Archivi tag: Leopoldo Trieste

Destinazione Piovarolo (1955)

Roma, 1922. Antonio La Quaglia (Totò), partecipa ad un concorso indetto dalle FS per capostazione di III Classe, 850 posti, e lo supera. Giunto però ultimo in graduatoria viene destinato a Piovarolo, un accogliente paesello, almeno dalle informazioni riportate in una guida turistica. In realtà La Quaglia si renderà presto conto di come la realtà sia ben diversa: in stazione si ferma un solo treno in tutta la giornata, può contare soltanto sull’aiuto di Beppa (Tina Pica), casellante/guardia sala/assistente ai capostazione celibi, unici svaghi le partite a scacchi via telegrafo con il collega di una vicina stazione e la frequentazione della locale osteria-Circolo culturale, dove si ripete ogni giorno l’ “attrazione” offerta da un ex garibaldino (Ernesto Almirante), l’aver sentito Garibaldi pronunciare la storica frase, rivolto a Bixio: “Caro Nino, qui si fa l’Italia o si muore”. Proprio questa citazione, una volta che  il vecchietto sta per morire, è contesa da due deputati giunti in paese, uno socialista e l’altro popolare. Una situazione dalla quale La Quaglia cerca di trarre vantaggio per ottenere un agognato trasferimento, ma intanto incombe l’avvento del regime fascista ed il nostro non sa come adeguarsi, tanto che su di lui gravano pessime note di qualifica. Continua a leggere

Dov’è la libertà …? (1953)

Italia, anni’50. In un’aula di tribunale il giudice legge l’imputazione nei confronti di Lojacono Salvatore (Totò), aver invaso un carcere penitenziario, calandosi all’interno dell’edificio ed introducendosi in una cella. L’imputato, proclamatosi colpevole, ci tiene a raccontare il perché di quel gesto, in apparenza inspiegabile: in prigione da 22 anni per omicidio passionale, un giorno gli venne comunicato un condono di tre anni per buona condotta. Finalmente fuori!
Ma dove andare? La moglie è morta mentre lui scontava la pena, il suo negozio di parrucchiere in Via degli Orefici oramai non c’è più …
Incontra una donna per strada e la segue all’interno di un locale dove è in corso una gara di ballo, finendo col fare da intermediario fra i ballerini e l’impresario, ma quest’ultimo fugge con l’incasso. Su indicazione della polizia trova domicilio in una modesta pensione e riprende a lavorare, servizio di barba e capelli ai pensionati, ma il passato ritorna a galla, per cui è costretto a lasciare l’alloggio.
Si imbatte nel cognato Romolo (Eugenio Orlandi) e viene accolto nuovamente in famiglia, per poi scoprire come i parenti si siano arricchiti a spese di una famiglia di ebrei deportati e che la moglie non era poi quel fiore di virtù da lui tanto decantato. Inoltre intendono fargli sposare una loro domestica, incinta…
Se la buona società è questa… Continua a leggere

Reggio Calabria ricorda Leopoldo Trieste

(StrettoWeb)

Ieri, mercoledì 3 maggio, a Reggio Calabria, città natale di Leopoldo Trieste, si è svolta la cerimonia d’inaugurazione di una piazza, nel Rione Ferrovieri, intitolata al celebre attore, nonché drammaturgo, sceneggiatore e regista, nella ricorrenza dei cento anni dalla sua nascita. La manifestazione, cui sono seguite le proiezioni di un filmato su Leopoldo Trieste realizzato dagli studenti del Liceo Classico Tommaso Campanella e de Lo sceicco bianco (Federico Fellini, 1952) ha visto come organizzatori il Club di Territorio del Touring Club Italiano, la delegazione del Fondo Ambiente Italiano e dalla sezione di Italia Nostra di Reggio Calabria, in collaborazione con il Liceo Classico Tommaso Campanella, i Circoli del cinema Zavattini e Chaplin di Reggio Calabria, insieme all’Amministrazione Comunale della città; ho avuto il piacere di ricordare Leopoldo Trieste ed approfondire la rilevanza della sua figura di intellettuale ed artista completo, dalle mille sfaccettature, nell’ambito di un mio intervento all’interno della V Edizione di Epizephiry International Film Festival, kermesse cinematografica diretta da Renato Mollica, che ha intitolato il Premio Miglior Attore proprio a Trieste ed intervistando il Prof. Gaetano Pizzonia, una volta letto il suo bel libro Il mito di Leopoldo Trieste (2013, Laruffa Editore).

