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Mamma mia! Ci risiamo

(Movieplayer)

La mia anima, alquanto pop e “musicarella”, era stata piacevolmente solleticata, undici anni orsono, dalla visione di Mamma mia!, tratto dall’omonimo musical scritto da Catherine Johnson, che ne curava la sceneggiatura anche per il grande schermo, mentre la regia era affidata a Phyllida Lloyd.
Notando l’ispirazione, credo dichiarata, ad un film del 1968, Buonasera, Signora Campbell, diretto da Melvin Frank, ricordo di essere rimasto conquistato da quell’atmosfera gioiosa e liberatoria che trovava opportuno proscenio nell’isola greca di Kalokairi, località-cartolina sul cui sfondo risaltava l’esternazione, piuttosto estemporanea e dal sentore “casareccio”, di balletti eseguiti su musiche del gruppo svedese degli ABBA.
La resa complessiva risultava  coinvolgente, merito certo di un cast, guidato da Meryl Streep, affiatato e con una gran voglia di mettersi in gioco e divertirsi, ma anche di una regia piuttosto solida, idonea a conferire un opportuno senso di continuità ai numeri musicali, fluidamente intersecati nello scorrere dell’iter narrativo. Continua a leggere

The Post

Vietnam, 1966. Daniel Ellsberg (Matthew Rhys), analista militare, assiste ad una cruenta battaglia, dalla quale risulta più che evidente la situazione di estrema difficoltà in cui versano le truppe americane.
Ne rende edotti il Segretario alla Difesa, Robert McNamara (Bruce Greenwood), e il Presidente Lyndon Johnson, ma una volta che l’aereo presidenziale fa ritorno negli Stati Uniti, il Segretario esterna tutta una serie di sorrisi ai giornalisti, assicurando loro, in breve tempo, un felice esito del conflitto.
Ellsberg, sconvolto da quanto ha visto ed udito, quale lavorante alla Rand Corporation, società specializzata in analisi delle politiche pubbliche, decide di fotocopiare i numerosi documenti secretati relativi ai rapporti fra America e Vietnam, a partire dal 1945, dai quali si evince, tra l’altro, come un intervento militare nel sud-est asiatico si sarebbe presto rivelato disastroso; sua intenzione è di metterli a disposizione del New York Times e ciò avverrà nel febbraio del 1971, con il giornale pronto alla pubblicazione nel giugno dello stesso anno; le voci al riguardo si erano già diffuse nell’ambiente giornalistico, suscitando l’interesse di Ben Bradlee (Tom Hanks), caporedattore del Washington Post, testata in procinto di essere quotata in borsa una volta divenutane proprietaria Katharine Graham (Meryl Streep), alla morte del marito, il quale ne aveva preso le redini deceduto il padre di lei.
Pubblicati i documenti, lo scandalo inizia a deflagrare, provocando le ire del Presidente Nixon e la subitanea ingiunzione della Casa Bianca a sospendere ulteriori divulgazioni, per violazione dei segreti di stato, in attesa di una decisione in merito della Corte Suprema. Continua a leggere

Manhattan (1979)

Con la distribuzione, a partire dallo scorso 11 maggio,  nelle sale aderenti all’iniziativa, della versione restaurata di Manhattan, girato da Woody Allen nel 1979, restituito ora al cinema nella “solennità” del formato panoramico, si conclude la quarta stagione del progetto Il Cinema Ritrovato al Cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna e Circuito Cinema per riportare in sala i grandi classici restaurati. Nell’occasione ripubblico la mia recensione del film, scritta qualche anno addietro, rielaborata ed approfondita in molti particolari (il tempo non passa mai invano, come si suole dire).

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New York, fine anni Settanta.
Isaac Davis (Woody Allen), 42enne scrittore televisivo nevrotico ed insicuro, è a cena in un ristorante con l’amico professore Yale Pollack (Michael Murphy), la moglie di questi, Emily (Anne Byrne) e la 17enne Tracy (Mariel Hemingway).
Con quest’ultima Isaac ha una  relazione, vissuta fra mille titubanze causa la differenza di età (“sono più vecchio di suo padre”) e i trascorsi rappresentati da due fallimentari matrimoni alle spalle, l’ultimo con Jill (Meryl Streep), che l’ha lasciato per una donna. La conversazione durante il desco e nel corso della passeggiata che segue lungo le vie di Manhattan è attraversata dal classico chiacchiericcio tra intellettuali,  citazioni colte, considerazioni bislacche e qualche battuta; nel mentre Yale confida ad Isaac di essersi innamorato di Mary Wilkie (Diane Keaton), giornalista, che il nostro avrà occasione di conoscere nel corso dell’inaugurazione di una mostra, risultandogli spocchiosa e saccente, in particolare quando lancia velenosi strali a certi suoi numi tutelari, come il regista svedese Ingmar Bergman. Un’improvvisa crisi di coscienza porterà Isaac ad abbandonare il programma televisivo per dedicarsi alla scrittura di un libro che ha in mente da tempo ed intanto nel corso di un party rincontrerà Mary: i due dopo una notte passata insieme a chiacchierare passeggiando per le strade della Grande Mela inizieranno a frequentarsi, pare vi sia una certa intesa fra di loro e poi lei è convinta che Yale non divorzierà mai, mentre lui ormai è deciso a lasciare Tracy, prossima alla partenza per Londra, così da frequentare l’Accademia d’arte drammatica. Continua a leggere

