasioni dal carcere militare erano state documentate nel 1917 dal volume La guerre aérienne illustrée.

Jean Renoir (cinematografo.it)

Jean Renoir (cinematografo.it)

Una dura prova quella affrontata da Renoir, tanto pregnante nei suoi ricordi fino a determinarne il dichiarato pacifismo: “Per lungo tempo si è rappresentato il pacifista come un uomo dai capelli lunghi, dai pantaloni sgualciti, il quale, appollaiato su una cassa di sapone, profetizzava senza tregua le calamità che sarebbero sopraggiunte e cadeva nell’angoscia alla vista di un’uniforme.
I personaggi della Grande illusione non appartengono a questa categoria. Essi sono l’esatta replica di quel che noi eravamo, noi, la Classe 1914.
Perché ero ufficiale durante la guerra e ho conservato un vivo ricordo dei miei compagni. Non eravamo animati da alcun odio contro i nostri avversari.
Erano dei buoni tedeschi come noi eravamo dei buoni francesi… Sono convinto di lavorare a un ideale di progresso umano presentando sullo schermo la verità non mascherata. Attraverso il ritratto di uomini che compiono il loro dovere, secondo le leggi della società, nel quadro delle istituzioni stabilite, credo di aver portato il mio umile contributo alla pace del mondo”. Continua a leggere