 

“Fellinianno Secondo tempo”: Rimini ricorda Federico Fellini a vent’anni dalla scomparsa

Federico Fellini

Federico Fellini

Riprendono da oggi, sabato 26 ottobre, a Rimini, città natale di Federico Fellini, le iniziative comprese nell’evento denominato Fellinianno, volte a celebrare l’ormai prossima ricorrenza del ventennale della sua scomparsa, avvenuta a Roma il 31 ottobre 1993, poco dopo aver ottenuto l’ Oscar alla carriera (preceduto da quattro statuette nella categoria Miglior Film in lingua straniera, La strada, ’57; Le notti di Cabiria,’58; , ’64; Amarcord, ’75). Fellinianno ha avuto un’inaugurazione simbolica nel novembre 2012, l’apertura di una sala del Museo della Città riservata al Libro dei sogni, i due album originali su cui il regista ha appuntato e schizzato, in forma di “segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”, riprendendo le sue parole, dall’inizio degli anni sessanta al ’90, sogni ed incubi notturni, temi e spunti dei suoi film, le persone da lui incontrate, personaggi o avvenimenti particolari (disponibile anche in versione digitale integrale, pubblicata con il titolo Il libro dei miei sogni dall’editore Mario Guaraldi).

2In seguito l’evento è confluito verso tutta una serie di appuntamenti organizzati e promossi dal Comune: vari spazi e luoghi della città, istituzionali e informali, si sono resi infatti protagonisti di avvenimenti ispirati dalla memoria felliniana, concerti, incontri, conversazioni, mostre, proiezioni, perfomance, balletti, momenti volti all’approfondimento.
E così sarà nei prossimi mesi, con un Secondo tempo volto ad offrire spettacoli in anteprima e riproposizioni: amici, collaboratori del Maestro, studiosi del suo cinema si avvicenderanno per offrire ricordi e testimonianze.
Il via quindi oggi pomeriggio, alle ore 16, presso il Museo della Città di Rimini, con l’inaugurazione della mostra I disegni di Federico Fellini dal Libro dei sogni, da un’idea di Felice Laudadio e a cura di Francesca Fabbri Fellini, nipote del regista, e in collaborazione con Bif&st e Fondazione Apulia Film Commission, per un colorato viaggio immaginifico volto ad offrire un inedito ritratto dell’Italia del ‘900.

3“Questo quasi inconsapevole, involontario tracciare ghirigori, stendere appunti caricaturali, fare pupazzetti inesauribili, che mi fissano da ogni angolo del foglio, schizzare automaticamente anatomie femminili ipersessuate ossessive (…) e infiniti altri pastrocchi, geroglifici, costellati di numeri di telefono, indirizzi (…) forse è una specie di traccia, un filo, alla fine del quale mi trovo con le luci accese, nel teatro di posa, il primo giorno di lavorazione. (…) Mi sembra di poter dire che ho sempre scarabocchiato, fin da bambino, su qualsiasi pezzo di carta mi capitava davanti.
E’ una sorta di riflesso condizionato, di gesto automatico, una mania che mi porto dietro da sempre (…)” (Federico Fellini, Fare un film, 1980, Einaudi).

Alberto Sordi

Alberto Sordi

Lunedì 28 ottobre presso la Cineteca Comunale (via Gambalunga 27 – centro storico), alle ore 21, sarà proiettato il docu-film Viva Fellini (Italia 2013, 62’) diretto da Nevio Casadio, giornalista ed autore televisivo, il quale ne ripercorrere vita e carriera attraverso interviste, testimonianze e materiale di repertorio. Interverranno l’autore, Francesca Fabbri Fellini, e Massimo Pulini, Assessore alla Cultura. Martedì 29, sempre nei locali della Cineteca Comunale, alle ore 21, in collaborazione con San Marino Film Festival (16 – 23 novembre 2013) sarà proposto Lo sceicco bianco (1952), prima regia di Fellini dopo Luci del varietà, ’51, co-diretto insieme ad Alberto Lattuada.