Oscar 2017: le nomination

oscar-905-675x905Sono state annunciate oggi, martedì 24 gennaio, alle 5.30, 14.30 ora italiana, per la prima volta in diretta streaming, da Brie Larson, Jennifer Hudson, Emmanuel Lubezki, Ken Watanabe e Jason Reitman, le nomination relative agli 89esimi Academy Awards®.
La La Land ottiene ben 14 candidature, eguagliando Titanic (1997, James Cameron) ed Eva contro Eva (1950, All About Eve, Joseph L. Mankiewicz).
Fuocoammare di Gianfranco Rosi consegue la candidatura nella categoria Documentari, mentre Meryl Streep ottiene la ventesima nomination per la sua interpretazione in Florence Foster Jenkins, di Stephen Frears, confermandosi l’interprete con il maggior numero di candidature (la prima risale al 1979 per The Deer Hunter, Il cacciatore, di Michael Cimino), 16 come Miglior Attrice Protagonista e 4 in qualità di Non Protagonista.
La cerimonia di premiazione degli 89esimi Academy Awards® sarà condotta da Jimmy Kimmel ed avrà luogo al Dolby Theatre di Hollywood, domenica 26 febbraio. Di seguito, l’elenco delle candidature. Continua a leggere

Golden Globe® 2017: a Meryl Streep il “Cecil B. DeMille Award”

 Meryl Streep

Meryl Streep

La Hollywood Foreign Press ha deciso di conferire all’attrice americana Meryl Streep il Cecil B. DeMille Award, ovvero il Golden Globe alla carriera, per onorare “lo straordinario contributo della Streep al mondo dello spettacolo”, nel corso della 74ma edizione dei Golden Globe® Awards, che avrà luogo l’8 gennaio 2017.
Lo scorso anno il Cecil B. DeMille Award fu attribuito  a Denzel Washington e recentemente lo hanno vinto anche Martin Scorsese, George Clooney, Jodie Foster e Morgan Freeman.

Roma 2016: è qui la Festa

a3E’ stata presentata oggi, venerdì 30 settembre, l’XI Edizione della Festa del Cinema di Roma (13-23 ottobre), che nelle intenzioni del direttore artistico Antonio Monda intende perseguire non solo l’obiettivo di tenere fede al ritorno, delineato già lo scorso anno, all’originaria denominazione della kermesse capitolina, indicando così un suggestivo momento aggregativo e di celebrazione del cinema quale strumento di condivisione popolare (niente concorso, giurie o cerimonie di aperture e chiusura, unico premio sarà ancora una volta quello del pubblico), ma anche un dialogo con le altre forme di espressione, come la musica. Quest’ ultima sarà protagonista, a partire dal manifesto, volto a celebrare la leggerezza, la forza e la fantasia dell’artista americano Gene Kelly a vent’anni dalla sua scomparsa, grazie all’immagine scelta, concessa in utilizzo dal Gene Kelly Image Trust e da Time Inc., uno scatto del fotografo di Life magazine J. R. Eyerman, che cattura un istante magico sul set di Singin’ in the Rain (1952, Stanley Donen). Previsti poi, restando nell’ambito musicale, ospiti speciali come Jovanotti, Michael Bublé, Elio e le Storie Tese. Continua a leggere

11ma Festa del Cinema di Roma: il manifesto omaggia Gene Kelly

a3Gene Kelly sarà il protagonista della campagna di comunicazione relativa all’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che celebrerà così la leggerezza, la forza e la fantasia dell’artista americano, a vent’anni dalla sua scomparsa. Kelly ha lasciato un segno indelebile nella storia della Settima Arte grazie al suo immenso talento e alla sua incredibile versatilità. L’immagine scelta, concessa in utilizzo dal Gene Kelly Image Trust e da Time Inc., è uno scatto del fotografo di Life magazine J. R. Eyerman, che cattura un istante magico sul set di Singin’ in the Rain (1952, Stanley Donen) durante le prove di una delle scene più memorabili del film: nel corso di una festa, Gene Kelly immagina di danzare con Cyd Charisse e la foto ritrae, con grazia e armonia, il loro incontro onirico. “L’immagine scelta racchiude perfettamente il senso di eleganza e gioia che voglio attribuire alla Festa – ha spiegato il direttore artistico Antonio Monda – Il gesto di Cyd Charisse e Gene Kelly ci regala una dimensione di sogno. Voglio ricordare che questo capolavoro del cinema è riuscito ad essere nello stesso tempo popolare e raffinato”.
La Festa del Cinema di Roma, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Piera Detassis, si svolgerà dal 13 al 23 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della Capitale.
Un’altra notizia riguardante la kermesse capitolina è l’aggiunta del nome di Viggo Mortensen all’interno del programma degli Incontri ravvicinati, che già vede al suo interno le partecipazioni di Tom Hanks, Meryl Streep, Oliver Stone, David Mamet, Don DeLillo, Daniel Libeskind, Lorenzo Jovanotti Cherubini. Mortensen parlerà agli spettatori della sua trentennale carriera, mostrando le immagini dei film che lo hanno reso noto in tutto il mondo.