Una sapida satira di costume, con in embrione tante tematiche care al Maestro, che svilupperà nelle opere successive: sfumature ed introspezioni psicologiche, l’illusorietà del mondo dello spettacolo, (i fotoromanzi, ma anche il cinema), il movimento frenetico,“circense”, sottolineato dalle musiche di Rota, l’atmosfera sospensivamente onirica, nella consapevolezza di un amaro ritorno alla grigia realtà (“la vita vera è quella dei sogni” dice a inizio film la direttrice del fotoromanzo a Wanda/Brunella Bovo, ma quest’ultima dovrà ammettere alla fine che “a volte il sogno è un baratro fatale”).

Leopoldo Trieste e Brunella Bovo

Leopoldo Trieste e Brunella Bovo

Da ricordare l’esordio di Leopoldo Trieste, chiamato da Fellini per interpretare lo sposino Ivan Cavalli, sostituendo Peppino De Filippo (all’ultimo momento risultato non disponibile), che delinea con la sua interpretazione uno dei primi ritratti d’italiano piccolo-borghese, tutto “vizi privati e pubbliche virtù” e l’apparizione di Alberto Sordi nei panni dello “Sceicco”, sospeso tra le palme, dondolante sull’altalena, un’altra chimera che s’infrange con la realtà di seduttore da burla, indolente, sbruffone e vanitoso.

6Dal 30 ottobre prenderà il via a Riccione (Multiplex Cinepalace) la VI Edizione dell’Amarcort Film Festival, rassegna cinematografica dedicata ai cortometraggi, ai giovani registi e alle produzioni indipendenti, per raccontare storie, persone, emozioni, nel ricordo di quanto diceva Fellini: “Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.
Fellinianno ospiterà la kermesse fra i suoi eventi nei giorni 31 ottobre ed 1, 2 e 3 novembre, a Rimini, presso il Teatro degli Atti.
Il festival è stato scelto dal Comune come uno degli eventi per appoggiare la candidatura di Ravenna in qualità di Città Europea per la Cultura nel 2019.

7In particolare, giovedì 31 ottobre vi sarà la consueta mattinata riservata alle scuole di Rimini, con proiezioni di cortometraggi incentrati su determinate tematiche sociali.
Nel pomeriggio inizieranno le celebrazioni del Fellinianno con la proiezione dell’episodio Agenzia matrimoniale, tratto dal film L’amore in città (1953), mentre dall’ 1 al 3 novembre riprenderanno le proiezioni dei film finalisti di tutte le sezioni in gara (Amarcort, Gradisca, Fulgor e Rex, novità di quest’anno, dedicata ai cortometraggi d’animazione). Oltre ai finalisti, non mancheranno le proiezioni di film fuori concorso (Visioni dal mondo, Visioni dalla provincia e Sezione scuole).

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Per tutta la durata del festival sarà allestita la mostra dei finalisti al concorso fotografico Paparazzo nelle sezioni Mi ricordo, Energia per le idee, idee per l’energia, (in collaborazione con SGR Servizi), e quelle a tema libero. La video sigla del festival è stata affidata alla riminese Alessia Travaglini. Fra le altre iniziative previste per la giornata del 31 ottobre, la cerimonia di commemorazione al Cimitero Monumentale, alle ore 12.00 e, alle 18.00, al Teatro Galli (Piazza Cavour), l’inaugurazione della mostra Fellini all’opera, che resterà aperta fino al 6 gennaio 2014. Alle ore 21, al Teatro degli Atti, verrà proiettato il film In morte di Federico Fellini, ’94, di Sergio Zavoli, il quale sarà presente all’incontro seguente alla proiezione, insieme a Piero Meldini e Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini.

iitrIn cartellone anche la presentazione del libro
 Segreti e bugie di Federico Fellini
 (scritto da Gianfranco Angelucci
, che sarà protagonista di un incontro con Marco Missiroli), il 6 dicembre, alle ore ore 21 (Museo della città, Sala del Giudizio), e le proiezioni di altri due documentari (ore 21), il 22 novembre in Cineteca Seguendo la nave di Federico Fellini, edizione rimontata e restaurata del backstage che Ferruccio Castronuovo, per oltre dieci anni collaboratore del regista riminese, girò sul set de E la nave va (’83), mentre il 15 dicembre, al Teatro degli Atti, sarà la volta di L’altro Fellini (Stefano Bisulli e Roberto Naccari), che racconta la storia del fratello minore Riccardo, anch’egli aspirante regista. L’ultimo appuntamento del Fellinianno è in programma per sabato 21 dicembre, alle ore 21, presso la Domus del Chirurgo, la conferenza-spettacolo Le lingue di Federico, con Mirco Gennari, Francesca Airaudo, Giorgia Penzo e Francesco Tonti.

“Il mito di Leopoldo Trieste”: intervista a Gaetano Pizzonia

il-mito-di-leopoldo-trieste-intervista-a-gaet-L-eY46yZHo avuto modo di conoscere Gaetano Pizzonia (nato e residente a Reggio Calabria), docente in pensione di Storia e Filosofia negli Istituti Magistrali e nei Licei, in seguito ad uno scambio di commenti avvenuti sul mio blog, relativamente all’articolo Ricordando Leopoldo Trieste: sono venuto a sapere di come da poco avesse scritto un libro, in forma di saggio, Il mito di Leopoldo Trieste (Laruffa Editore) e così, dopo averlo letto con vivo interesse (è una lettura piacevolmente coinvolgente, che consiglio a tutti i cinefili e quanti vogliano conoscere meglio il grande artista, del quale emerge pagina dopo pagina un ritratto ben definito e completo), ho contattato l’autore per l’intervista che potete leggere di seguito. Pizzonia, oltre ad aver collaborato a Scuola 2000, Diagramma, La Gazzetta del Sud, Scuole di Reggio e Provincia, Fata Morgana Editrice, ha pubblicato:La pedagogia scientifica e La scuola dei bambini nei nuovi “Orientamenti”, entrambi per i tipi della Fratelli Conti Editori ( Napoli, ’75 e ’87); Biografia di D.N. Vitale in Poesie edite ed inedite di Domenico Napoleone Vitale, a cura di Fera e Tuscano (Pellegrini editore, Cosenza, ’88); Il profeta dell’anarchismo (Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2007).

Professor Pizzonia, un suo ricordo di Leopoldo Trieste, l’uomo, l’amico, l’artista.

“Lo sceicco bianco”

“Lo sceicco bianco”

Sono molti i ricordi che si affollano nella mia mente, in modo particolare l’ultima telefonata avvenuta solo qualche giorno prima della dipartita, allorquando mi aveva assicurato che stava bene e che mi avrebbe chiamato da lì a poco per tranquillizzarmi.
Leopoldo era un uomo speciale, lo dico senza retorica; un amico leale, affettuoso e sincero, capace di donare all’amicizia “il calore del prodigio”.
A tale proposito Kezich scrive a Fellini, parlando di Leopoldo, “Fortunati noi che abbiamo un simile amico”; un artista serio e responsabile che non si affidava solo alle ricche risorse umane possedute, ma che faceva leva anche sulle sue straordinarie capacità intellettive.

Nel libro Il mito di Leopoldo Trieste (Laruffa Editore), nelle librerie dallo scorso Aprile, lei narra la vita di “Poldino”, come lo chiamava affettuosamente Fellini, dalla giovinezza a Reggio Calabria, sua città natale, agli studi a Messina e Roma, sino alla definitiva affermazione come attore: risalta in particolare la personalità propria di un intellettuale raffinato ed estremamente duttile, forte in egual misura sia di un notevole estro culturale che di una grande umanità.

"I vitelloni"

“I vitelloni”

Preciso che Leopoldo ha frequentato il Liceo-ginnasio “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria.
A Messina si recava per assistere alle rappresentazioni teatrali perché Reggio era priva di teatri. La sua dote principale era la modestia, cui si aggiungeva una eccezionale sensibilità che lo portava ad amare, da laico, tutto il creato. In una testimonianza in sede di presentazione del saggio un giornalista che lo aveva conosciuto di persona, lo definì un “bambino cresciuto” che aveva l’innocenza a fior di pelle … Che anche se si parlava di Germi o di Fellini era capace di fermarsi per accarezzare un geranio.

Trieste, come lei sottolinea nella sua opera, è stato drammaturgo ancor prima che attore, ha portato nel nostro teatro quel realismo già affermatosi in ambito cinematografico, per mezzo di rappresentazioni scarne, crude: un titolo su tutti Cronaca del ’46, il primo dramma sull’Olocausto.
Dall’esordio ne Lo sceicco bianco, ’50, di Federico Fellini, il cinema fa suo “un attore per caso”, che da qui in poi ci regalerà splendide caratterizzazioni, però viene da pensare a quanto avrebbe potuto ancora offrire in ambito teatrale, considerandone preparazione (il diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma) e felici intuizioni…

"Il nome della rosa"

“Il nome della rosa”

Il prof. Mario Verdone in un suo trattato considera Leopoldo Trieste “padre del neorealismo teatrale”. Anche se è stato, come dice il giornalista RAI Vittorio Castelnuovo in Millepagine, una delle maschere più tipiche della cinematografia italiana, il “traviamento felliniano” ha privato la letteratura italiana di un geniale autore e il teatro mondiale di un drammaturgo di talento.
Nel 1995 la Germania per scrollarsi di dosso il pesante fardello del “senso di colpa”, per “amore della verità” ha fatto conoscere al popolo tedesco Cronaca, prima opera teatrale al mondo che affronta il problema dell’Olocausto, col titolo Die Umarmung, cioè L’abbraccio, in riferimento alle delazioni richieste dalla Gestapo per rastrellare gli ebrei.

Penso alla presenza scenica di Trieste, tra naturalezza, timidezza e ritrosia. Una figura per certi versi defilata, nonostante la sua rilevanza culturale e artistica, un modo insolito di proporsi nel mondo dello spettacolo già ai suoi tempi.
E oggi? Quanto manca al nostro panorama culturale un personaggio di tale levatura, considerando l’odierno culto dell’immagine o, meglio, dell’apparenza sfrontata?

"Nuovo Cinema Paradiso"

“Nuovo Cinema Paradiso”

Proprio oggi, periodo dominato dal “culto dell’immagine”, manca il talento di “Poldino”, attore capace di calarsi nella parte a tal punto da annullare la dicotomia, presente anche in molti bravi attori, interprete –personaggio (frate Michele da Cesena, in Il nome della rosa; Il signor Roberto ne Il padrino II; il partigiano per caso in Un giorno da leoni, Il signor Domenico, in Gente in viaggio, etc.).Copyright Antonio Falcone

Reggio Calabria Film Fest 2012

reggio-calabria-film-fest-2012-L-BlkfmjPrende il via oggi, martedì 4 dicembre, il Reggio Calabria Film Fest (venerdì 7 la giornata conclusiva), prima parte di un progetto, il Festival cinematografico della Calabria, organizzato dalla Fondazione Calabria Film Commission, presieduta da Gianluca Curti, e dall’associazione Askena, kermesse che comprende al suo interno il Magna Grecia Film Festival School in the City (dal 10 al 15 dicembre, Squillace, Casa delle Culture; Catanzaro, Complesso Monumentale S. Giovanni) e La Primavera del Cinema Italiano (dal 15 al 22 dicembre, Cosenza, Cinema Citrigno; S. Nicola; Teatro Italia; Supercinema): la giunta regionale ha, infatti, approvato la proposta progettuale della suddetta Fondazione, in occasione del bando eventi innovativi, finanziato sulla base dei fondi Por Fesr 2007/2013.

reggio-calabria-film-fest-2012-L-k8VbBbLo svolgimento del Reggio Film Fest si suddividerà tra due location, il teatro Francesco Cilea e Villa Zerbi; nel corso delle serate al teatro saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio RCFF alla carriera; Premio Raf Vallone; Premio Leopoldo Trieste; Premio Musica del Mediterraneo; Premio Città Metropolitana di Reggio Calabria; Premio Vittorio De Seta – miglior Documentario. Il programma completo, con gli orari di eventi e proiezioni, piuttosto ricco e interessante nella varietà estrema delle sue proposte, tra matinèe per gli studenti, workshop di regia e scenografia, omaggi – retrospettive (Mino Reitano ed Enzo Mirigliani), anteprime nazionali ( come il film Quel che resta, di Laszlo Barbo), è scaricabile dal sito http://www.reggiocalabriafilmfest.it.

Gemellaggio tra Epizephiry e Floridia Film Fest

gemellaggio-tra-epizephiry-e-floridia-film-fe-L-aBTKHhLe belle idee, nate spesso da felici intuizioni, trovano nel tempo concreta attuazione ed inediti, interessanti, sviluppi, in vista di una crescita effettiva del territorio e al di là, o indipendentemente, da appoggi esterni volti nella maggior parte dei casi, senza generalizzare e fatte salve benvenute eccezioni, ad appropriarsene all’insegna di un proprio uso e consumo: accolgo quindi con piacere la notizia del recente gemellaggio tra Floridia Film Fest ed Epizephiry Film Fest, divenuto realtà in seguito ad una serie d’incontri tra i rispettivi direttori artistici, Renato Scatà e Renato Mollica, avvenuti tra giugno e settembre, volti a studiare nuove formule di promozione cinematografica, condividendo il fine di dare una svolta al destino del cinema nelle proprie realtà di provincia, spesso prive di sale.

gemellaggio-tra-epizephiry-e-floridia-film-fe-L-nN6MAOEpizephiry International Film Festival, giunto alla VI edizione, sin dalle origini ha infatti promosso un sostanziale e costante rinnovamento nell’ambito e al di fuori del territorio d’appartenenza, caratterizzandosi per le varie sezioni rivolte a cortometraggi e documentari, prevedendo inoltre appositi riconoscimenti dedicati ai migliori interpreti (vedi il Premio Leopoldo Trieste) o alla musica e alla cultura (Premio Officine Calabria). Ugualmente deve dirsi per il Floridia Film Fest, del quale quest’anno si è svolta la III edizione:tramite la sezione Retrospettiva Italiana offre una rivalutazione di pellicole risalenti agli anni settanta e ottanta, organizzando, nella cittadina in provincia di Siracusa che dà il nome all’evento, dei veri e propri talk show, cui partecipano i loro grandi protagonisti, senza dimenticare le realizzazioni delle nuove leve, proposte al pubblico nell’ambito della Sezione Cortometraggi.

 Renato Scatà

Renato Scatà

Eventi che si completano a vicenda, quindi, ecco perché la stipulazione di tale patto d’alleanza, dal quale molte realtà culturali del territorio calabrese (e non solo) dovrebbero prendere esempio, acquista un valore simbolico, una proficua cooperazione volta al comune intento di preservare la cultura, cinematografica in tal caso, dalle incursioni del tempo, guardare indietro ma con la capacità di proiettare lo sguardo verso il futuro, analizzare lucidamente “vecchio” e nuovo, condividendo nuove forme di comunicazione, multimediali in particolare.

Renato Mollica

Renato Mollica

L’intenzione è quella di attuare importanti “scambi” di opere, per cui i film vincitori dei rispettivi eventi verranno inseriti in un programma di proiezioni all’interno della manifestazione gemellata, dando così vita ad un percorso privilegiato, volto ad offrire ai vari registi un pubblico sempre più vasto e a quest’ultimo, fruitore finale, una varietà estrema di proposte da confrontare e sulle quali magari discutere.

Tra le idee più valide vi è certo quella di creare diversi laboratori e workshop di cinema, condivisi dai due Festival, che nel tempo si trasformino in delle vere e proprie realtà locali, impegnate nella creazione di prodotti cinematografici, operando attivamente all’interno delle scuole, facendo leva sulle nuove generazioni per dar vita ad una definitiva rinascita culturale; durante l’anno, verranno allestiti vari eventi collaterali che riguarderanno presentazione di opere letterarie, convegni sul cinema e conversazioni a tema, con ospiti speciali ed infine verranno indetti dei concorsi, comprendenti diversi settori artistici, cui protagonista sarà ancora una volta il pubblico.